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[analogico] Argentico


Paolo Mudu

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Io sono la fotocamera, io sono il paesaggio. La macchina è solo un mezzo, con proprie caratteristiche che esprimono il risultato voluto. 
Fulvio Roiter dice che Il digitale riduce l'inerzia. Vero, viva il digitale, quando a scattare siamo noi, ma questo vale anche per l'analogico.
Scattando con pellicola, dopo anni di digitale, si riscoprono limiti ma anche fascino, specie in bianco e nero.
E' da qui che voglio rincominciare! 

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28 Comments


Recommended Comments



  • Nikonlander

Seconda sessione ai "300 scalini", sui colli di Bologna. Questa volta di mattina, evitando il controluce.
Aggiunto filtro rosso ed il polarizzatore (a parte il 360 mm. che ha un passo filtri di 105 mm. che non ho ancora trovato).
Sviluppo in Rodinal 8 min. utilizzando una tank della Jobo a spirale con rulliera autocostruita. Con questo metodo, invece dell'inversione si risparmia molto sui chimici, 300 ml invece di 1500 ml.
I negativi li scansione con Epson V800, software VueSacan, nettamente superiore a quello in dotazione allo scanner.
I files che si ottengono dal negativo 4"x5" hanno dimensioni imbarazzanti. Io mi limito per questioni di spazio su disco, ma si può andare ben oltre!
Il TIFF ottenuto dalla scansione non ha bisogno di molta post e mi limito a correggere le luci col filtro Camera Raw su Photoshop.
L'unico inconveniente è la presenza più o meno rilevante di polvere da eliminare con panno antistatico e aria compressa e correggere quella rimanente con lo strumento più adeguato sul file.

 

IMG_1779.jpg

1da90983-d80f-4069-8184-26b6ab40d894.JPG

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  • Nikonlander

Rodenstock Sironar 360 mm. f.6,8

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Rodenstock Sironar-N 210 mm. f.5,6

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Rodenstock Sironar-N 210 mm. f.5,6

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Rodenstock Sironar 360 mm. f.6,8

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Da notare che il 360 mm. ha un ormai vistoso scollamento della lente frontale, che però non ne pregiudica il corretto funzionamento. Comunque sarà presto dedicata ai ritratti (sperando così di allungarle la vita!)

Edited by Paolo Mudu
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  • Administrator

Io però ... trovo "pittoresco" ritornare alla pellicola per poi farne scansioni ! Cosa ne penserebbe Fulvio Roiter ?

Prenditi una D200 con una scheda di memoria da 1 GB e scatta con la stessa filosofia.
Che differenza ci sarà ? Non ti sporchi nemmeno le mani con i reattivi ...

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  • Nikonlander
2 ore fa, Ludwig dice:

Io però ... trovo "pittoresco" ritornare alla pellicola per poi farne scansioni ! Cosa ne penserebbe Fulvio Roiter ?

Prenditi una D200 con una scheda di memoria da 1 GB e scatta con la stessa filosofia.
Che differenza ci sarà ? Non ti sporchi nemmeno le mani con i reattivi ...

Pensa a Salgado, che scatta in digitale e poi trasforma i files in negativi!

Ma per favore, paragonare il sensore di una D200 con un film 4x5!? 🤐

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  • Nikonlander

Un giorno vorrei fare un paragone di immagini tra quelle scattate con D850 e quelle ricavate da negativo 4x5. Ci stai? (Ovviamente non in autodromo! 😬)

Edited by Paolo Mudu
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  • Administrator

Gli assistenti di Salgado passano per l'internegativo per esigenze di stampa tradizionale (e sinceramente non so nemmeno se lo facciano ancora).

Qui io mi riferivo al metodo. Non ha alcun senso scattare in analogico con i tuoi presupposti per poi fare la scansione : si stampa il negativo !

Per ripristinare l'inerzia, invece, (se ho capito cosa intendete) una D200 con una scheda di memoria minuscola e giurando su una pila di bibbie di non guardare lo scatto a display, avrebbe lo stesso effetto di "macchina nel tempo", senza necessità di portarsi pesi enormi in giro e soprattutto di sviluppo chimico.

Io non ho mai paragonato la pellicola con il digitale. Sono due cose differenti. Non lo facevo venticinque anni fa quando vedevo la F5 e desideravo la D5, non lo faccio adesso che desidero la Z equivalente alle due.

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  • Nikonlander
6 minuti fa, Ludwig dice:

...Io non ho mai paragonato la pellicola con il digitale. Sono due cose differenti...

Appunto, sono differenti, quindi ha senso. Io faccio sia l’uno che l’altro! 

Riguardo la stampa del negativo, non la faccio perché non ho il posto 🤷🏻‍♂️.

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  • Administrator
Adesso, Paolo Mudu dice:

[...]

Riguardo la stampa del negativo, non la faccio perché non ho il posto 🤷🏻‍♂️.

E qui casca l'asino !
Poi, ovviamente, ognuno fa quel che gli va.
Tu lo troverai rigenerante, io lo troverei "pittoresco" ;)

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  • Nikonlander Veterano
1 ora fa, Ludwig dice:

...

Qui io mi riferivo al metodo. Non ha alcun senso scattare in analogico con i tuoi presupposti per poi fare la scansione : si stampa il negativo !

...

Paolo, a parte il profumo argentico e il piacere che provi ad utilizzare la tua grande formato (su cui non mi permetto di obiettare), non credi che scattare a pellicola e poi scansionare in digitale sia come castrare l'indubbia qualità dei negativi che ottieni?

Non sono un tecnico e magari sto dicendo una sciocchezza, ma il relativo file non è forse limitato dalla risoluzione del tuo scanner che, per quanto ampia, fa da collo di bottiglia alle informazioni contenute nel negativo?

Allora forse varrebbe davvero la pena sbattersi un po' per cercare un buon stampatore e chiedergli la stampa in camera oscura...

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  • Nikonlander
19 minuti fa, Pedrito dice:

Paolo, a parte il profumo argentico e il piacere che provi ad utilizzare la tua grande formato (su cui non mi permetto di obiettare), non credi che scattare a pellicola e poi scansionare in digitale sia come castrare l'indubbia qualità dei negativi che ottieni?

Non sono un tecnico e magari sto dicendo una sciocchezza, ma il relativo file non è forse limitato dalla risoluzione del tuo scanner che, per quanto ampia, fa da collo di bottiglia alle informazioni contenute nel negativo?

Ogni fase del ciclo contribuisce a ridurre la qualità del risultato finale, la stampa. Ho già scansito circa 500 trasparenze che ho potuto confrontare con la stampa diretta in Cibacrome. Posso dire che molto dipende dalla scansione e dallo stampatore, dia esso analogico o digitale. Ad ogni modo io non mi propongo come un purista, utilizzo i mezzi che ho a disposizione per fare fotografia e divertirmi. Condivido volentieri le mie immagini e le tecniche utilizzate, non voglio certo convincere qualcuno che l’analogico sia migliore del digitale. Ritengo che, in quanto diverso, abbia ancora molto da raccontare. Mi aspetto piuttosto commenti e critiche sul risultato. Questo dovrebbe essere sempre considerato più importante, visto quanto è costoso il nostro hobby!

Edited by Paolo Mudu
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  • Administrator

Quello che vedo in queste pagine è una sbiadita scansione digitale. Ecco il mio commento sul risultato ed ecco il motivo per cui mi soffermavo sulle motivazioni che ti spingono a fare tutto questo sforzo.
Cioé nulla del fascino che tu cerchi di descrivere traspare - ai miei occhi stanchi da tanto hobby ! - dalle immagini che stai pubblicando.
Insomma ... come se le avessi fatte con una D200 :supermarameo:

 

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  • Nikonlander
15 minuti fa, Ludwig dice:

Quello che vedo in queste pagine è una sbiadita scansione digitale. Ecco il mio commento sul risultato ed ecco il motivo per cui mi soffermavo sulle motivazioni che ti spingono a fare tutto questo sforzo.
Cioé nulla del fascino che tu cerchi di descrivere traspare - ai miei occhi stanchi da tanto hobby ! - dalle immagini che stai pubblicando.
Insomma ... come se le avessi fatte con una D200 :supermarameo:

 

E finalmente si parla di Fotografia!!! 

Sicuramente il risultato è migliorabile, visto che col B&W non mi ero ancora cimentato. Ma questo mi spinge a perfezionarmi, invece che desiderare solamente macchine che facciano foto migliori!

😜

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  • Nikonlander Veterano

Paolo, stampalo da te il BN. Il solo modo per dare un senso al negativo BN è portarlo  A MANO su una bella carta baritata 60x40. Il colore no, non c'è storia, nel risultato finale, anche il migliore dei migliori stampatori non può raggiungere il livello qualitativo a cui oggi siamo avvezzi. 

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  • Nikonlander
1 ora fa, Valerio Brustia dice:

Paolo, stampalo da te il BN. Il solo modo per dare un senso al negativo BN è portarlo  A MANO su una bella carta baritata 60x40. Il colore no, non c'è storia, nel risultato finale, anche il migliore dei migliori stampatori non può raggiungere il livello qualitativo a cui oggi siamo avvezzi. 

Si Valerio, sarebbe bello e magari in futuro lo farò, ma serve una camera oscura attrezzata stabile ( hai presente le dimensioni di un ingranditore grande formato???). Al di là di questo, ho sempre dato priorità alla ripresa. Questo mi interessa, il dopo per me è una conseguenza. Quindi non mi pesa non poter stampare. Anche col digitale non stampo ma mi affido ad uno stampatore. 

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  • Nikonlander Veterano
11 minuti fa, Paolo Mudu dice:

Si Valerio, sarebbe bello e magari in futuro lo farò, ma serve una camera oscura attrezzata stabile ( hai presente le dimensioni di un ingranditore grande formato???). Al di là di questo, ho sempre dato priorità alla ripresa. Questo mi interessa, il dopo per me è una conseguenza. Quindi non mi pesa non poter stampare. Anche col digitale non stampo ma mi affido ad uno stampatore. 

Ho presente bene! E ho anche presente cos'è la battaglia con i pelucchi sul negativo che più cresce di superficie, più ne cattura :(

Comprendo perfettamente il senso di potenzialità dell'attrezzatura a film, ma proprio perchè dici di essere più interessato alla fase di ripresa onestamente direi  che ti conviene lasciare il passato al passato. Abbiamo poco, pochissimo, tempo da dedicare alla fotografia, stai molto attento a richiami di sirene che hanno sicuramente un certo fascino, ma succhiano anima e corpo.

Detto questo rimane il fatto che ad oggi non esiste una macchina digitale a corpi mobili; la libertà ottica offerta da basculaggio e decentramento è impressionante, allo stesso tempo è difficile e questo se vogliamo è anche il bello. Però non c'è altro da rimpiangere grande formato perchè la definizione assoluta e la gamma che ci regala il digitale non ha eguali in chimica, nemmeno se si espongono delle lenzuola A4. 

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  • Nikonlander
1 ora fa, Valerio Brustia dice:

Ho presente bene! E ho anche presente cos'è la battaglia con i pelucchi sul negativo che più cresce di superficie, più ne cattura :(

Comprendo perfettamente il senso di potenzialità dell'attrezzatura a film, ma proprio perchè dici di essere più interessato alla fase di ripresa onestamente direi  che ti conviene lasciare il passato al passato. Abbiamo poco, pochissimo, tempo da dedicare alla fotografia, stai molto attento a richiami di sirene che hanno sicuramente un certo fascino, ma succhiano anima e corpo.

Detto questo rimane il fatto che ad oggi non esiste una macchina digitale a corpi mobili; la libertà ottica offerta da basculaggio e decentramento è impressionante, allo stesso tempo è difficile e questo se vogliamo è anche il bello. Però non c'è altro da rimpiangere grande formato perchè la definizione assoluta e la gamma che ci regala il digitale non ha eguali in chimica, nemmeno se si espongono delle lenzuola A4. 

Allora...
Vogliamo parlare del sensore sporco? Non basta certo una soffiata!
Questa sirena canta da 25 anni e per 10, prima il banco ottico e poi la Linhof sono state le uniche macchine con cui fotografavo in giro per il mondo. E' stato fantastico!
Oggi tutte, dico tutte, le camere a corpi mobili sono equipaggiabili con dorsi digitali di grande qualità. Anche la mia vecchia Linhof di 40 anni fa. Queste macchine hanno ancora ragione di esistere perché fanno ciò che il digitale e la post produzione non fanno ancora. In quanto a prestazioni: definizione, gamma, latitudine di posa, hai dei dati che supportano le tue affermazioni? Hai mai visto una trasparenza 8x10?

Ma al di la di tutto questo, se non hai mai provato a scattare in grande formato, non parlo del 26 x 26 a cui ho rinunciato tanti, tanti anni fa, non hai un termine di paragone.
Detto questo Viva la Fotografia, digitale o analogica che sia!

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  • Nikonlander Veterano
26 minuti fa, Paolo Mudu dice:

Allora...Queste macchine hanno ancora ragione di esistere perché fanno ciò che il digitale e la post produzione non fanno ancora. In quanto a prestazioni: definizione, gamma, latitudine di posa, hai dei dati che supportano le tue affermazioni? Hai mai visto una trasparenza 8x10?

Ma al di la di tutto questo, se non hai mai provato a scattare in grande formato, non parlo del 26 x 26 a cui ho rinunciato tanti, tanti anni fa, non hai un termine di paragone.
Detto questo Viva la Fotografia, digitale o analogica che sia!

Stai scherzando vero?

Purtroppo i corpi mobili si riescono a gestire ragionevolmente su formati almeno pari a 10x12 cm (4x5"); immagino tu abbia provato con un dorso 6x7 cosa succede al minimo spostamento basculante. Si dovrebbero avere dei movimenti micrometrici demoltiplicati degni di un rolex di quelli cari (!), demoltipliche che nemmeno il Sinar P2 ha offerto mai, e guardarne l'effetto in live view perché solo ingrandendo che si può scoprire il guaio. Sul dorso fresnel 4x5 il dettaglio è già abbastanza ingrandito per vedere (in qualche modo) se si sta pisciando fuori dal vaso. Ricordi di 25 anni fa . . . .

Effettivamente questo (corpi mobili) skill manca al digitale corrente; se un domani si potrà avere un bel piastrellone 10x12 e per il quale non serva un mutuo casa e una Varta da Camion per tenerlo acceso (con tanto di radiatore a liquido), allora torneremo a parlare nel merito delle regole di Scheimpflug, ma fino ad allora ...

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  • Nikonlander


Ti chiedo quali sono i dati tecnici che avvalorano la tua affermazione. Perché io non ne ho.
Altra cosa non meno importante:
la pellicola contiene tantissime informazioni che oggi, coi mezzi che abbiamo, non sfruttiamo, es. la quasi infinita gamma di grigi. Un domani, con scanner adeguati si. Invece un file di oggi saremo fortunati se potremmo ancora vederlo e comunque alla stessa risoluzione originaria.

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  • Nikonlander Veterano

A cosa servono infinite sfumature di grigio quando l’occhio umano è in grado di percepirne mediamente 30, contro i 10 milioni di colori?

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  • Administrator

e a prescindere da ogni posizione, ciò che conta è il risultato, ossia la Fotografia che venga fuori dal processo.

Ogni fase (scelta dei materiali, previsualizzazione del risultato, ripresa, trattamento, stampa) è funzionale alle precedenti ed alle successive.

Se si dia preferenza ad una piuttosto che ad un'altra diventa solo esercizio estetico, palestra di attitudine: un bravo fotografo che non stampi adeguatamente il suo fotogramma è pari ad un bravo stampatore che non faccia selezione tra i fotogrammi da stampare.

I compromessi sono la risposta definitiva alla domanda: "Ne vale ancora la pena"?

Se non si tratti di didattica, la risposta è no.

Io ho smesso di guardare in bianco e nero i soggetti quando ho posato la pellicola e preso il sensore.

Non riesco a fare a meno di ognuna di quelle fasi: filtrare con i software non mi appaga.

Per me non esiste più il concetto del bianco e nero: come è normale che ormai sia.

Tra vent'anni chi pensate che lo possa distinguere da uno scatto filtrato in stile Polaroid ?

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  • Nikonlander
16 minuti fa, Dario Fava dice:

A cosa servono infinite sfumature di grigio quando l’occhio umano è in grado di percepirne mediamente 30, contro i 10 milioni di colori?

Forse hai ragione Dario. Ma...perché fotografiamo? 😬

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  • Nikonlander Veterano
45 minuti fa, Paolo Mudu dice:

Forse hai ragione Dario. Ma...perché fotografiamo? 😬

Personalmente, utilizzo la fotografia come linguaggio.

Uso il bianco e nero quando è necessario dare enfasi al linguaggio, perché nel bianconero, appunto, c’è l’essenziale e la nostra incapacità di percepire più che qualche decina di sfumature tra il nero ed il bianco rappresenta un modo efficace di rendere essenziale il linguaggio.

Con cosa è fatto poco importa, se ha 256 gradazioni del digitale o infinite dell’analogico per me è  una contingenza.

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  • Nikonlander Veterano
3 ore fa, Paolo Mudu dice:


Ti chiedo quali sono i dati tecnici che avvalorano la tua affermazione. Perché io non ne ho.
Altra cosa non meno importante:
la pellicola contiene tantissime informazioni che oggi, coi mezzi che abbiamo, non sfruttiamo, es. la quasi infinita gamma di grigi. Un domani, con scanner adeguati si. Invece un file di oggi saremo fortunati se potremmo ancora vederlo e comunque alla stessa risoluzione originaria.

Ti metto il link di un sito (noiosissimo, ma se ti va). Un sacco di info di confronto digitale/analogico risalenti a circa una decina di anni fa, quando la DOMANDA si poneva seriamente. In fondo a questo post le conclusioni lapidarie.

https://clarkvision.com/articles/large_mosaics/

dei numeri sulla Velvia? Anche una bella polemica tra chi ha fantasia e chi fa le misure

https://www.photo.net/discuss/threads/velvia-50-14-stops.373661/

Distinguiamo però: il film positivo (diapo) è comunque più limitato rispetto al negativo che invece offre una estensione molto ampia di stop registrabili, decisamente confrontabile ai sensori isoless Sonny-made con cui abbiamo a che fare da più di dieci anni. Purtroppo rimane il fatto che per fruire di un negativo, per vederlo, si deve renderlo positivo quindi stamparlo/scansionarlo.

Non so se hai la possibilità di usare un vecchio scanner a tamburo: ecco quel tipo di scanner rende giustizia ai negativi ed è in grado di non perdere (perchè si perde) toni da HH a LL del registrato; inoltre è l'unico scanner in grado di render giustizia al film invertibile.  A proposito, più sopra hai citato il Cibachrome: onestamente un supporto così limitato nella registrazione dei toni non so come facessero a commercializzarlo; se un buon trasparente cattura 8 stop, beh sul ciba forse trovano accoglienza 5 di quei 10 stop. Questi numeri sono di là nell'armadio, scatola dei brutti ricordi.

Paolo, non prendermi in giro dai, queste cose le sai meglio di me: i filtri digradanti con cui Lee ha fatto affari d'oro, erano Necessari ai tempi della pellicola proprio per tirare nel campo del registrabile del film le luci più alte del cielo. Una cosa impossibile era fotografare in un bosco in una giornata tersa, quei giorni in cui tra alte luci e ombre peste viaggiano anche 10 -14 stop di differenza. Adesso si può fare e senza ricorrere al fill flash (!). E chiedi ad un matrimonialista se preferiva lavorare con un  cielo limpido di aprile ripulito da un temporale o se per gli esterni era più tranquillo in settembre inoltrato? (e non era l'Hasselblad caricata NPS160 il collo di bottiglia del controllo contrasto)

Il 4x5 era ed è ancora un piacere per gli occhi, ma 15 anni fa era una necessità dettata da un limite invalicabile, oggi no direi proprio di no :)

Ma non voglio piegar la discussione a grafici e dati di densitometria, rimane il fatto che usare il film è un processo laborioso in cui il controllo del fotografo è sostanzialmente limitato alla fase di ripresa, il risultato finale è certamente pilotabile in una certa direzione (quella voluta, si spera), ma è come un lancio balistico di lunga gittata, basta una folata di vento a mezza via per inficiare tutto.

Oggi con le mie obsolete D800 ottengo immagini che nemmeno con il Toyo 4x5 e l'eccellente schneider 210/5.6 potevo permettermi e lo posso fare usando una messe di focali che un banco se la scorda. Certo, rimane la sconsolata considerazione di cui ti ho già parlato, che muovere le standarde anteriore e posteriore non si può :(

 

Discorso diverso per il bianco e nero, vorrei su questo soffermarmi con te che non hai paura ma piacere a "sporcarti le mani". Dammi ancora un po' di pazienza.

La stampa BN è alla portata di tutti per una serie di ragioni tecniche che non sto qui ad elencare, serve uno stanzino, la 220v, l'acqua corrente a 20°c e l'ingranditore (per il 4x5 non è un carrello mobile come quello di Ansel Adams, quindi in un sottoscala o in un piccolo bagno ci sta).
Fare una stampa vuol dire "farla", cioè produrre un oggetto Originale difficilmente ripetibile; sì perchè nella fase di stampa si mettono in pratica delle azioni di artigianeria vera e propria che è difficile ripeter due volte di fila. Non c'è il ctrl^Z e nemmeno il ctrl^C & ctrl^V. Se sbagli rifai da capo, allo sfinimento (davvero).
Quindi la camera oscura ci regala come detto degli originali unici cioè delle <Opere>. In questo si va a creare qualcosa di "oltre" la fotografia, perchè come dice Dario, ed è cosa che sappiamo tutti quanti, la fotografia è un mezzo di comunicazione, ma nel momento in cui diventa materia tangibile UNICA è qualcosa d'altro di ulteriore al contenuto iconografico ritratto e prodotto dallo stampatore. Michele mi capisce (e mi sa che ci legge).
Lo dico subito che per me le cose stanno diversamente, la mia fotografia è di consumo, lo è sempre stata, non faccio Opere e mai ne ho volute fare, però mi è ben chiaro il valore di un prodotto manuale come una stampa unica.

Ecco Paolo perché ti ho parlato di stampa fin dal mio primo intervento; cioè se te la senti, se ti fai rapire da questo processo (farraginoso e faticoso) guarda che hai in mano qualcosa di simile al pennello del pittore.

 

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