Sergei Babayan : Rachmaninoff

Sergei Babayan : Rachmaninoff
Préludes - Etudes-Tableaux - Moments musicaux
Deutsche Grammophon 2020, formato HD
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Cos'è la musica? “La musica è il suono lontano di campane nella sera ! La musica nasce solo nel cuore e fa appello solo al cuore; è Amore! La sorella della musica è la poesia, e sua la madre è Dolore! "
Parole di Sergei Rachmaninoff, quando cercava di descrivere la sua concezione della musica.
“Ma anche Sergei Rachmaninoff, con la sua sofisticata descrizione di cosa sia la musica, non è in grado di descrivere nemmeno una frazione di ciò che è la sua musica. Il suo potere emotivo la sua tavolozza di colori sono illimitate".
Gli risponde così, Sergei Babayan che è un poeta della tastiera al servizio dell'ascoltatore.
“Quello che spero è che questa musica possa aiutare le persone, che possa guarirle dal loro dolore e dall'esistenza mondana. Ecco perché sono un musicista: per dare agli altri la speranza dell'eterno rinnovamento : primavera, nuova luce e amore ".
Di fronte a queste parole tratte dalle bellissimi note del libretto di questo disco, ogni scelta si chiarisce.
A partire dalla selezione dei brani, ben lungi dall'essere una integrale formale, che è piuttosto una giustapposizione di immagini cui il pianista dedica soprattutto attenzione profonda alla resa sonora.
Babayan è un perfezionista, per lui ogni battuta, ogni nota quasi di Rachmaninoff denota la sua grandezza, la sua capacità di costruire non una composizione ma la riproduzione di uno stato d'animo.
Che deve essere portato all'ascoltatore allo stesso modo di un quadro, perchè il linguaggio musicale si estrinseca per immagini sonore, per nulla sintetizzabili a parole.
Emozioni, gamma sonora, calore del suono.
Nessuna esibizione, anche se i mezzi tecnici di Babayan sono notevoli. E nemmeno l'autocompiacimento in cui taluni interpreti, anche in sala, indulgono dimenticandosi dello scopo per cui dovrebbero essere li.
La tavolozza di Babayan è estesa, forse non quanto quella di Volodos che fa categoria a se e cui il pianista ha reso omaggio inserendo nel programma due sue trascrizioni di Rachmaninov.
Visto così questo disco è veramente di elevata bellezza e teso in profondità verso una riproduzione della musica di Rachmaninoff che non ha - per fortuna - nulla di atletico, si prende il tempo necessario e quando è necessario, entra con forza nelle nostre orecchie ma non con violenza.
Le radici culturali di Babayan e la sua grandissima sensibilità lo rendono possibile.
Una straordinaria prova che bissa le sensazioni ricavate dall'ascolto dell'altro disco DG dedicato a Prokofiev insieme a Martha Argerich.
Ripresa di grande qualità con una gamma sonora che asseconda perfettamente le intenzioni di un interprete certamente molto attento anche a questi aspetti.
Registrazione del 2009 che chissà perchè è rimasta nel cassetto fino a questo agosto ... non se lo meritava.
E intanto ci siamo sorbiti i sudori del (chissà perchè) più famoso allievo di Babayan, Danil Trifonov.
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