Brahms : Variazioni su un tema di Haydn (Variationen über ein Thema von Joseph Haydn)
frontespizio a stampa dell'edizione commerciale delle variazioni su un tema di Haydn di Brahms (4 marchi e mezzo, all'epoca), edita da Simrock a Berlino e già catalogato come Op. 56b
Dal Divertimento (Feld-Parthie St. Antonius n. 6) in si bemolle maggiore, Hob 46, composizione in quattro movimenti per 2 oboi, 2 fagotti obbligati, fagotto continuo, serpentone (controfagotto), 2 corni (data di composizione sconosciuta e compositore sconosciuti ma attribuita all'epoca a Joseph Haydn) il cui secondo movimento é il corale di Sant'Antonio che ha dato origine alle celebri variazioni di Brahms.
parti orchestrali in una edizione stampata francese

autografo originale di Johannes Brahms, versione per due pianoforti (di pugno in italiano : pianoforte I e pianoforte II sulle quattro righe in parentesi graffa a sinistra), il tema andante iniziale.
“ A volte rifletto sulla forma della variazione e mi sembra che dovrebbe essere più contenuta, più pura. I compositori dei vecchi tempi erano soliti attenersi strettamente alla base del tema, come il loro vero soggetto. Beethoven varia la melodia, l'armonia e i ritmi in modo così bello. Ma mi sembra che moltissimi moderni (compresi noi stessi) siano più inclini - non so come dirlo - ad agitarsi sul tema. Ci aggrappiamo nervosamente alla melodia, ma non la gestiamo liberamente, non ne facciamo davvero nulla di nuovo, la sovraccarichiamo semplicemente. E così la melodia diventa del tutto irriconoscibile. "
Brahms, lettera a Joseph Joachim, Dusseldorf, giugno 1856
Questa è l'ultima opera per pianoforte su larga scala di Brahms, composta durante un ritiro estivo a Tutzing, 1873. CF Pohl, biografo di Haydn e bibliotecario della Società Filarmonica di Vienna, fornì a Brahms il tema - "Corale di Sant'Antoni" - all'epoca erroneamente attribuito a Haydn. Sebbene non si sappia con certezza se la versione per pianoforte (op.56b) precedesse la versione orchestrata (op.56a), è noto che per primo rivelò la versione a 2 pianoforti a Clara Schumann, e due mesi dopo presentò la versione per orchestra al suo editore.
Tema. Andante (si bemolle maggiore)
- Variazione I. Poco piu animato (si bemolle maggiore)
- Variazione II. Piu vivace (si bemolle minore)
- Variazione III. Con moto (si bemolle maggiore)
- Variazione IV. Andante con moto (si bemolle minore)
- Variazione V. Poco presto (si bemolle maggiore)
- Variazione VI. Vivace (si bemolle maggiore)
- Variazione VII. Grazioso (si bemolle maggiore)
- Variazione VIII. Presto non troppo (si bemolle minore)
- Finale. Andante (si bemolle maggiore)
Organico: ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni, 2 trombe, timpani, triangolo, archi
Composizione: 1873
Prima esecuzione: Vienna, Großer Musikvereinsaal, 2 novembre 1873
Edizione: Simrock, Berlino, 1874
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L'attribuzione della corale è dubbia, non è certo di Haydn, probabilmente di Ignace Pleyel che era stato allievo di Haydn. Non si trovano nemmeno altre allusioni alla Corale in onore di Sant'Antonio in Austria.
Fatto sta che deve aver colpito Brahms per la sua forma pulita in 10 battute, seguite da altre due frasi di 5 battute l'una. Struttura che Brahms mantiene per tutte le successive variazioni, dopo aver citato fedelmente la Corale all'inizio della composizione.
Nella realtà oggi sappiamo che in tutto il pezzo solo una breve allusione alla sinfonia "dell'orologio" richiama realmente ad Haydn, ma poco importa.
Non importa nemmeno se la prima stesura - suonata con Clara Schumann su due pianoforti - sia la versione originale o una riduzione di quella orchestrale.
Come le due serenate per orchestra le variazioni per orchestra rappresentano la prova generale verso la sinfonia per Brahms, passo lungamente meditato fin da quando Schumann aveva letto nelle sonate giovanili per pianoforte elementi sinfonici, non semplicemente pianistici.
Sappiamo che Brahms aveva una profonda frequentazione con la musica antica, non solo Bach e l'amatissimo Handel ma anche Schutz e molti compositori rinascimentali italiani.
La chiave per queste variazioni e l'apertura finale verso il mondo sinfonico, è infatti il contrappunto classico, basato sulla linea di basso e la variazione.
Si aggiunge in questo caso un finale che anzichè una fuga, come avrebbe fatto Beethoven e come farà Brahms nelle variazioni Handel, è una passacaglia.
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Credo che la versione per due pianoforti mostri più chiaramente la struttura delle variazioni, liberando un pianista dall'articolazione completa - realmente sinfonica - che lo avrebbe schiacciato alla tastiera.
Quella orchestrale è più pastorale nella scelta degli strumenti e nel tono.
Infatti generalmente differiscono di gran lunga nell'interpretazione.
Per la versione a due pianoforti ne segnalo due opposte, una classica con Emanuel Ax e Yefim Bronfman

che è accoppiata alla fantastica sonata in Fa minore Op. 34b (ovvero la versione per due pianoforti del meraviglioso quintetto con pianoforte nella stessa tonalità op. 34a)
Mentre più veemente e forzata, in qualche momento anche sopra le righe ma assolutamente vibrante, quella del duo Yordanova e Kyurkchiev che ho scoperto oggi.
Ascoltatela e non vi annoierà di certo.

Sono decine e decine invece quelle orchestrali, praticamente contenute in ogni integrale sinfonica.
Potete scegliere la vostra, io ne prendo due italiane.

quella di Toscanini alla testa della sua NBC Orchestra, contenuta nella integrale RCA e quella straordinariamente tersa, accoppiata alla quarta sinfonia di Claudio Abbado nel suo momento magico con i Berliner

più lenta e lirica, fatta di grandi arcate magniloquenti.
Ma, ripeto, ne troverete a decine, più o meno interessanti.
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Che dire nel complesso ? Non mi permetto certo di dare un giudizio di merito a Brahms che il mio compositore di riferimento dopo Bach.
Ma questo è stato solo il primo passo nel contrappunto sinfonico e probabilmente anche la prima grande composizione per orchestra nella forma delle variazioni della storia.
Nei venti anni successivi verrà molto altro.
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