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[luoghi] Il mio Giappone 2019 parte 9: Otaru

Alberto73

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Proseguendo il nostro ipotetico viaggio in Giappone, una delle ultime tappe ci porta ad Otaru. Città portuale ubicata nella parte meridionale dell’isola di Hokkaido, si affaccia sulla baia di Ishikari, a nord ovest di Sapporo.

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Otaru, che nella lingua Ainu significa “fiume che attraversa la spiaggia di sabbia”, ha rappresentato per molto tempo un importante centro finanziario e commerciale di questa regione, oltre ad essere un fiorente porto commerciale.

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In virtù della sua florida attività portuale, lungo la costa vennero costruiti numerosi edifici adibiti a vari scopi: sedi di compagnie mercantili, opifici e magazzini per lo stoccaggio delle merci. Tutte queste costruzioni, in stile liberty, davano e danno tuttora alla città un aspetto più tipicamente nord europeo che giapponese. Potremmo affermare che Otaru è, urbanisticamente e architettonicamente parlando, un mix di stili occidentale e giapponese.

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Negli anni 50, con il declino dell’industria del carbone, Otaru perse la sua importanza entrando in una fase di declino che trasferì lo status di centro economico a Sapporo. I magazzini abbandonati, col tempo, vennero riconvertiti ad altre attività, come musei, negozi e ristoranti, o definitivamente abbandonati.

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Otaru oggi è fondamentalmente una località turistica visitata ogni anno da molti giapponesi ma anche da stranieri, soprattutto russi. La città è rinomata per la sua birra, nonché per la qualità del suo sushi molto fresco, vi sono infatti oltre 100 ristoranti di sushi.

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Da queste parti la stagione fredda dura da novembre a marzo e le abbondanti nevicate la rendono una località ideale per gli sport invernali. Una funivia collega alla città la vicina Tenguyama Sky Resort, meta di molti sciatori. In estate le temperature arrivano a 25° centigradi ma possono anche superare i 30°, temperatura ideale per gli amanti del mare e dell’abbronzatura. Chi si recasse in questi luoghi nel periodo invernale potrebbe vedere “l’Otaru Gleaming Festival” che si tiene a febbraio con le sue sculture realizzate con la neve.

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Uno dei luoghi più significativi della città è il suo canale, lungo 1140m, il quale veniva un tempo utilizzato per lo smistamento delle merci. Persa questa sua funzione nel dopoguerra, è diventato anch’esso un’attrattiva turistica, solcato ogni giorno da numerose barche che offrono al turista una visuale diversa della città e degli edifici che qui si affacciano.

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Nei pressi della città, in cima alla collina e in posizione dominante rispetto al porto, troviamo il Suitengu Shrine, è un santuario shintoista tra i più famosi e storici della zona. Fu costruito per la prima volta nella sua attuale ubicazione nel 1859, mentre ma l’odierno l’edificio odierno risale al 1919 ad opera di Saburo Ikuji. Il luogo è conosciuto anche per i ciliegi che vi fiorisco ogni anno.

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Una cosa, che forse non tutti sanno, è che Otaru è famosa per le sue creazioni di vetro, un po’ come il vetro di Murano a Venezia. Tra gli oggetti in vetro prodotti artigianalmente troviamo bicchieri, statuette, fermacapelli ma soprattutto i tradizionali fuurin (風鈴), i campanelli in vetro tipici dell’estate nipponica.

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Anche la ferrovia che attraversa la città, la Temiya Line, oramai è soltanto luogo dove turisti e popolazione locale possono fare lunghe passeggiate lungo i binari dismessi. Lunga circa 2,8 km collegava la stazione Minami-Otaru e la stazione Temiya, i binari a scartamento ridotto servivano per il trasporto del carbone di merci e passeggeri. Nel 1985 è stata chiusa e di essa rimangono solo alcuni tratti oltre a parte della segnaletica. Il Museo ferroviario si trova sul vecchio sito del terminal. Qui possiamo trovare raccontata, attraverso mostre e diorami, la storia di questa linea ferroviaria locale, sono conservati i treni che nelle varie epoche l’hanno percorsa.

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In Giappone non è strano imbattersi in uno spettacolo di kigurumi, in cui attori in carne ed ossa portano su un palco scene tratte o ispirate all’animazione indossando una calzamaglia e una maschera, oltre al vestito, che li rende in tutto simili al personaggio interpretato.

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chiudo con una carrellata di foto della gita in barca:

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つづく"

 

 

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4 Comments


Recommended Comments

Alberto, a questo punto credo che hai scattato più foto in Giappone che a Treviso! :sorriso:

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52 minuti fa, Pedrito dice:

Alberto, a questo punto credo che hai scattato più foto in Giappone che a Treviso! :sorriso:

😂😂😂
Sai che potrebbe anche essere? tolte le manifestazioni sportive non credo di avere tante foto fatte qui in città... 😄

mentre nei due viaggi credo di aver fatto 6/7000 foto 🤔

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Il Giappone è veramente vario. Mi incuriosisce tantissimo.
👍

PS  Ah, se andassi mai ad Aoshima 🐱 , fotografa anche per me!
 

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1 ora fa, Silvio Renesto dice:

PS  Ah, se andassi mai ad Aoshima 🐱 , fotografa anche per me!
 

L'isola dei gatti? se mi capita.... quest'anno sarei dovuto andare da quelle parti ma Aoshima non era prevista...

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