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Nikonland Develop: il nostro sviluppatore NEF comincia a prendere forma
Mauro Maratta posted a blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e SoftwareUn nuovo progetto Nikonland, nato per completare il lavoro iniziato in macchinaFinora ne abbiamo parlato soltanto tra noi, mentre lo progettavamo e cominciavamo a usarlo. Adesso, però, Nikonland Develop non è più soltanto un’idea, un disegno dell’interfaccia o una lista di funzioni desiderate. È già un programma funzionante. Apre realmente i file NEF, legge il Picture Control utilizzato dalla fotocamera, applica le nostre pellicole digitali FilmBox, consente le prime regolazioni di sviluppo, aggiunge la grana, raddrizza e ritaglia la fotografia ed esporta il risultato. È ancora un cantiere e molte cose devono essere completate, migliorate o persino ripensate attraverso l’uso quotidiano. Ma proprio per questo ci sembra arrivato il momento di presentarlo ai Nikonlander e raccontare che cosa stiamo cercando di costruire. Non un’alternativa gratuita a Lightroom. Non una copia ridotta di Photoshop. E nemmeno un clone di NX Studio. Nikonland Develop vuole essere qualcosa di più circoscritto e, speriamo, molto più personale: anteprima della finestra dell'attuale beta, funzionante ma ancora embrionale Index organizza. Develop interpretaLa separazione nasce da una scelta precisa. Nikonland Index deve restare rapido, leggero e immediato. Il suo compito è trovare le fotografie, mostrarle, organizzarle e permetterci di navigare anche in archivi molto grandi senza trasformarsi in un pachiderma. Develop interviene soltanto quando vogliamo lavorare su un’immagine. Index trova il NEF e lo passa a Develop. Develop lo interpreta attraverso il motore Nikon, applica la resa desiderata e restituisce il risultato. Nessun catalogo duplicato, nessuna seconda gestione dell’archivio e nessuna funzione inserita in un programma soltanto perché “gli altri ce l’hanno”. Le due applicazioni avranno responsabilità distinte: Nikonland Index organizza, consulta e seleziona. Nikonland Develop sviluppa il NEF. In seguito il passaggio tra i due dovrà diventare quasi invisibile: si seleziona una fotografia in Index, si preme Sviluppa e ci si ritrova davanti alla stessa immagine in Develop. Il punto di partenza è sempre la fotografia NikonQuando apriamo un NEF in Develop, il primo riferimento è la versione Come scattato. Fotocamera, obiettivo, tempo, diaframma, sensibilità ISO e Picture Control incorporato sono mostrati nell’interfaccia. La fotografia deve comparire con il corretto orientamento e con la resa Nikon scelta al momento dello scatto, senza applicazioni arbitrarie ereditate dall’immagine precedente. Questa è una differenza fondamentale rispetto a molti programmi RAW costruiti intorno a un’interpretazione proprietaria del file. Develop nasce invece da un principio semplice: Il comando Come scattato permette sempre di tornare a quel punto iniziale. Il NEF originale non viene mai modificato. Le pellicole FilmBox entrano nello sviluppoLa parte più caratteristica del progetto è naturalmente l’integrazione con FilmBox. Develop può già leggere la nostra raccolta di Picture Control e applicare al NEF Kodachrome 64, Agfa, Ferrania, Fujifilm, Ilford, le nostre interpretazioni cinematografiche e tutte le altre pellicole digitali disponibili. FilmBox e Develop, tuttavia, hanno ruoli differenti. FilmBox Lab è l’ambiente nel quale la pellicola viene progettata: curva, tono, colore, dettaglio e, progressivamente, struttura della grana. Develop è il luogo nel quale quella pellicola viene usata per sviluppare una fotografia. Il profilo Nikon rimane la componente compatibile con la fotocamera e con il sistema dei Picture Control. Develop può completarlo con elementi che una Nikon non può registrare nel file NP3, a cominciare dalla grana. La grana non deve necessariamente essere imposta insieme alla pellicola. Abbiamo scelto di renderla richiamabile separatamente, attraverso un comando dedicato. In questo modo possiamo applicarla quando serve, evitarla quando non è coerente con l’immagine e usarla anche con Picture Control differenti. Non tutte le nostre interpretazioni richiedono grana. I profili Nikonland Cinema, per esempio, possono vivere benissimo senza di essa. Il workflow Nikonland: quattro programmi, un solo percorsoNikonland Develop non è pensato come un’applicazione isolata. Nasce per lavorare in simbiosi con Index e accanto a Select, utilizzando le pellicole digitali create con FilmBox. FilmBox Lab è l’ambiente di authoring: qui progettiamo le nostre pellicole digitali definendone Picture Control, curva, colore, dettaglio e grana. FilmBox trasferisce alla fotocamera la parte compatibile con il sistema Nikon; Develop completa successivamente la resa con gli elementi Nikonland che la fotocamera non può incorporare. Nikonland Index rappresenta il centro del flusso. Consulta e organizza l’archivio, mostra rapidamente le fotografie e conserva nel database centrale le ricette di sviluppo. Da Index possiamo inviare un singolo NEF a Develop oppure una sequenza a Select. Nikonland Select lavora in parallelo quando il numero delle fotografie rende necessaria una selezione assistita. Analizza raffiche e gruppi, segnala problemi tecnici, propone le candidate migliori e restituisce a Index una selezione più gestibile. Non sviluppa le fotografie e non prende decisioni artistiche definitive al posto del fotografo. Nikonland Develop riceve da Index la fotografia scelta, la apre secondo le impostazioni Nikon e permette di completarla con pellicola FilmBox, grana, regolazioni essenziali, raddrizzamento e ritaglio. Al termine produce il JPEG destinato alla pubblicazione oppure, in prospettiva, un TIFF a 16 bit da conservare o proseguire in Photoshop. Il percorso non è quindi una catena obbligatoria, ma un sistema modulare: FilmBox crea la resa. Index governa l’archivio. Select aiuta a scegliere. Develop completa la fotografia. Chi ha già individuato l’immagine può passare direttamente da Index a Develop. Chi deve affrontare centinaia o migliaia di scatti può affidare prima la selezione tecnica a Select. Ogni programma svolge il proprio compito senza duplicare gli altri e senza trasformarsi in un’applicazione monolitica. la taglierina in azione Pochi strumenti, ma quelli che servono davveroLa prima versione operativa contiene una serie di regolazioni essenziali: esposizione; alte luci; ombre; bianchi; neri; temperatura colore; tinta. Non vogliamo riempire l’interfaccia di cursori soltanto per allungare la scheda tecnica. Ogni strumento dovrà dimostrare di essere utile nel lavoro fotografico reale. Le regolazioni vengono calcolate sulla rappresentazione già sviluppata dal motore Nikon, senza riaprire continuamente il NEF. Questo rende l’interazione molto più rapida e consente di vedere quasi immediatamente il risultato. Anche raddrizzamento e ritaglio sono già funzionanti. Per raddrizzare non chiediamo al fotografo di ragionare in gradi sessagesimali. Si traccia una linea lungo un riferimento presente nella fotografia — un orizzonte, uno spigolo, una colonna — e Develop calcola la rotazione necessaria. La taglierina mostra invece una cornice con maniglie, spostabile e ridimensionabile direttamente sull’immagine. In seguito aggiungeremo anche i rapporti di formato vincolati più utili, compresi 3:2, 4:3 e l’irresistibile 65:24. Tutte queste operazioni sono non distruttive e possono essere annullate e ripetute con i consueti Ctrl+Z e Ctrl+Y. cambio di "pellicola digitale" al volo. Rendering quasi immediato. Un’anteprima utile, non un secondo sviluppo completoDurante i primi esperimenti abbiamo imparato una cosa importante: sviluppare continuamente l’intero NEF alla massima risoluzione rende il programma lento e sgradevole da usare. Non è ciò che vogliamo. L’anteprima deve essere abbastanza accurata da rappresentare fedelmente il risultato finale alla dimensione necessaria sullo schermo. La vista al 100% deve invece sviluppare soltanto la porzione realmente visibile, permettendo di controllare dettaglio, nitidezza e grana senza attendere ogni volta il rendering completo di un file da decine di megapixel. Il rendering definitivo alla risoluzione richiesta deve avvenire soltanto durante l’esportazione. È una distinzione essenziale: l’anteprima serve a decidere, l’esportazione serve a produrre il file finale. Il primo JPEG non sarà l’unica uscitaAttualmente abbiamo introdotto una prima esportazione JPEG con lato lungo massimo di 2500 pixel. È una dimensione adatta alla pubblicazione su Nikonland, alla condivisione e a molti usi quotidiani. Il JPEG viene sviluppato nuovamente dal NEF alla risoluzione necessaria e comprende Picture Control o pellicola FilmBox, regolazioni, grana, raddrizzamento e ritaglio. Non è quindi un semplice salvataggio dell’anteprima mostrata nella finestra. Ma naturalmente Develop non si fermerà qui. Prevediamo almeno tre destinazioni principali: JPEG rapido, con dimensione e qualità selezionabili; TIFF a 16 bit, per conservare la massima possibilità di elaborazione successiva; Apri in Photoshop, generando il TIFF sviluppato e passandolo direttamente all’applicazione esterna. Quest’ultima funzione definisce bene il confine del progetto. Develop deve consegnare a Photoshop una fotografia già correttamente interpretata secondo Nikon e Nikonland. Photoshop potrà poi occuparsi di livelli, ritocco complesso, compositing e di tutte le operazioni che non avrebbe senso duplicare dentro Develop. In futuro potranno essere aggiunti anche la scelta dello spazio colore, il ridimensionamento, la qualità JPEG, la profondità del TIFF e uno sharpening finale proporzionato alla destinazione. Nessun sidecar sparso nelle cartelleLe fotografie devono rimanere dove le ha messe il fotografo. Develop non scrive dentro il NEF e non dissemina le cartelle di sidecar o immagini di anteprima. Le regolazioni sono conservate come piccole ricette nel database centrale Nikonland. Una ricetta contiene soltanto le scelte necessarie per ricostruire lo sviluppo: pellicola, grana, cursori, rotazione e ritaglio. Non contiene una copia della fotografia. Quando il NEF viene riaperto, Develop legge la ricetta e ricostruisce il risultato. L’eventuale cache è centrale, limitata e cancellabile: non deve contaminare l’archivio fotografico. La grana non è un effetto casualeIn Nikonland Develop la grana non sarà un generico disturbo digitale regolato attraverso i soliti cursori quantità, dimensione e ruvidità lasciati all’improvvisazione dell’utente. Ogni pellicola Nikonland nascerà in FilmBox Lab con una propria struttura di grana, progettata insieme alla curva, al colore e alla resa tonale. Una Kodachrome 25 richiederà una tessitura finissima e quasi impercettibile; una Portra 160 una grana morbida e discreta; una Tri-X una struttura più evidente e irregolare; una P3200 un comportamento ancora diverso. La simulazione terrà conto non soltanto della dimensione e della distribuzione dei granuli, ma anche della loro risposta nelle luci, nei mezzitoni e nelle ombre, dell’eventuale componente cromatica e della risoluzione finale dell’immagine. La grana dovrà mantenere un aspetto credibile tanto in un JPEG da 2500 pixel quanto in un TIFF alla piena risoluzione. Non sarà nemmeno rigenerata casualmente a ogni apertura. Lo stesso NEF, sviluppato con la stessa pellicola e la stessa ricetta, produrrà sempre la medesima struttura: un comportamento ripetibile e verificabile, indispensabile per confrontare anteprima ed esportazione. FilmBox Lab definirà quindi la grana più aderente all’identità di ciascuna pellicola. Develop saprà automaticamente quale utilizzare, senza chiedere al fotografo di ricostruirla attraverso numeri astratti. La decisione finale, però, resterà sempre umana. Il fotografo potrà scegliere semplicemente se applicare o meno la grana prevista per quella pellicola. Per alcune immagini sarà parte essenziale del carattere; per altre potrà risultare superflua. Anche scegliendo una Tri-X o una Kodachrome, nessun effetto verrà imposto contro il gusto e l’intenzione dell’autore. Che cosa potremmo aggiungereCi sono strumenti tradizionali che appartengono naturalmente a Develop e che potremo introdurre senza alterarne la filosofia. Tra questi vediamo bene una curva tonale essenziale, contrasto, chiarezza, saturazione e vividezza, riduzione del rumore, correzioni ottiche Nikon e un controllo più completo del bilanciamento del bianco. Potrà essere utile anche un confronto diretto tra Come scattato, una pellicola FilmBox e lo sviluppo corrente. Alcune regolazioni locali potrebbero trovare posto nel progetto, purché rimangano semplici: un gradiente, una maschera circolare e un pennello per intervenire su esposizione, luminosità, contrasto, bilanciamento del bianco e saturazione. Non vogliamo però costruire una collezione infinita di strumenti sovrapposti. Ogni nuova funzione dovrà rispondere a una domanda concreta: Nel secondo caso, la risposta sarà molto probabilmente no. Anche l’intelligenza artificiale, ma con discrezioneOggi sarebbe miope progettare un’applicazione fotografica ignorando completamente l’intelligenza artificiale. Sarebbe altrettanto sbagliato inserirla ovunque soltanto perché è di moda. Dentro Develop l’AI dovrà avere un compito preciso: ridurre il lavoro ripetitivo senza sostituirsi alle decisioni fotografiche. Potrebbe, per esempio: riconoscere soggetto e sfondo per creare rapidamente una maschera; proteggere incarnato e volti durante alcune regolazioni cromatiche; suggerire un bilanciamento del bianco credibile; individuare orizzonti e riferimenti prospettici; proporre una correzione iniziale di esposizione e gamma tonale; applicare una riduzione del rumore selettiva; suggerire una rosa molto limitata di pellicole coerenti con soggetto e luce; riconoscere quando la grana sarebbe poco opportuna o eccessiva; preparare automaticamente una versione ottimizzata per una destinazione specifica. La parola importante è suggerire. L’intelligenza artificiale non dovrebbe scegliere la fotografia al posto nostro, trasformare ogni volto secondo un modello statistico o applicare automaticamente un’estetica standardizzata. Dovrebbe prepararci il punto di partenza e lasciarci l’ultima parola. Il suo intervento potrebbe essere raccolto in pochi comandi leggibili — “Seleziona soggetto”, “Bilancia”, “Riduci rumore”, “Suggerisci pellicola” — senza aprire un laboratorio parallelo pieno di pannelli e parametri incomprensibili. Il risultato ideale sarebbe un’AI quasi invisibile: presente quando fa risparmiare tempo, assente quando non serve. Un programma costruito usandoloNikonland Develop viene progettato nello stesso modo in cui abbiamo sempre valutato fotocamere e obiettivi: attraverso fotografie vere. Lo stiamo usando con NEF orizzontali e verticali, ritratti, fotografie d’azione, Picture Control differenti, ritagli, raddrizzamenti e file destinati alla pubblicazione. È proprio nell’uso che emergono i tempi morti, i comandi poco intuitivi, le informazioni troppo piccole e le funzioni teoricamente eleganti ma praticamente inutili. Nessuna specifica scritta a tavolino può sostituire questa fase. Per questo lo presentiamo come un progetto in corso e non come un prodotto finito. L’interfaccia cambierà ancora, il motore verrà ottimizzato e alcune idee saranno probabilmente abbandonate dopo averle provate. Ma le fondamenta sono ormai chiare: fedeltà al NEF e al sistema Nikon; piena integrazione con le pellicole FilmBox; sviluppo non distruttivo; velocità nell’uso quotidiano; nessun file inutile disperso nell’archivio; pochi strumenti fotografici ben scelti; integrazione con Index e con le applicazioni esterne; intelligenza artificiale utilizzata come assistente; distribuzione gratuita per Windows 11. Un altro tassello dell’ecosistema NikonlandFilmBox ci permette di costruire la resa. Index ci permette di trovare e organizzare le fotografie. Select ci aiuterà a scegliere le immagini migliori nelle grandi sequenze. Develop dovrà trasformare il NEF scelto nella fotografia che vogliamo vedere e utilizzare. Non vogliamo sostituire ogni programma esistente. Vogliamo eliminare passaggi inutili e rendere più diretto il percorso tra ciò che abbiamo visto attraverso il mirino e il file finito. Nikonland Develop nasce per questo. È ancora un cantiere, ma oggi possiamo finalmente mostrare che il cantiere esiste, che il motore gira e che la prima fotografia è già uscita dalla porta.
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Canon R8 Mark II, Nikon Z5 II e Z6 III: parliamone al bar
Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's News & Tipsse qui gli iscritti rispondessero autonomamente ai sondaggi senza solleciti, mi piacerebbe domandare chi veramente ne trae vantaggio. Ma non importa.
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Canon R8 Mark II, Nikon Z5 II e Z6 III: parliamone al bar
In avifauna lo usano, permette di beccare più facilmente alcuni momenti. Certo se non sai fare appostamento o inquadrare non fa miracoli, però aumenta le possibilità della foto dinamica del volatile quando decolla. Io avevo provato anche la cattura automatica della Z9 su una pista di motocross e non è male. Diciamo che intervengono dove il fotografo sbaglia la tempistica o è povero di riflessi.
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Canon R8 Mark II, Nikon Z5 II e Z6 III: parliamone al bar
Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's News & Tipsanche se, questo è un argomento di cui si dibatte sempre ma vorrei sapere EFFETTIVAMENTE quanti ne abbiano realmente bisogno (come del video RAW dell'Open Gate etc. etc., tutti oggetto di gran polveroni sul web, specie YT).
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Canon R8 Mark II, Nikon Z5 II e Z6 III: parliamone al bar
Molti canonisti contestano la nuova estetica, troppo simile a quella di una Sony. Detto questo un discreto aggiornamento; ma vedo che la Z5II tiene botta abbastanza bene, prescatto a parte.
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Nikonland Atlas: ottant’anni di sistema Nikon, da consultare e usare
Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e SoftwarePreso nota e verificato. La segnalazione è corretta: prodotto: AI Zoom-Nikkor 35–105mm f/3,5–4,5S; effettivamente assente da Atlas 0.8.4: la ricerca restituisce zero risultati; classificazione corretta: AI-S, messa a fuoco manuale; presentato nell’aprile 1983; filtro da 52 mm; funzione macro a 35 mm fino a 0,27 m, rapporto 1:4; diaframma meccanico, nessun autofocus e nessun VR. La fonte principale è la scheda storica ufficiale Nikon – The Thousand and One Nights n. 71; la scheda MIR conferma classificazione AI-S e funzione macro. Lo considero quindi un inserimento fondato per un prossimo aggiornamento, indicativamente con identificativo ai-35-105. Non ho modificato nulla né preparato nuovi file, per il momento, procederò in modo cumulativo.
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Modelsharing 2026 di Nikonland : 27 settembre 2026, Nord di Milano
Giuseppe Paglia commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Occasioni di fotografia INSIEMECon Roberta ho fatto 3 ore e quindi la lascio disponibile, eventualmente Rebecca ma non indispensabile 🙂
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Nikonland Atlas: ottant’anni di sistema Nikon, da consultare e usare
RikyM commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e SoftwareVolevo segnalare un prodotto mancante (per ora mi è venuto in mente questo) direttamente da Atlas ma mi rimanda qui. Ecco cosa volevo segnalare: NIKONLAND ATLAS 0.8.4 Tipo: Prodotto mancante Prodotto o combinazione: AI Zoom-Nikkor 35-105mm f/3.5-4.5S Scheda: https://www.nikonland.it/apps/atlas/ Origine: Altra fonte documentale Autofocus: Non operativo Diaframma: Operativo VR: Non presente Segnalazione: Manca tra gli obiettivi AI-S Ho trovato alcune info qui: https://imaging.nikon.com/imaging/information/story/0071/ e qui https://www.mir.com.my/rb/photography/companies/nikon/nikkoresources/zoomsMF/35105mm.htm
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Sony 400/4.5 e 600/6.3: i supertele leggeri cominciano a prendere forma
Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's News & TipsQuello Sony, se non sapessi che Monza chiude per lavori da novembre al prossimo GP, l'avrei già comperato per usarlo con Z9 e a9 III !! ... cara Nikon ...
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Sony 400/4.5 e 600/6.3: i supertele leggeri cominciano a prendere forma
Un bel 400-800 per esempio. Chi ha provato il Sony lo ha definito ottimo e migliore del 200-600.
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Canon R8 Mark II, Nikon Z5 II e Z6 III: parliamone al bar
È arrivata la Canon EOS R8 Mark II e, da bravi nikonlander, la prima domanda viene abbastanza spontanea: «Bella, ma rispetto alle nostre?». Guardare cosa fanno gli altri è sempre interessante, soprattutto quando si parla di full frame che stanno sotto i duemila euro. Una fascia nella quale ogni scelta progettuale si sente, sia quando fotografiamo sia quando paghiamo. Questa volta Canon ha aggiunto due cose che sulla prima R8 si facevano desiderare: stabilizzazione del sensore e joystick. Conserva però un corpo leggero, una sola scheda di memoria e la piccola batteria LP-E17. Insomma, il progetto rimane quello di una full frame da portare volentieri in giro. Presentazione Canon Italia. Prima di cominciare, mettiamo sul tavolino anche lo scontrino. Fotocamera senza obiettivo Prezzo italiano IVA inclusa Canon EOS R8 Mark II 1.889,99 €, in preordine Nikon Z5 II 1.799 €, con SDXC da 128 GB Nikon Z6 III 2.499 €, con SDXC da 128 GB Sono i prezzi rilevati il 16 settembre 2026 presso Canon Store Italia e nelle offerte indicizzate del Nikon Store per Z5 II e Z6 III. Per Nikon sono offerte correnti, non prezzi di lancio; le giacenze vanno controllate al momento dell’acquisto. Canon accetta il preordine, senza una data precisa di consegna nella pagina italiana consultata. La concorrente più vicina alla nuova Canon è quindi la Z5 II, che costa anche una novantina di euro meno. La Z6 III entra nella conversazione quando qualcuno domanda: «E se aggiungessi qualcosa?». Quel qualcosa sono 700 euro rispetto alla Z5 II. Abbastanza da pretendere una buona ragione. Vediamo dove vanno a finire. Caratteristica Canon R8 Mark II Nikon Z5 II Nikon Z6 III Sensore 24,2 MP 24,5 MP BSI 24,5 MP parzialmente stacked Stabilizzazione dichiarata Fino a 7,5 stop Fino a 7,5 stop Fino a 8 stop Mirino 2,36 milioni di punti, 0,70× 3,69 milioni, 0,80× 5,76 milioni, 0,80× Schede di memoria Una SD Due SD CFexpress B/XQD e SD Otturatore completamente meccanico No Sì Sì Peso con batteria e scheda 546 g 700 g 760 g Dati delle schede ufficiali Canon, Nikon Z5 II e Nikon Z6 III. Gli stop di stabilizzazione dipendono dalle condizioni di misura e dall’obiettivo: li prenderei come indicazioni, senza organizzare un campionato sul mezzo stop. La Canon risparmia 154 grammi rispetto alla Z5 II. Con un piccolo fisso davanti, andando a passeggio tutto il giorno, è un argomento concreto. Le Nikon mettono sull’altro piatto della bilancia un mirino più grande e definito, due schede e una batteria della famiglia EN-EL15, che parecchi di noi hanno già in casa. Il doppio slot, poi, vale secondo quello che facciamo. Per la passeggiata domenicale possiamo vivere benissimo con una scheda. Se stiamo fotografando qualcosa che non si può ripetere, avere due copie mentre scattiamo diventa una comodità alla quale è difficile rinunciare. Poi arriva inevitabilmente l’amico che ha letto 40 fotogrammi al secondo e dichiara chiusa la partita. Aspetta, finiamo almeno il caffè. Raffica fotografica Canon R8 Mark II Nikon Z5 II Nikon Z6 III RAW con meccanico o prima tendina elettronica 6 fps, prima tendina elettronica Circa 11 fps Circa 14 fps RAW con otturatore elettronico 40 fps Circa 8,3 fps 20 fps Massimo in JPEG elettronico 40 fps 30 fps 60 fps full frame; 120 fps DX Pre-scatto Anche RAW JPEG JPEG Fonti: Canon, manuali Z5 II e Z6 III. Sono velocità massime, subordinate alle impostazioni e alle condizioni previste dai produttori. Qui Canon ha una carta interessante: il pre-scatto anche in RAW, fino a venti immagini prima della pressione completa del pulsante. Per un uccello che decolla o un gesto imprevedibile, poter recuperare quell’attimo conservando il file grezzo ha un’utilità evidente. Il buffer dichiarato è però di 73 RAW alla massima cadenza: facendo il conto, circa 1,8 secondi a 40 fps nelle condizioni di prova Canon. Occorre scegliere quando partire. Inoltre, la frequenza della raffica non ci dice da sola quanto rapidamente venga letto ogni fotogramma, quindi non basta a stabilire il comportamento con soggetti veloci e rolling shutter. La Z5 II, dal canto suo, è più convincente in RAW usando il meccanico. La Z6 III ha un sensore parzialmente stacked e una dotazione complessivamente più orientata alla velocità. È qui che cominciano a trovare una spiegazione quei 700 euro. Per ritratto, paesaggio e fotografia quotidiana, invece, siamo sempre intorno ai 24 megapixel. Non darei per scontato che la più costosa produca automaticamente la fotografia migliore. Per confrontare gamma dinamica, rumore e resa della nuova Canon servono file e fotografie comparabili. Questo è un confronto sulla carta, non una prova che abbiamo fatto. Anche sull’autofocus eviterei il tifo preventivo. Tutte riconoscono soggetti e occhi; tutte promettono di seguirli. Quante immagini perfettamente a fuoco portino a casa con la stessa scena, la stessa difficoltà e obiettivi confrontabili lo si scopre fotografando. Sul video la conversazione cambia ancora. La Canon offre 4K60 senza crop DX, ottenuto per oversampling da 6K. La Z5 II arriva al 4K30 a piena larghezza e passa al ritaglio DX per il 4K60, ma dispone di registrazione N-RAW interna. La Z6 III sale al 6K60 N-RAW e al 4K120 con crop DX, aggiungendo anche una presa HDMI grande. Per chi lavora davvero con il video, la differenza di fascia è ben visibile. Canon, Nikon Z5 II, Nikon Z6 III. Io, dovendo scegliere oggi, la vedrei così. Z5 II per chi vuole soprattutto fotografare e spendere bene: corpo completo, buon mirino e prezzo interessante. R8 Mark II per chi cerca leggerezza nel sistema Canon, apprezza il pre-scatto RAW e vuole il 4K60 full frame. Z6 III per chi sfrutta con regolarità azione e video, abbastanza da giustificare la spesa aggiuntiva. Per noi che abbiamo già una borsa di Nikkor, naturalmente, il conto comprende anche quella borsa. Ma alla Canon riconoscerei volentieri due cose: ha contenuto il peso e ha portato il pre-scatto RAW in questa fascia. Ecco, Nikon: al prossimo giro di firmware, di quest’ultimo potremmo parlare?
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Sony 400/4.5 e 600/6.3: i supertele leggeri cominciano a prendere forma
Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's News & TipsDiciamo comunque che Sony è andata a pestare i piedi a Nikon proprio nel "suo campo di gioco". Adesso mi aspetterei che Nikon facesse la stessa cosa a Sony ! Se ha le palle !!!! [!]
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Sony 400/4.5 e 600/6.3: i supertele leggeri cominciano a prendere forma
La domanda che tutti si stanno facendo è se i Sony hanno lenti PF come i Nikon o no. In ogni caso Sony copre un buco nell'offerta di lenti rispetto alla concorrenza, al netto dei confronti sul campo che potrebbero mostrare differenze tra i concorrenti.
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Sony 400/4.5 e 600/6.3: i supertele leggeri cominciano a prendere forma
Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's News & TipsSony 400/4.5 e 600/6.3 GM: il chilogrammo non era un rumor15 settembre 2026 — Annuncio e confronto delle specifiche dichiarate, non prova sul campo. Questa volta ci siamo. Sony ha annunciato i FE 400mm f/4.5 GM OSS e FE 600mm f/6.3 GM OSS: due supertele per attacco E che portano il confronto direttamente sul terreno dei Nikkor Z di pari focale e apertura. Il dato che sembrava più difficile da credere è confermato: 994 grammi per il 400 e 995 per il 600, escludendo il supporto per treppiede. Anche il calendario è concreto: Sony Europa indica fine settembre 2026, con prezzi orientativi rispettivamente di 2.800 e 3.900 euro, variabili secondo il mercato. Comunicato ufficiale Sony Europa. Per Nikonland la notizia non è una gara di slogan. È l'arrivo di due alternative che permettono un confronto particolarmente pertinente: stessa focale, stessa apertura massima, stabilizzazione ottica e compatibilità con i moltiplicatori dei rispettivi sistemi. Resta naturalmente diversa la baionetta: non sono alternative native da montare sulla stessa Nikon Z. Quattro obiettivi, numeri a confrontoSpecifica dichiarata Sony FE 400/4.5 GM OSS Nikkor Z 400/4.5 VR S Sony FE 600/6.3 GM OSS Nikkor Z 600/6.3 VR S Attacco Sony E Nikon Z Sony E Nikon Z Diametro massimo × lunghezza 108 × 242 mm 104 × 234,5 mm 108 × 263 mm 106,5 × 278 mm Peso senza supporto rimovibile* 994 g 1.160 g 995 g 1.390 g Peso con collare/supporto Non verificato 1.245 g Non verificato 1.470 g Schema ottico, elementi/gruppi 22/16 19/13 24/17 21/14 Lamelle del diaframma 11 9 11 9 Messa a fuoco minima 2,5 m 2,5 m 2,5 m 4 m Ingrandimento massimo 0,18× 0,16× 0,25× 0,15× Filtri anteriori 95 mm 95 mm 95 mm 95 mm Autofocus Due motori lineari XD STM Due motori lineari XD STM Stabilizzazione ottica OSS; vantaggio in stop non indicato nelle fonti consultate VR 5,5 stop; fino a 6 con Synchro VR** OSS; vantaggio in stop non indicato nelle fonti consultate VR 5,5 stop; fino a 6 con Synchro VR** Moltiplicatori compatibili SEL14TC e SEL20TC Z TC-1.4x e TC-2.0x SEL14TC e SEL20TC Z TC-1.4x e TC-2.0x Fonti della tabella: schede ufficiali Sony 400, Sony 600, Nikon 400 e Nikon 600. *Sony precisa «minus tripod foot» nelle pagine prodotto; Nikon «without tripod collar». Il criterio operativo è escludere il rispettivo supporto rimovibile, non supporre che i due sistemi abbiano componenti identici. Non sono pesi del corredo completo: paraluce, tappi, cinghie e custodie non vanno aggiunti soltanto da una parte. Le fonti non dettagliano uniformemente ogni accessorio escluso; manca inoltre un peso Sony verificato con il supporto montato. Le lunghezze Nikon sono misurate dalla flangia: il comunicato Sony riporta la lunghezza del prodotto senza precisare nello stesso testo quel riferimento metrologico. **Valori Nikon dichiarati secondo le condizioni CIPA riportate dal produttore. Per il 400, la pagina italiana indica 6 stop con Z9 e Synchro VR; per il 600, con una fotocamera compatibile. Non sono risultati di un confronto con OSS Sony. Fonti: Nikon Italia 400, Nikon Italia 600. Il 600 è quello che cambia maggiormente i numeriCalcolando le differenze sui pesi dichiarati senza supporto rimovibile, il Sony 400 risparmia 166 grammi, circa il 14,3%, rispetto al Nikkor. Il Sony 600 ne risparmia 395, circa il 28,4%. Il primo è però leggermente più lungo e più largo del Nikon; il secondo è più corto di 15 mm, pur con diametro massimo leggermente superiore. Leggerezza e compattezza, dunque, non coincidono in ogni misura. Il 600 Sony aggiunge un secondo argomento: mette a fuoco da 2,5 metri e raggiunge 0,25×, contro 4 metri e 0,15× del Nikkor. Qui non dobbiamo più dedurre l'ingrandimento dalla sola distanza: abbiamo entrambi i valori ufficiali. È una maggiore capacità dichiarata di riprodurre soggetti piccoli da vicino, non una misura della nitidezza ottenibile. I due Sony dispongono di quattro pulsanti di blocco della messa a fuoco, ghiera funzione personalizzabile, limitatore e Full-time DMF. Sony dichiara il supporto alle raffiche della α9 III fino a 120 fotogrammi al secondo con tracking AF/AE. Sono compatibilità e caratteristiche di progetto: quanti fotogrammi risulteranno effettivamente a fuoco su un soggetto difficile è materia da prova pratica. Sony 400: caratteristiche, Sony 600: caratteristiche. MTF, prezzi e ciò che rimane da verificareSono pubblicati gli MTF ufficiali: Sony mostra curve a tutta apertura e f/8, a 10 e 30 coppie di linee/mm; anche Nikon pubblica le curve alle due frequenze nelle schede globali. La presenza delle stesse frequenze non basta però a trasformare grafici di produttori diversi in una prova comparativa omogenea. Senza uniformare metodo, condizioni e trattamento dei dati non assegniamo un vincitore, né ricaviamo un giudizio definitivo sullo sfocato. Grafici Sony nelle pagine 400 mm e 600 mm; quelli Nikon nelle schede globali collegate alla tabella. I 2.800 e 3.900 euro sono prezzi europei orientativi, non listini italiani IVA inclusa già verificati. Al controllo del 15 settembre, le pagine Sony Italia 400 e Sony Italia 600 mostrano ancora «prezzo non disponibile». Non è stato possibile verificare neppure i prezzi correnti dei due Nikon sullo store nazionale: evitiamo quindi di mescolare prezzi Sony di lancio, vecchi listini Nikon e promozioni contingenti. I Nikkor risultano nel catalogo ufficiale; le giacenze dei rivenditori non sono state accertate. La disponibilità Sony di fine settembre riguarda l'annuncio europeo, non garantisce una specifica consegna italiana. La conclusione, per adesso, è semplice: il chilogrammo è passato dalle indiscrezioni alle specifiche ufficiali. Il confronto fotografico deve ancora cominciare.
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Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e Software
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Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e SoftwareSto ricompilando una versione che ci permetterà di esportare la foto che vediamo in anteprima, così come è senza correzioni, con sotto i dati di scatto. Una scorciatoia rapida per avere subito immagini per il web. (almeno, quella è la mia esigenza).- Nikonland Index
kchessa commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e Softwareottimo provo subito grazie- Nikonland Index
Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e Softwaredoppio click sull'immagine e va al 100% (ma è l'anteprima contenuta nel NEF non una immagine sviluppata ad alta risoluzione, queto per permettere alta velocità del programma che il primo requisito dello stesso).- Nikonland Index
kchessa commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e Softwareho provato Index su windos 10 e pc non molto performante ma funzione velocemente, ho riscontrato che le anteprime non sempre corrispondono all'immagine selezionata, se si seleziona un'altra immagine e si torna su quella precedente l'anteprima è diversa e giusta la seconda volta. Sarebbe bello se possibile fare uno zoom al 100% per valutare la messa a fuoco che è per me la prima scrematura delle foto che faccio, non so se sia possibile. Ancora grazie a Mauro per lo sbattimento che sicuramente nasce da una sua esigenza personale ma metterla a disposizione di tutti è meritevole- IBC 2026: ad Amsterdam il cinema si apre. Cosa vale davvero la pena vedere
Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's News & TipsStand e iniziative Nikon ad Amsterdam (ricordo che è la sede di Nikon Europe) No-video-title-fdown.net (1).mp4- Dal mirino alla fotografia finita: il workflow Nikonland che stiamo costruendo
Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e SoftwareNikonland Develop funziona ma è molto lento. Vedrò cosa si può fare, per ora è una cosa sperimentale.- I leoni, su Nikonland, si fotografano : quelli da tastiera li ... cacciamo !
Alessandro Pisano commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's News & TipsDigli che Alessandro ha studiato il manuale della 850 per 2 mesate, ogni sera ci passavo almeno un ora con la macchina in mano, per provare le varie funzioni e ciò nonostante chiedevo su Nikonland tante cose che non mi erano chiarissime. Siamo qui anche per questo (gli altri 😂, io dispenso a dare consigli sapendo il parterre disponibile su NL.)- Modelsharing 2026 di Nikonland : 27 settembre 2026, Nord di Milano
Alessandro Pisano commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Occasioni di fotografia INSIEMEEccomi Olga, Roberta, Lorena, Kassandra, Rachele, Rebecca Poi sai che per me cambia nulla, metti i nomi nell'algoritmo e quello che viene va sembra bene.- Modelsharing 2026 di Nikonland : 27 settembre 2026, Nord di Milano
Gabriele Castelli commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Occasioni di fotografia INSIEMEPerfetto, grazie! In 5 ore direi che si fotografano tutte e 5.- Nikonland ShootMetrics per Windows
Mauro Maratta commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e SoftwareProssima release, performance (su macchine performanti) : Risultato eccellente: 28.981 NEF analizzati in 1:49,74. Confronto: Versione Processi Tempo Velocità Build 6 1 circa 11:33 42 foto/s Build 7 4 3:44,93 129 foto/s Build 8 8 1:49,74 264 foto/s - Nikonland Index