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Silvio Renesto

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Serendipità (Serendipity) è una parola inventata da uno scrittore inglese del diciottesimo secolo per indicare il fare scoperte fortunate per puro caso oppure il  trovare una cosa interessante o importante mentre se ne stava cercando un'altra.
Poteva essere il titolo di questo blog.
Nel corso delle mie ultime uscite fotografiche sull'Adda con obiettivo principale avifauna, durante delle pause mi capita di scattare foto ad altro, alcune di queste immagini le ho già pubblicate come prove di close-up del 300mm f4 Pf  o del 70-300mm P o addirittura del 24-70 S con la lente addizionale sulla Z6. 

Poi succede qualcosa di inaspettato, di speciale.
In un punto del fiume, uno splendente lampo verde metallico continua a passare in volo rapidissimo  avanti e indietro lungo la riva. 
Le prime volte rinuncio a tentare di riprenderlo perchè non fa mai hovering (volo stazionario) fermo in aria come altre libellule, ma la tentazione è troppo forte così, smonto dal treppiede la D500 con il 300mm Pf (+ Tc 14Eiii) e ci provo. Tempi rapidissimi, Af-C dinamico o a gruppi.
Prefocheggio a mano sulla distanza più probabile, oppure metto a fuoco uno stelo od una foglia, sempre nel range del probabile passaggio. E' un'operazione necessaria per garantire una possibilità di aggancio del soggetto, altrimenti si finisce irrimediabilmente a fotografare la sponda opposta del fiume (Lamentazione: i due vetusti 300mm e 400mm  SIGMA APO MACRO avevano un limitatore di messa a fuoco che permetteva di selezionare un intervallo dalla minima distanza a 3m, per queste cose era una benedizione...).

Traguardare il soggetto e tenerlo inquadrato il tempo che serve per metterlo a fuoco è un'impresa. Credo di aver scattato circa quaranta foto, per lo più dei rettangoli blu, qualcuna con delle sagome sfuocate, un pezzo d'ala in un angolo, cose così. Ma poi...  Zac! Presa!

Due foto sono a fuoco, in una le ali sono in una posizione migliore che nelll'altra. E' fatta. Sono contentissimo. 

Ingrandendo a monitor mi accorgo che si tratta nientemeno che di un'Oxygastra curtisii, libellula con la quale ho un rapporto speciale che ho raccontato QUI. Ad occhio nudo era difficile distinguerla dalle altre "libellule smeraldo" che avevo già ripreso in volo.   E' la prima volta che  fotografo un'Oxygastra curtisii in volo. Sono ancora più contento!

 

oxyvolo.thumb.jpg.22d01f4534274dc8074ff248388bf895.jpg

La luce del tardo pomeriggio si riflette sugli occhi e sul torace creando un gioiello volante.
Quello che potrebbe sembrare sharpening è dovuto al riflesso della luce sulla "pruinosità" (sottile peluria), non c'è nessuno sharpening aggiunto.

 

L'avrei inquadrata anche più in grande, ma... era troppo vicina,  appena sotto alla distanza minima di messa a fuoco del 300mm!!

oxyblurred.thumb.jpg.c07801461c6faf54eeb16e83f04f0247.jpg

Sfuocata, ma perchè troppo vicina :( 

Appena posso ritorno lì apposta per lei (veramente questo sarebbe un lui, ma mi avete capito ;) ). Potrei provare con il 70-300P, che mette a fuoco fino ad un metro.

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5 Comments


Recommended Comments

  • Redazione

Silvio, hai sviluppato capacità incredibili con le quali realizzi immagini impossibili per quasi tutti. Bravissimo!

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  • Redazione

Appena posso ritorno lì apposta per lei ...

Detto fatto:

oxyvolo2.thumb.jpg.35358e10e0d001d0a8ba099f2c3e6653.jpg

 Qui si vede bene il pattern delle macchie dell'addome.

Tranquilli, adesso vi lascio in pace per un po' :) 

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