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[WIP] Leopard 1A1 Esercito Italiano - Tamiya 1/35


M&M

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A grande richiesta (!), il prossimo modello in costruzione sarà il classico Leopard 1, nella versione dell'Esercito Italiano.

Carro che ha sostituito gli M47 Patton e, in corsa, gli M60 quando lo Stato Maggiore si è accorto che quei carri erano troppo grossi per la nostra rete ferroviaria e sarebbero stati confinati al raggio d'azione dei pianali stradali o dei loro cingoli.

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si tratta di un carro concepito in piena guerra fredda su iniziativa tedesca, rappresenta da un lato continuità con lo standard dell'epoca, l'M48 Patton ma idealmente è il tassello successivo al Panther I della Wermacht.

L'Italia aderì al consorzio capeggiato da Krauss-Maffei e la nostra dotazione ha delle modifiche rispetto ai carri tedeschi (e delle altre, tante nazioni che hanno adottato questo carro).
Un carro abbastanza semplice anche per la tradizione tedesca, pensato per battersi con il T-54/T-62 e che all'arrivo del T-72 e degli elicotteri anticarro (compreso il nostro A129 Mangusta (1983) è diventato obsoleto.

Radiato, venduto come eccedenza ad eserciti con meno esigenze dei nostri. Ce ne dovrebbero essere ancora in un deposito dove si può comprare per 5000 euro in attesa che tutti vengano tagliati e ridotti in rottami.
L'esercito mantiene in servizio molti esemplare dell'ottimo gettaponte e del carro recupero costruiti su questo scafo.
Non abbiamo - chissà mai perchè - pensato di adottare il Gepard, versione contraerea, anche se si sono valutate alternative sullo scafo dell'Ariete, il carro tutto nazionale di II generazione che in alternativa al Leopard 2 abbiamo deciso di adottare.

Questo carro è tanto classico che al momento ... è estremamente trascurato dai produttori di modellismo.
Esiste praticamente solo quello che ho preso, il vecchissimo Tamiya del 1969 ancora con i buchi per la motorizzazione che ha il vantaggio di essere quello che somiglia di più alla versione italiana.
Gli altri sono andati fuori produzione da tempio (Italeri ed Heller se non ricordo male).
Mentre esistono un paio di versione del 1A5, versione aggiornata nella torretta e con i grembiuli laterali.

Solo quando ho aperto la scatola mi sono accorto che le decal prodotte da Tamiya sono solo per l'esercito tedesco.
Ma di decal per il Leopard italiano in commercio non ce ne sono più. E anche se ci fossero, finirebbero per costare più del modello che ho comprato (20 euro lisci lisci da Amazon).

Quindi .... ho comprato un M47 Italeri in liquidazione che "dovrebbe" avere anche le decal italiane. Quello lo farò dello Zio Sam o dello Heer e girerò le decal sul Leopard.

Prossimamente vedremo la costruzione.
Anticipo che la finitura sarà come quella dell'originale che ho visto uscire da un guado nel parco della caserma di Bellinzago oramai 35 anni fa.

 

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64 Comments


Recommended Comments



  • Redazione

Che ho visto uscire da un guado nel parco della caserma di Bellinzago oramai 35 anni fa.

Proprio piccolo il mondo. Io l’ho visto in baraggia di Cameri, proprio lì a due passi, nell’inverno ‘90/‘91. E, tra le attrezzature del mio battaglione, c’era il modello gettaponte, che non ho mai visto uscire dal deposito ma vicino al quale ho passato parecchie notti di guardia. Avevamo anche diversi “accessori”, il più folcloristico dei quali era una specie di trivella per scavare le buche individuali per la fanteria.
Mentre ho fatto un mucchio di corse dentro l’M113, e passato anche dentro a quello diverse decine di nottate a sorvegliare la raffineria di Trecate....  lo farai?

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  • Administrator

Quel gettaponte l'ho visto quasi nascere, ero alla presentazione. Mi hanno dato le coordinate in mezzo alla campagna novarese e ovviamente ci siamo persi ...

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  • Nikonlander Veterano

Io solo un paio di guardie al deposito dei mezzi da sbarco ( LVTP se non ricordo male )del San Marco a San Vito dei Normanni.
C'erano anche gli M113 ma niente carri armati. Comunque dei mezzi belli imponenti visti dal vivo.

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  • Administrator

Intanto guardate le mie foto del 1988 e ricordate, chi di voi abbia svolto servizio di leva, come sembrino lontani quei tempi nei quali in un modo o in un'altro si era obbligati a convivere e condividere ...davvero, spazio e tempo.

 

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  • Administrator

... eravamo anche spericolati e piuttosto imprudenti/incuranti ;)
Io ho visto M113 ribaltati a Monte Romano e sono comunque sceso a precipizio dai crinali infangati fidando nella trazione degli ACL75 stracarichi ... in mano ad autisti bergamaschi diciottenni che a malapena parlavano italiano.

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  • Administrator

E' arrivato il "nuovo" M47 di Italeri da cui ruberò le decal per il Leopard. Comprato online su Ebay ... da un negozio del paese vicino al mio :) con spedizione gratuita.
Quindi anche i negozi tradizionali, se si industriano, possono lavorare pure in tempi di lockdown.

 

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le decal non sono esattamente da Leopard. Ma visto che sarà tutto coperto di fango, non credo sia il caso di sottilizzare troppo :)

Questo Patton lo costruirò in parallelo al Leopard in versione Bundeswehr con livrea invernale.

 

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  • Administrator

Presentazione delle plastiche

Il modello è del 1969 e si vede tutto. Anche perchè è della serie predisposta per la motorizzazione.
Ci sono buchi e feritoie da tutte le parti. E il ruotismo è impostato per poter girare.
Cosa di cui non sono particolarmente soddisfatto.

La plastica è morbida e presenta molte sbavature.

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questi sono i perni di fermo delle ruote

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le griglie di aerazione laterali sono alla tedesca, diverse dalle nostre. Andranno modificate.

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i fori per i controlli del motorino elettrico in origine previsto

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anche gli orecchioni sul cofano andranno spianati

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la griglia metallica a protezione del compressore (da mettere sul foro che vedete sotto la mia mano)

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i cingoli, tradizionali in pezzo unico, sono in gomma morbida.

I tasselli sono alla tedesca mentre i nostri sono dritti. Poco male perchè ci sarà tanto fango che non si vedranno.

Le decal tedesche.

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  • Nikonlander Veterano

Avrei una mezza voglia di montarne uno.. almeno di sera, in maniera che poi lasciando aperto, l'odore del solvente se ne va, e al mattino quando arriva la nipotina odore e tracce non ci sono.. ma di certo di verniciarlo non se ne parla..  mah..  lasciarlo tutto color plastica sarebbe un peccato; ci devo pensare..

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  • Administrator

ma non lo avevi preso per le decal, che dovevano essere italiche?

44 minuti fa, M&M ha scritto:

Presentazione delle plastiche

Il modello è del 1969 e si vede tutto. Anche perchè è della serie predisposta per la motorizzazione.
Ci sono buchi e feritoie da tutte le parti. E il ruotismo è impostato per poter girare.
Cosa di cui non sono particolarmente soddisfatto.

La plastica è morbida e presenta molte sbavature.

...

Le decal tedesche.

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  • Administrator
35 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

Avevo capito che prendevi l m47 per usare le decal sul Leo

 

53 minuti fa, M&M ha scritto:

Il Leopard ?

Sorry, 

non avevo visto il trasferibile precedente

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  • Administrator

E allora bisogna mandare i francobolli al tipo e poi aspettare la raccomandata di ritorno ...

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  • Administrator

Cingoli montati, ho preferito incollarli

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le macchie bianche sono gli eccessi di cianoacrilica. Poi non si vedrà più nulla.

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  • Administrator

Quindi mi sono dedicato alla eliminazione dei sopralzi sulla parte posteriore dello cofano che erano solo nei mezzi di preserie.

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prima con il bisturi per rimuovere la parte superiore, poi con la lima di precisione

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la differenza tra un lato fatto e l'altro da fare è evidente.
La fessura andrà poi stuccata.

Intanto ho montato anche il compressore e la griglia metallica di protezione del vano di aerazione.

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  • Administrator

A questo punto ho chiuso lo scafo così durante la notte la colla prende completamente e l'insieme sarà più robusto per le successive lavorazione, stuccature, carteggiamenti, etc.

 

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ho approfittato prima del montaggio per assottigliare i parafanghi anteriori, quelli in gomma, perchè lo spessore di 1 mm li rendeva veramente poco realistici.

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questa è la parte posteriore del cofano, pareggiato e da stuccare.

In verità la precisione delle parti risente tutti i 50 anni che ha alle spalle questo modello. Ma o così o niente, perchè se si trova un Heller sarà ancora più vecchio e scarso.

Le ultime foto sono state fatte con la Z7 e il 24-70/2.8 ad f/8 con colpo di flash Godox V1 che era rimasto montato in macchina :)

A domani se riesco, o comunque alle prossime puntate.

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  • Administrator
5 ore fa, M&M ha scritto:

 

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i cingoli, tradizionali in pezzo unico, sono in gomma morbida.

I tasselli sono alla tedesca mentre i nostri sono dritti. Poco male perchè ci sarà tanto fango che non si vedranno.

 

 

 

pattino italiano per cingolo di Leopard

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336 per cingolo: il mio plotone ha spattinato e ripattinato nell'ultimo mese di ferma 12 Leopard...  Volevano uccidere il Comandante di Compagnia, ma sono riuscito a farli desistere dal proposito.

Anche se avallavo...

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  • Nikonlander

il Leo2 traeva origine dal defunto programma americano-tedesco del Pz70 tediato da costi esorbitanti e problemi tecnici non indifferenti. I tedeschi derivarono il Leo2 e gli USA l'Abrams. Ci son dei trasferibili a secco con le insegne italiane  s i vari stanag NATO, comunque fallo verde e poi sporcalo con effetto polvere come i nostri al vero quando uscivano dal Cellina....

Edited by Tanker
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  • Administrator
Adesso, Tanker ha scritto:

il Leo1 traeva origine dal defunto programma americano-tedesco del Pz70 tediato da costi esorbitanti e problemi tecnici non indifferenti. I tedeschi derivarono il Leo1 e gli USA l'Abrams. Ci son dei trasferibili a secco con le insegne italiane  s i vari stanag NATO, comunque fallo verde e poi sporcalo con effetto polvere come i nostri al vero quando uscivano dal Cellina....

Al Cellina Meduno ho sparato anch'io... Tanto

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  • Nikonlander

c'erano le carcasse dei vecchi M-26 a far da bersaglio e anche un relitto di semovente Priest se non ricordo male

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  • Administrator

Andando a guardare tra sinossi tecniche e giornalino del corso AUC, ho ritrovato un paio di fogli dattiloscritti che poi non pubblicammo, scritti in forma ironica, come di test Quattroruote, sul Leopard:

le trascrivo...almeno mi dà l'illusione della pubblicazione :lingua:

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Ho provato per voi il carro armato Leopard I.

Si tratta di un classivo veicolo da combattimento con la formula dello spacewagon.

Le finestrature a tal proposito, sono però molto limitate, probabilmente per contenere al massimo il peso e consistono di una serie di iposcopi a disposizione degli occupanti, alcuni dei quali sostituibili da strumenti a raggi infrarossi o ad intensificazione di luce, per la guida nell'utilizzo notturno del mezzo.

Ad un primo approccio visivo, non si direbbe che la progettazione del Leopard dati addirittura alla fine degli anni 60, frutto della collaborazione progettuale di più nazioni europee, poi sviluppato e realizzato dai soliti tedeschi, che insieme ai sovietici, del carro armato fanno ormai una tradizione.

Le linee squadrate e filanti, complici le griglie dei ventilatori ciclonici di depurazione e spurgo dell'aria, la coda a cuneo, tronca, per una studiata miglioria del CX, sembrano ancora moderne, nonostante il disegno dei gruppi ottici anteriori e sopratutto la sporgenza di un antidiluviano clackson, riportino il progetto alla  sua dimensione temporale.

Di avveniristico, anche se fortemente condizionante il parametro della mobilità, l'uso di lamiere d'acciaio per la realizzazione della carrozzeria di scafo motore e torretta, scelta che preserva il veicolo dalla corrosione della ruggine, sopratutto considerato il suo impiego prettamente fuoristradistico. A tal proposito, sul perimetro del carro, sono presenti una serie di rastrelliere atte a contenere attrezzi e dotazioni, molte delle quali optional, più o meno indispensabili all'uso da campagna del mezzo, che spaziano da un robusto ma ingombrante cavo di traino in treccia d'acciaio, al comodo bottino dell'equipaggio che sopperisce alla mancanza di un vero e proprio vano portabagagli, ad una serie di otto tubi lancia fumogeni, utili in caso di improbabili pannes, ai non obbligatorii FAL truppe alpine, optional per i fanatici dell'avventura ad ogni costo.

NBumerose maniglie ed appigli garantiscono la stabilità di chi, nelle belle giornate, volesse utilizzare la comoda torretta panoramica per una occasionale tintarella, orientabile su un arco di 360° nella direzione più opportuna, garantito da sicurezze contro gli urti accidentali e con valvola limitatrice di depressione che evita lo scivolamento sul vano motore di chi eventualmente stesse a cavalcioni della bocca da fuoco.

Questa consiste di un cannone Vickers L7 A3, calibro 105/51 a 28 righe destrorse e dei relativi blocco di culatta ed organi elastici servoassistiti da strumentazioni di controllo elettroidrauliche.
Per usare la bocca da fuoco è sufficiente la patente rilasciata dagli appositi Uffici del Ministero della Difesa, previa frequentazione di apposito corso della durata di 21 settimane, diviso in tre fasi altermine di ognuna delle quali sosterrà i relativi accertamenti.

Il documento dà diritto all'accesso nei migliori circoli ufficiali dei battaglioni carri di tutta Italia, agevolazioni e sconti di varia natura.

Passiamo ad una breve scheda del motore: si tratta di un Mercedes Benz da 37400cc, 838 Hp di potenza a 2200 giri motore; alimentazione policarburante, per evitare il superbollo ed agevolare il rifornimento anche in paesi che scarseggino di carburante tradizionale.
Il motore è ad iniezione indiretta a precamere di combustione, e questo sistema, alla resa dei conti, si è dimostrato piuttosto parsimonioso, considerata la categoria del mezzo, arrivando ad essere utilizzato con un pieno di 985 litri per 18 ore lavorative, chiaramente di operatività su sterrato.

Il peso è certamente elevato, aggirandosi sulle 40 tonnellate, ma il rapporto peso/potenza è notevole per un carro armato della prima generazione, andando così a concorrere con le più moderne realizzazioni, alle quali cede solo in fatto di accelerazione 0-30 kmh e sul km da fermo, avvicinandosi così ai livelli dei più moderni e potenti trattori da coltivazione razionale agricola

La realizzazione degli interni è purtroppo piuttosto spartana, con molte lamiere a vista e spigoli vivi, che rendono consigliabile l'uso di un caschetto protettivo per gli occupanti.

Questi ultimi, tranne il servente,sono un pò sacrificati nei movimenti, ma la scomodità viene compensata dall'attento studio progettuale delle masse, che consente di avere a portata di mano tutti i comandi, sopratutto per il pilota che ha a disposizione oltre ad un cruscotto zeppo di spie indicatrici, anche vari pannelli per la regolazione degli impianti di riscaldamento autonomo ed antincendio automatici, entrambi ottenibili senza sovrapprezzo sul Leopard I.

Scomodi invece i pannelli di alimentazione del proiettore a luce bianca (optional) ed i rubinetti del carburante, comodissima invece la rastrelliera 18+42 posti per i proietti multiuso, utili per eventuali coreografie pirotecniche ai raduni internazionali di confine.

Per quanto riguarda la prova su strada, essa è stata condotta sulle molto impegnative lande del comprensorio di Persano e devo dire che nel confronto con l'ostico fango che creava profonde ed impegnative buche, i cingoli a maglie d'acciaio e gomma a 336 pattini del Leopard, si sono rivelati davvero possenti, realizzando una tenuta di strada a prova d'infognamento e nelle numerose sedute di prova, tra tutti i collaudatori, solo un aspirante Carabiniere e per giunta Cavaliere, è riuscito ad impantanarsi.

In conclusione il Leopard, a fronte di una manutenzione piuttosto articolata, si è rivelata una agilissima e pressocchè perfetta macchina, relativamente all'uso per il quale è stato progettato.

Anche il costo di tre miliardi di lire, considerato il rapporto qualità/prezzo, lo colloca ai vertici della sua categoria, anche se in assoluto...un pò altino.

Arrivederci

S.Ten f. cr. Massimo Aquila

>>

E un grazie di cuore a chi sia riuscito ad arrivare fin qui :cuoricini:

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  • Administrator
51 minuti fa, Tanker ha scritto:

c'erano le carcasse dei vecchi M-26 a far da bersaglio e anche un relitto di semovente Priest se non ricordo male

anche molti edifici parte di un caseggiato urbano...abbandonato

https://www.google.it/maps/@46.0405096,12.7547507,6515m/data=!3m1!1e3?hl=it

Ecco, colpire abitazioni con un cannone mi ha fatto decidere di non voler possedere mai armi da fuoco.

Le quali, se si posseggono, prima o poi si usano

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  • Nikonlander

Bella lettura,bravo Max un bel lavoro che si legge piacevolmente. Io invece sparecchiavo col 155/23 questo si vero residuato bellico......

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