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Roby c

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Mandello del Lario - Museo Guzzi, verso il Centenario


Roby C

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Eccomi come promesso, e mettere insieme la seconda parte degli scatti selezionati alla mia visita al museo; oltretutto mi sono accorto che al centenario la Moto Guzzi  non manca poi molto, sarà nel 2021, tra non molto e sono già curioso or ora di cosa e se faranno per l'evento. Mi auguro che sappiano cogliere al volo l'occasione e non disperderla..  sempre che la nostra Economia regga sino allora..  ma bando alle ciance,  ed andiamo agli scatti; il proseguimento comunque non sarà temporale visto che i mezzi non sono stati esposti con quel sistema,  peccato che spesso per motivi di spazio i mezzi sono praticamente addossati gl'uni agl'altri come potrete constatare, almeno per quelli da alcuni giudicati minori.

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Questa è una Lodola per regolarità, presentata nel 1956 con una cilindrata di 174 cc, motore a 4 tempi mono cilindrico inclinato di 45° ed una potenza iniziale di 9Cv a 9000 giri per una velocità di 100 Km/h, crebbe sino a questa versione con 235cc 14 Cv per 7500 giri cambio a 4 velocità e max 130 Km/h.

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Questo è un'esemplare di uno Stornello del 1962, mezzo un pochino più piccolo, anche questo per Regolarità, progettato nel 1960 un motore da 123 cc 4 tempi monocilindrico, inclinazione di 25° potenza di 7 Cv a 7200 giri ed anche questo con una velocità di 100 Kh/h.

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Questo è un'esemplare del Dingo, versione Cross di moda negl'anni 60, me lo ricordo fa ragazzo.. questo motorino nacque nel 1963 motore a 2 tempi, così costava meno produrlo, 49 cc e quindi con  patente A , ci si poteva pure divertire e non poco..  dicevamo, motore da 48,9 cc 1,4 Cv a 4800 giri velocità massima codice di 40 Km/h, ma in pratica.. era un piccolo fulmine cambio a 3 marce; ma era destinato ad una grade impresa come si vede dalla foto poi dopo; il giornalista Roberto Patrignani non nuovo in queste imprese, partì per un raid da Città del Capo con meta mndello del Lario, attraversando tutta l'Africa, con un po' di ricambi riuscii con molte difficoltà più politiche che meccaniche a percorrere ben 6000 Km, bisogna ricordare che all'epoca il Continente iniziava la sua corsa per la Libertà, beh.. alla distanza di tanti anni vi sono ancora una marea di problemi ma, soprassediamo.. all'epoca non fu certamente una passeggiata ma il piccolino in tre mesi portò l'opera a compimento.

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E questa è una bella versione dello Stornello del 1968, motore a 4 Tempi monocilindrico valvole in testa  123,4 cc per 10 Cv di potenza a 7400 giri, alla sua presentazione nel 1960 la potenza era di 7 Cv per 7200 giri.

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Questa è una motocicletta sperimentale, come tante esposte in questo museo, pezzi che a mio parere denotano una ottima volontà di ricerca ma allo stesso tempo una serie di limiti per immettere nel mercato determinati mezzi; mi ricordo che all'epoca di questa e siamo nel 1969, i signori di oltreoceano dilagavano con le loro motociclette a 2 Tempi e a 2 e 4 cilindri, con potenze di punta e riprese sbalorditive; ecco..  se avessero rischiato le cose sarebbero andate diversamente? forse si..  Motore 2 Cilindri a  2 tempi 125 cc , altro non è detto.  Le bicilindriche a due tempi in effetti erano poi due, una 49 cc e questa; ma date le prestazioni complessive che a codice stradale non lo erano per nulla, quindi si sarebbe dovuto targarle e il pilota doveva essere patentato, si preferì non andare avanti, il modello da 49 cc era chiamato " Ghezz" in meneghino  Ramarro..

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Questo è uno Stornello, motociclo che permetteva di viaggiare in autostrada, cilindrata di 153,25cc 4 Tempi mono - cilindro, valvole in testa  12,6Cv a 7200 giri cambio a 4 velocità e max 118 Km/h; nato ormai in piena crisi produttiva ma di questo se ne parlerà più avanti. 

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Quanti ragazzi ci hanno sbavato, in tanti..  questa è un Dingo, ( cane delle praterie australiano ) versione Gran Turismo, 49 cc 2 Tempi, 1,5 Cv a 4800 giri cambio a 4 velocità, massima 40 Km/h   :marameo: beh il codice della strada diceva così.. e il radar stradale era da venire..

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Stornello 160 del 1962

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Ed ora una delle tante V , questa è una 850 GT anche questa del 1972, non so per quale  ragione è stata messa lì, in mezzo ad altre motociclette differenti, mah.. comunque siamo con il classico ormai per quella data motore a V di 90° una cilindrata di 844 cc 2 cilindri, 64 cv per 6500 giri, cambio a 5 velocità e max 190 Km/h, ma poi tra poco di motori V ne vedrò a bizzeffe.

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Nuovo Falcone, ormai il progetto era datato ed è stato rimodernato; questo è di pre-serie anno 1969, 4 Tempi mono-cilindro in linea, valvole in testa 26 Cv di potenza a 4800 giri, cambio a 4 velocità, max 127 Km/h, le doti: indistruttibile e comodo, quanto serve per il Gran Turismo ed anche per L'Esercito.. 

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Altro esempio di mezzo pensato per gli adolescenti, un cross da usarsi senza patente..  siamo a 49 cc motore mono a 2 tempi, potenza di 1,5 Cv  40Km/h max..   ma andare per sentieri e fossi, era l'ideale..

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Però se prima cio eravamo rivolti ai ragazzini per iniziare a fare il Cross, ora ci rivolgiamo un pochino più in alto..  già il nome..  Tutto Terreno, 1976 motore a 2 Tempi di 120 cc , quindi.. Patente..  potenza di 15 Cv per 7770 giri cambio a 5 velocità e max 110 Km/h    è quello con il serbatoio arancio..

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Presentata assieme alla V 35, questa V 50 ne ripercorre le forme e dimensioni, nata nel 1977, progettate da Lino Tonti, ne verrà fatta poi anche la versione Monza, con miglioramenti estesi; questa, motore bicilindrico a V di 90° fronte marcia, 490 cc, 2 valvole per cilindro , 45 Cv a 7500 giri, cambio a 5 marce per un peso di 152 Kg, velocita max 165 Km/h

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uno spaccato del motore della V 50

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 La  850 II Le Mans comparsa alla fine del 1978, motore da 844 cc, 4 tempi 71 Cv a 7300 giri cambio a 5 velocità, max 205 Km/h.  La serie Le Mans era nata nel1975 al Totosalone Milanese, era derivata da un prototipo apparso nel 1971, le prestazioni poi potevano essere variate con un kit originale della casa da competizione.

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Erano gl'anni felici, quelli della " Vera Parigi - Dakar " non quella odierna, ma tantè..  ma torniamo al presente, questa è una V 750 preparata dalla casa per un noto cliente estero, ha corso alla 8° Parigi-Dakar del 1986, motore da 750 cc bicilindrico a V di 90° fronte marcia, 4 Tempi,  4 valvole per cilindro, 62 cv, 7100 giri cambio a 5 velocità e max 170 Km/h. 

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Altre fotografie appese alle pareti, ricordi di corse e sudate per preparare i mezzi tra caldo, sabbia ed ancora sabbia...

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Una sfilata enorme di mezzi V, tutte simili e tutte differenti...

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Il suo nome?  " Falco 350 "  - ma andiamo per ordine, motore bicilindrico a V di 90° fronte marcia, cilindrata di 346CC, 4 Tempi e 4 Valvole in testa per cilindro, 42 Cv, 8000 giri, cambio a 5 velocità max 165 Km/h ma.. sperimentale.. mai entrato in produzione.. 

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Queste tre.. hanno una storia molto speciale, allora dovete sapere che gli USA, sono uno stato un pochino strano, vario e complesso.. pieno di contraddizioni..  vi era un ex  dentista di Filadelfia appassionato di Guzzi e di corse, brutta cosa assieme.. ma il nostro però vista l'attività precedente non aveva grossi problemi economici, si comperò una Guzzi Le Mans 1000, era conosciuto nell'ambiente degli appassionati usa come dr. John morale, le modifiche da lui fatte apportare furono così valide che oltre a vincere gare, la casa madre ( non si conoscono i particolari ) le fece sue e così nacque la serie Daytona..

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Questi tre ultimi scatti sono della V 10 Centauro del 1996, bicilindrica da 992 cc, disegnata da Marabese Design, un pochino Naked e un po cruiser, ma non ebbe molto successo, ma parzialmente era da imputarsi al' ennesimo cambio direzionale.

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Questa è una vista laterale di una delle versioni più spinte del modello Daytona , la RS potenza di 102 Cv a 8400 giri velocità massima di 245 Km/h, venne tolta dal listino nel 1999, peccato che non vi era uno straccio di targa...

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Questa era la Targa 750, motore da 744 cc, presentata nel 1991

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Modello Le Mans 1000 del 1984, motore da 948 cc  81 Cv per 7000 giri, sarà il trampolino di lancio della serie Daytona.

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Questa invece è un 948 cc con convertitore di coppia, in pratica le marce automatiche, 67 cv a 6700 giri e carenatura integrale

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Motocicletta per enduro, 125 TT anno 1985, motore a 2 tempi raffreddato a liquido 123 cc 16,5 CV a 7000 giri, cambio a 6 velocità, max 110 Km/h

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Ancora Enduro, TT Baja 65, motore bicilindrico a 90° 4 tempi, 650 cc per 45 cv a 7600 giri cambio a 5 velocita, max 160 Km/h

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Questo piccolo motociclo, in fondo solo un 125 cc, presentata nel 1977 era un piccolo sogno che cercava di vincere lo strapotere del Sol Levate; motore a 4 tempi 2 cilindri, valvole in testa potenza di 16 cv a 10600 giri, cambio a 5 marce , max 130 Km/h era la copia in mini della 254; questa  che si vede è del 1979.

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Per ora è un mistero.. per ora...

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Moto Guzzi 254, anno 1977 , motore a 4 tempi e 4 cilindri, cilindrata di 254 cc, 27,8 Cv a 10.500 giri, cambio a 5 rapporti velocità 145 Km/h, sorella maggiore della 125 di pochi scatti fa.

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Una serie di motorini da 49 cc, si cerca di poter fare vendite di massa con piccoli motori per tutti.

Mi ero dimenticato..   la Moto Guzzi acquisì anche la moto Parilla di Milano, e l' intento era quello di sfornare una certa quantità di motorini di piccola cilindrata, e questo è successo credo verso la metà degl'anni 60.

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Questa è la versione per i carabinieri della 850 T 5, motore bicilindrico a V di 90°, 4 tempi, valvole in testa, 844 cc 66 cv a 7000 giri, cambio a 5 velocità, e max  197 Km/h  con carenatura parziale e dispositivi delle Forze dell'ordine: luci sirene e quant'altro

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Invece per la Polizia Locale, solamente la versione V 65, meno impegnativa sotto tutti i punti di vista; motore bicilindrico a V di 90° di 643 cc, potenza di 52 cv a 7000 giri, max 175 Km/h

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Altra versione militare ma con il V 50, nato nel 1977 solito bicilindrico di 490 cc e 45 cv di potenza per 7500 giri.

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Nuovo Falcone, quando nel 1971 venne presentato il nuovo veicolo, che prendeva il posto del Falcone si cerco di aggiornare il tutto senza però eccedere, tenendo d'occhio anche la clientela civile; ora questo nuovo aveva in sé dei notevoli miglioramenti come testa e cilindro in lega leggera, stessa cilindrata 498 cc 26,2 cv di potenza, quindi non un mezzo spinto che per le forze armate andava decisamente bene, 4800 giri massimi e 127 km/h un tranquillo, insomma.

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Queste sono tre viste di un mezzo che anche lui non ha mai visto la linea di produzione, la versione era uno studio per l'utilizzo militare di una motocicletta derivata dalla Lodola, con pero la cilindrata portata a 350 cc, motore a 4 tempi, testa e cilindro in lega leggera, valvole in testa, non sono noti altri dati.  

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Versione militare della Super Alce, anno 1952 motore a 4 tempi, valvole inclinate, 498 cc, 18,5 cv, 4300 giri e cambio a 4 velocità, max 110 Km/h; da ricordare che il progetto Super Alce era del 1946, la versione Alce invece del 1939, beh.. si sa a volte per l'esercito non serve esattamente l'ultimo grido, a volte però.

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Anche per questo motociclo valgono parte dei ragionamenti precedenti, derivato dalla Lodola del 1956, cilindrata di 250 cc 4 Tempi valvolòe in testa e mai prodotto.   

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Cardellino del 1962, motore 2tempi, di 83 cc, 2,9cv velocità max di 65 Km/h e costo di 110.000 lire, ma siamo nel 1962 e in quei tempi a pochi interessava un motociclo con quelle prestazioni, poi si era entrati nella crisi globale del motociclo, e ormai la popolazione era proiettata verso le utilitarie a 4 ruote; comunque il progetto del Cardellino, era del primo dopoguerra, nel 1954 ed era nato come 65 ( 63,7 per l'esattezza )

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La presentazione dello Zigolo risale anche lui al 1953, inizialmente era un 2 tempi da 98 cc; questo del 1960 era di 110 cc motore a 2 tempi, 4,2 cv a 5200 giri cambio a 3 velocità , max 80 Km/h, ne verranno presentate anche altre versioni più performanti ma non in maniera decisa.

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Progetto Lodola, viene presentato nel 1956, motore monocilindrico a 4 tempi, testa e cilindro in lega leggera, inclinato di 45°, cilindrata di 174 cc per 9cv di potenza a 6000 giri, e 110 km/h;  questa è la versione del 1960, 247 cc per 18 cv e velocità max di 140 Km/h, resterà un prototipo presentato al Motosalone Milanese del 1965; ma se vi è scritto 1960? è vero.. ma la storia ufficiale porta una differenza di età..

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Lodola Gran Turismo, motore a 4 tempi, monocilindrico, inclinato di 45° valvole in testa, 235 cc , 11 cv, a 6500 giri, cambio a 4 velocità, e max 110 km/h;   da cosa si differisse dal modello sperimentale...  mah.

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Gallinelle anni 1958, due versioni sperimentali di un motociclo aperto con motore a 2 tempi, cilindrata di 110 cc, che siano gli eredi dei Galletti? ma mai prodotti.

 

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Altro motociclo a basso costo sperimentale, ad occhio il motore era lo stesso delle Gallinelle.

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Il progetto Zigolo viene presentato nel 1953, motore a 2 tempi, 98 cc, per 4 cv a 5200 giri con cambio a 3 marce, velocità max di 76 km/h, verniciatura solo grigio pietra, senza cromature; crescerà sino al 1960 raggiungendo i 110 cc e 4,8 cv.

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E qui ci sbizzarriamo vero?  anno 1955 motore a 2 tempi di 125 cc e... basta...

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il cartello segnaletico indica: motocicletta da corsa anni 1946-1948, motore a 4 tempi, valvole in testa, cilindrata totale di 494cc, 44cv a 7000 giri, cambio a 4 velocità , max 180 km/h; ma il mio libro recita differente... Presentata nel 1933, motore a 4 tempi e 2 cilindri in linea a V di 120° , teste e cilindri in ghisa, telaio rigido in tubi e lamiera ( chissà che bello e piacevole star li sopra ) la parte orizzontale era della 250, quella verticale aveva una differente alettatura per il raffreddamento. nel corso della sua lunga carriera subirà diverse modifiche alla parte ciclistica, ma non motoristica, e ne sarà variato l'aspetto estetico, fermo restando il progetto di base originale.

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Una vista della prossima tranche

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Motocicletta sperimentale, motore a 4 tempi inclinato di 45° cilindrata di 175 cc, ebbasta..

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Ed eccoci ai due bei Galletti, ne abbiamo in esposizione ben due, ovvio di due differenti varietà; il Galletto nasce nel 1950 ed è il primo scooter a ruota alta mai presentato , la sua nascita era dettata per contrastare il nascente strapotere di Vespa della Piaggio, e in tono minore della Lambretta della Innocenti, i costi erano a netto sfavore del galletto e non di poco ma, la soluzione di avere le ruote alte, che generavano un miglior comfort di marcia, la ruota di scorta annessa e il motore a 4 tempi, che dava un minor costo di gestione, fece che in fondo riuscì a sfondare, la costruzione però era alquanto laboriosa, il motore orizzontale, 4 tempi, 159,9 cc , testa e cilindro in lega leggera, distribuzione con valvole in testa inclinate, comando ad aste e bilancieri, potenza di 6,4 cv per 5200 giri, velocità max 80 km/h; ( vi sono due prototipi della cilindrata di 149cc, in mano a due collezionisti ) di questo primo lotto ne vennero prodotte 22.145 unità, poi nel 1952 al Motosalone di Milano  venne presentato la seconda serie con il motore portato a 175 cc, potenza salita a 7 cv, a 5200 giri e 85 km/h max, sono stati prodotti 8660 esemplari dal costo di 285.000 lire senza ruota di scorta, e 289.000 con la ruota. Nel maggio del 1954 si arriva alla terza serie, la cilindrata sale al limite dei 200 cc, ma il costo era sceso a 255.000 , ed infine nel giugno del 1961 venne messa l'accensione elettrica, questa serie ne sono stati prodotti 40.250 unità, per un globale di 71.060 unità.

Ed adesso due parole sulla storia della società, come abbiamo scritto la Guzzi nasce nel marzo del 1921, per opera di tre amici e  con un peso economico differente, per chiarezza: la società era composta da Emanuele Vittorio Parodi con 4600 azioni, ing. Angelo Parodi di Cesare con 100 azioni, Giorgio Parodi di E. Vittorio 100 azioni, Carlo Guzzi 100 azioni, Gaetano Beviglieri 100 azioni, totale 5000 azioni; gli amici erano: Angelo Parodi, Carlo Guzzi e Gaetano Beviglieri. I primi anni sono rapidi e in poco tempo si riuscì ad avere un notevole peso nel mondo motociclistico, passano gl'anni e nel 1955 muore Giorgio Parodi, e nel 1964 muore Carlo Guzzi, che era stato defenestrato da un gruppo di giovani dirigenti, le cose sul piano economico non andavano per il meglio.. , nel 1965 l'ing. Giulio Cesare Carcano progetta il motore V2, divenuto poi nel tempo l'icona della Guzzi, riescono ad arrivare al al 1° febbraio del 1967 e la gestione passa alla SEIMM ( Società Esercizio Industrie Moto Meccaniche ) costituita dalle banche creditrici. Nel 1973, nuova svolta societaria viene acquisita dal gruppo De Tomaso, che era proprietario anche della Benelli, nel 1988 la De Tomaso crea la fusione tra Guzzi e Benelli, G.B. M. Spa, e la gestione era controllata dalla Finprogetti, ricambia ancora nome tornando Moto Guzzi Spa, e qui giuro mi perdo..  vi è un altro passaggio alla TRG, ma  proseguiamo, Ivano Beggio già proprietario di Aprilia e Moto Laverda acquista la Moto Guzzi dalla fine del 1999, ma l'epopea non è ancora terminata.. nel 2004 salta l'Aprilia e finalmente al gruppo Piaggio riesce  l'acquisizione; poi è un periodo tutto sommato di ristrutturazioni ma in poco tempo vi è una crescita globale, anche per la logica ragione indotta dalla Piaggio, di delocalizzare la produzione in parti uniche e far fare solo l'assemblaggio finale a Mandello, oltre al contenimento della produzione che, favorisce il magazzino a livello zero e di fatto il venduto. Ora ci sarebbero altre cose da dire ma.. sarà tra qualche giorno con altre chicche..

Comunque, tornando al centenario, in coda ho messo alcuni esempi recenti di realizzazioni Guzzi che.. spopolano, l'unica  che si potrebbe avvicinare al mio modo di vedere sarebbe la Norge, per me sono tutte troppo grosse troppo grandi.. troppo esagerate; non solo loro tutte le motociclette importanti or ora ma, è un mio problema.. ma se vediamo con ottica della festività unica vi è sbizzarrirsi.. notare poi, che in fondo di base è sempre il motore del Giulio Cesare Carcano speriamo facciamo delle buone cose..

Un'altra cosa che mi sembra doveroso mettere, il fondatore morale, il Carlo Guzzi, apparteneva ad una categoria di persone che nell'industria stava letteralmente sparendo, quella delle persone Lungimiranti; e a tal proposito vanno citate almeno due cose, la prima: la creazione di una scuola serale aperta a tutti, in cui si insegnavano materie tecniche, tra cui il Disegno, oltre alla meccanica, la scuola era patrocinata dalla Moto Guzzi ed era gratuita, chiaro che un ragazzo uscito dalla scuola con un buon profitto, era ad un passo dall'assunzione..   altra cosa, la costruzione da parte della Moto Guzzi, di una serie di villette nella zona, differenti una dalle altre, in maniera che non si avesse l'idea 2 condominio " da dare ai dipendenti ad un costo pari al massimo del 6% della retribuzione...  dite poco?  non direi, non so se vi era la mutua interna, ma non mi stupirebbe, queste sono tutte cose che alla sua scomparsa in azienda sparirono come neve al sole.

Altro, certo che vi è altro.. ma alla prossima volta tra qualche giorno..  sento che la direzione ha mandato una pattuglia di Njnia per farmi star zitto...

Ultimo aggiornamento: 22-10-2018

 

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Moto Guzzi Stelvio

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Moto Guzzi MGS - 01 Corsa

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Moto Guzzi Griso

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Moto Guzzi Breva

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Moto Guzzi Norge

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moto Guzzi Norge levrea Rossa

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Moto Guzzi Bellagio

 

 

 

 

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12 Comments


Recommended Comments

  • Nikonlander

Speriamo davvero che entro il centenario possano mettere un po' in ordine tanti di questi mezzi, dandogli lo spazio che meritano.
Io sono tra quelli che preferiscono i mezzi conservate piuttosto che restaurati ( senza disprezzare il lavoro di chi li ricostruisca o li restauri ove necessario ) ; li' purtroppo se ne vedono parecchi piu' abbandonati che conservati, sembrano i saloni di un concessionario che riemerge dagli anni 50/60.
Il tuo lavoro e' ottimo e reso difficile dalla disposizione ( e daje ) anomala delle moto.
Fossimo stati all'estero ci facevano 9 saloni con led , musiche , didascalie ecc ecc ma prima si fanno i conti con altri problemi, discorso gia' affrontato in passato con la collezione Quattroruote, collezione Bertone...

 

Ma almeno una foto dle mulino ch ti ha portato li' ? :D

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  • Nikonlander Veterano

Dott. Bimatic,

mi perdoni.. ma Lei è sempre così veloce?..   ma stia bbravo, non ho scritto di aver finito.. tranquillo.. arriverà, si dia pace per un'attimo..   in fondo ho scritto che staccavo, appena posso riprendo.. e allora tranquillo, sarà un fiume.

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  • Nikonlander

Prendo il "dottore" come un complimento, immeritato.

Le mie "critiche" o meglio osservazioni sono ad altri, non a te ; vado in moto da una vita ( anche prima di usare Nikon pe rusare un tempo che si misura anche qui ) sono piu' che interessato.

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  • Nikonlander Veterano

Dai, tra poco riprendo..   io ho i postumi dell'influenza, la moglie è KO da ieri..  quindi..  piano piano,  e arriviamo..

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  • Redazione

Non c'è. Non c'è il guzzi 8 cilindri, un mostro degli anni '50....in compenso non sapevo della guzzi alla Paris Dakar dell'86, nel cuore del periodo d'ora di quella incredibile gara... Deh Roby, oggi metà dei paesi che venivano attraversati allora sono off limits, che tristezza.

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  • Redazione
30 minuti fa, Valerio Brustia dice:

Paris Dakar

Mamma mi a che ricordi!!!

Andavo tutte le settimane in edicola a comprare motocross per leggere come stava andando.... Quanti sogni ad occhi aperti di farla prima o poi. Ma il mio mito era la Yamaha XT, prima il 500, poi la 600 e la Tenerè.

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  • Nikonlander Veterano
1 ora fa, Valerio Brustia dice:

Non c'è. Non c'è il guzzi 8 cilindri, un mostro degli anni '50....in compenso non sapevo della guzzi alla Paris Dakar dell'86, nel cuore del periodo d'ora di quella incredibile gara... Deh Roby, oggi metà dei paesi che venivano attraversati allora sono off limits, che tristezza.

Se non ho capito male, il Vale si lamenta per la presunta mancanza della 8 cilindri.. ma è stata messa come penultima nella prima parte..  dai, vai a rivedere..

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  • Nikonlander Veterano
2 ore fa, Massimo Vignoli dice:

Mamma mi a che ricordi!!!

Andavo tutte le settimane in edicola a comprare motocross per leggere come stava andando.... Quanti sogni ad occhi aperti di farla prima o poi. Ma il mio mito era la Yamaha XT, prima il 500, poi la 600 e la Tenerè.

Massimo, vorrei aiutarti ma andare in quel del Giappone alla Yamaha.. è un po' troppo, non trovo la coincidenza con la MM rossa....  un'altra volta neh?

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  • Redazione
5 ore fa, Roby C dice:

Massimo, vorrei aiutarti ma andare in quel del Giappone alla Yamaha.. è un po' troppo, non trovo la coincidenza con la MM rossa....  un'altra volta neh?

😂😂😂😂

ma sai che alle volte i ricordi rimbalzano in modi strani, e quello della Parigi Dakar mi ha investito come un treno in corsa... ieri sera ho trovato un sito e poi un film sulla carriera di Michele Rinaldi. Pazzesco.

ma scusa, questo mi ha defocalizzato dal tuo blog e dalle tue foto, entrambi interessanti e ben documentativi anche se l’esposizione è veramente allestita in modo misero.

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  • Nikonlander Veterano

Comunque Massimo, anche tu direttamente o indirettamente sei una miniera..  è un piacere credimi, ora devo fare un salto fuori e poi.. riprendo..  buona giornata ragazzo.

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  • Nikonlander Veterano

Manca l'Airone, forse la prima soft-tail italiana, non sui livelli della Harley, ma sicuramente per quegli anni (classe 1948) una moto parecchio confortevole per viaggiare, in puro stile made in Italy, quando ancora ci ricordavamo cosa voleva dire. Da ragazzo sbavavo per il Dingo, ma alla fine optai per il Caballero della Fantic che mi costò una frattura alla tibia. :/

Ma bravo Roby, il nostro storico. Facci sognare ancora... :)

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  • Nikonlander Veterano

effe - ma guarda che non ho finito, dovrete sopportarmi ancora per un po'..  anche se lo staff sento che sta brontolando:  " Ma guarda questo qui.. gli abbiamo dato la possibilità di andare al Nikon Museum, sbaglia la strada e finisce a Mandello del Lario.. quasi la stessa roba insomma.. "    ecco Loro dicono ste robe..  e mi sento quasi, dico quasi.. Offeso..  e allora per punizione vado avanti, ecco..

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