Jump to content

[Costume] Come andrebbero trattate le modelle ?


M&M

1,313 views

 Share

E' un argomento a cui sono sensibile. Ed ammetto che mi è capitato di accapigliarmi più di una volta per questo.
Un vero campo minato in cui è facile pestare una merda e sporcarsi fino al ginocchio che forse non dovrei trattare.
Ma quando leggo certe posizioni o sento certi discorsi, mi si alza la pressione e rischio di scoppiare.

434717094_Immagine2021-03-21131513.thumb.jpg.3892a49daa0fcf3ceacafa4e389e12a2.jpg
il paginone doppio di una rivista di fotografia (non è una rivista per soli uomini, pur essendo chiaramente orientata. E' tale e quale, negli scopi, ad una rivista di wildlife fotografico, solo che per lo più è ambientata in ambienti domestici, indoor e outdoor ed ha come soggetti, modelle quasi esclusivamente nude). Il linguaggio è sessualmente orientato, con terminologie chiaramente mascoline, non si fa fatica ad ammetterlo. Ma il mondo del wildlife non è uniformato alla caccia incruenta, con le stesse terminologie (che a me personalmente  creano raccapriccio) ?
Ma è un prodotto liberamente sul mercato, che può o meno essere acquistato, nessuno vi obbliga.

La causa scatenante questa volta è un articolo su una rivista online USA molto letta che a partire dal titolone :

" Persino alcuni dei fotografi maschi più noti non sanno ancora come trattare le donne"

dibattuto - da un fotografo maschio - poi nel testo con grande passione ma nell'alveo comune del politicamente corretto scatenato dal metoo del dopo Weinstein.

Premesso, e qui comincio, che io sto con il povero Weinstein ridotto da arpie e voraci avvocati ad una larva umana che oramai deambula a fatica con il pannolone tra le gambe, il discorso è il solito.

Mercificazione del corpo della donna, resa come oggetto sessuale, vendita del suo corpo e, nel caso di questi non ben identificati "fotografi maschi" che organizzano workshop attirando fotografi alle prime armi con discorsi ambigui, formandoli "nel modo sbagliato", sostanzialmente commercio indotto da un background culturale sbagliato.

Come dire - probabilmente ? - che sarebbe giusto, probabilmente, che i ragazzi venissero vestiti da femmina e fossero introdotti alle faccende tipicamente femminili, anziché incoraggiati ad avventurarsi fin da subito nel bosco, per cacciare. Ma non indugio oltre su questo versante quasi "etologico", perchè semplicemente nella mia ignoranza credo che maschi e femmine di ogni specie siano differenti quel tanto che basta per ... permettere loro di accoppiarsi, procreare e contribuire nel mantenere in vita le loro peculiarità nel futuro. Altrimenti non si spiegherebbe perchè il merlo che abita nel mio giardino ogni mattina pesca un bel vermetto, si mette a cantare a squarcia gola finchè sua moglie non lo va a trovare sulla cima della meta-Sequoia per tranquillizzarlo, prendendo dal suo becco quel bel vermicello succulento.

Ma tornando a bomba, io posso portare una più che decennale pratica fotografica con modelle.
Mi piacciono le donne, mi piace fotografarle. Non rubo fotografie ma pago le modelle perché si lascino fotografare da me, come piace a me.

Appunto, pago le modelle, dopo aver stabilito condizioni precise, secondo un contratto a volte scritto, a volte solo verbale. Alcune volte tramite agenzia specializzata, sempre più spesso, con relazione diretta, perchè sono sempre più le modelle che operano come imprenditrici private di loro stesse.

Come le tratto ? Con il massimo rispetto e cortesia, quando ricevo altrettanto rispetto e cortesia.

Ma una modella è una donna ? In linea di massima si, naturalmente si, ma non nell'accezione generica. Una modella è una professionista che dietro compenso posa. Posa per un pittore, per uno scultore, per un fotografo.
Secondo specifici accordi pattuiti in anticipo.

La linea di confine è labile, certo. Ma una donna che posa è una modella. Il confine diventa concreto quando vedi una modella nuda che si copre mentre non sta posando e non ha alcun problema a mostrarsi quando invece posa.
Guardare una modella è come guardare una donna ? In linea di massima si ma dipende se la stai guardando direttamente senza che si stia fotografando, oppure se la stati guardano per studiare posa, luce, espressione.
Con o senza la fotocamera. Che è un evidente elemento di separazione tra te e lei.
E sottolineo te e lei, non il generico uso un pò ipocrita di fotografo e modella. Che vale se gli attori sono altri, non se tu sei uno di loro.

Personalmente ho fotografato decine e decine di modelle, non so quante. Una quantità. Avrò un milione di scatti fatti con modelle di ogni continente.
Alcune, assolutamente caste, ritratti puri, addirittura in abiti monastici.
Altre oltre ogni pudore ma pur sempre con intento artistico.

Mai una volta ho provato un sussulto o un prurito per l'avere una modella davanti "come mamma l'ha fatta".

Nessuna volta mi è capitato che si creasse qualche situazione scabrosa per una incomprensione sugli scopi reali del vero motivo per cui si era li.
Per l'atteggiamento, non necessariamente per la differenza di età che oramai mi avvicina a quella di un vecchio zio se non ancora un nonno.
Ma ci sono tanti nonni ancora rapaci in giro.

Certo, ci sono tanti pervertiti che si fingono fotografi per tentare di approfittare della situazione. Magari con sistemi poco virtuosi, sempre tentando di non scucire nemmeno uno scudo.
Io invece non ho mai fotografato gratis ed ho sempre preteso patti precisi prima del set. E questo è il primo segnale di onestà.
Anche quello, se conosco già la modella e so di potermi fidare, quello di pagare il corrispettivo prima del lavoro, in modo da evitare il gesto poco elegante di ... dover pagare una donna.
Che è una modella, che posa dietro compenso.

1068053468_Immagine2021-03-21131637.thumb.jpg.88096ca3d75d1bdd9d2f6547003e018f.jpg

una modella italiana piuttosto nota, che in rete ha centinaia di foto che la ritraggono senza alcun pudore con tutto ben in mostra. Questa foto è sul suo profilo Instagram e sotto c'è l'offerta di posare su compenso.
Lo fa per lavoro, se ci si incontra sul compenso, non ha alcun problema a farlo con qualsiasi fotografo serio.
E mi pare una cosa assolutamente normale. Poi magari non ci si trova in termini di intesa artistica, è facile, non siamo tutti compatibili allo stesso modo.
Io amo ri-fotografare le modelle con cui mi trovo meglio, escludo per sempre quelle che non ispirano passione.

Ma così come ci sono fotografi seri e ci sono pervertiti che fingono di essere fotografi oppure che si insinuano nei worshop solo per poter broccolare le modelle o fotografarle in modo osceno, ci sono anche modelle molto disinibite che senza farsi troppi problemi offrono un tariffario di "un tanto l'ora" a seconda del genere fotografico che il fotografo gradisce.
Dal ritratto vestito, passando per l'intimo, arrivando al nudo integrale con le parti intime esposte ma anche fino a posare mentre fanno cose che in generale non si fanno per un pubblico ma in solitario (spero di essermi spiegato).
Da 50 euro l'ora fino a 150 o 200. Purchè il fotografo sia referenziato ed affidabile.

Ecco, ho fotografato decine e decine di modelle ma non mi è capitato sinora di fotografarne una che non fosse ben felice di posare e che non mi abbia ringraziato alla fine.
Senza che qualcuno le costringesse a posare, dietro ricatto, tortura o non saprei quale tipo di forzatura.
Anche perchè se una modella posa contro-voglia io me ne accorgo al volo e la protesto. Accorciando l'incontro che non tronco perchè sono un signore, pagando sempre il compenso pattuito anche se non sono soddisfatto.

Ci sono anche tante modelle che posano per te entro certi limiti ma poi con il tal fotografo famoso danno molto di più, nonostante quanto tu sia disposto a pagare :

764886259_Immagine2021-03-21131539.thumb.jpg.a52cdb1a2770c8fedd7cc8d185165f48.jpg

una foto dell'ultimo set di Petter Hegre con una modella che non conosco. Alcune modelle hanno posato per Hegre in modalità che se io fossi il loro padre, lo avrei già scotennato (dopo una saccata di legnate alla cara figliuola) ma che con me hanno fatto le santarelle, negando di essere disposte a fare "certe cose" (sempre fotograficamente parlando).

Insomma, la faccio breve.

Uomini siamo, e donne sono (credo che probabilmente il discorso possa essere identico anche a parti invertite ma sinceramente ho rinunciato 20 anni fa ad investigare nella psiche femminile : è una materia che non mi affascina più).
Quando l'uomo fa il fotografo e la donna fa la modella, si crea automaticamente una mappatura codificata di comportamento ed é semplicissimo rimanere entro quei binari senza inconvenienti.

Se il fotografo invece è un pervertito mal gliene incolga. E se la modella non è una modella ma una escort, forse ha sbagliato canale. Esattamente come il pervertito che magari potrebbe semplicemente cercare altri servizi a pagamento : il web è pieno di inserzioni anche di quello, con esiti ben più soddisfacenti.

Ma per favore non facciamo i moralisti. Che non ce n'è bisogno. Non c'è bisogno di codificare stili e comportamenti con decaloghi all'europea (quella di Bruxelles). C'è un'etichetta non scritta che si adatta di volta in volta.
Non si sta parlando di nulla di illecito (almeno finchè le femministe non instaureranno una dittatura universale) e non c'è nulla di male.
Non vorrei in un prossimo futuro dover compilare un mazzo di documenti e presentare lo Spid prima di fare una foto ad una modella coperta da un saio.

A me piace fotografare le modelle e spero di poter continuare a farlo finché potrò.

***

A margine qualche aneddoto personale che forse spiega come ci sia caso e caso.
Mi è capitato di fotografare una modella, brutta ma così brutta che non ho nemmeno messo la scheda di memoria ma che per professionalità, serietà e anche signorilità, ho finto di fotografare, guidandola e facendole credere che stava lavorando bene.
Mi è capitato di essere sul punto di mandare a cagare una stronza mercenaria russa che non aveva capito chi aveva di fronte, nonostante si fosse portata il marito "per sicurezza".
Ho contato fino a 101 e poi le ho chiesto fermamente che se voleva lavorare con me, stava li per quello, altrimenti la porta l'aveva già vista.

Ho fotografato una donna nella vita con la quale ho instaurato un rapporto tale per cui in una due giorni le ho detto : nel primo giorno fotograferò come farebbe una fotografa, nel secondo giorno come farebbe un fotografo innamorato di te. E ci siamo divertiti un mondo entrambi nel provarci.

D5H_0838.thumb.jpg.945b35d50b56aa7f32db75b7ce2203d0.jpg
il sottoscritto e la sua modella più amata

la gran parte delle modelle ama essere adulata, gradisce i complimenti ben posti mentre si fotografa.
Molte sono insicure ed hanno bisogno di essere tranquillizzate : si, bene cosi, brava.
E' facile, anche se la lingua non è quella madre di nessuno dei due. Non costa nulla e non ci sono malintesi.

Ci sono alcune - poche - che amano essere amate per quelle due ore in cui le fotografi.
Altre che posano con tutta la professionalità che hanno ma facendoti capire che sei un pezzo di merda per loro, buono solo perchè le paghi.

Come per tutte le cose della vita. Non mi pare che sia il caso di farne una questione politica o di volerci mettere in mezzo cose che non ci sono.
In ogni caso se noi fotografi non fossimo interessati a fotografarle, molte modelle probabilmente dovrebbero giocoforza intraprendere altri generi di carriera ...

... parimenti se non ci fossero così tante modelle disposte a posare per i fotografi - spesso in competizione tra loro con tanto di tour europei e booking online - non le potremmo fotografare.

  • Thanks 3
  • Haha 2
 Share

25 Comments


Recommended Comments

  • Redazione

Non ho opinioni sulle vicende che hanno coinvolto Weinstein, non l'ho seguita.... ops, già questa è una opinione  :dentone:

Secondo me hai fatto bene a cogliere l'ispirazione di quell'articolo per trattarne qui (credo di averlo letto anch'io, alcune righe in verità: non mi ha granché appassionato).
Di fatto, ci sono molte assunzioni a base maschilista/maschile su tutto questo, che partono dal presupposto retrogrado ed ignorante che tra l'uomo fotografo e la donna modella, soprattuto se di nudo, ci sia ben altro che le fotografie fatte insieme. 

Ma aggiungo, perché sono felicemente sposato ma tra le altre cose fotografo modelle quando mi è possibile, che quando ho iniziato, proprio le prime volte, mia moglie mi ha chiesto di vedere le foto. Subito, senza la selezione dopo la quale normalmente ho piacere di chiederle che pensa di qualsiasi cosa io fotografi. 
La sua teoria, condivisa con me prima che andassi e che alla fine ho reputato proprio puntuale, è che dalle foto si sarebbe capito bene cosa avessi per la testa mentre le scattavo e quale fosse il mio intento nell'essere la. Più esplicitamente, ero la per fare arte o per vedere donne provocanti nude o quasi?
Come hai ben scritto tu "Quando l'uomo fa il fotografo e la donna fa la modella, si crea automaticamente una mappatura codificata di comportamento ed é semplicissimo rimanere entro quei binari senza inconvenienti". 

La bellezza è negli occhi di chi guarda. Purtroppo lo sono anche malizia, sospetto e volgarità. E con maggior frequenza!

 

  • Like 1
  • Haha 3
Link to comment
  • Administrator
18 minuti fa, Massimo Vignoli ha scritto:

Non ho opinioni sulle vicende che hanno coinvolto Weinstein, non l'ho seguita.... ops, già questa è una opinione  :dentone:

Tutto sommato si può riassumere in poche parole.
Weinstein è stato uno dei più importanti produttori cinematografici a cavallo di fine secolo.
Ha creato tanto valore, ha creato tante carriere, reso famose attricette scarse e in molti casi, andando oltre il normale rapporto produttore-attrice (che più di una volta ha portato a prendere l'Oscar o altri riconoscimenti : sempre un gran pacco di milioni di cachet) ha chiesto un compenso in natura per il suo interessamento particolare. Senza usare la pistola.
Una cosa brutta da dire e da pensare in senso generale. Se non fosse che è una delle cose della vita di tutti i giorni. E che tutti sapevano succedere.

Non sarà un caso se da quando Weinstein è finito sul lastrico molte di quelle attrici hanno sostanzialmente finito la carriera.

Nel mondo di fotografi/agenti e modelle ci sono stati tanti casi simili, con alcuni, veri "broccolatori" che sono stati smascherati, altri che hanno finito per mettersi a fotografare soggetti diversi per evitare guai.
Molte top-model si sono arricchite grazie a discrete amicizie di questo genere. Ma di fatto adesso c'è la caccia alle streghe in questo ambiente e molte dinamiche si sono spente (e ne sta facendo le spese la fotografia in generale).

Tutte cose che però sono distanti anni luce dal mondo del fotoamatore.

  • Haha 1
Link to comment
  • Nikonlander
Cita

" Persino alcuni dei fotografi maschi più noti non sanno ancora come trattare le donne"

qui hanno generalizzato nel titolo , dicono donne , e questo sarebbe penso ancora più grave se non inteso alla più ristretta cerchia delle modelle , ed in senso professionale 
in quanto ahimè si andrebbe nella , purtroppo quotidiana , cronaca di chi non afferra la differenza tra oggetti e persone tra possedere e condividere , ma queste sono altre storie ....

 

ma sono le solita cose che si sentono dire , certo devo ammettere che talvolta il poco o pochissimo gusto del soggetto fotografante 
fa oltrepassare quel sottile , invisibile ,  limite della bellezza e non a caso non dico di decenza 

Quello che contraddistingue a mio avviso questo genere di foto , e non solo , ma soprattutto questo , sia un innata visione di bellezza e modo di vedere
per la pochissima esperienza che ho in questo genere di foto , bisogna distaccare il fattore che c'è in ognuno di noi , in quanto uomo , quindi un po' suino 😋
e catturare la sua essenza di bellezza , che non sono solo due tette un culo e la passera 

Poi penso che con l'esperienza si possa arrivare anche a fare qualcosa che possa essere molto più spinto , ma ci vorrà sempre tanto gusto e complicità 
perchè piu calchi la mano sulla foto , più devi saperti gestire con te stesso e soprattutto ci sarà necessaria una controparte altrettanto disponibile e capace
di reggere il pathos 

Per il resto , sintantochè non disturbi il prossimo ...

Link to comment
  • Nikonlander Veterano

My two cents...

E' un bel campo minato, in particolare il glamour o nudo, ma io credo che per il fotoamatore onesto la situazione è molto meno tragica di quanto può sembrare.
Innanzitutto la disponibilità di modelle è molto più ampia rispetto a qualche anno fa, molte ragazze oggi sono disponibili alla foto senza veli o perlomeno con indosso il minimo indispensabile. Sul discorso escort, per la mia molto limitata esperienza, basta essere chiari da subito e poi io ho una certa convinzione che le modelle parlano tra loro e che i personaggi a rischio vengono individuati rapidamente ed esclusi oppure individuati come "clienti" e sfruttati da chi ha un doppio lavoro oltre quello di modella.
Il fotoamatore "puro" non corre tanto il rischio della denuncia, che è anche un'arma a doppio taglio per la modella che rischia di vedersi cancellare da molte agende per paura di problemi, quanto quello della "sola". E cioè di vedersi negato il diritto all'uso delle foto a posteriori o di non ottenere un servizio adeguato.

Restando sul rapporto fotografo/modella io credo che la base di tutto sia la chiarezza, accompagnata dall'onesta verso noi stessi. Chiarezza con la modella su cosa si vuole fare, così che non ci sia nessun dubbio sull'impegno e sul compenso. Onestà rispetto alle nostre capacità, il nudo è un genere spinoso, produrre foto buone solo per un calendario da officina è molto facile, se non abbiamo ancora la sicurezza di poter andare oltre meglio non rischiare e magari continuare a scattare in gruppo per farsi le ossa.
Inoltre ho notato che un po' tutti i fotografi di mestiere o di fama hanno, almeno per i lavori personali, le loro modelle preferite con le quali pubblicano cose diverse dal solito. Ecco,  io credo che per spingersi in avanti serve la persona giusta, con la quale è facile intendersi e portare a compimento anche progetti ambizioni.

Sulle femministe, io sono con loro per il rispetto della donna ed il suo giusto riconoscimento, sono contro l'idea della donna oggetto sessuale e null'altro di più ed apprezzo il progresso sociale di questi ultimi decenni; ma faccio notare sono spesso le stesse modelle a dire che se vogliono posare nude a pagamento è cosa che non riguarda altri a di fuori di loro stesse e della loro coscienza.

Sull'ipocrisia e sulle modalità di carriere di alcune figure non mi esprimo, i fatti parleranno da soli.

Link to comment
  • Administrator
1 ora fa, Sakurambo ha scritto:

[...]

Restando sul rapporto fotografo/modella io credo che la base di tutto sia la chiarezza, accompagnata dall'onesta verso noi stessi. Chiarezza con la modella su cosa si vuole fare, così che non ci sia nessun dubbio sull'impegno e sul compenso. Onestà rispetto alle nostre capacità [...]

Sulle femministe, io sono con loro per il rispetto della donna ed il suo giusto riconoscimento, sono contro l'idea della donna oggetto sessuale[...]

Bene, sono contento di aver almeno suscitato la volontà di intervento.

Ma in merito a questi tuoi due ragionamenti mi viene da chiederti una cosa : pensi di essere influenzato dalle tendenze correnti nelle tue foto ?
Ovvero pose-situazioni-abbigliamento, vengono in mente a te o ti vengono proposte ?
E se vengono in mente a te, è la tua "mente da fotografo maschio" che ti guida oppure il rispetto per la donna secondo l'idea che ne dovremmo avere se non fossimo stati educati nel secolo scorso ?
Mentre se vengono in mente alla modella, pensi che non ci sia sotto l'idea di "vendere meglio il proprio prodotto" ?
E se infine, viene proposto da un master cui ti rivolgi per imparare, che ci sia di fondo l'incapacità, come recita l'articolone che ho citato, di saper trattare le donne ?

Grazie se mi vorrai rispondere onestamente. Io lo farei se mi venisse chiesto ;)

Link to comment
  • Nikonlander Veterano

Mauro,  "92 minuti di applausi"

Non c'è altro da aggiungere!

  • Haha 1
Link to comment
  • Nikonlander Veterano

Nonostante l'abbia letta più volte non ho capito il senso della domanda.
Sopratutto non ho capito dove sono legate la chiarezza nel rapporto fotografo/modella con il rispetto per la donna.

Link to comment
  • Administrator
10 ore fa, Sakurambo ha scritto:

Nonostante l'abbia letta più volte non ho capito il senso della domanda.
Sopratutto non ho capito dove sono legate la chiarezza nel rapporto fotografo/modella con il rispetto per la donna.

Capisco che sia un argomento difficile e posso capire che non si voglia rispondere. Questo articolo è aperto alla lettura di tutti e non siamo su Zuppa di Porro :)

Cerco di spiegarmi meglio.

Qui c'è la micidiale combinazione di "uomo", "donna" e "compenso" componenti che miscelate insieme a seconda delle proporzioni possono portare dalla fetta di torta alla guerra termonucleare.

Tu puoi essere chiarissimo con la tua modella ma chiederle di interpretare un ruolo che potrebbe essere in contraddizione con l'ideale che hai citato tu stesso " il rispetto della donna ed il suo giusto riconoscimento, sono contro l'idea della donna oggetto sessuale".

La storia dell'arte è piena di modelle che magari hanno posato per lo stesso pittore, una volta per interpretare la santa in piena crisi mistica, illuminate dalla luce della Fede, e la volta dopo nei panni della "operatrice del sesso" nell'atto di intrattenere i clienti. Dietro giusto compenso ovviamente ma dando una immagine "della donna" opposta.

Andiamo ai giorni nostri e prendiamo un fotografo che da giovane fotografava donne giovani nude e ben truccate (ne ha fatto delle top model per questo) mentre nella sua ultima fase senile si è lanciato in linee di interpretazione - condivisibili certo ma ... - della donna per come è, anche se vecchia e segnata dal tempo, coperta da una ... coperta militare, come si sveglia al mattino, senza luce e senza flash, senza make-up, al naturale.
Ebbene lo stesso fotografo dietro compenso del committente, nello stesso periodo ha proposto questa serie per una campagna di pubblicitaria con due splendide giovani modelle

iwc-watches-adriana-lima-ads-2014-06.jpg.4df906a13a17abd7dee4692efebcab46.jpg

4456ed2a2bcd2659729b2bba897424b7.jpg.de03fc3fc7f6f2a19c2e1aaafa21cdeb.jpg

iwc-watches-adriana-lima-ads-2014-01.jpg.684dd36e1e744f2f48bb411394f47440.jpg

che dicono all'uomo che le guarda "mangiami-mangiami" e non c'è dubbio che l'indirizzo sia il classico individuo maschile, predatore, ricco, playboy, che ama le belle donne e le belle auto, oltre ai cronografi meccanici di lusso, il prodotto che intendeva pubblicizzare IWC con queste foto (ma per me poteva anche essere qualsiasi altro marchio, anche la pasta Buitoni per quanto le foto mi dicono rispetto all'ipotetico prodotto).
Foto di classe, certo, ma non le possiamo vedere come "mercificazione" del corpo della donna ?

Però sono certo che Lima e Kurkova - due modelle che dubito siano mai state cercate ad un casting per interpretare Santa Teresa - abbiano avuto patti ben precisi in precedenza, un compenso a 5 o 6 zeri. Lo stesso il buon Pietro che con Helen Mirren e Charlotte Rampling (attrici molto disinibite in tutta la loro carriera, famose per il vello pubico tanto quanto per le capacità recitative) ha fatto la parte del santone per vendere libri, mostre e calendari. Nello stesso tempo non prima e dopo la conversione sulla via di Damasco.

Ma Pietro era un artista. Andiamo più al terra-terra.

Io vi ho proposto anni fa un workshop ispirato al film Memorie di una Geisha e alle foto di Paolo Roversi. Se cerchi su Google trovi tutti i riferimenti a ... Nikonland.eu.
Tema al confine che potrebbe facilmente essere svolto da un lato e dall'altro della linea di confine. Dipende un pò da tutti gli attori e dall'attrice.

Oppure uno ti potrebbe proporre o tu potresti proporre un workshop nel cui tema ci sono le parole Modella e Nutellatm , a seconda della modella, dei fotografi, del resto, con tutta la chiarezza del mondo preventiva, ci potrebbero essere finalizzazioni diverse. Come è facile immaginare.
Anche la modella pucciata nel latte può ricordare ad uno la mamma, ad un altro, il croissant da addentare. No ?

Certamente come hanno scritto più sopra la bellezza sta negli occhi di chi guarda ma è anche vero che io pago per fotografare per X ore una modella.
Che se ha un viso angelico che si presta al ritratto posso anche sfruttare a pieno in quello.
Ma se è famosa per le sue curve mentre purtroppo ha una espressione insignificante ... hai voglia a tentare di non santificare quelle anzichè sprecare tempo con il ritratto.
Sono certo che io cadrei nella più irreparabile delle tentazioni.
Senza che ci fosse nulla di male.

Link to comment
  • Administrator

Non sono fin qui intervenuto, anzi ho cancellato prima di premere il tasto invio dopo aver scritto una trentina di righe in proposito, perchè vorrei che scrivano su questo tema i fotografi che su queste pagine si alternano nel presentare il risultato dei loro (o in compagnia organizzati...) set di ripresa di ritratto, nudo e non...

Purtroppo non mi dedico da tempo immemore a questo tema, proprio per non creare problemi di interpretazione alle persone che mi sono state vicine nel corso di tanti anni della mia pratica fotografica, con le quali tutte ho sempre avuto discussioni di questo stampo sulla sottile separazione tra i concetti di rispetto della persona, compenso, soggetto del set, risultato finale.

Vedo rispondere solo due persone, il che mi rinforza nel concetto che su questo sito chi fotografa lo faccia per caso e come passatempo, non per scelta espressiva.

Nessuno userebbe quanto potreste scrivere in proposito contro di voi: anzi l'estrapolazione di ulteriori punti di vista aiterebbe tutti a fortificarsi nelle proprie opinioni.

Francamente sono stufo di vedere che nella statistica di Nikonland le discussioni più seguite ed accese di partecipazione siano quelle relative alle attrezzature da venire, con i sondaggi su "cosa faremo" e le diatribe sul posizionamento commerciale dei competitor di mercato.

 

Mi aspetto quindi di leggere cosa pensino al riguardo i Fotografi di questo sito, prima di fornire alla discussione anche il mio punto di vista.

  • Haha 1
Link to comment
  • Administrator

un mito del cinema, della pubblicità, del comune senso del pudore, inoltre, trionfalmente amica dell'Orco... un anno e poco più fa

 

  • Like 1
  • Thanks 1
Link to comment
  • Redazione
Il 22/3/2021 at 12:26, M&M ha scritto:

Bene, sono contento di aver almeno suscitato la volontà di intervento.

Ma in merito a questi tuoi due ragionamenti mi viene da chiederti una cosa : pensi di essere influenzato dalle tendenze correnti nelle tue foto ?
Ovvero pose-situazioni-abbigliamento, vengono in mente a te o ti vengono proposte ?
E se vengono in mente a te, è la tua "mente da fotografo maschio" che ti guida oppure il rispetto per la donna secondo l'idea che ne dovremmo avere se non fossimo stati educati nel secolo scorso ?
Mentre se vengono in mente alla modella, pensi che non ci sia sotto l'idea di "vendere meglio il proprio prodotto" ?
E se infine, viene proposto da un master cui ti rivolgi per imparare, che ci sia di fondo l'incapacità, come recita l'articolone che ho citato, di saper trattare le donne ?

Grazie se mi vorrai rispondere onestamente. Io lo farei se mi venisse chiesto ;)

Faccio anche mie le domande, con la risposta sincera.

Si, sono assolutamente influenzato al punto da essere estremamente in difficoltà a definire “cose mie”. Cosa che scrivo perché è sicuramente evidente a te - ndr. per tutti: il 99% delle foto a modelle che ho fatto provengono da shooting Made in Mauro; ad oggi 2 soli casi in cui ho fotografato donne e Mauro non fosse presente, ma c’era Ross :) - ma non agli altri. Solo che più che influenzato dal “grande fotografo XYZ”, sono molto ignorante nel senso originale del termine, lo sono stato dalla selezione di proposte fatte qui, sulla base della quale ho cercato di documentarmi, e sulla declinazione vista in studio. E quindi una doppia influenza.

Relativamente a cosa poi finisco per mettere a terra, indipendentemente dal percorso fatto per giungere all’idea, la questione per il nudo è complicata. Nel senso che fatico moltissimo, la radice evidentemente è nel punto sopra ma non è la sola spiegazione e sicuramente c’è anche una questione di talento, a fare foto di nudo significative. Al punto che ho molto diradato, anche prima del COVID, questa attività impiegando le sessioni disponibili per fare fotografia “vestita”. 
La ragione che ho razionalizzato è che il nudo, di per se, è enormemente potente e sovrasta, nelle mie fotografie, il resto. E non perché mi consideri rapace o altro, da quanto ho scritto credo sia evidente che non lo sono. Ma perché risulta un “nudo artificiale” e privo di un ulteriore messaggio/contenuto che qualifichi e da esso sia qualificato. Insomma, ne risulta solo la foto di una donna più o meno bella, mediamente estremamente bella 😊, e quasi null’altro.

Un po’ come fotografare il gufo delle nevi posato su un ramo in una voliera allo zoo vs mentre caccia libero in Canada. Ecco, il soggetto è lo stesso, la fotografia ed il messaggio enormemente diverso. 

E mentre rifletto per scrivere capisco, e non cancello per magari fungere da spunto di riflessione per chi legge, che le mie foto di nudo sono solo.... nude perché sostanzialmente manca l’idea.

Ti ho risposto?

 

 

Link to comment
  • Nikonlander Veterano

Siamo in un periodo di caccia alle streghe.
Nel contesto di noi fotografi amatoriali della domenica, non penso proprio che tutta questa faccenda ci sconvolga la vita. Giusto forse qualche precauzione in più, ma immagino che la storia finisca lì... Per il momento.
Sì, per il momento... Perchè se questa faccenda, nel lungo termine, porterà ad un cambiamento culturale radicale nella concretezza del pensiero comune, non nego del tutto che nel futuro determinati tipi di workshop, non si potranno più fare, perchè saranno politicamente scorretti e forse anche perchè verranno a mancare quei tipi di modelle, più terra, terra, disposte, anzi volenterose di farsi fotografare da fotografi/videografi amatoriali. Sono fondamentalmente ottimista, non penso che andrà a finire in maniera così drastica. Però mai dire mai, guarda come è finita la la libertà della donna in Iran dagli anni 70, ad oggi.

Comunque, tornando on topic:

" Persino alcuni dei fotografi maschi più noti non sanno ancora come trattare le donne"
E sti cazzi. Quelli che veramente non lo sanno fare, ne pagheranno le conseguenza, ma questa caccia alle streghe è ridicola e sbagliata all'inverso.

Sarà anche politicamente scorretto, ma io odio il pensiero omologato imposto.
Se una ragazza maggiorenne ha deciso in passato di vendere il proprio corpo, in cambio della carriera, nella grande maggioranza degli scandali del metoo, mi spiace molto, ma è solo colpa sua. Tutto il diritto di pentirsi, ma andare a piangere anni dopo per un qualche cosa che hanno cercato loro, non ci sta. Altro che posizione dominante...

  • Like 2
Link to comment
  • Administrator
1 ora fa, Massimo Vignoli ha scritto:

Faccio anche mie le domande, con la risposta sincera.

[...]

Ti ho risposto?

 

 

Massimo, non ti concentrare sul nudo ma principalmente sull'estetica della foto sia essa di nudo che di soggetto vestito.

Chiamo in causa ancora Lindbergh e la Monicona nazionale.

0eb6ad1b9a18bfb987aa1ae55cc56aa3.jpg.d2d3086a5502a8c0080ffb8bf292f05b.jpg

26monica-bellucci2.jpg.ccf5b329d978852ff9ff3108a462a221.jpg

34edbc26388801764b9dd485cbf08813.thumb.jpg.19b23d001109736a69eacc954a940f76.jpg

1602810285_Monica-Bellucci-scaled.thumb.jpg.7e58cd3980c4228d241c01595cda11fa.jpg

per dire che a me sembra molto più casta e pura questa che pure è del tutto nuda, mentre le altre hanno un contenuto erotico evidente, anzi, addirittura forte.

Monica-Bellucci-Naked-01.thumb.jpg.dcde271bde92f88b6bc3de22a3a6922e.jpg

almeno per me ma credo anche per i fotografi che le hanno fatte.

In buona sostanza tu puoi ritrarre una modella come se fosse una battona anche se non si vede nemmeno un centimetro di pelle, basta lo sguardo, un dettaglio. A volte nemmeno lo sguardo.
Mentre una figliola ripresa come l'ha vista solo la mamma, può non suscitare alcun prurito nemmeno al catechismo, se la foto è fatta con quello scopo e per ottenere quell'effetto.

La questione è come si combinano gli ingredienti ma soprattutto cosa cerchi tu, cosa cerca la modella (se cerca altro rispetto al compenso) cosa o cosa NON accetta il senso comune.

Che come dice Cris più sopra sta cambiando in peggio verso un perbenismo moralista da Inghilterra puritana (quella che però, bruciava le donne chiamandole streghe !).
Se mettiamo steccati e confini, ogni fotografo che entra in contatto con una modella sarà tacciato per puttaniere e ogni modella, per puttana.
Con il fatto che la colpa se la prenderà sempre il fotografo mentre la modella sarà la poveretta costretta a posare per denaro.

Caravaggio ingaggiava per lo più prostitute come modelle e le ritraeva come sante. Fuori dallo studio le frequentava anche come prostitute.
Sono sicuro che ognuno era ben conscio di come andava il mondo. Ed era lo stesso '600 in cui gli anglosassoni bruciavano le streghe.

Link to comment
  • Nikonlander Veterano

Ok, mi spiego meglio, specificando che scrivo per me, non per altri.

Il discorso sulla chiarezza riguarda semplicemente il rapporto fotografo/modella, in particolare fotografo amatoriale. Chiarezza perché il 90% dei fraintendimenti si evita manifestando in anticipo intenzioni ed aspettative, a beneficio di tutte e due le parti in causa.
Considero scontato che un professionista, titolato o meno, sappia come regolare al meglio un rapporto di lavoro, esattamente come io so gestire le mie collaborazioni o i rapporti con i miei fornitori nel mio settore commerciale.

Sulla donna ed i rispetto, non voglio fare il puritano, è ovvio che la ragazza senza veli con il walkman ha un richiamo sessuale, magari lei è laureata in lettere e potrebbe decantarci Dante a memoria ma non è certo quello il punto di forza in quella fotografia. Ma lo ha scelto lei, e non è l'unico modo per posare che le è concesso, ci sono college che non entrano nemmeno sul set se non hanno indosso almeno un perizoma e si XXXX come iene se qualcuno cancella il filo del reggiseno con PS per farle sembrare meno vestite.
E' esattamente il principio per il quale una ragazza ha diritto di entrare in un ristorante con la minigonna senza doversi sentire fischiare dietro dal cameriere o vedersi arrivare bigliettini con numeri di telefono e offerte in denaro da perfetti sconosciuti. Poi è ovvio che devi saper stare al mondo e che evitare vicoli bui di notte è preferibile così come dichiarare al processo che eri salita in camera del produttore alle 23:30 e non ti aspettavi proprio che ti facesse advances esplicite a me fa francamente ridere.

Poi, sul discorso generale che fai, io sono d'accordo, così come sulle critiche al potenziale neo puritanesimo che ci aspetta.

Link to comment
  • Nikonlander Veterano

Pezzo molto interessante, con parecchia carne al fuoco anche grazie agli interventi successivi. 
Mi sarebbe forse utile leggere l'articolo che ha ispirato Mauro, anche se mi posso immaginare il tenore.

Rifletto un po' su tutto quanto e poi rispondo in modo articolato.

Link to comment
  • Administrator
1 ora fa, Gabriele Castelli ha scritto:

Pezzo molto interessante, con parecchia carne al fuoco anche grazie agli interventi successivi. 
Mi sarebbe forse utile leggere l'articolo che ha ispirato Mauro, anche se mi posso immaginare il tenore.

Rifletto un po' su tutto quanto e poi rispondo in modo articolato.

Utile, non so, è sempre la solita musica perbenista, sentita ovunque (qui)
Io l'ho preso solo per pretesto, non ho fatto la critica all'articolo ma ad un modo di pensare che oramai è la prassi.
Fstoppers.com è tra i più attivi e letti collettori di news e articoli sulla fotografia oggi.
Terra-terra, eh, non stiamo parlando di filosofia del diritto applicata alle relazioni fotografiche.

Link to comment
  • Nikonlander Veterano

Ho letto il pezzo, e ho avuto l'impressione che se pur finisca nel solito perbenismo, la partenza è per me condivisibile.
L'autore si lamenta di come venga proposto un workshop, facendo leva più sull'aspetto erotico/sensuale che su quello didattico. Che poi, per carità, sappiamo tutti che è quello che tira.
Nel tempo mi sono reso conto di come nell'ambiente della fotografia amatoriale/semiprofessionale in Italia ci siano tanti di quegli scappati di casa da far venir voglia di andare a fotografare i pali della luce. 
Senza piaggerie, un professionista come Rossano è più unico che raro, e lo dico perché sono passato anche da workshop di fotografi che passavano per il top ma francamente ho pensato "questo è più maiale di me" (ed è un bel dire, credetemi :D ).

Io confesso che ho smesso da tempo di farmi domande sull'arte e i massimi sistemi quando fotografo le modelle, tendo a fare quello che mi piace (se la modella è d'accordo) e bon. Anzi, sono ancora un po' frenato perché mi è capitato quello che è successo a te Mauro, e cioè che modelle che viste su internet in determinati servizi poi con me si sono rifiutate. Vedi la russa stronza col marito, per dirne una, che si è rifiutata di fare un banale nudo integrale.

Per me l'importante è avere patti chiari all'inizio, stabilire i confini della prestazione ed il conseguente compenso, in questo modo nessuno può poi lamentarsi.

 

Riguardo ad altre questioni sollevate che mi vengono in mente, devo dire che io un po' di emotività negli shooting ce la metto. Se percepisco che la modella vorrebbe essere da tutt'altra parte, un po' mi smonto. Se invece sento che c'è un po' di feeling (che poi magari non è vero, è solo una mia impressione), allora mi sembra anche di fare foto migliori.
Ammiro Mauro quando dice 

Cita

Mai una volta ho provato un sussulto o un prurito per l'avere una modella davanti "come mamma l'ha fatta".

A me qualche volta è successo, credo sia umano. Così come credo di essermi comportato in maniera impeccabile nonostante questo, e non penso che Ross abbia mai ricevuto lamentele dalle modelle nei miei confronti.

Una volta, sempre tramite Ross, ho fatto uno shooting erotico, e non mi sembra di aver maltrattato la modella, né di averla sminuita come donna. Eravamo d'accordo sia come tema che come compenso, e di conseguenza sapevamo tutti e due cosa stavamo facendo. Anzi, se proprio vogliamo, quello più a disagio ero io, dato che era la prima volta. Prima volta che poi è restata l'unica, ha lasciato un po' il tempo che ha trovato.

La modella è un fornitore, io un cliente: ci si accorda e si lavora. Nessuno è obbligato a fare alcunché, quindi i discorsi di pruderie americana mi rimbalzano abbastanza.

Bon, altro a seguire quando riorganizzo le idee.

 

 

  • Like 1
Link to comment
  • Administrator

Ma si Gabriele, in linea di principio siamo tutti d'accordo che non è giusto fare la guerra, si devono gettare i rifiuti nei cestini, attenti alla raccolta differenziata, non lasciar scorrere inutilmente l'acqua del rubinetto e non sprecare benzina se non é necessario.

Ma di fronte ad una offerta così, perchè c'è disponibilità, come si finisce dalla parte del torto ?

319527155_Immagine2021-03-26164508.thumb.jpg.61f4ccb8d8917ecfb5ee701345ca14e1.jpg

dovremmo educare la ragazza che queste cose non si fanno, non si propongono nemmeno e non farle assolutamente ?
E un master non dovrebbe in nessun caso far entrare - anche implicitamente - temi "sensuali" in un workshop, ovvero tutti a fotografare statue di marmo forzatamente asessuate ?
Ti immagini la corsa a prenotarsi ad un master di riproduzione di manichini ?

Guai a fotografare una maggiorata perchè già quella, anche vestita, potrebbe fare indignare più di un parrocchiano.
E una ragazza che si succhia il pollice ? Ahiahiahi !

Nell'articolo se ne fa una questione di educazione, da parte di fotografi affermati che, pur di vendere, venderebbero la merce non loro, in modo da attrarre fotografi arrapati.
Praticamente dei ... sensali.
E insomma ! A me è capitato di vedere uno che non si comportava come si deve e dargli il cartellino rosso, invitandolo cortesemente a prendere la via della fuga.

Chiaramente, sono d'accordo con quanto hai scritto, voglio solo dire che è facile dire cose apparentemente condivisibili su una cosa che facilmente non ti interessa :) : io potrei parlare male per anni della caccia e di tutte le sue implicazioni. Ma perché dovrei ?

  • Like 1
Link to comment
  • Nikonlander

Dunque dunque... a qualcuno piace prendere in mano le patate bollenti (ogni doppio senso è puramente intenzionale)
Ci sono tanti temi da trattare separatamente in modo approfondito, ma cerco di non perdere il filo e rimanere legato alla discussione in corso.
Il titolo è fuorviante: "perfino alcuni dei fotografi maschi" sottintende che i fotografi (maschi) debbano per forza conoscere meglio di altri come trattare le donne e ci si stupisce che non sia così. "Come trattare le donne" è altrettanto fuorviante in quanto mette in relazione i fotografi con le donne e non con le modelle.

Per quel che mi riguarda c'è una distinzione tra rapporto tra uomo e donna e quello tra fotografo e modelle; il secondo è un rapporto di ruoli, che di per sé sono asessuati, come tra un dirigente (uomo o donna che sia) con un dipendente (uomo o donna che sia).
A livello amatoriale è leggermente diverso, ma a livello professionale il fotografo ha la responsabilità del lavoro e svolge la mansione di direttore artistico, sotto il quale lavorano truccatori, modelle, assistenti e tutto il resto dello staff. Quindi la modella (o modello) deve eseguire il proprio ruolo (lavoro) che le/gli viene detto di svolgere, nelle modalità che il fotografo decide.
Il modello è quindi un ruolo subordinato. La donna non è un ruolo ma una specifica dell'essere umano, che quindi, come essere umano non deve essere subordinato l'uno all'altro. Se non nel momento in cui assume un ruolo, appunto.

Il titolo corretto dovrebbe essere quindi "Alcuni fotografi, anche tra i più noti, non sanno come lavorare con le modelle"
Se il titolo diventa invece "Alcuni maschi, anche tra i fotografi, non sanno come trattare le donne" il tema diventa un altro.

Credo che fino a qui siamo tutti d'accordo, no?

Sul rapporto uomo-donna e su quanto siano diversi e sia difficile la reciproca comprensione, ci sono fiumi di trattati di psicologia, sociologia, etologia e di scienze comportamentali a cui fare riferimento (o chiedere a quelli sposati e divorziati).
Sul rapporto fotografo-modella forse non si è ancora scritto abbastanza e forse non si arriverà a declinare uno statuto di comportamento ma delle cose da puntualizzare ci sono.

Riparto dal punto sopra del rapporto subordinato tra fotografo e staff per riaffermare la responsabilità del lavoro commissionato che è tutto a carico del fotografo. Di conseguenza o la modella fa quello per cui è pagata o si telefona all'agenzia per fare reclamo (e poi se la vede il booker con la modella) oppure ci si imbatte in un grosso problema. Dato che buttare all'aria un investimento per una condotta non professionale di una modella è sempre una cosa da evitare, meglio parlare nei dettagli del lavoro PRIMA di prendere impegni. Se il servizio è da realizzare sulla neve in montagna a dicembre, è bene sapere se alla modella sta bene oppure no, quello che è da evitare è che la modella, arrivati in montagna, si rifiuti di posare perché fa troppo freddo.

Ed ho descritto una situazione che vale anche a generi invertiti, proprio perché il ruolo è asessuato ed ha solo dei vincoli lavorativi.

Lo stereotipo invece ci dice che i fotografi sono maschi e i soggetti sono femmine, quindi dobbiamo aspettarci dei comportamenti in cui il genere interferisce sul rapporto tra i ruoli.
Innanzitutto se questo avviene in maniera sostanziale è sbagliato. Il fotografo maschio si dovrebbe comportare allo stesso modo con soggetti femminili e maschili, lasciando da parte pruriti e depravazioni, ma si sa che questo non è sempre possibile, anche perchè i fotografi scelgono i soggetti da cui sono attratti.

In questo caso il ruolo può diventare subordinato al genere, ma questa è una situazione molto personale, che dipende quindi dai singoli individui, e si può estendere a tutti i settori, anche al nostro posto di lavoro (estraneo alla fotografia).

In generale bisogna avere (semplicemente) lo stesso rispetto che si dovrebbe avere per le persone con cui ci relazioniamo ogni giorno cercando di capire i limiti oltre i quali non bisogna andare e i limiti sono appunto personali, dipendono da ciascuno di noi.
Io insegno nei workshop che di fronte abbiamo una modella ma prima di tutto una persona, che quindi bisogna trattare la modella come persona; nello stesso tempo quella persona ha deciso di fare un lavoro, per il quale viene retribuita e quindi ne conosce i rischi e i compromessi. L'importante è che sia sempre possibile fare una scelta per entrambi. Il fotografo deve poter scegliere la modella che accetta le sue condizioni, la modella deve poter accettare o rifiutare tali condizioni e quando si trova questa sinergia, il fotografo tenderà inevitabilmente a lavorare con la stessa modella più volte.

In altre parole si entra in modalità "trovarsi bene" con qualcuno che miscela l'aspetto lavorativo con quello umano. Tutto sta a definire quanto del maschio sia presente nel fotografo e quanto della femmina sia presente nella modella e trovare il giusto compromesso ed equilibrio per poter lavorare bene insieme senza far sentire a disagio una delle due parti. 

Sfiorando brevemente il tema Weinstein che ho già trattato a suo tempo, secondo me è la possibilità di scelta a fare la differenza. Se alla giovane attrice viene offerta una parte in un film in cambio di una prestazione sessuale e sceglie di accettare, lo fa per libero arbitrio e quindi lamentarsi dopo anni dell'accaduto, soprattutto dopo aver vinto oscar e guadagnato milioni di dollari mi sembra quanto meno opportunistico. Anche perchè altre attrici non hanno accettato e hanno fatto carriera in altro modo, quindi la possibilità esisteva ed è stata appunto una scelta.

  • Like 1
  • Thanks 3
Link to comment
  • Administrator
17 minuti fa, ross ha scritto:

Dunque dunque... a qualcuno piace prendere in mano le patate bollenti (ogni doppio senso è puramente intenzionale) [...]

Ed io approfitto per rincarare la dose, sfruttando il tuo lavoro.

Che ne pensi del tuo collega che propone una cosa del tipo "Per la prima volta in Italia la Playmate russa Zebedina Zebedova che ha incantato tutta Europa con la sua carica sensuale prorompente", oppure "Workshop stivali e docciate con Petra Petrova, la Playmate alta due metri", oppure "50 modelle per due giorni, massimo 100 fotografi"  oppure ancora "Bambole e gelati" ? :)

 

Link to comment
  • Nikonlander Veterano
1 ora fa, M&M ha scritto:

...
Chiaramente, sono d'accordo con quanto hai scritto, voglio solo dire che è facile dire cose apparentemente condivisibili su una cosa che facilmente non ti interessa :) : io potrei parlare male per anni della caccia e di tutte le sue implicazioni. Ma perché dovrei ?

Uhm, non so se ho ben capito il tuo messaggio, soprattutto questa parte. 
Se mi stai chiedendo: "ti rivolgeresti ad una modella dal dubbio professionismo per uno shooting che ti interessa?", ti risponderei: "non so, magari si".

Non giudico nessuno, se c'è una domanda e un offerta anche per quelli che tu Mauro hai cacciato via dagli shooting, buon per loro. L'importante è riuscire a distinguere le occasioni di fotografia per loro e per noi. 
Negli anni anche io che son meno di nessuno ho ricevuto proposte del tipo: "ciao, mi piacciono molto le tue fotografie, ti va di scattare con me? Prendo 100€ all'ora". Qui siamo all'adescamento :D

I temi sensuali nei ws ci stanno eccome, li abbiamo visti diverse volte anche noi in quelli organizzati da Ross o da te. Ma un conto è come son stati gestiti da voi, con pochi partecipanti, UNA persona che scatta alla volta e gli altri in altra stanza (tipo un vecchio modelsharing con Stana), altro quelli in cui sei in 12 tipo plotone di esecuzione e il fotografo che ti parla dell'odore della modella che traspare dalle fotografie.
Poi, ripeto, non ne faccio una questione di morale né di elitarismo fotografico, al massimo di buono/cattivo gusto e vivaddio che al mondo ci sia spazio per tutti.

Non so se mi sono spiegato meglio :D

 

Link to comment
  • Nikonlander
1 ora fa, M&M ha scritto:

Ed io approfitto per rincarare la dose, sfruttando il tuo lavoro.

Che ne pensi del tuo collega che propone una cosa del tipo "Per la prima volta in Italia la Playmate russa Zebedina Zebedova che ha incantato tutta Europa con la sua carica sensuale prorompente", oppure "Workshop stivali e docciate con Petra Petrova, la Playmate alta due metri", oppure "50 modelle per due giorni, massimo 100 fotografi"  oppure ancora "Bambole e gelati" ? :)

 

è commerciale. uno offre ciò che alla gente piace e richiama gente a cui piace quel tipo di proposta

se uno vuole imparare a fotografare non lo può fare in un workshop di 3 ore o insieme a 100 fotografi, bisogna distinguere eventi in cui ti insegnano qualcosa e altri in cui ti danno la possibilità di fare foto a costi sostenibili. Dato che per avere qualità occorre alzare i prezzi, il 90% delle persone vira sulla quantità.

Io sono stato invitato al Toscana Foto Festival e ho visto come avevano strutturato i corsi, ecco in 3 giorni di full immersion con un docente fotografico di livello è possibile assimilare nuovi concetti che i tutorial di youtube non possono darti. E le modelle erano sconosciute, questo perchè per imparare non hai bisogno di fotografare Emily Ratajkowski, ma ti serve un buon insegnante. Se viene offerta la playmate di 2 metri non è per imparare ma per fare le foto da mostrare agli amici su facebook.

Poi dipende dal genere. Se fai un evento di nudo artistico non interessa la carica sensuale di nessuno, se fai un evento tipo playboy devi portare una playmate. Io ho fatto anche un workshop di erotico metart, con una modella di Metart, e la prima parte è stata la storia della fotogtrafia di Metart dai primi fotografi (come Rigon) a quelli di oggi e la seconda parte, la tecnica di illuminazione e di ripresa.

Secondo me non è importante cosa si propone ma come lo si fa. E ci sono i soliti improvvisati che lo fanno per guadagnare due spicci e altri che lo fanno seriamente con un certo background alle spalle. La gente poi sceglie e le statistiche dimostrano che si orientano sulle cose di bassa qualità, tant'è che i workshop didattici, quelli seri ormai non ci sono più.

 

  • Like 1
  • Haha 1
Link to comment
  • Administrator
2 ore fa, Gabriele Castelli ha scritto:

Uhm, non so se ho ben capito il tuo messaggio, soprattutto questa parte. 

Mi riferivo al tipo che ha scritto l'articolo e a te che ne hai trovato condivisibili le basi.

Secondo me quello non sa di cosa parla, fa solo facile moralismo ;)

Condivisibile finché si fa salotto :)

 

Link to comment
  • Administrator
1 ora fa, ross ha scritto:

è commerciale. uno offre ciò che alla gente piace e richiama gente a cui piace quel tipo di proposta

Risposta esatta ! Proprio quello che non ha capito il tizio dell'articolo.

Offro shooting con mia nipote racchia ? E chi ci viene, nemmeno se sono Rigòn !

 

Link to comment
  • Nikonlander
15 minuti fa, M&M ha scritto:

Offro shooting con mia nipote racchia ? E chi ci viene, nemmeno se sono Rigòn !

 

e invece no, devono venire perchè sei Master Maratta non per la modella.

a livello didattico un workshop dovrebbe avere in copertina solo il nome del fotografo, chi è interessato va a vedersi il suo portfolio e se gli garba, partecipa.

ma la maggiorparte delle volte invece (purtroppo) se non c'è la modella che attrae, la gente non partecipa, perchè vanno per la modella e non per il fotografo, quindi non per imparare ma per fare foto (e per vedere una bella tipa).

Tipa che ovviamente deve corrispondere alla tipologia che gli garba, deve essere bionda occhi azzurri o mora tette grosse o magra gambe lunghe. Questo pur essendo un workshop (quindi con docente) e non un modelsharing.

 

  • Thanks 1
  • Haha 3
Link to comment
Guest
Add a comment...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

×
×
  • Create New...