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[Storia] Panzer Warfare


M&M

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Premessa a scanso di equivoci.
Io sono un uomo pacifico. In vita mia non sono mai venuto alle mani. Ho fatto il servizio militare di leva come Ufficiale di Artiglieria ma se avessi potuto, avrei evitato decisamente di farlo
Il presente articolo è di supporto alle tematiche modellistiche di questo blog ed è di natura storica.
Non intendo dare alcun giudizio politico ne di merito o di parte per quanto i fatti hanno tragicamente generato nella vita delle persone.
I miei nonni hanno fatto due guerre mondiali, uno zio è stato artigliere a Tobruk e poi internato dagli inglesi. Servendo la Patria, non il padrone pro-tempore

***

La mitologia vuole che il cavallo e il carro da guerra siano stati portati in Egitto dai mitici hyksos. Una popolazione probabilmente semita originaria della Mesopotamia dove il cavallo e il carro da guerra erano già ampiamenti utilizzati intorno al 2000 AC.
L'impatto tecnologico sugli egizi che erano in possesso peraltro solo di archi corti (degli hyksos si dice che avessero archi lunghi ad ampia gittata) deve essere stato devastante, tanto che si interruppe la dinastia imperante e per qualche decennio l'Egitto fu dominato dagli stranieri.
Ma ogni tecnologia può essere dominata e anche migliorata. Gli egiziani si impossessarono sia del cavallo che del carro da guerra. Anzi ne fecero una versione più veloce ed efficace che necessitava di un equipaggio di due persone anzichè di 3 come il carro mesopotamico.

Alla battaglia di Qadesh di cui esistono ampie fonti storiche pare che lo scontro principale, venne sostenuto da quasi 5.000 carri, molti dei quali attrezzati con lame ai mozzi delle ruote e in grado di aggredire la fanteria sbandata.
Probabilmente per vedere uno scontro di carri di più elevate proporzioni si dovrà attendere la battaglia di Kursk, in Russia nel 1943.


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rappresentazioni pittori delle batteglie di Megiddo e di Qadesh.

Ma la tecnologia avanza e nel tempo il "carro armato" perse di importanza, sostituito dalla cavalleria pesante, dove i cavalieri erano protetti da corazze ed armati di lancia o arco, e dalla cavalleria leggera, dove i cavalieri erano armati di spada corta (più avanti di sciabola e pistola).
Il corso della storia militare vede un'alternarsi di prevalenze di tecnologia.

Per tutta l'era greca e romana e poi per l'alto medioevo, la guerra si basò sull'ordine chiuso, con formazioni di fanteria disciplinata a fronteggiarsi e la cavalleria per lo più adibita a compiti ausiliari.
Dopo l'anno 1000 la cavalleria prese il sopravvento ed aumentò il peso della protezione degli uomini in armi, sostituti dei carri armati.
Fino all'arrivo della polvere da sparo e delle armi da fuoco portatili, delle picche, di nuovo sull'ordine chiuso, questa volta con tamburi, pifferi e palle di cannone.

L'artiglieria prese il sopravvento rendendo insostenibile l'ordine chiuso. Arrivarono gli aerei a cavallo del secondo millennio. Il fuoco divento così esagerato che i generali si spaventarono ed obbligarono i soldati a trasformarsi in talpe.
Per proteggersi dal fuoco nemico e dall'ottusità degli alti comandi.

Se Napoleone, Annibale e Federico di Prussia avessero potuto giudicare l'Alto Comando Francese, sostanzialmente responsabile della guerra di trincea, l'avrebbero definitivamente tolto di mezzo di peso.
Avrebbero liberato i soldati dalle buche dove li avevano cacciati ed avrebbero invitato il nemico a farsi sotto sul terreno aperto.
Per affrontarlo in velocità.

Ma il nipote di Napoleone che il primo imperatore ricordava solo vagamente ebbe l'impudenza di perdere a Sedan e con la battaglia oltre al trono anche l'Alsazia e la Lorena. E così l'elan francese poté si fermare i tedeschi alle porte di Parigi nel 1914 ma la paura che ne scaturì fece esaurire la guerra in un lungo attrito.

Così, più o meno contemporaneamente su ambo i fronti, per risolvere il problema la tecnologia fornì una riposta dove i cannoni non riuscivano.

 

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un carro armato inglese, modello Mk I, sul ciglio di una trincea sulla Somme il 25 settembre 1916. La coppia di rotelle in coda serve per issare in bilico il carro e consentirgli di alzarsi su trincee e terrapieni oltre la capacità normale di marcia in piano.

I nuovi carri armati erano totalmente differenti da quelli dell'antichità, veloci, leggeri e fatti per la corsa ma somigliavano molto a quelli sognati da Leonardo da Vinci. Pesanti ma ben protetti, molto lenti perchè il loro compito era consentire la sopravvivenza dell'equipaggio durante la missione di aprire un varco nelle trincee avversarie, abbattendo reticolati e terrapieni.
Dietro sarebbe seguito l'assalto della fanteria per sfruttare il successo. Anche perchè i carri, isolati e dotati di scarsa autonomia di carburante e di munizioni, sarebbero rapidamente finiti preda della fanteria avversaria.
Né erano concepiti per confrontarsi con altri carri armati, come avvenne con esito infruttuoso durante quel doloro disastro che fu la Battaglia delle Argonne sul finire del 1918, quando gli alleati misero in campo ben 380 carri armati.

Ma noi della Grande Guerra abbiamo una visione distorta dall'insipienza degli alti comandi alleati e anche, in parte, di quello tedesco del fronte occidentale.
Perchè la guerra era nata come replica della campagna del 1870 e prevedeva un rapido dispiegamento di forze in proiezione verso la capitale francese, occupata la quale, si prevedeva che la Francia sarebbe caduta, lasciando inglesi e belgi in difficoltà.
Fu la capacità francese di ammassare riserve al limite della città - sul ciglio della Marna - a salvare la guerra ed a precipitarla da guerra di movimento in letale macina gioventù.
Idem per quanto riguarda il fronte italiano, dopo gli iniziali insuccessi delle offensive di Cadorna, costose ed inutili.

Ma sul fronte orientale ... nulla di tutto ciò. Niente fronte, manovre avvolgenti ed in profondità con impiego di truppe spostate su ferrovia, impiego di artiglieria e cavalleria. Battaglie rapide. Che portarono presto alla resa della Russia.
E anche sul nostro fronte, una volta superata la difesa estrema, la guerra diventava di movimento. Come nei tragici mesi da Caporetto al Piave e poi alla contro-offensiva finale.
Stesso discorso per la replica della Marna sul finire della guerra, durante il massimo sforzo alleato nelle Argonne, i tedeschi tornarono in vista di Parigi. Mancò l'azione coordinata della armi ma soprattutto, la capacità di sfruttamento del successo iniziale.

***

L'eredità della Grande Guerra portò a posizioni differenti tra i belligeranti, sebbene ci fossero anche pensieri liberi in disaccordo con le politiche poi effettivamente messe in atto.

In Francia l'esperienza d'impiego delle forze corazzate consolidò l'opinione dei carri a servizio della fanteria. E così vennero dotati, in due diverse specialità, pesanti, ben protetti e bene armati ma lenti e inesorabilmente deboli se isolati.
Da impiegare alle dirette dipendenze delle unità complesse per l'appoggio delle linee.
E carri leggeri, per esplorazione, incapaci di impegnare i carri nemici ma in grado di impensierire la fanteria in avanzata.
La Francia strutturò il sistema di difesa sulla famosa Linea Maginot per tutta la frontiera con la Germania. Forti e fortezze tra cui si potevano muovere le truppe. Con formazioni di carri a livello di reggimento/brigata.

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il B1 Bis francese, rappresenta la dottrina di impiego dell'epoca : 28 tonnellate, 300 CV, 150 km di autonomia, un obice da 75/40 nel muso e un 47mm in torretta, 28 km/h. Concepito per spaventare la fanteria avversaria più che i carristi nemici.

Ma un semisconosciuto Charles De Gaulle si fece notare anche a livello internazionale per il dissenso verso questa dottrina. Si sarebbe preferito vedere formazioni corazzate indipendenti, con mezzi più equilibrati ed impiego su terreni adatti ai carri.

In Inghilterra lo sviluppo dei carri prosegui spedito ma con una frammentazione di modelli che ne impedì la standardizzazione.
C'erano carri da accompagnamento della fanteria, robusti e pensati, ben armati ed estremamente coriacei e carri più leggeri pensati per la penetrazione oltre le linee ma inadatti a reggere l'urto con carri pesanti avversari.

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il Matilda Mk II, pesante e lento, sottopotenziato - ma doveva accompagnare la fanteria a piedi - e con un obice da 40mm in torretta

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gli inglesi non rinnegheranno mai questo approccio che porterà al culmine al concepimento di questa specie di Bulldog, denominato Churchill per la sua coriaceità, pesante 40 tonnellate armato con un obice e un cannoncino.
Difficile da distruggere ma quasi inutile contro i carri nemici. Lento come un pedalò.

L'impiego dei carri anche per gli inglesi era ausiliario alla fanteria. Almeno fino al contatto con i tedeschi in Libia.

La Russia aveva un approccio misto, un pò per le questioni relative alla rivoluzione prima e alle purghe di Stalin poi e un pò perchè era la patria di progetti folli che portarono ad aerei tanto grandi e pesanti da non riuscire nemmeno a decollare e a carri armati con tre torrette come il T35

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oppure a carri tanto leggeri da essere incapaci di proteggere l'equipaggio anche dalle armi individuali della fanteria.
Almeno fino all'arrivo del T34 che venne avviato in servizio nel 1940 appena prima dell'ingresso in guerra della Germania contro Unione Sovietica.
Ma del T34 e dei suoi effetti parleremo nella seconda puntata di questo escursus.

L'Italia aveva idee chiare, dettate essenzialmente dalla mancanza di tutto. Di materie prime, di motori adeguati, di una siderurgia moderna, di qualità produttive, di incapacità dell'alto comando di opporsi ai voleri di un dittatore che pensava che con l'aritmetica si potessero preparare gli uomini alla guerra.

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uno deve essere considerato eroe solo per salire su un coso del genere - il sedicente carro armato medio 11/39 - di latta e bulloni, perchè votato alla morte se non autocombustione, al primo incontro col nemico.
Fortunato se uno dei frequenti guasti trasforma l'equipaggio in fanteria di rincalzo. Meglio che morire bruciati in quella scatoletta.

La Germania doveva sottostare fino al 1936 alla parziale smilitarizzazione con limitazioni precise di peso, ingombro, armamento di ogni ordine di armamento.
Usciva poi da una crisi economica e finanziaria tra le più devastanti della storia.

Ma l'uomo nuovo al potere mise la macchina in corsa e l'aristocrazia industriale fece la sua parte, mettendo in moto un processo che portò letteralmente a miracoli tecnologici e militari tra i più incredibili della storia.

Ascoltando la voce di un ufficiale subalterno, il colonnello Heinz Guderian che teorizzò l'impiego dell'arma corazzata in sostituzione della cavalleria pesante tradizionale.
In formazioni indipendenti, impiego in massa, su terreni favorevoli, per sfruttare il successo e penetrare in profondità.

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il suo libro "Achtung-Panzer" è pubblicato a cose fatte, nel 1937 quando la militarizzazione della Germania è in corso, la Wermacht cresce di mese in mese, l'arma corazzata tedesca è realtà e lui stesso generale delle Panzertruppen.

Achtung-Panzer diventa - nel suo settore - un best-seller e viene letto in tutte le accademie del mondo.
George Patton lo divora e poi lo impiega materialmente come se fosse un messale.
Ma prima di lui la chiave di tutto il successo delle truppe corazzate tedesche dal campagna di Francia a quella di Russia è scritto nelle sue pagine, applicato a tutti i livelli da un esercito ancora libero di muoversi con coerenza e senza sciocche imposizioni di natura politica.

***

Eppure i carri tedeschi dell'epoca erano tutt'altro che irresistibili, poco armati, leggeri, poco affidabili

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un Panzer II, armato con un cannoncino da 20mm era al più capace di impegnare una colonna di fanteria, non un carro nemico, mentre il carro tedesco più pesante del 1940 aveva bisogno di andare vicinissimo al nemico per poterlo distruggere, perchè il suo obice era corto e impreciso.
Oltretutto il carro era poco protetto e doveva muoversi rapidamente per difendersi dal fuoco nemico.

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il Panzer IV ausf. C, il mezzo più pesante a disposizione delle Panzertruppen nel 1939 allo scoppio della guerra.
Non ebbe vita facile nemmeno con i pezzi controcarro polacchi.

Ma del resto in Germania lo sviluppo si era fermato. I cannoni disponibili erano antiquati, pesanti, difficili da infilare in un carro armato.
Il controcarri più potente era un 37mm. La gran parte dei mezzi disponibili era leggera e mancavano anche i cingolati per la fanteria e l'artiglieria.
L'ossatura delle Panzer Divisionen era paradossalmente formata da carri leggeri rinforzati da uno Skoda, frutto dell'annessione della Cecoslovacchia ed inserito nella Wemacht con la sigla 38(t).

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il Panzer 38(t), modello del 1938 progettato e costruito da CKD ed armato con un 47mm Skoda.
Prodotto in 1400 pezzi fino al 1942 per uso esclusivo della Wermacht.

Quindi il miracolo è difficile da spiegare basandoci sul solo aspetto tecnologico che comunque durante la guerra ebbe uno sviluppo esponenziale fino a praticamente gli ultimi giorni di combattimento.

Ma sul metodo.

- grandi formazioni di carri indipendenti
- inquadrati in divisioni e corpi d'armata (in armate a partire dal 1941)
- con reparti di fanteria meccanizzata (Panzer Grenadieren)
- e reparti di artiglieria meccanizzata (Sturmgeshutz e Panzerhaubitze)
- appoggiati dall'aviazione d'assalto
- impiegati in terreni favorevoli, concentrati nei punti deboli del dispositivo nemico.

Una volta definito il punto debole, veniva fatto il vuoto attorno impedendo l'afflusso di rifornimenti e di rinforzi.
Poi l'artiglieria e l'aviazione martellavano la zona di fronte prescelta, la fanteria operava il primo sfondamento che veniva poi sfruttato dai mezzi corazzati che penetravano oltre, avvolgevano le retrovie e puntavano ai centri di rifornimento ben oltre la linea del fronte, provocando il collasso di tutto il dispositivo nemico.
Operando più attacchi concentrici a distanza calibrata, si otteneva così la caduta di un intero settore.

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il Fall Gelb, ovvero il piano di offensiva contro il dispositivo alleato in Olanda-Belgio-Francia nel maggio 1940.
E' il famoso blitzkrieg di cui giornalai e chiacchieroni si riempiono la bocca ancora oggi.

Sistema che ha la chiave di volta nell'applicazione del metodo con metodo, su terreno amico, su un nemico che non è impostato in difesa in profondità, se si ha la superiorità aerea e si ha il coraggio di portarlo fino in fondo.

Che sia in Europa Occidentale o Orientale non importa. Funzionava già nell'Egitto nel secondo millennio avanti cristo ed ha funzionato nel Sinai nel 1967.

Ma non spingiamoci così in avanti. Nella seconda parte di questo articolo parleremo dello sviluppo dei corazzati tedeschi nella seconda guerra mondiale (e nel dopoguerra) per adeguarsi agli avversari.

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  • Administrator

La fase finale dell'offensiva con la chiusura su Dunkerque

 

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le unità che vedete indicate con la croce sono di fanteria, quelle con l'ovale sono corazzate, quelle con l'ovale e la diagonale, sono meccanizzate.
Si vede la preponderanza di corazzati nel dispositivo mobile tedesco a confronto con tutta la fanteria inglese e belga.
Il tentativo di contrattacco da sud dei francesi da parte di De Gaulle con uno sparuto reparto di carri, rintuzzato dai panzer grenadieren.

La chiave del successo, come si diceva, non la potenza dei singoli carri ma la massa dei mezzi infilati in un corridoio enorme aperto nelle linee francesi alla cesura tra Belgio-Lussemburgo-Francia.

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  • Administrator

Ah ... avevo dimenticato di dire che io il libro del Generaloberst Heinz Guderian, come George Patton, l'ho letto attentamente (da ragazzo) ?

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  • Nikonlander

argomento interessante che per essere sviluppato appieno richiederebbe una miriade di pagine...  comunque va detto che per le forze corazzate tedesche possiamo riconoscere tre periodi,quello che va dall'introduzione del Pz38 al PzIV nelle sue ultime versioni,quella che comprende Panther e Tiger e la fine coi superpesanti Kingtiger e Maus. Questi ultimi ,carri da assedio,antitesi della mobilità delle forze corazzate indicata da Guderian. La linea da seguire era come indicato da Mauro,creare lo Skwerpunkt e irrompere nelle retrovie nemiche senza curarsi dei fianchi. Ricordo qui che questo concetto venne fatto proprio da inglesi e francesi  nell'offensiva terrestre della prima guerra del Golfo,mentre gli americani comandati dal SACEUr Freddie Franck rimasero al palo e per questo si becco' un cazziatone galattico da Skwartzkopf!! Il piano d'invasione a occidente,denominato caso giallo,venne elaborato da Von Manstein,il miglio generale di Hitler,che anche nella capagna di Russia,nell'estate\inverno del '42,mostrò come si sarebbero dovuti combattere e vincere i sovietici..........

la scuola corazzata britannica,nonostante i tanti interventi autorevoli di Basil Liddel Hart,continuò a sviluppare per tutto il conflitto il concetti di carro visto come accompagnamento\supporto alla fanteria e ne pagò le conseguenze in più occasioni. i sovietici seguirono la stessa via e così pure i francesi. In Italia si andò avanti con autentiche scatolette di latta.carri leggeri come protezione ed armamento,anacronistici come metodo costruttivo e come impiego.se ottennero qualche risultato,questo fu dovuto ad una combinazione di fortuna ed eroismo da parte degli equipaggi.

 

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  • Administrator

Il piano Schlieffen alla rovescia, ovvero il Fall Gelb elaborato nell'ultima stesura da Von Manstein.
Cui venne affidato il fronte russo meridionale dopo che il Capo aveva sprecato - inascoltato Guderian - le migliori truppe corazzate nel tentativo di forzare chilometri di difesa profondoa dei russi nell'inutile saliente di Kursk :)
La manovra di Karkhov 1943 si studia ancora in accademia.

Come giustamente dici, per trattare di queste cose ci vorrebbero centinaia di pagine. Dei libri. E non è questo lo scopo di Nikonland.
Qui si vuole solo spiegare come e perchè è fatto in un certo modo un certo carro-armato. In particolare quelli tedeschi che sono per me quelli modellisticamente più interessanti.

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