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Ranunculus ficaria


Alberto Salvetti

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Il mio interesse per il mondo vegetale, è stato quasi esclusivamente rivolto alle specie arboree.  Coltivo bonsai di essenze rigorosamente autoctone da oltre 30 anni. Per poter mantenere in buona salute le piante in vaso, occorre una discreta conoscenza delle esigenze delle varie specie, poiché ogni specie ha delle proprie necessità, che le altre specie non hanno.  Per approfondire gli argomenti attinenti a questa coltivazione, negli anni ho frequentato corsi, letto libri e un’infinità di riviste.  La passione per i bonsai non si è mai indirizzata per le specie da fiore e per i fiori in generale.

Il mio interesse fotografico per i fiori è iniziato una decina di anni fa, casualmente, perché vagando per campagne e monti alla ricerca di farfalle e insetti, ho incominciato a fotografare anche i fiori.  Da lì è iniziata pure la mia attuale passione per la ricerca delle orchidee spontanee. Ma questa è un’altra storia.

Le foto che stampo mi piace condividerle con altra gente allestendo delle piccole mostre in occasione di eventi a carattere naturalistico.  Le espongo soprattutto per constatare l’interesse che suscitano.  Ebbene, ad esclusione di qualche eccezione, le foto di fiori non le ca.. nessuno. Non riuscivo a capire il perché di questa indifferenza, alla fine  mi sono convinto che nonostante si continui parlare di natura, non frequentandola, è ovvio che non la si conosca.  La gente riconosce le poche specie di fiori che trova nei garden, dove le vede dal vivo,  e di fronte alla foto di un fiore nostrano rimane indifferente.  L’atteggiamento cambia se le foto sono viste da persone che abitano in montagna o in campagna. Laddove la natura si vive, i fiori vengono riconosciuti, suscitano interesse anche se non riconosciuti e le immagini di fiori sono apprezzatissime.

Vi propongo alcune interpretazioni di un piccolo fiore, il ranuncolo favagello, comune ai bordi dei ruscelli, che da un po’ di anni ha colonizzato un piccolo angolo del mio giardino e a marzo fiorisce. 

Il 15 marzo, in piena clausura coronavirus l’ho potuto fotografare.  Con la Nikon Z7 e  il Nikon AF 200mm f/4 D ED IF Micro in manual focus e senza treppiede (qualsiasi treppiede sarebbe risultato troppo alto e non avrebbe permesso la corretta angolazione rispetto al soggetto) a priorità di diaframmi ed esposizione spot.  La possibilità di ingrandire la vista nel mirino ed il focus peaking presenti nella Z7, mi hanno agevolato tantissimo nella selezione accurata della messa a fuoco. 

La mia è una ricerca puramente estetica attraverso la quale vorrei suscitare interesse verso l’ambiente naturale. Ai più le foto risulteranno monotone, ma gradirei da voi commenti e soprattutto critiche sulle singole foto, non sulla galleria.

 

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4 Comments


Recommended Comments

  • Administrator

Non capisco queste parziali solarizzazioni: solo per attirare persone che guardano cose strane piuttosto che naturali?

Sono anch'io appassionato di flora endemica, anche se come per la fauna non sono documentato e mi faccio attirare dai colori e forme.

Queste tonalità tra giallo e verde sono complesse da rendere quasi quanto l'indaco/viola.

Neppure io avrei utilizzato treppiede, ma in condizioni di necessità, ti suggerisco quel Marsace (adesso presente pure nel catalogo Leofoto) di cui ho scritto qui

che quel tuo set di ripresa reggerebbe perfettamente

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  • Redazione

Vero quel che scrivi su come vengono percepite le foto di fiori. Il problema sta (naturalmente è solo la mia opinione) da una parte  nel fatto che i fiori sono intrinsecamente più statici rispetto agli animali, anche quelli fermi, sono meno comunicativi, dall'altra, ma è collegata alla prima, se non si conoscono si fa fatica a percepirne la bellezza rispetto a quelli coltivati, spesso più appariscenti. In questo senso hai ragione nello scrivere che gli appassionati, gli esperti e la gente che vive più vicina alla natura sono quasi gli unici in grado di apprezzarli appieno, perchè ... ami quello che conosci.

Pur conoscendo un po' della flora nostrana (soprattutto prealpina), fotografo molto raramente i fiori perchè non è un soggetto che mi attira particolarmente,  se li fotografo però sono sempre spontanei, non ho interesse per i fiori coltivati. 

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  • Nikonlander

Riprendo questo mio blog, del quale mi ero dimenticato, ringraziando chi ha visualizzato le foto e chi mi ha lasciato un commento.

Mi aspettavo che l’argomento e le foto non suscitassero grande interesse, come infatti si è verificato, ma credevo che qualcuno notasse un elemento comune che unisce tutte le foto. E nessuno lo ha notato.

Ranunculus-ficaria_15.thumb.jpg.aba30fce099eb765fb0875e43d70ed2b.jpg

Come si vede in questa ultima foto, anche se il soggetto è comparabile alle altre foto, cambia notevolmente lo sfondo.  Questo è uno sfondo invasivo che incasina tutto.  Al disinteresse che normalmente provoca il soggetto, si aggiunge il disturbo dello sfondo che rende inguardabile la foto.

 Nella foto naturalistica, se l’intenzione  è inserire il soggetto  nell’ambiente circostante per  evidenziarne delle peculiarità, è indispensabile che lo sfondo sia invasivo e anzi, molto leggibile.  Ma a parte questo caso, senza eccezioni, lo sfondo deve essere assolutamente il più neutro possibile. 

Questo aspetto è quasi sempre sottovalutato se non ignorato, soprattutto nelle foto di fiori. Infatti se si osservano le foto di fiori postate anche qui su Nikonland, una buona parte hanno questo difetto che le degrada, anche in modo irreparabile. Questo succede perché molti non hanno la percezione che lo sfondo deturpi l’immagine. Anche perché se ci fosse questa consapevolezza, non c’è niente di più facile per evitare che ciò accada.  I fiori sono piantati per terra (voglio dire non scappano) o meglio ancora nel vaso, ed è abbastanza semplice trovare un’ altra angolazione che escluda gli elementi di disturbo e provare con diaframmi più aperti per avere un risultato migliore.    

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  • Nikonlander Veterano

Grazie per le spiegazioni, anche io riprendo fiori solo casualmente.
Certamente importante il discorso dello sfondo, ma vedo anche che l'uso di macro migliora molto il risultato rispetto allo zommetto classico.

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