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[Storia] Panzer Warfare : i carri leggeri (prima parte)


M&M

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Abbiamo visto qui :

 

all'incirca le ragioni storiche dell'uso del carro armato in generale e in particolare nella prima parte del II Conflitto Mondiale.

In questa puntata vediamo lo sviluppo dei tank tedeschi da un punto di vista più modellistico, anche se inquadrati nel loro contesto storico.

***

Nell'estate del 1918 la Germania aveva in servizio 45 carri armati. E progettava di dotarsi di un massimo di 450 veicoli per il 1919.
Gli alleati ne arrivavano ad usare 500 alla volta per ogni scontro, ne producevano circa 450 al mese e puntavano ad averne 5.000 per il 1919.
Tutte le battaglie del periodo luglio-settembre 1918 si risolsero in disfatte per i tedeschi, incapaci di trovare contromisure adatte allo scorrazzare dei carri francesi e inglesi.
E fu solo una dottrina antiquata di questi ultimi che impedì ad ogni scontro di superare le dimensioni di una breve ritirata.
I carri, come abbiamo visto, erano considerati al servizio della fanteria, in alcuni casi, impiegati insieme alla cavalleria.
E dopo lo sfondamento iniziale, lasciati ad attendere i tempi di marcia della altre armi, sempre esposte al tiro avversario e con una mitragliatrice che poteva fermare una intera colonna.

L'unica via per fermare un carro era il tiro diretto di artiglieria. Ma questo impiego non venne opportunamente organizzato dai tedeschi. Con il risultante crollo delle aspettative di resistenza del fronte, nonostante la tenuta effettiva, pur a prezzo di perdite rilevanti.

Sostanzialmente si arrivò alla richiesta di armistizio e poi di pace.

La guerra aveva sancito l'importanza dei nuovi mezzi militari : aerei, carri armati e sommergibili.
Per queste ragioni tra le condizioni di pace imposte alla Germania vi fu una parziale smilitarizzazione territoriale (l'intera Renania) con limiti precisi di armamento (calibro, peso, dislocamento etc. dei mezzi in dotazione).
Come poi sappiamo a seguito della guerra (e della Spagnola) ci fu la crisi economica. La democrazia "imposta" senza basi culturali, diede solo le basi per un lungo periodo di tumulti, sottosviluppo, caos che porteranno inevitabilmente alla presa di potere da parte dell'uomo forte.
Non ci interessano in particolare questi fatti storici quanto il fatto che tutto questo portò ad una "parentesi" di stasi militare, solo in parte ovviata dal mantenimento della classe di ufficiali e generali in una sorta di organizzazione "in bianco" con unità virtuali, dotate di mezzi surretizi.

Dal 1933 le cose si rimisero in moto e con la spinta dell'intera aristocrazia industriale tedesca si cercò di rimediare al ritardo, perchè ovviamente, nonostante le crisi del 1929-1933 nel resto del mondo lo sviluppo continuava, specie in campo aeronautico e navale.

Tra le novità introdotte vi fu il Panzer I la cui produzione cominciò nel 1934 e terminò nel 1936

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Il Panzerkampfwagen I ausf. A all'epoca dell'invasione della Polonia 

si trattava di un affare da circa 3.5 tonnellate che in origine doveva portare un cannone da 20mm appositamente progettato ma che in realtà impiegò solo due mitragliatrici calibro 8mm.
La protezione era di soli 13mm (al massimo !) e nonostante la sua lunga gestazione e la consegna di 15 prototipi senza torretta a scopo dimostrativo e di addestramento, pieno di problemi alle sospensioni.
Dei 1.150 esemplari ordinati ne furono consegnati 800 che restarono in servizio nelle Panzer Division fino al 1941.

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Il Panzerkampfwagen I ausf. B all'epoca dell'invasione del Belgio

Nel  1936 venne introdotta una versione migliorata, modificata nelle sospensioni e con un motore da 90CV, un nuovo cambio, uno scafo più largo di 40cm.
Ne furono prodotti 675 in tutto.
La nova versione almeno era affidabile, ma restava ampiamente superata già all'origine e totalmente non in grado di affrontare altri carri armati, impiegabile al più per compiti di esplorazione o di accompagnamento della fanteria.

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VARIANTI DEL PANZER I

Per queste considerazioni, già dal 1940 venne parzialmente ritirato dal servizio e alla Alkett (società di Berlino specializzata nella conversione di veicoli già esistenti) venne dato incarico di ricavarne un veicolo cacciacarri.
Oltre al ritardo nei carri armati, la Germania non aveva una tradizione nell'artiglieria controcarri, trascurata sin dal 1917.
Il pezzo standard in servizio nel 1939 era il PaK 36 da 37mm, un cannone leggero, adatto al più per colpire carri leggeri.

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Il Panzerjager I , Francia, maggio 1940

naturalmente sul Panzer I non c'era lo spazio per montare una torretta più grande, venne risolto di costruire una struttura scudata per accomodare un cannone controcarro di origine ceka, uno Skoda da 47mm.
Si tratta della prima arma cacciacarri portata in servizio e che dimostrò una certa valenza, anche più del pezzo singolo, potendosi avvicinare in modo semovente ai bersagli più del cannone a traino manuale.
In totale vennero prodotti 142 di questi veicoli che furono usati in Francia, nei Balcani e in Africa.
Ad El Elamein Rommel disponeva di soli 27 di questi cacciacarri, gli unici in grado di fronteggiare, insieme ai pariclasse italiani 75/18 gli Sherman e i Lee americani.

Ma non era solo nei controcarri che la Germania era indietro. Il concetto di guerra offensiva con carri armati e aerei prevedeva che tutte le armi seguissero rapidamente l'avanzata dei carri.
Il ritardo di fanteria o di artiglieria poteva creare blocchi nell'avanzata o favorire il pericolo di controffensive nemiche.
Ma la gran parte della fanteria era a traino su ruote (quando non a piedi) e lo stesso era l'artiglieria.
Che peraltro era piuttosto antiquata, essendo basata su modelli classe 1918, pesanti e complessi, concepiti per la guerra di posizione.

L'esigenza era così sentita e il ritardo così forte che vennero improvvisati semoventi d'assalto riciclando i primi carri armati mano a mano che veniva ritirati dal servizio perchè superati dagli eventi o dagli avversari.

Sul Panzer I si fece il primo esperimento, montando l'obice di fanteria Mod. 1933 da 15 cm (SIG 33). Arma affidabile che si fece tutta la guerra.
Che però sul Panzer I faceva una figura strana :

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un obice da 150mm completo montato su un Panzer I

Ancora alla Alkett di Berlino venne dato l'incarico di allestire un prototipo che poi venne replicato in 37 esemplari, tutti pronti nel marzo del 1940 per l'invasione della Francia.

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15cm SIG 33 (Sf) BISON I, maggio 1940

mettere un telaio blindato alto 2.8 metri con un aumento di carico di 3 tonnellate sulle nemmeno 6 del carro originale, mantenendo la motorizzazione e il cambio originali non può essere stata una operazione indolore.
E infatti il risultato era si un pezzo semovente ma che andava avanti a tartaruga sforzando motore, cambio, trasmissione e cingoli e con un consumo esagerato di benzina.
Il baricentro alto lo rendeva goffo e incapace di pendenze superiori a pochi gradi.
Comunque restò in servizio dalla Francia alla Russia sino al 1943, poi sostituito da modelli più efficienti e concepiti sin dall'origine come il Wespe e l'Hummel.

Ma come per il Panzerjager qui siamo davanti al primo di una stirpe di obici semoventi che porteranno alla concezione dei moderni Panzerhaubitze 2000, oggi in servizio.

***

Possiamo considerare il Panzer II una versione ingrandita del Panzer I, in grado di montare un cannone da 20mm.
Questo era una versione del noto cannone antiaereo da 2cm di Rheinmetall L55, capace di sparare fino a 600 colpi al minuto.
La dotazione di 180 colpi gli consentiva una certa autonomia di raffica e in generale il cannone, grazie alla velocità di uscita molto elevata dovuta alla lunghezza della canna rigata, poteva perforare la maggior parte delle corazze della sua epoca da distanza ravvicinata.
Ma la corazzatura era ridicola (14mm) appena sufficiente a riparare l'equipaggio da schegge e proiettili individuali (un calibro 7.92mm da 30 metri).

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Il Panzerkampfwagen II Ausf. A il primo settembre 1939 al confine polacco

 

Mentre la versione B non si differenziava particolarmente da quella iniziale, la C aveva una differente sospensione, un motore da 140 CV e una protezione che arrivava a 14.5mm.

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Il Panzerkampfwagen II Ausf. C in servizio nell'Afrika Korps

Restò in servizio praticamente per tutta la guerra come carro leggero da esplorazione. Alla prova dei fatti si dimostrò in grado di forare corazze da 25 e 40mm a distanze inferiori ai 400mm ma era troppo debole per confrontarsi con carri medi, sia francesi/inglesi che russi.

Nell'uso venne verificato che le sospensioni non duravano più di 2000 KM e doveva essere sostituite per i complessi sistemi di balestre che le guidavano. Venne perciò allestita una versione aggiornata con un sistema semplificato di tipo Christie

 

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Il Panzerkampfwagen II Ausf. D/E

In questi carri era migliorata anche la protezione anteriore (30mm) ed erano rivisti sia i portelli che gli iposcopi. Il Panzer II Ausf. D grazie alle nuove sospensioni poteva filare fino a 55 km/h.
Praticamente tutti i carri Ausf. D sono stati trasformati in cacciacarri Marder II nel 1941, mentre gli Ausf. E sono stati direttamente trasformati in lanciafiamme.

 

Nel 1938 venne autorizzato lo sviluppo di una ulteriore versione, la Ausf. G profondamente modificata che però non entrò mai nella fase di produzione di massa. Solo un certo numero di esemplari venne costruito per scopi di addestramento.

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Il Panzerkampfwagen II Ausf. G

Ancora nel 1938 fu sviluppato e costruito in 100 esemplari tra il 1942 e il 1944, un derivato ulteriormente migliorato in tutto (cannone, motore, protezione, sospensioni).
Le soluzioni tecniche fanno pensare che sia servito anche da laboratorio per lo sviluppo del Panther, o almeno progettato in parallelo perchè la sospensione sembra una copia ridotta di quella del più famoso carro medio tedesco.
 

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Il Panzerspähwagen II Luchs-Lynx (2 cm Kw.K.38)

Tutte queste versioni hanno grande valore modellistico sebbene il carro in se sia piccolo e poco appariscente.
Doveva comunque coprire il gap in attesa dello sviluppo di Panzer III e IV, non sostenere l'urto dei carri avversari.

Anche sul Panzer II vennero sviluppate tante varianti, più che altro per conversione di mezzi che tornavano in fabbrica per revisioni o grandi riparazioni.

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Il Panzerkampfwagen II Ausf. F (Flamm)

Lanciafiamme su scafo di Ausf. D, 12 tonnellate di peso complessivo, due "bocche da fuoco" e una mitragliatrice da 7.92mm MG34

***
VARIANTI DEL PANZER II

Più interessanti la variante cacciacarri, Marder II, numericamente rilevante (744 pezzi), in servizio fino al 1944.
Montava un PaK 40 da 7.5cm L46 da 400 kg, il peso complessivo del carro arrivava così a 11 tonnellate, dalle 9 del carro liscio.
Si rese possibile questo carro per la disponibilità del nuovo cannone controcarri che sostituiva i precedente da 3.7 e da 5cm e che nei suoi derivati andò poi ad equipaggiare i più potenti Panzer IV e Panzer V e tutta una famiglia di cacciacarri ad alte prestazioni.
Qui abbiamo solo una sovrastruttura blindata montata su uno scafo di Panzer II Ausf. D

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Il Marder II Ausf. C, in Tunisia all'inizio del 1943

naturalmente le prestazioni diminuivano considerevolmente e l'uso era particolarmente reso complesso dal limitato brandeggio.
La protezione per l'equipaggio era ridotta, esposto come era sia agli attacchi della fanteria che dalle schegge, per non parlare di attacchi aerei (cielo e coda aperti).

Come nel caso del Panzer I venne approntata una versione di obice da 15cm, sempre il modello SIG 33 a traino animale, su una versione allungata dello scafo del Panzer II, allestita con 6 ruote nella sospensione principale.
Sembra che siano stati prodotti 12 esemplari del Bison II per le specifiche esigenze di Rommel

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15 cm SIG 33 su Fahrgestell Panzerkampfwagen II (Sf), "Bison II" Afrika Korps 1942

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15 cm SIG 33 su Fahrgestell Panzerkampfwagen II (Sf) con copertura per il sole, Afrika Korps 1942

l'obice era considerato eccezionale ma il telaio del Panzer II inadeguato e di fatto troppo sottodimensionato e soggetto a guasti meccanici.

Resta però un oggetto estremamente interessante sul piano modellistico.

Ben più valido operativamente il Wespe, primo modello di obice semovente concepito specificatamente allo scopo.
L'obice montato era un 10.5cm, anzichè un 15cm come i più pesanti visti sinora.
Questo consentiva un bilanciamento più adeguato sul piccolo Panzer II.

L'allestimento, come per i Bison, venne sempre affidato alla Alkett di Berlino. Lo sviluppo fu abbastanza lungo e così la produzione effettiva iniziò solo nel febbraio 1943 e fu completata nel giugno 1944 con 676 pezzi consegnati, perchè il veicolo veniva costruito a Varsavia che cadde sotto il controllo dell'Armata Rossa.

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Obice Semovente da 105mm su scafo di Panzer II, Wespe (ufficialmente Leichte Feldhaubitze 18 auf Fahrgestell Panzerkampfwagen II)

 

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versione trasporto munizioni del Wespe, circa 1945

mezzo di discreto successo, superato solo dal più pesante Hummel da 15cm su scafo di Panzer IV.

***

Il Panzerkampfwagen 38(t) : per coprire il gap

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Il Panzer 38(t) nella campagna di Francia, maggio 1940, 7a Panzer Division di Rommel

Carro leggero concepito specie per l'esportazione (Svezia, Svizzera) e costruito sotto controllo tedesco dopo l'annessione di Boemia e Moravia.
Progettato da Skoda e costruito dalla stessa nello stabilimento di Praga.
Ci sono svariate versioni migliorate, tutte armate del cannone anticarro ceko da 37mm L48.
La protezione arrivava a 50mm. La costruzione totale fino al 1942 pare ammonti ad oltre 1.400 esemplari.
Un carro da 10 tonnellate però ben superiore per prestazioni sia al Panzer I che al II.

Ma l'importanza del Panzer 38(t) va oltre perchè Skoda ha prodotto in totale circa 6.500 mezzi derivati sullo scafo di questo carro per l'esercito tedesco.
Da svariati cacciacarri a semoventi di artiglieria, passando per carri recupero, carri contraerei e lanciafiamme, impiegati sostanzialmente per tutta la guerra anche molto dopo che il carro da cui derivavano era stato ritirato dal servizio perchè ampiamente surclassato da quelli nemici.

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il Grille nelle sue due varianti, una con il solito 15 cm SiG 33 e una con il modello 38, più il portamunizioni senza l'obice. 383 esemplari costruiti nel 1943.

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il cacciacarri Marder III ricavato sfruttando i cannoni controcarri russi catturati durante l'Operazione Barbarossa e incorporati come PaK 36(r) - 344 esemplari nel 1942-1943

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il cacciacarri Hetzer, costruito in più di 2800 esemplari e in servizio fino a fine guerra era una riprogettazione totale del 38(t) con protezione superiore e una casamatta sullo scafo.
Montava il 7,5cm L48 PaK 40 che equipaggiava le versioni più potenti del Panzer IV. Fu sperimentata anche una versione con L70 del Panther che invece ebbe più successo sul Panzerjager IV.
 

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il lanciafiamme derivato dall'Hetzer

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il carro recupero e mezzo del genio Bergepanzer 38(t)

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il mezzo da ricognizione

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la versione con il vecchio obice da 7.5cm L24 del Panzer IV 

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il progettato trasporto truppe che sarebbe stato il primo totalmente dotato di cingoli (gli altri mezzi tedeschi avevano l'avantreno sterzante a ruote e il retrotreno cingolato)

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il Flakpanzer 38(t) con solito 2cm FLAK 38 contraereo per la difesa ravvicinata delle colonne corazzate

Tutte queste versioni sono tarde, tra il 1943 e il 1944, alcune costruite realmente in piccola serie più decine di proposte che sono rimaste a livello di progetto o di prototipo.
Ma a dimostrazione della creatività sia del centro di progettazione che della capacità produttiva del colosso Skoda.

 

***

Si conclude così la prima parte di questa panoramica dedicata ai carri leggeri.
Nella prossima quella dell'ossatura delle Panzerwaffe, i carri medi Panzer III e Panzer IV e i tanti derivati.

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1 Comment


Recommended Comments

  • Nikonlander

una famiglia di carri che ha dato il meglio specie nelle sottoversioni viste nei disegni,certo è che la necessità aguzza l'ingegno....

  • Haha 1
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