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Cosa occorre per stampare da soli le proprie immagini


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  • Redazione

Qui, sulla traccia data da Mauro, si è sviluppata una bella chiacchierata sui costi e sulle motivazioni che stanno dietro alla scelta di stampare da se. Così come le altre, assolutamente condivisibili, di chi fa la scelta opposta.

Personalmente, io faccio entrambe le cose: stampo da me quando posso ed uso terzi quando non posso, cosa che avviene se l'obiettivo è un libro o la dimensione eccede l'A2.

Del dispositivo di stampa abbiamo già parlato, ci sono sostanzialmente due possibilità: Canon o Epson; dei costi pure: la singola stampa costa meno "fatta in casa" che comprata, ed il costo decresce con la crescita della dimensione delle taniche (e quindi normalmente del formato massimo producibile), ma se ai costi vivi sommi il costo della stampante e produci poche stampe il risultato si ribalta.

Ma cosa serve per stampare?

La mia esperienza è questa:

0) La capacità di regolare il file con uno strumento adatto. E' in comune con tutti gli usi, ed è sorprendente che ci si interroghi sull'opportunità di farlo o che si continui a mostrare sul forum immagini "così come uscite dalla macchina". Non è un caso che questo sia il punto 0 della mia lista.

0) un monitor calibrato/profilato correttamente (mi perdoneranno i puristi, metto insieme le due definizioni per semplicità anche se so che hanno significato ben diverso). A dire che il colore E la luminosità devono essere opportunamente tarate. Personalmente uso un iMac da almeno 3 generazioni, calibrando entrambi gli aspetti con ColorMunki. Ma questa attività, un po' meno la regolazione della luminosità, per me è 100% in comune con chi stampa in service e/o condivide le foto sul web. Per questo siamo sempre al punto 0.

1) La profilazione della stampante. Se è vero che si possono scaricare i profili sul sito del produttore della carta, farlo equivale concettualmente a non aver regolato il monitor: il risultato non è garantito! Per farla occorre trovare un service, che farà stampare un file di patch colorate seguendo un metodo specifico. Dalla scansione di questa stampa uscirà il profilo da caricare sul PC. Un ottimo motivo per concentrarsi su una o poche carte.

1.1) La standardizzazione della carta. Ogni tipo ha una resa diversa, che occorre "imparare". Io sostanzialmente stampo al 100% su INNOVA Smooth Cotton High White. Ed in ogni caso consiglio a chi inizia di abbattere il numero delle variabili dedicandosi ad una sola carta.

2) Conoscere il processo ed alcuni assunti base. Ma uno può affrontare la cosa anche come un insieme di dogmi senza averne capito il significato. Stampando da Lightroom o Capture One il tutto è molto semplice: si seleziona il profilo di output, si seleziona il tipo di carta e la dimensione, si sceglie Percettivo come intento di rendering, se possibile (COne, LR non lo fa) si spunta la casella di compensazione del nero, se possibile si seleziona il target di nitidezza di stampa in base alla modalità di visione (COne, LR non lo fa; ma il default di COne mi sembra funzionare egregiamente). Sapere quali sono i DPI target, in modo da evitare che il driver faccia ridimensionamenti: 360 per tutte le stampanti Epson; credo 300 ma non sono sicuro per Canon. 

3) OPZIONALE: Capire come fare il SoftProof, che è il modo per vedere a video una simulazione dell'adattamento di stampa di colori e contrasto, e quali risultati da questo derivino. Dico opzionale perché, nella pratica, lo uso ma solo per immagini da contrasti e colori "speciali", il resto va dritto in stampa. Ed in taluni casi, lo confesso senza remore, se sono nel caso in cui l'immagine è complicata, dopo il softproof faccio un bel provino in stampa. Il SoftProof se usi un service automatico non lo puoi fare, quindi ti prendi lo stesso identico risultato che hai in casa se non lo fai... 

4) OPZIONALE: fare l'ingrandimento, se estremo, con software specifici e non con gli automatismi di LR (COne non lo conosco abbastanza e non ne ho ancora apprezzato la resa, ma per immagini A2 da file 21mpix ingrandisco con altro sw). Questo sarebbe consigliabile anche se vai in service automatico.... ma non lo puoi fare perché dovresti caricare su internet un file enorme.

E voi? quali altri passaggi? quali altre esperienze?

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  • Redazione

riprendendo un altro thread:

- il desiderio di "produrre" una stampa.
Produrre non è solo la somma di skill tecnici che, ragionevolmente, una persona normodotata può apprendere, ma avere passione per "fare" un oggetto (stampa) costruendolo passo passo.

Quando ho iniziato a fare click, volente o nolente i camera oscura ci finivi per forza, lì ho capito che per me era una fatica che poco centrava con il mio gusto di fotografare e che anzi, per quanti sforzi facessi il mio prodotto raramente era soddisfacente. Non si creda che la stampa BN fosse più semplice di quello che è oggi la stampa digitale, no affatto. Vero che ogni attività ha tanti livelli di difficoltà, ma raggiungere un buon risultato non era ed è affatto banale ed il risultato, per quanto si possa fare attenzione, è decisamente aleatorio tanto che una stampa chimica è effettivamente un'opera unica: ti voglio vedere a ripetere esattamente le stesse mascherature volanti, per lo stesso numero di secondi.
Ecco. li capii che non ero nato stampatore

Con il digitale non ti sporchi le mani e non devi spegnere la luce, ma rimane sempre un processo la cui complessità non mi prende, non mi spinge alcun sacro fuoco a ricercare un pur bell'oggetto come una stampa <fine art>. Lascio che siano altri che hanno il "senso" e gli skill adeguati ad ottenere quei risultati. E quando accade, è una festa :). Per me è già dura trovare occasioni di ripresa fotografica adeguate....ecco mi basta questo e ne avanza

 

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  • Redazione
5 ore fa, Valerio Brustia dice:

riprendendo un altro thread:

- il desiderio di "produrre" una stampa.
Produrre non è solo la somma di skill tecnici che, ragionevolmente, una persona normodotata può apprendere, ma avere passione per "fare" un oggetto (stampa) costruendolo passo passo.

Quando ho iniziato a fare click, volente o nolente i camera oscura ci finivi per forza, lì ho capito che per me era una fatica che poco centrava con il mio gusto di fotografare e che anzi, per quanti sforzi facessi il mio prodotto raramente era soddisfacente. Non si creda che la stampa BN fosse più semplice di quello che è oggi la stampa digitale, no affatto. Vero che ogni attività ha tanti livelli di difficoltà, ma raggiungere un buon risultato non era ed è affatto banale ed il risultato, per quanto si possa fare attenzione, è decisamente aleatorio tanto che una stampa chimica è effettivamente un'opera unica: ti voglio vedere a ripetere esattamente le stesse mascherature volanti, per lo stesso numero di secondi.
Ecco. li capii che non ero nato stampatore

Con il digitale non ti sporchi le mani e non devi spegnere la luce, ma rimane sempre un processo la cui complessità non mi prende, non mi spinge alcun sacro fuoco a ricercare un pur bell'oggetto come una stampa <fine art>. Lascio che siano altri che hanno il "senso" e gli skill adeguati ad ottenere quei risultati. E quando accade, è una festa :). Per me è già dura trovare occasioni di ripresa fotografica adeguate....ecco mi basta questo e ne avanza

 

Certo, il punto di partenza deve essere volerlo fare. Ed ovviamente rispetto ogni opinione, la tua anche di più perché ho visto stampe molto ben fatte delle tue splendide immagini. Per cui tu, quando vuoi “la carta”, hai un modo efficacissimo di ottenerla. Ma che guarda caso non è il service del supermercato....
Ma il senso di questo topic è un altro: approfondire quanto è difficile, quanto è complesso con la tua parola, stampare da soli. Perché stiamo prendendo come assunto che sia enormemente difficile mentre nella mia esperienza non lo è. Ed anzi, la parte difficile, quella veramente difficile, è ottenere il file, indipendentemente da quello che con quel file ci vuoi fare. Ed intendo il processo dall’idea, alla realizzazione dello scatto e la sua regolazione.

Ed allora mi piacerebbe sapere, dai diversi che hanno detto di stampare da se, es. Pedrito e Dario.... ma so che ci sono anche altri, come operano e se si ritrovano nella mia lista. Lo scopo non è creare nuovi adepti alla stampa casalinga ma spingere a stampare.
Magari, la speranza che serva, è che alcuni di quelli che oggi non stampano possano trovare soddisfazione nel “fai da te” e qui una guida su come muovere i primi passi...., senza paura perché non è così difficile come lo si sta descrive. E certo, occorre averne voglia. Innanzi tutto di fare quel passo in più che va dalla fruizione a video alla stampa!

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  • Nikonlander Veterano

Una domanda per Massimo, come ti trovi con ColorMunki?
Che versione usi ed ogni quanto tempo calilbri il display dell'iMac?

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  • Administrator

Massimo, serve anche la disponibilità di uno spazio serio.

In un mondo dove sempre più gente non ha nemmeno un computer desktop, una stampante A2 da 35 chilogrammi, occupa un tavolino.
Anche quando è spenta :)

 

 E preliminarmente, che si stampi in casa o fuori, servono le foto, quelle belle, da stampare.

Mi sbaglio ?

 

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  • Nikonlander

Io stampo le foto in casa, ma non ho una stampante professionale, ho una buona stampante, Canon IX6850, stampa fino all'A3+, con la quale mi stampo da solo le foto. Ho preso una via di mezzo, per capire se stampare sarebbe stata una cosa che mi sarebbe piaciuto fare oppure se non era per me: devo dire che il risultato è che mi piace farlo. Attualmente ho solo stampato foto con poche velleità di "professionalità", formato A4 su carta fotografica lucida (di qualità ma non fine-art). Da appendere in casa, dentro cornice con vetro, quindi tutto sommato va bene così al momento, ho in programma di stampare qualcosa più grande e in qualità migliore, ma sto ancora individuando il soggetto e... la parete. Però anche nel mio piccolo ho dovuto avere a che fare con alcune delle problematiche evidenziate da Massimo:
0) innanzitutto io scatto solo in NEF, quindi per forza faccio PP sulla foto, e mi piace anche farlo, la vedo come un prendersi cura della propria creazione, come si prende cura della pianta di casa annaffiandola, togliendogli la polvere, ecc.
0) ho calibrato il monitor... del vecchio PC, per cui adesso dovrei ricalibrare quello nuovo, ma al momento ancora non l'ho fatto.
1) la stampante non essendo della gamma professionale, non ha un profilo pubblico, ma ha una sua profilazione via driver, per cui con LR non è preciso nel rappresentare i colori.
1.1) non ce l'ha la stampante, figurarsi la carta! (anche se qualcosa ha di preimpostato se si rimane in ambito Canon con la carta)
Tutto questo porta al risultato che: ho scoperto la stampante avere una varianza verso il giallo, non esagerata, ma a volte fastidiosa. Ho dovuto fare diverse prove di stampa e regolando la PP di conseguenza, in modo da isolare le modifiche necessarie per rendere quello che vedo a monitor come quello che stampo, non è ancora del tutto perfetto, ma accettabile. E' stato un lavorone che ha preso tanto tempo e tante prove, ovviamente stampando "provini" in piccolo, per non sprecare litri di inchiostro e quintali di carta. Ho visto che ci sono dei tools tipo ColorMunki che permettono anche di profilare carte e stampante, oltre al monitor, ci stavo pensando per avere una profilazione precisa di tutto.
Ma alla fine quando stampo un'immagine da appendere, faccio sempre una prova in formato piccolo, per essere sicuro che le regolazioni siano ok.

Aggiungo in risposta a Mauro: anche la mia stampante non è piccola 60 x 30 cm per 8kg e quando stampa occupa ancora più spazio... Motivo per cui, in effetti, ho problemi a dove posizionarla, occupa mezza scrivania della cameretta e sulle mensole non ci sta. Attualmente sta in armadio e viene fuori all'occorrenza! Quelle ancora più grandi... Serve creare la stanza studio :D

Sulle foto da stampare... direi ovvio! Ma penso che chi più chi meno qualcosa che sia a suo gusto bello a sufficienza da essere stampato lo abbiamo, altrimenti che fotografiamo a fare? Usiamo il cellulare che basta! ;)

Edited by Leo
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  • Redazione
11 ore fa, Sakurambo dice:

Una domanda per Massimo, come ti trovi con ColorMunki?
Che versione usi ed ogni quanto tempo calilbri il display dell'iMac?

Bene, il mio è un modello vecchiotto.... fine vita direi.

Io, ora, il monitor lo calibro un paio di volte l’anno. Quando era nuovo più spesso, ogni paio di mesi.

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  • Redazione
10 ore fa, M&M dice:

Massimo, serve anche la disponibilità di uno spazio serio.

In un mondo dove sempre più gente non ha nemmeno un computer desktop, una stampante A2 da 35 chilogrammi, occupa un tavolino.
Anche quando è spenta :)

 

 E preliminarmente, che si stampi in casa o fuori, servono le foto, quelle belle, da stampare.

Mi sbaglio ?

 

No, non ti sbagli. Dovrei aggiungere un ulteriore punto 0! 
E neppure sullo spazio, che si, è un problema. Ma il senso del mio post sta tutto nel fatto che le cose più difficili sono sostanzialmente  in comune con qualsiasi modalità di output, basta organizzarsi.

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Ciao, 

dirò una cosa scontata ma stampo per avere il controllo completo del processo fotografico; a dire il vero continuo anche con mettere le foto su pannello o incorniciandole.

Fin dagli inizi mi sono sempre interessato alla stampa in modo teorico per poi, dopo alcuni anni passare alla stampa fisica vera e propria con una stamapante A3+ e attualmente con una per il formato A2 (vorrei anche un plotter più grande ma....) 

Concordo con i punti che hai inserito: monitor, calibrazione, profilazione ecc. Non ne faccio una questione di costi in quanto ovviamente se si fanno confronti con le stampe on line il confronto non regge, ma se il confronto è fatto con stampe fine art il discorso cambia e di parecchio. Il problema è l'uso delle stampanti,  che se fatto di rado può portare a dei problemi ed ha anche poco senso.

Per chi può consiglio sempre di stampare e di stampare su diverse carte (esistono i sample pack per fare le prove e risparmiare qualcosa)...non avete idea di quanto potrebbe cambiare una foto in stampa e di cosa potete vedere in stampa che a monitor non vedete.

My two cent.

Saluti

 

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  • Administrator
2 ore fa, Antono Biggio ha scritto:

Ciao, 

dirò una cosa scontata ma stampo per avere il controllo completo del processo fotografico; a dire il vero continuo anche con mettere le foto su pannello o incorniciandole.

Fin dagli inizi mi sono sempre interessato alla stampa in modo teorico per poi, dopo alcuni anni passare alla stampa fisica vera e propria con una stamapante A3+ e attualmente con una per il formato A2 (vorrei anche un plotter più grande ma....) 

Concordo con i punti che hai inserito: monitor, calibrazione, profilazione ecc. Non ne faccio una questione di costi in quanto ovviamente se si fanno confronti con le stampe on line il confronto non regge, ma se il confronto è fatto con stampe fine art il discorso cambia e di parecchio. Il problema è l'uso delle stampanti,  che se fatto di rado può portare a dei problemi ed ha anche poco senso.

Per chi può consiglio sempre di stampare e di stampare su diverse carte (esistono i sample pack per fare le prove e risparmiare qualcosa)...non avete idea di quanto potrebbe cambiare una foto in stampa e di cosa potete vedere in stampa che a monitor non vedete.

My two cent.

Saluti

 

Chi lo fa ha la mia incondizionata ammirazione...

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  • Nikonlander
13 ore fa, Antono Biggio ha scritto:

Ciao, 

dirò una cosa scontata ma stampo per avere il controllo completo del processo fotografico; a dire il vero continuo anche con mettere le foto su pannello o incorniciandole.

Fin dagli inizi mi sono sempre interessato alla stampa in modo teorico per poi, dopo alcuni anni passare alla stampa fisica vera e propria con una stamapante A3+ e attualmente con una per il formato A2 (vorrei anche un plotter più grande ma....) 

Concordo con i punti che hai inserito: monitor, calibrazione, profilazione ecc. Non ne faccio una questione di costi in quanto ovviamente se si fanno confronti con le stampe on line il confronto non regge, ma se il confronto è fatto con stampe fine art il discorso cambia e di parecchio. Il problema è l'uso delle stampanti,  che se fatto di rado può portare a dei problemi ed ha anche poco senso.

Per chi può consiglio sempre di stampare e di stampare su diverse carte (esistono i sample pack per fare le prove e risparmiare qualcosa)...non avete idea di quanto potrebbe cambiare una foto in stampa e di cosa potete vedere in stampa che a monitor non vedete.

My two cent.

Saluti

 

concordo 

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  • Nikonlander Veterano

Ma cosa serve per stampare?

Direi principalmente esperienza, dopo aver dato per scontato ciò da cui non si può prescindere per ottenere una buona stampa: semplificando, un file correttamente sviluppato, un monitor calibrato, un software per la stampa in cui sono caricati i profili delle carte che si utilizzano.

Dove l'esperienza aiuta a capire come operare di volta in volta per mettere sulla carta ciò che si vede sul monitor a partire dal fatto che, per fare un esempio banale, mentre quest'ultimo è retroilluminato la carta non lo è, e pertanto occorre inizialmente comprendere questa dinamica e come la macchina e la carta rispondono agli input che diamo loro. L'esperienza ci dirà poi quali piccole modifiche adottare via via per ottenere non tanto la stampa perfetta, quanto la stampa che abbiamo in mente. Perché la stampa - come la scelta dell'esposizione o del tempo di scatto - è interpretazione del fotografo e non risponde a canoni definiti a priori.

Discorso semplicistico? Forse sì, ma in tutta onestà per le mie attuali competenze non mi sento in grado di dare consigli specifici rispetto al workflow che risponde alla domanda di cui sopra. Posso tuttavia dare qualche suggerimento, peraltro già accennato da chi mi ha preceduto.

Uno è sicuramente quello di scegliere tra max 1 o 2 carte su cui stampare le proprie foto: ciò semplifica la conoscenza delle risposte di ciascuna allo sviluppo del file e alla stampa così da poter affinare le modifiche da effettuare per ottenere il miglior risultato possibile. Per cominciare, la scelta di una carta realizzata dalla stessa casa produttrice della stampante aiuta molto a raggiungere rapidamente l'effetto desiderato per le ragioni che è facile immaginare.

Un'altro suggerimento è quello di eventualmente risolvere un problema alla volta: un po' come quando il pc si comporta in modo strano e cerchiamo di trovare il bug cambiando un solo parametro per volta così da verificarne la correttezza dell'esito, allo stesso modo un provino di stampa dovrebbe differire dal precedente per una sola modifica così da testarne la sua eventuale validità: sarà più facile capire dove concentrare la propria attenzione.

La condivisione dei metodi e delle esperienze è a mio parere un altro aspetto importante: se conosci qualcuno che stampa - preferibilmente con la stessa marca di stampante che usi tu - chiedere e confrontarsi è il sistema più semplice per imparare e per non perdere tempo e denaro per migliorare i propri lavori.

Per ultimo, ma non ultimo, studiare per comprendere sempre meglio: se la stampa come per lo scatto è interpretazione dell'immagine, occorre conoscere la tecnica per sapere come fare.

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