Jump to content

Ciao !

Nei commenti, dimmi quanto disgusto provi per la mia proposta qui :

 

 

M&M M&M

Il concerto per clavicembalo del XX secolo


M&M

49 views

 Share

Cover.thumb.jpg.8c65be8fc995f8c47f16ac47b7cdcd21.jpg.9c1085d8403a52dda9de6928f49666ef.jpg

Concerti per clavicembalo del XX secolo.
Jory Vinikour, clavicembalo
Chicago Philarmonic
Scott Spech

Cedille 2019, formato liquido 96/24

***

Sembra una contraddizione in termini parlare di clavicembalo del 20° secolo quando siamo nel 21°.
In fondo il clavicembalo è passato di moda nell'ultima parte del XVIII secolo ... ma non è mai scomparso. Tant'è che si continuano a costruire strumenti di qualità e tanta gente lo studia e lo suona.

Perchè non comporre per il clavicembalo anche oggi ?

E' una domanda retorica. Si può fare e si può fare benissimo, come dimostra questo disco che presenta tre concerti di autori a me del tutto sconosciuti, più uno per strumento amplificato di Michael Nyman.

Walter Leigh è stato un compositore inglese della prima parte del secolo. Nato nel 1905, morì a Tobruk come soldato delle truppe corazzate inglesi durante l'ultima offensiva italo-tedesca in Nord Africa.
Leigh ha studiato composizione a Cambridge con Paul Hindemith a fine anni '20 per poi dedicarsi alla composizione a tempo pieno.
Il suo concertino per clavicembalo e orchestra d'archi è stato composto nel 1934 ed ha un struttura classica in tre movimenti.
Anche l'articolazione è neoclassica, sia nella scelta del materiale tematico che nel dialogo tra solista ed orchestra.
Ci sono anche degli accenni di cadenza nel primo e nel terzo movimento. Il terzo movimento è in effetti molto virtuosistico.
Dura in tutto una decina di minuti e in esso si sentono influenze della musica inglese tradizionale del periodo.
Registrato nel 1946 per la prima volta è stato nel repertorio di alcuni clavicembalisti inglesi (tra cui Trevor Pinnock).

Decisamente più "moderno" il concertino per clavicembalo ed orchestra da camera di Ned Rorem che è del 1946 ma è rimasto praticamente sconosciuto.
Deve avergli fatto piacere (Norem ha 95 anni compiuti e parla ancora del suo concerto) che un clavicembalista giovane come Vinikour lo abbia recuperato dal suo archivio alla Libreria del Congresso per portarlo in concerto e registrarlo.

Ben più strutturato del concerto di Leighi - anche in termini di durata - presenta un dialogo tra il cembalo e i fiati ma il clavicembalo è l'assoluto protagonista della partitura anche qui con momenti di elevato virtuosismo. Per un compositore che nel 1946 aveva solo 23 anni è di notevole intensità.
Il finale "presto" ha tratti umoristici con melodie che ricordano certe gighe celtiche.

Viktor Kalabis ha sposato la cembalista ceka Zuzana Růžičková e le ha dedicato il concerto per clavicembalo e orchestra Op. 42, ovviamente interpretato dalla moglie nel 1977 (dovrebbe esserci una registrazione del 1980 della Supraphon).
Pare che lei avesse chiesto qualche cosa di allegro ma - a dispetto delle indicazioni "allegro leggiero" e "allegro vivo" - la musica ha opposta impostazione. Pesante, anzichè "andante" il movimento centrale, porta ad un finale assolutamente hitchcockiano che ingenera certamente tensione.
Nel complesso non è una composizione che mi attira particolarmente lo ammetto senza troppo timore.

Il Concerto per clavicembalo amplificato ed archi di Michael Nyman è del 1995 ed è una composizione che a dispetto del minimalismo tipico del compositore inglese ha una complessisima tessitura che si basa sulle qualità del solista che deve reggere sei movimenti molto tesi per praticamente 21 minuti senza interruzioni.
Le indicazioni di velocità sono al limite del folle e credo che veramente pochi solisti oggi siano in grado di interpretarlo per come è stato concepito.
Piaccia o non piaccia.

maxresdefault.thumb.jpg.97873fdbd6a21b4238b7108a8908426a.jpg.56512d1efca3b7cdc4f2466e06d8c31c.jpg

Ne risulta un disco decisamente in crescendo sia per l'interprete che per il solista che non credo possa essere in grado di esibirsi con tutto questo repertorio in un solo concerto. Ma le qualità di Jory Vinikour sono tali che il risultato appaia interessante anche per chi cerca di non discostarsi dal territorio noto e vuole il clavicembalo sostanzialmente al servizio della musica barocca o almeno, in musica moderna ma di impronta fondamentalmente neoclassica (parlo al personale ovviamente).

Ve lo consegno come proposta decisamente alternativa al solito.

Ineccepibile sul piano della registrazione e realizzazione.

 Share

3 Comments


Recommended Comments

  • Administrator

Per converso, un repertorio tradizionale, Jory Vinikour con Rachel Barton Pine e Bach

 

 

Link to comment
  • Administrator

Volendo ancora esplorare il clavicembalo al servizio di compositori contemporanei, segnalo questo bel disco Naxos del 2013 :

folder.thumb.jpg.9ea78312df69629252d629f2b2f63b01.jpg.84dc793e3f1fec73447200e56fe611a3.jpg

Link to comment
Guest
Add a comment...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

×
×
  • Create New...