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[Ready] PanzerKampfWagen IV Ausf. D "Afrika Korps" - Tamiya 1/35, 1975


M&M

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Il Panzer IV era il carro armato medio standard della Wermacht nel periodo 1938-1942.
Era il più pesante e anche quello armato meglio.

All'inizio della guerra si è presentato con un obice da 7.5cm L24, in grado di battere ogni bersaglio della fanteria ma in difficoltà con le corazze dei carri più pesanti cui doveva avvicinarsi per avere la meglio.
Era anche protetto debolmente, tanto che furono presto applicate lamiere supplementari.
Restò comunque debole, delicato e anche piuttosto sottopotenziato.

Ma a causa della debole reazione avversaria ebbe comunque i suoi meriti, sia in Europa Occidentale che in Africa e nei Balcani.
In Russia solo fino alla comparsa del T34 che lo batteva da distanze superiori.
Per questo venne subito affrontato un programma di aggiornamento con miglioramenti su tutte le specifiche.
A cominciare dal cannone. Venne montato l'eccellente PaK 40 da 75/48. E poi corazzature più spesse e dalla versione H, anche grembiuli e zimmerit.
Il carro restò in servizio per tutta la guerra anche se surclassato praticamente da tutti gli altri eserciti.
Fu il mezzo più prodotto dai tedeschi.

La versione D specificatamente modificata per il clima africano prevedeva prese d'aria protette, una rastrelliera sul posteriore per portare taniche aggiuntive di carburante o acqua e il cestello chiuso dietro alla torretta, per le dotazioni del personale.
Oltre alle piastre corazzate aggiuntive, usualmente venivano messi spezzoni di cingoli ad ulteriore protezione delle parti deboli.

Nel mio caso ne ho messa una sezione lenta sul muso che all'occorrenza faceva da sporta per il carico di materiali aggiuntivi. La vita nel deserto era dura e spesso i reparti avanzavano molto più delle colonne di rifornimento.
Restare in panne nel deserto poteva significare nella migliore delle ipotesi la cattura. Se non la morte.
Ci sono mezzi dell'Afrika Korps coperti di scatole, casse, tronchi, tavole e decine di taniche.

I mezzi erano sempre pochi perchè i rifornimenti arrivavano via nave attraverso il Canale di Sicilia e i trasporti erano sottoposti ad attacchi da parte dell'aviazione di stanza a Malta (grave errore non neutralizzarla prima di passare in Africa) o della marina inglese.

Ad El Elamein, Rommell arrivò con soli 40 Panzer IV efficienti, una manciata di Stug III (cannoni d'assalto su scafo di Panzer III dotati dello stesso cannone del IV Ausf. D ma in casamatta) e di Panzer III, oltre ai pochi e deboli carri italiani, gli unici di cui in grado di affrontare i carri alleati erano i pochi semoventi da 75/18.

E tornò indietro senza.

 

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tutte le foto precedenti sono fatte in focus stacking automatico Nikon, 20 scatti, passo 3, in luce continua.
Poi montati con Helicon Focus.

I seguenti invece sono scatti singoli.

 

Z72_7962.JPG

Z72_7963.JPG

Z72_7964.JPG

Z72_7970.JPG

Z72_7972.JPG

Modello costruito come da scatola. Si tratta di un kit del 1975 di Tamiya, oggi uscito di produzione e sostituito dalla versione E con un nuovo stampo e dettagli più avanzati.

I cingoli sono in gomma vinilica.

Ho aggiunto solo l'antenna ricavata da una setola di scopa in carbonio.

La finitura è stata ottenuta con colori acrilici Vallejo sopra ad un primer nero e una passata di Panzer Grau, con Gelbbraun RAL8000 e schiarita con il colore della divisa dell'Afrika Korps.
Effetti con pigmenti in polvere, ruggine chiara, scura e sabbia di Vallejo e AK Interactive. E lavaggi terra di siena e giallo sabbia.
Doppia passata di vernice Matte.

Tutto ad aerografo.

Questi carri erano sottoposti a grande usura. Caldo terribile di giorno, freddo di notte. Grandi galoppate per l'interno del deserto e per la costiera. Combattendo giorno e notte per settimane finché non venivano distrutti o danneggiati.

Anche se non è perfetto, io mi sono divertito molto a farlo e penso che farò presto anche la versione in PanzerGrau operativa in continente. E magari anche un bel Stug III.

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9 Comments


Recommended Comments

  • Administrator

Giusto per curiosità, gli interni di un Panzer IV (in questo caso un Ausf. H ma non c'è quasi differenza tra le varie versioni).

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motore posteriore, trasmissione e cambio anteriori.

I poveri disgraziati di fatto stavano immersi tra le granate.

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  • Nikonlander Veterano

Sempre più belli e realistici i tuoi modellini! :bravo:

A proposito di interni: ma nel caldo torrido del deserto africano come si resisteva dentro quegli scatoloni metallici? Immagino che all'epoca non esistessero efficienti sistemi di climatizzazione come abbiamo oggi sulle nostre auto...

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  • Administrator
17 minuti fa, Pedrito ha scritto:

Sempre più belli e realistici i tuoi modellini! :bravo:

A proposito di interni: ma nel caldo torrido del deserto africano come si resisteva dentro quegli scatoloni metallici? Immagino che all'epoca non esistessero efficienti sistemi di climatizzazione come abbiamo oggi sulle nostre auto...

Si moriva, altro che storie, anche perchè con la polvere e la sabbia, stare fuori sul carro significava intasarsi i pori e i bronchi !
Adesso, quei debosciati dei carristi moderni hanno acqua minerale di Evian, condizionatori d'aria e toilette interna.
Però la torretta di un M1 o di un C1 è grande quanto era un intero carro degli anni '40 :(

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  • Administrator
Il 9/2/2021 at 16:18, Pedrito ha scritto:

A proposito di interni: ma nel caldo torrido del deserto africano come si resisteva dentro quegli scatoloni metallici? Immagino che all'epoca non esistessero efficienti sistemi di climatizzazione come abbiamo oggi sulle nostre auto...

Guarda per esempio come erano bardati per proteggersi da polvere e sabbia (e fiamme)  i due poveretti su questo trasporto truppe tedesco in Libia/Tunisia nel 1942-1943 :

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una singolarità. Oramai è più facile trovare immagini di modellini perfettamente dettagliati che fotografie d'epoca.
Un valore aggiunto sul piano storico e iconografico di questa passione per l'autocostruzione.

  • Haha 1
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  • Nikonlander Veterano
Il 10/2/2021 at 09:31, M&M ha scritto:

Guarda per esempio come erano bardati per proteggersi da polvere e sabbia (e fiamme) i due poveretti su questo trasporto truppe tedesco in Libia/Tunisia nel 1942-1943 :

una singolarità. Oramai è più facile trovare immagini di modellini perfettamente dettagliati che fotografie d'epoca.
Un valore aggiunto sul piano storico e iconografico di questa passione per l'autocostruzione.

Azz... Non oso immaginare cosa dovessero sudare sotto il sole infuocato (e non solo quello) del deserto.

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  • Administrator

A camminare solamente si suda: sparandoci con i carri armati, si impara la differenza tra il concetto di bollente e quello di rovente, spesso a proprie spese.

La polvere e la sabbia del deserto erano ossigeno per i fortunati che potevano tenere la testa fuori dal carro.

Il cannoniere, per esempio, che non ha botola, si accontenta delle scorregge di capocarro e servente...

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  • Administrator

Due "pupini" dell'Afrika Korps

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non sono miei, giusto per confermare come dovessero coprirsi per polvere e sabbia

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  • Nikonlander

 

ricordo una notte di campo al confine tra Tunisia e Libia , più o meno dove sono i pozzi dell'Eni 
prendemmo una coda di Khamsin , tempesta devastante di sabbia , la sabbia si alza a due metri 
non vedi più nulla , non senti più nulla se non il suo soffio 

Io ero dentro alla tenda da tetto appeso ai montanti per tenerla , ha resistito 
c'erano dei ragazzi con le moto , avevano le tende classiche da terra , le ha schiacciate 
a terra con loro dentro e le moto tutte cadute 
Gli oggetti , più o meno come come quando sabbi qualcosa :)

20 minuti poi finisce tutto 

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