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MM!

Quanto vale il fotografo e quanto il soggetto in questo ritratto ?

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Scartata perchè arrivata fuori tempo massimo al contest appena conclusosi, vi sottopongo comunque questo ritratto di Vincent Peters ... di una sua amica spagnola.

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Vincent in più di una intervista ha confessato di essere un artigiano, non troppo portato per la tecnica e la tecnologia (potendo scatterebbe a pellicola) e che il suo principale impegno quando fotografa è di - traduco non letteralmente - non sminchiare il soggetto e la luce.

Guardando questo suo ritratto che ne pensate ?
Ha ragione o ha torto ?
E quando vale il viso di Penelope Cruz in questo suo ritratto ?

:)

Esprimetevi liberamente, è gratis e nessuno verrà giudicato per la sua opinione.

;)

 

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Peters potrebbe tranquillamente scattare sempre con uno dei 50mm around di cui stai continuando a fare collezione: quelli col massimo della prestazione al centro del fotogramma, nell'area del  semispot di misurazione esposimetrica e poi più nulla gradualmente fino ad arrivare ai bordi del fotogramma, che lo interessano tanto quanto la cornice di questo scatto.

Il viso della Cruz è funzionale a tutto ciò: i bianchi al limite del clippaggio (certo che preferirebbe la pellicola, dove il problema è opposto) per riuscire ad esprimere la vita che si agita nelle iridi (entrambe) della modella.

Non basta una modella: ha bisogno di un'attrice che non abbia bisogno per forza delle tette: la Cruz, appunto, che eventualmente comunque le può sfoggiare ...alla bisogna.

E poi aveva bisogno di Penelope, per poter riempire la cornice anche con la parvenza della sommità della sua spalla sinistra: che aggiunge la sensazione di aver visto già tutto là, dentro quella cornice.

Avesse scelto una donna dieci cm più alta, avrebbe dovuto trovare una finestra più grande.

Abbiamo capito bene?  Sarà la finestra il soggetto della foto e Penelope Cruz  il suo delizioso companatico? 😁

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2 minuti fa, Max Aquila dice:

Peters potrebbe tranquillamente scattare sempre con uno dei 50mm around di cui stai continuando a fare collezione [...]

Anche lui, anche lui :

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intervista

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Beh, non sminchiare il soggetto e luce, presuppone che la tecnica la conosci...e chi più di un artigiano!! Per me vale molto il fotografo che ha "l'ardire" di chiedere alla deliziosa Penelope di mettersi dietro una finestra bagnata dalla pioggia/condensa. Certo gli occhioni della Cruz sono un bel valore aggiunto!

E se avesse ragione Max, che la vera protagonista è la finestra?!!😉

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10 minuti fa, SGAMBI dice:

Per me vale molto il fotografo che ha "l'ardire" di chiedere alla deliziosa Penelope di mettersi dietro una finestra bagnata dalla pioggia/condensa. Certo gli occhioni della Cruz sono un bel valore aggiunto!

E' la stessa identica cosa che avresti dovuto chiedere tu alla bella Virginia. E sorridendole, l'avresti anche fatta sorridere, dolcemente, come il suo carattere :)

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Se partiamo dall'assunto che il fotografo è quello che può fare la differenza tra una foto che funziona o non funziona, quando si ha a che fare con persone, talvolta non è proprio possibile stabilire un rapporto di fiducia empatico con il proprio soggetto, in tal caso ognuno ci mette quel che sente, quel che ha; professionalità, impegno.. ma la foto per quanto potrebbe funzionare allo scopo prefisso, sarà totalmente sterile a livello emotivo.

 

Vogliamo parlare della Cruz? Soggetto difficile.. molti pochi sono riusciti ad entrare in sintonia e creare scatti piacevoli.. questo per me non è il caso.

Potrei stilare una lista di attrici "difficili" ma per ognuna di queste c'è sempre il fotografo che ne ha tirato fuori qualcosa di stupefacente.

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A me è capitato tre volte di non trovare alcun "contatto umano" con una modella che avevo davanti, ingaggiata per un lavoro.

In un caso ho fatto comunque foto fantastiche esattamente come da programma (trucco, parrucco, luci, contesto creativo) solo che era come se lei fosse rimasta a casa. Semplicemente non era li e si limitava a prestare il suo volto senza partecipare.
Nel secondo caso ho proprio fatto foto di merda che poi ho buttato via.
Nel terzo caso invece ho fatto finta di scattare, senza nemmeno la scheda nello slot, perchè non mi trovavo proprio con quella tipa ed ho fatto le foto solo perchè c'era un contratto verbale ed io rispetto sempre gli impegni.

Per sono cose che so solo io. Se fossi stato pagato per fare quelle foto, nei tre casi le avrei fatte al meglio per il mio committente.

Però non credo che questo discorso sia necessariamente visibile negli scatti, o almeno non sempre.

Per esempio, io trovo le foto di Vincent Peters, benché sempre di altissimo livello, quasi sempre fredde (crucche), artificiali, finte, troppo posate.
Io non conosco Penelope Cruz ma posso dire che tutte le volte che ho avuto davanti una latina ci sono state scintille (positive) di creatività.

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31 minuti fa, MM! dice:

E' la stessa identica cosa che avresti dovuto chiedere tu alla bella Virginia. E sorridendole, l'avresti anche fatta sorridere, dolcemente, come il suo carattere :)

 

Un vecchio adagio recita....la potenza è nulla senza controllo!😁 

Grazie per il consiglio, da tenere a mente per il prossimo workshop... A proposito di workshop...sono d'accordo con l'intervento poi cancellato di Max nel contest...non fa una piega!!!

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In questo specifico ritratto, a mio modo di vedere, vale più il fotografo del soggetto, pur trattandosi della famosissima attrice.

Quantificare il quanto è difficile e soggettivo, però in questo caso specifico potrei tranquillamente osare un 80/20. Sì, perché il fotografo ci ha messo molto del suo nel risultato finale di questa fotografia e sono portato a pensare che moltissimi altri soggetti sarebbero venuti "altrettanto bene" in questa foto.
Altro discorso è invece monetizzare lo scatto (in termini economici o di "like") grazie alla presenza della Cruz invece di Pinca Pallina, ma questo, però, è un altro discorso. 

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Il 23/5/2020 at 11:47, SGAMBI dice:

Un vecchio adagio recita....la potenza è nulla senza controllo!😁 

Grazie per il consiglio, da tenere a mente per il prossimo workshop... A proposito di workshop...sono d'accordo con l'intervento poi cancellato di Max nel contest...non fa una piega!!!

Nessuna cancellazione. Giusto per far esprimere i protagonisti prima.

 

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1 ora fa, cris7 dice:

In questo specifico ritratto, a mio modo di vedere, vale più il fotografo del soggetto, pur trattandosi della famosissima attrice.

Quantificare il quanto è difficile e soggettivo, però in questo caso specifico potrei tranquillamente osare un 80/20. Sì, perché il fotografo ci ha messo molto del suo nel risultato finale di questa fotografia e sono portato a pensare che moltissimi altri soggetti sarebbero venuti "altrettanto bene" in questa foto.
Altro discorso è invece monetizzare lo scatto (in termini economici o di "like") grazie alla presenza della Cruz invece di Pinca Pallina, ma questo, però, è un altro discorso. 

Si Dimitri ma tre quarti del lavoro del fotografo é già fatto se puoi scegliere dal catalogo : Scarlett,  Charlize, Cate, Milla, Tilda, Charlotte, Helen Mirren, Uma o una delle tante altre di quel calibro :) anziché mia Zia Petunia  :(

 

 

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18 minuti fa, MM! dice:

Si Dimitri ma tre quarti del lavoro del fotografo é già fatto se puoi scegliere dal catalogo : Scarlett,  Charlize, Cate, Milla, Tilda, Charlotte, Helen Mirren, Uma o una delle tante altre di quel calibro :) anziché mia Zia Petunia  :(

 

 

Uma lo spaccava con un solo occhio il vetro di quella finestrina...

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Ci sono un paio di cose che non mi convincono troppo. Intanto, come notava Max, i bianchi al limite del clipping che nel ritratto non mi piacciono tanto, ma è solo gusto personale, io non sono un ritrattista e sicuramente Vincent Peters conosce l'argomento molto meglio di me. Però questo non gli garantisce licenza di uccidere: non so quanto l'effetto sia voluto però se la focale è corta e il ritratto è ravvicinato (ed è questo il caso) almeno che l'obiettivo sia in asse perchè quella leggera deformazione dovuta alla prospettiva non si ferma solo alle geometrie dell'infisso, arriva sino al volto e si vede.
(... e pur nel mio piccolo Penelope Cruz me la sarei giocata meglio;))

 

 

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24 minuti fa, effe dice:

Ci sono un paio di cose che non mi convincono troppo. Intanto, come notava Max, i bianchi al limite del clipping che nel ritratto non mi piacciono tanto, ma è solo gusto personale, io non sono un ritrattista e sicuramente Vincent Peters conosce l'argomento molto meglio di me. Però questo non gli garantisce licenza di uccidere: non so quanto l'effetto sia voluto però se la focale è corta e il ritratto è ravvicinato (ed è questo il caso) almeno che l'obiettivo sia in asse perchè quella leggera deformazione dovuta alla prospettiva non si ferma solo alle geometrie dell'infisso, arriva sino al volto e si vede.
(... e pur nel mio piccolo Penelope Cruz me la sarei giocata meglio;))

Che non ho capito quanto risponda al quesito posto però, il fotografo è scarso e conta completamente il soggetto in questa fotografia ?

Sinceramente quando ho scelto questa fotografia, io non ho nemmeno visto la finestra. Figuriamoci se sono stato a guardare il clipping del bianco (e dire che a me Penelope, non dice nulla).

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Intanto magari essere tutti artigiani come lui... 

Poi, il fotografo qui applica una schema luce comune al 99% dei suoi lavori, a lui quella luce piace ed i soggetti vengono usati di conseguenza.
Certamente diventa tutto più facile quando hai la Theron o Vincent Cassel a farti da modello.
Sul suo profilo ci sono anche foto di illustri sconosciuti ( almeno per la maggioranza degli osservatori ) ed i risultati non sono male, sempre tenendo conto delle sue evidenti preferenze in fatto di illuminazione.
Qui il suo profilo instagram: Vincent Peters
Tra le foto più vecchie trovate anche un'altra versione dell'amica spagnola.

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2 ore fa, MM! dice:

Che non ho capito quanto risponda al quesito posto però, il fotografo è scarso e conta completamente il soggetto in questa fotografia ?

Sinceramente quando ho scelto questa fotografia, io non ho nemmeno visto la finestra. Figuriamoci se sono stato a guardare il clipping del bianco (e dire che a me Penelope, non dice nulla).

Giusto, rispondo ora: Penelope Cruz non mi fa impazzire come modella (ma neanche come attrice); Vincent se l'è giocata molto male ergo: fifty fifty in negativo.:)

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Posted (edited)

Non so, se Peters venisse da me a dirmi che lui in questa foto non ha fatto granché, lo riterrei un falso modesto. Il framing del viso è preciso, e non può averci pensato solo la Cruz perché non si vede all'interno della finestra (ma magari c'era uno specchio); la condensa sul vetro è distribuita perfettamente e pulita dove invece darebbe noia.

L'espressione è di quelle che a me risultano ipnotiche, quindi complimenti alla modella, ma non direi che abbia fatto tutto lei. Sono per un 60-40 per il fotografo, almeno.

Edited by Gabriele Castelli
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comprato nel 2015. Peters è un pittore della luce.
Ma in quanto a sintonia con i soggetti - fantastici - che ha a disposizione, zero (IMHO).

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da comprare e fonte di ispirazione in più di un mio shooting.

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18 ore fa, MM! dice:

Si Dimitri ma tre quarti del lavoro del fotografo é già fatto se...

Non ci piove.

Non ci piove…. Però solo a condizione che a "giudicare" l'immagine sia una persona che della fotografia ci capisce poco e fondamentalmente non né è neppure interessato, un vip hunter diciamo.
Altre persone più interessate ad altro potrebbero avere considerazioni molto diverse.

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Posted (edited)
7 ore fa, effe dice:

i bianchi al limite del clipping

A riguardo posso dirti con certezza che praticamente tutti i più grandi ritrattisti di tutti i tempi, dei bianchi al limite del clipping, se ne stra sbattono altamente.
Forse siamo noi, io in primis, a farci troppe pippe mentali su quegli aspetti.

Edited by cris7

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Sulla maggiore facilità di scattare con Uma e con Penelope rispetto che con Zia Petunia, non saprei non avendoci mai provato, ma tenderei a dare credito all'idea di Mauro... penso anche però che chi ha un clichè da rispettare abbia una tale pratica con sguardi languidi (la modella) o luci di un certo tipo (il fotografo) che in fin dei conti si tratti quasi di una piacevole "abitudine" nell'unire sapientemente gli ingredienti: abitudine anche in chi guarda, però, perchè se vedo Penelope vorrei vedere anche un certo sguardo, se ci vedo Davide D. magari mi aspetto lo sguardo da pesce lesso...

Alla domanda di Mauro in ogni caso, risponderei istintivamente che LUI era lì, LUI ha scatto la foto, LUI l'ha sviluppata, mentre LEI ha fatto bene quello che madre natura le ha donato ed è stata molto brava ad assecondare le richieste del fotografo: contando i pronomi direi che il fotografo conta eccome...

Infine, scusatemi ma la parola "artigiano" non vuol dire nulla riguardo alla "bravura" e al risultato: era un artigiano anche quello che mi ha collegato l'acqua calda allo sciacquone del water ma non tenderei a metterlo nella stessa categoria di Vincent. :D

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1 ora fa, cris7 dice:

A riguardo posso dirti con certezza che praticamente tutti i più grandi ritrattisti di tutti i tempi, dei bianchi al limite del clipping, se ne stra sbattono altamente.
Forse siamo noi, io in primis, a farci troppe pippe mentali su quegli aspetti.

decontestualizzando si fa sempre danno.

Nella presentazione del fotografo da parte di Mauro si accennava al fatto che Peters non si curi poi tanto degli aspetti collaterali e tecnici del digitale e che anzi preferirebbe lavorare su pellicola.

Va da se che in bianco e nero (chimico) era pratica invalsa sottoesporre e sovrasviluppare, per cui in fase di stampa poi il problema della resa degli estremi di gamma era solo dello stampatore.

Certo che i grandi ritrattisti se ne sbattevano.

Oggi con tutti i vantaggi della postproduzione e della stampa digitale certi problemi in alcuni casi sono facili da risolvere, in altri...praticamente impossibili.

Altro che pippe mentali: se la Stampa sia il fine ultimo della fotografia.

Perchè a monitor tutte le vacche di notte sono nere...

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Il 23/5/2020 at 10:20, Max Aquila dice:

Peters potrebbe tranquillamente scattare sempre con uno dei 50mm around di cui stai continuando a fare collezione: quelli col massimo della prestazione al centro del fotogramma, nell'area del  semispot di misurazione esposimetrica e poi più nulla gradualmente fino ad arrivare ai bordi del fotogramma, che lo interessano tanto quanto la cornice di questo scatto.

Il viso della Cruz è funzionale a tutto ciò: i bianchi al limite del clippaggio (certo che preferirebbe la pellicola, dove il problema è opposto) per riuscire ad esprimere la vita che si agita nelle iridi (entrambe) della modella.

Non basta una modella: ha bisogno di un'attrice che non abbia bisogno per forza delle tette: la Cruz, appunto, che eventualmente comunque le può sfoggiare ...alla bisogna.

E poi aveva bisogno di Penelope, per poter riempire la cornice anche con la parvenza della sommità della sua spalla sinistra: che aggiunge la sensazione di aver visto già tutto là, dentro quella cornice.

Avesse scelto una donna dieci cm più alta, avrebbe dovuto trovare una finestra più grande.

Abbiamo capito bene?  Sarà la finestra il soggetto della foto e Penelope Cruz  il suo delizioso companatico? 😁

e prima che  continuate a fare l'autopsia di una critica che invece va ingoiata tutta insieme salvo poi dire "mi piace" oppure "non mi piace", il senso ultimo del mio giudizio era di un'ammirata coesione tra fotografo ed attrice/modella che, nonostante le palesi differenze reciproche sono usciti molto bene da queta prova di ritratto, l'uno ...riuscendo a fare recitare, l'altra.

L'insieme funziona

 

P.S. : l'ultima frase della mia critica era una boutade (per chi ancora non abbia capito chi sia e come scriva Max Aquila)

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Io il mio pensiero l'ho già espresso, su questo ritratto in particolare, e considerato il mio gusto e ciò che guardo sempre nel ritratto, ovvero se trasmette emozioni o no, a prescindere dall'aspetto tecnico che è un elemento imprescindibile, il succo del discorso sostanzialmente lo ha palesato Mauro.. qui:

4 ore fa, MM! dice:

Ma in quanto a sintonia con i soggetti - fantastici - che ha a disposizione, zero (IMHO)

Se il ritratto è tecnicamente perfetto e con una modella da urlo ma totalmente sterile a livello emotivo, a mio gusto vale poco o nulla, destinato ad essere dimenticato presto.

Anche se sai pennellare la luce, si impara, sono le emozioni che ti entrano dentro e ti lasciano il segno... stiamo parlando di alta fotografia, nello stile di Karsh.

Nella scultura mi viene in mente il Bernini con le sue espressioni estreme, alcune addirittura sudano, e nella pittura il Merisi.... entrambi con tanta tecnica, ma anche tanta sostanza.

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8 minuti fa, Dario Fava dice:

Io il mio pensiero l'ho già espresso, su questo ritratto in particolare, e considerato il mio gusto e ciò che guardo sempre nel ritratto, ovvero se trasmette emozioni o no, a prescindere dall'aspetto tecnico che è un elemento imprescindibile, il succo del discorso sostanzialmente lo ha palesato Mauro.. qui:

Se il ritratto è tecnicamente perfetto e con una modella da urlo ma totalmente sterile a livello emotivo, a mio gusto vale poco o nulla, destinato ad essere dimenticato presto.

Anche se sai pennellare la luce, si impara, sono le emozioni che ti entrano dentro e ti lasciano il segno... stiamo parlando di alta fotografia, nello stile di Karsh.

Nella scultura mi viene in mente il Bernini con le sue espressioni estreme, alcune addirittura sudano, e nella pittura il Merisi.... entrambi con tanta tecnica, ma anche tanta sostanza.

non ci siamo parlati per telefono io e te, ma mezzora fa io con Mauro si e gli citavo appunto le emozioni derivanti dai ritratti di Karsh, pur se appartenenti a uno dei fotografi non solamente non quotati come questo tedesco qui, ma quasi del tutto assenti nella memoria collettiva ... se non per le immagini che ci ha lasciato.

(delle quali la gente dice: ma di chi è questa foto bellissima...?)

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