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Basta Ferrari. Da oggi tifo Kimi Antonelli !

(0 reviews)

Una squadra senza un padrone fa cagher. A Maranello lo dimostrano da vent’anni e io non ho più tempo da perdere aspettando il prossimo miracolo.

Scriviamolo come si direbbe dalle parti di Modena, senza cercare sinonimi eleganti: una Ferrari senza un padrone fa cagher.

Non intendo un azionista di maggioranza, un amministratore delegato, un presidente che appare ai Gran Premi o qualcuno che tenga in tasca le chiavi di Maranello. Per padrone intendo uno che comanda davvero, sceglie gli uomini, assegna le responsabilità, pretende i risultati e paga personalmente quando sbaglia. Uno che alla fine della giornata non dica «dobbiamo capire», perché ha già capito e ha già deciso che cosa fare.

La Ferrari di Formula 1 quest’uomo non ce l’ha più da vent’anni. Ha dirigenti, organigrammi, consulenti, strateghi, tecnici, responsabili della comunicazione e una quantità industriale di persone abilissime nel raccontare perché ciò che non ha funzionato oggi funzionerà certamente domani. Ma non ha un padrone.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una squadra che cambia uomini, programmi, metodi, proclami e perfino campioni del mondo, riuscendo a lasciare immutata soltanto una cosa, la sconfitta. Ogni inverno è quello della riscossa, ogni presentazione segna l’inizio di un nuovo ciclo, ogni primavera porta le prime spiegazioni e ogni autunno ci ritroviamo a parlare dell’anno successivo.

Sono stanco. E, francamente, alla mia età non ho altri vent’anni da regalare alla speranza che prima o poi a Maranello qualcuno rimetta insieme i pezzi.

Non c’è più tempo e temo non ci sia nemmeno rimedio, perché il problema non è una sospensione, una strategia sbagliata, una galleria del vento o la correlazione con il simulatore. Il problema è un sistema nel quale nessuno sembra disporre contemporaneamente dell’autorità per decidere e della responsabilità per rispondere dei risultati. Tutti partecipano, nessuno comanda. E quando nessuno comanda, la Ferrari diventa una marca di automobili che incidentalmente iscrive due vetture al Mondiale di Formula 1.

Per me può bastare così.

Non sono mai stato un tifoso nel senso calcistico del termine. Sono un appassionato di automobili. Mi interessano le macchine, la tecnica, il talento, la velocità. In fondo, di chi le guida mi importa relativamente: se uno è bravo, è bravo anche se non indossa la tuta del colore che qualcuno vorrebbe impormi.

Amo anche le Mercedes. Se potessi scegliere senza guardare il conto in banca, nel mio garage al posto della Cupra ci sarebbe una AMG GT. Perciò non avverto alcun conflitto morale nel guardare una Mercedes di Formula 1 e sperare che vinca.

Eppure la Ferrari è entrata nella mia vita molto prima che sapessi che cosa fosse la Formula 1. Avevo cinque anni quando mio padre mi regalò una spider a pedali. Era rossa, naturalmente. Aveva il clacson e perfino i fari illuminati dalle pile. Con quella macchina correvo dappertutto, anche se non sapevo ancora andare in bicicletta e a piedi ero una schiappa. È probabile che una parte del mio rapporto con le automobili sia cominciata proprio lì, dentro quella piccola spider rossa spinta da due gambe troppo corte.

Ma i ricordi non possono diventare una condanna. Non si è obbligati a sostenere per tutta la vita una squadra soltanto perché da bambini si guidava una macchinina rossa. L’affetto si può conservare; la fiducia, quando viene tradita abbastanza a lungo, finisce.

Oggi c’è Andrea Kimi Antonelli.

Quando vedo quel ragazzino italiano con i riccioli lanciare la sua Mercedes tra i muretti di Montecarlo, penso a una sola persona: Ayrton Senna, quasi mio coetaneo, il Dio della Formula 1 e soprattutto delle qualifiche decise all’ultimo giro. Non sto dicendo che Antonelli sia Senna. Nessuno è Senna e nessuno lo sarà mai. Ma riconosco la stessa specie di coraggio: quello di chi arriva all’ultimo tentativo sapendo che deve andare più forte di tutti e parte senza lasciare spazio al dubbio.

A Montecarlo Antonelli ha conquistato la pole proprio con l’ultimo giro della Q3 e poi ha vinto la gara. Adesso ha vinto anche a Monza partendo diciannovesimo. Un italiano non vinceva il Gran Premio d’Italia da sessant’anni. Lo ha fatto lui, con una Mercedes, mentre la Ferrari trovava ancora una volta il modo di ricordarci che il blasone non guida la macchina, non sceglie la strategia e non taglia il traguardo.

Antonelli non ha bisogno di vestirsi di rosso per rappresentare l’Italia. Oggi l’Italia in Formula 1 è lui: il suo talento, la sua faccia pulita, i suoi riccioli, la sua incoscienza controllata e quella naturalezza con cui sembra fare cose che per gli altri richiedono riunioni, simulazioni e interminabili analisi dei dati.

Qualcuno penserà che prima o poi finirà alla Ferrari, magari quando il pur grandissimo ma ormai stagionato Hamilton andrà in pensione. Io non ci credo. Gli Antonelli hanno Mercedes e AMG nel sangue. Mercedes lo ha allevato, protetto e portato in Formula 1; gli ha dato fiducia quando era ancora soltanto una promessa e ora raccoglie ciò che ha seminato. Non vedo perché dovrebbe lasciarla per entrare nel tritacarne di Maranello.

E spero che non lo faccia.

Io continuerò ad amare le Ferrari stradali e seguirò con interesse la Ferrari nel WEC, che è un’altra organizzazione, un’altra storia e soprattutto un’altra dimostrazione di ciò che Maranello sa ancora fare quando esistono obiettivi chiari, responsabilità riconoscibili e persone messe nella condizione di lavorare.

Ma con la Ferrari di Formula 1 ho chiuso. Anche se un giorno Antonelli dovesse davvero arrivare a Maranello, non tornerei indietro per questo. Continuerei a tifare per lui, non per la squadra che eventualmente gli avrà cambiato il colore della tuta.

Perché non sono diventato mercedesista. Sono diventato antonelliano.

Non è un tradimento. È la conclusione logica di vent’anni buttati ad aspettare una Ferrari che non esiste più. Il Cavallino resterà nella memoria, insieme alla spider rossa a pedali, al clacson e ai fari alimentati dalle pile.

Ma da oggi, quando si spegneranno i semafori, io guarderò la macchina con la stella.

E tiferò per quel ragazzino italiano con i riccioli.

A Enzo Ferrari sarebbe piaciuto Kimi Antonelli?

Sì, moltissimo. Non soltanto perché è italiano, ma perché possiede quasi tutto ciò che il Vecchio cercava in un pilota: velocità naturale, coraggio, freddezza e quella capacità rarissima di giocarsi tutto nell’ultimo giro senza lasciare spazio al dubbio. Un ragazzo con i riccioli che conquista Montecarlo e vince a Monza partendo dal fondo avrebbe acceso irresistibilmente la sua immaginazione.

Enzo Ferrari non avrebbe aspettato che Antonelli bussasse alla porta di Maranello. Avrebbe cercato personalmente di strapparlo alla Mercedes, poi lo avrebbe messo contro il compagno di squadra, tormentato attraverso i giornali e probabilmente reso infelice. Ma avrebbe fatto qualsiasi cosa per averlo sulla propria macchina.

Il problema è proprio questo: oggi Enzo Ferrari non c’è. E a Maranello non è rimasto nessuno capace di riconoscere un destino, decidere di inseguirlo e assumersi personalmente la responsabilità di conquistarlo.

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18 Comments

Recommended Comments

  • Administrator

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Kimi che al tramonto mangia la pastasciutta dentro al trofeo del vincitore del GP di Monza ...

Sakurambo

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Io sono tra quelli che preferirebbe il campionato monomarca, tutti con la stessa macchina o quasi e giù di sportellate.
Perché alla fine dovrebbe una contesa tra uomini (o donne che sia) non tra finanziarie o conglomerati industriali.

  • Administrator
5 minuti fa, Sakurambo ha scritto:

Io sono tra quelli che preferirebbe il campionato monomarca, tutti con la stessa macchina o quasi e giù di sportellate.
Perché alla fine dovrebbe una contesa tra uomini (o donne che sia) non tra finanziarie o conglomerati industriali.

Anche io ma Ferrari, senza né FIA né i domenicali's 🤣
10 cilindri aspirato, zero elettrico, zero comunicazioni radio, benzina commerciale, ali fisse, niente effetto suolo.

Se ci fosse stato vivo Enzo Ferrari o se suo figlio fosse stato alla sua altezza, da un secolo Ferrari si sarebbe staccata dal resto del mondo per fare un campionato monomarca tutto suo.
Ci sarebbe state Ferrari rosse e Ferrari azzurre.
Forse qualcuna gialla !

Francesco Contu

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Seguo la F1 perché c'è la Ferrari. Sono cose che nascono da bambini. Senza Ferrari non la seguirei.

Tifo nella buona e nella cattiva sorte.

Mi fa piacere che Antonelli vinca ma va in subordine alla Ferrari. Giusto un contentino.

GiulianoM

Nikonlander

  • Nikonlander

Mauro, condivido tutto quello che hai scritto:
anche per me l'amore della Ferrari nasce da fanciullo e soprattutto da adolescente quando potevo tranquillamente andare a vederla girare nel circuito di Fiorano a pochi
km. da casa mia ... e allora girava, eccome se girava ... non solo 1 o 2 occasioni all'anno che gli è concesso ora.
A mio parere l'unico che poteva cambiare qualcosa era Marchionne, ma purtroppo non c'è più e sarà sempre più difficile "togliere il sorriso" (sua cit.) dalla faccia di Toto Wolff.
Cmq per me l'amore per la Ferrari rimane viscerale e come per Francesco, se deve vincere qualcuno che non sia la Ferrari, allora tifo Kimi tutta la vita, ma se devo scegliere
... la rossa è ancora al primo posto, anche se (come scrivi tu) ormai ho perso molte speranze di un prossimo risveglio

Rosario Frosina

Aspirante Nikonlander

Io ho la stessa età di Lewis Hamilton, seguo la Formula 1 e la Ferrari da prima ancora di iniziare a parlare in maniera fluente. Ho perfetta memoria dei mondiali di Senna (ovviamente dell'incidente ad Imola del 1 maggio 94) dei primi campionati di Schumacher, degli esordi di Alonso e di Hamilton, della prima vittoria di Vettel, l'esordio da minorenne di Verstappen e così via passando per grandi campioni e ultimi della starting grid come Ratzenbeger, Mazzacane, Wehrlein, De La Rosa ecc...

Sono amareggiato, da questa competizione automobilistica che non è più Formula 1, non c'è più la continua guida al limite che dovrebbe caratterizzare la massima serie, è tutto vocato ad una pseudo politica green che serve solo a dare spettacolo finalizzato a raccogliere "tifosi della domenica".

Sono ovviamente Ferrarista nel più profondo del midollo, nella mia stanza sventola costantemente il cavallino, così come sul mio telo del mare ed in altri mille posti disparati. Non posso che confermare che non c'è un leader, non c'è una persona carismatica che faccia da coordinatore ecc... l'ultimo è stato Marchionne dopo Luca di Montezemolo ed ovviamente del Drake. Dopo di loro il nulla!

Da italiano sono felice per Kimi? ovviamente si! ma non è la stessa cosa.......

GiulianoM

Nikonlander

  • Nikonlander
11 ore fa, Mauro Maratta ha scritto:

Io non ho perso le speranze, ho perso la pazienza. Come dite da voi ?

Andè a caghèr!

in effetti diciamo proprio così ....sono_mutorotfl

Francesco

Aspirante Nikonlander

Il 07/09/2026 at 15:08, Mauro Maratta ha scritto:

Enzo Ferrari non avrebbe aspettato che Antonelli bussasse alla porta di Maranello. Avrebbe cercato personalmente di strapparlo alla Mercedes

Non per fare il bastian contrario, però ricordo che negli anni ’70 e ’80 era estremamente diffusa l’opinione, in realtà non so quanto veritiera (non ho mai parlato direttamente con Enzo Ferrari) ma comunemente riportata dalla stampa specialistica e no, che il Drake non volesse nella sua scuderia piloti italiani, la cui eventuale fama avrebbe potuto oscurare quella delle autovetture… tanto per ricordare, eh!

sono_muto

  • Administrator
8 ore fa, Francesco ha scritto:

Non per fare il bastian contrario, però ricordo che negli anni ’70 e ’80 era estremamente diffusa l’opinione, in realtà non so quanto veritiera (non ho mai parlato direttamente con Enzo Ferrari) ma comunemente riportata dalla stampa specialistica e no, che il Drake non volesse nella sua scuderia piloti italiani, la cui eventuale fama avrebbe potuto oscurare quella delle autovetture… tanto per ricordare, eh!

E' per larga parte leggenda.
La prova la troviamo già con Alboreto, messo sotto contratto 13 anni dopo la tragica morte di Ignazio Giunti, come ultimo atto di Ferrari alla guida della SF.
E se fosse vivo oggi, Ferrari non si comporterebbe diversamente.
Perché di piloti veri oggi non ce ne sono moltissimi.
Leclerc gli avrebbe ricordato l'amato Villeneuve, un figlio più che un dipendente.
Ma Leclerc si sta rivelando una delusione.

Capisco che l'attuale formula 1 pensata da Domenicali sia una specie di videogioco per bambini inebetiti dalla Playstation, ma gli altri piloti non fanno le cagate che fa Leclerc per compensare le differenze.
E in fondo Leclerc è molto più italiano di Antonelli (che è freddo, concentrato, preciso ma audace. Come un tedesco.)

alberto58

Aspirante Nikonlander

  • Nikonlander

Condivido tutto quanto ha scritto Mauro. La Ferrari la seguo e la tifo da quando andavo anch'io a pedali su una rossa guarda caso negli anni '60 del secolo scorso. Mi ricordo distintamente quando seguivo Clay Regazzoni e Jacky Ickx e poi Lauda, Villenevue, Pironi, ... prima di Schumacher con cui vi è stata veramente un'epoca d'oro perché oltre ad essere lui bravo, la macchina andava. Poi, da vent'anni (!), veramente poco è venuto fuori dalla rossa sebbene ci fossero alla guida già campioni del mondo come Alonso e Vettel. Quest'anno, anch'io mi sono trovato a cercare al via il ragazzino Antonelli e secondariamente le due Ferrari (anche perché già so che mi deluderanno e sono stufo!). D'altronde, per le moto ho tifato per Valentino Rossi su Yamaha e non vedo perché non debba tifare per un'italiano su qualsiasi marca di macchina in F1. Tifo per chi è bravo e se è italiano ancora meglio. Antonelli è entrambi!

apsc

Nikonlander

  • Nikonlander

Capisco e condivido in pieno il pensiero di Mauro.

Io sono del 1961. Non sono nemmeno io un tifoso nel senso calcistico del termine.

Sono appassionato di automobilismo ed ho sempre avuto nel cuore la Ferrari, penso dai tempi di Lorenzo Bandini, quando ero ancora troppo piccolo per capire di cosa si stesse parlando ma rimasi colpito dall'incidente.

Anch'io ritengo di non avere piu' tempo per sperare nella rinascita della Ferrari, anno dopo anno, stagione dopo stagione, mese dopo mese.

Non e' una questione di tifo, di pazienza, di fiducia, nel mio caso ormai sta diventando purtroppo una questione anagrafica.

E' vero, lo penso da sempre, ma da quando non c'e' stato piu' Enzo Ferrari, e' mancata una guida.

Certo ci sono stati tanti responsabili che per anni sono riusciti a salvare la Ferrari, ma oggi (e non solo oggi... ma dagli ultimi anni) non c'e' piu' un responsabile, un "padrone" che sappia fare le proprie scelte, sappia ammettere le proprie sconfitte, sappia trovare le soluzioni. Solo una fila di yes-men che pontificano, che verificano, che cercano di capire cosa non abbia funzionato, e la volta successiva continuano ad esserci sempre problemi e spesso sempre gli "stessi" problemi.

Io rimpiango i tempi in cui c'era Ferrari e se qualcosa non gli andava bene, lo diceva e, se necessario, si metteva di traverso minacciando anche di ritirarsi dal campionato di Formula Uno. Oggi non c'e' piu' nessuno in grado di farlo (forse per interessi personali). (parlo di norme spesso assurde e di regolamenti non sempre comprensibili e condivisibili, soprattutto).

In quanto a Kimi Antonelli, ritengo che sia un grandissimo pilota e che se si manterrà cosi' anche nei prossimi tempi penso che raggiungerà vette molto elevate.

E' giovane, e' Italiano, (non vive ancora a Montecarlo per non pagare le tasse, almeno per quanto ne sappia io), ed ha una passione e una capacità impressionante.

Fino all'ultima curva cerca sempre di migliorare.

Poi che guidi per Mercedes, non e' un mio problema. Sono onestamente contento per lui che possa correre su una macchina vincente.

Meglio per lui, se non altro almeno per ora non deve sottostare ai problemi perennemente irrisolti di Ferrari.

  • Administrator

Vero, c'è anche questa cosa di Montecarlo e dei tanti milioni di stipendio.
Cose che fanno semplicemente schifo e non è un discorso da populista ma di decenza.
Fanculo, va !

  • Administrator

A Baku, bravo Antonelli che recupera l'eccesso di confidenza patito in qualifica (tutta esperienza che gli servirà già a partire dalla Malesia).
Il risultato del 5° consolida le nostre previsioni statistiche (vedi altro articolo in questo stesso blog).
Ferrari -> Cacca : serve una rifondazione integrale, dall'usciere di Maranello fino al presidente.

Immagine ChatGPT 27 set 2026, 06_26_43.png

  • Administrator

Anche se ieri Sir Lewis mi è piaciuto molto, continuo a tifare (incrociando le dita) Kimi Antonelli.
E - scorrettamente parlando - sono altrettanto felice che quasi tutti i fro**tti britannici, compreso quel tipo che ha vinto il mondiale lo scorso anno, stiano uscendo del tutto ridimensionati dal campionato 2026.
E' forse l'unica nota positiva di questa formula 1 da playstation, dove, quando piove, il firmware delle macchine va in crash e si devono resettare come se fossero computer con Windows 95.


Non diciamolo ancora: dopo Sepang, 84 punti e le mani sempre in tasca

Verstappen torna a vincere, Antonelli arriva secondo e Russell si ferma. Ho aggiornato le proiezioni: il Mondiale si avvicina, mentre io continuo a comportarmi come se non avessi letto i risultati.

Domenica 4 ottobre, nel Gran Premio del Bahrain disputato in Malaysia, Max Verstappen ha conquistato la sua prima vittoria della stagione. Kimi Antonelli è arrivato secondo, George Russell si è ritirato per un problema alla power unit nelle battute finali. Il vantaggio del nostro ragazzo è risalito da 66 a 84 punti, con una gara in meno da disputare. Ho rifatto i calcoli usando esattamente il modello dell’aggiornamento dopo Baku: la probabilità di titolo sale dal 95,8 al 98,6%. Naturalmente questo vale entro le ipotesi dichiarate. La statistica mi permette di scriverlo; la mia educazione italiana mi suggerisce di controllare dove ho lasciato il cornetto.

Pilota

Risultato a Sepang

Punti conquistati

Totale mondiale

Distacco da Kimi

Kimi Antonelli

2°

18

320

—

George Russell

Ritirato

0

236

84

Lewis Hamilton

3°

15

214

106

Charles Leclerc

4°

12

191

129

Lando Norris

9°

2

188

132

Max Verstappen

1°

25

188

132

Oscar Piastri

6°

8

128

192

Risultati e classifica ufficiali Formula 1.

Prima di attribuire tutto alla sorte, però, conviene ricordare che Antonelli aveva riconquistato il secondo posto superando Russell in pista. Il guasto del compagno ha poi ingrandito enormemente il beneficio di quel risultato. Se George avesse conservato il terzo posto che occupava prima del ritiro, Kimi avrebbe comunque aumentato il vantaggio di tre punti. Il cedimento della Mercedes ne ha aggiunti altri quindici. Sono due contributi diversi, e mi sembra giusto riconoscerli entrambi.

Situazione

Punti di Kimi

Punti di Russell

Vantaggio di Kimi

Dopo Baku

302

236

66

Sepang, ipotizzando Russell terzo e Kimi secondo

320

251

69

Sepang, risultato effettivo

320

236

84

Il campionato ha quindi compiuto un passo importante anche senza una vittoria di Antonelli. Verstappen ha meritato il successo e la Red Bull ha mostrato una competitività che sarebbe imprudente ignorare. Ma il bottino accumulato da Kimi gli consente ormai di ragionare anche attraverso i piazzamenti. Ogni gara disputata consuma una parte delle possibilità di recupero degli avversari: a Sepang questa riduzione si è accompagnata a un aumento del margine sul principale inseguitore.

Restano sette Gran Premi e la Sprint di Singapore, per un massimo di 183 punti. Piastri, a 192 punti dal leader, è già matematicamente escluso dal titolo anche immaginando che vinca tutto e Antonelli non raccolga più nulla. Per Russell, invece, il recupero necessario per superare Kimi nei punti è diventato molto più impegnativo.

Dopo il Gran Premio di…

Vantaggio su Russell

Punti massimi residui

Recupero netto per superare Kimi nei punti

Quota del massimo residuo

Madrid

81

233

82

35,2%

Azerbaijan

66

208

67

32,2%

Bahrain in Malaysia

84

183

85

46,4%

Ho mantenuto invariato il procedimento utilizzato dopo Baku: risultati delle gare ricampionati congiuntamente, punti delle Sprint separati e incertezza sulle frequenze osservate trattata attraverso un bootstrap bayesiano. Ho aggiunto Sepang come sedicesima osservazione e ridotto a sette i Gran Premi futuri. Per ciascuno dei tre scenari ho eseguito nuovamente 500.000 simulazioni.

I pesi degli scenari restano quelli precedenti. Li lascio fermi proprio per misurare il cambiamento prodotto dai risultati, senza aiutare ulteriormente Kimi girando qualche manopola statistica dopo aver visto chi è rimasto fermo sul rettilineo.

Scenario per il finale

Peso assegnato

Titolo dopo Baku

Titolo dopo Sepang

Continuità dell’andamento stagionale

80%

97,8%

99,6%

Equivalenza dei rendimenti delle due Mercedes

15%

93,4%

97,9%

Inversione dei rendimenti Antonelli–Russell

5%

70,4%

84,0%

Combinazione dei tre scenari

100%

95,8%

98,6%

Nel secondo scenario rendo simmetrici i risultati attesi dei due piloti Mercedes, scambiandone casualmente le prestazioni in metà dei weekend simulati. Nel terzo li scambio sistematicamente: Russell assume il rendimento finora osservato per Antonelli, e viceversa. Il fatto che Kimi rimanga favorito anche in quest’ultima prova di stress misura la protezione offerta dai punti già conquistati.

I pesi 80–15–5 rimangono scelte di giudizio, non probabilità dimostrate dai dati. Il guasto di Russell, inoltre, riguarda una power unit Mercedes: devo considerarlo anche come un richiamo all’incertezza che accompagna Antonelli. Il modello incorpora gli esiti negativi osservati, ma non assegna una probabilità calibrata a una nuova crisi tecnica persistente. Analogamente, la vittoria di Verstappen entra nel campione senza trasformarsi automaticamente nella previsione di sette successi consecutivi.

Elemento

Trattamento nell’aggiornamento

Gare osservate

16

Gare ancora da simulare

7 GP e una Sprint

Simulazioni

500.000 per ciascuno scenario

Metodo e pesi

Invariati rispetto a Baku

Nuova vittoria Red Bull

Aggiunta al campione storico

Nuovi problemi tecnici persistenti

Non prevedibili attraverso il solo ricampionamento dei risultati

Significato del 98,6%

Probabilità condizionata al modello, privo di validazione fuori campione

Curiosamente, il punteggio finale atteso cambia pochissimo. Il secondo posto di Sepang è vicino al rendimento medio che il modello già attribuiva ad Antonelli; il grande cambiamento riguarda la posizione di Russell. Si può diventare molto più favoriti per il campionato senza aumentare sensibilmente la propria proiezione di punti.

Indicatore

Dopo Baku

Dopo Sepang

Probabilità di titolo

95,8%

98,6%

Punti finali medi

450

449

Punti finali mediani

453

452

Fascia predittiva centrale dell’80%

408–488

411–483

Ulteriori vittorie mediane

4

3

Totale stagionale corrispondente

12 vittorie

11 vittorie

Tre ulteriori vittorie rappresentano dunque il centro della nuova distribuzione, con altre combinazioni di risultati ancora possibili. La fascia 411–483 descrive la variabilità dei punteggi entro il modello: eventuali cambiamenti strutturali della competitività richiederebbero di rivederne le ipotesi.

A confortarmi maggiormente, tuttavia, è una soglia che non ha bisogno di simulazioni. Russell può ancora raggiungere al massimo 419 punti, sommando ai suoi 236 tutti i 183 disponibili. Antonelli è a 320: altri 100 punti lo porterebbero a 420 e gli garantirebbero di terminare davanti a tutti, sul calendario attuale.

Risultati futuri ipotizzati per Kimi, senza punti nella Sprint

Punti aggiunti

Totale finale

Punti necessari a Russell per superarlo nei punti

Sette quinti posti

70

390

155

Sette quarti posti

84

404

169

Sei terzi posti e un quinto

100

420

185, oltre i 183 disponibili

Sette terzi posti

105

425

190, oltre i 183 disponibili

Sette terzi posti gli consegnerebbero il Mondiale anche con Russell vincitore di tutte le gare e della Sprint. Sei terzi e un quinto raggiungerebbero già la soglia sicuramente sufficiente. Naturalmente Antonelli potrebbe diventare campione raccogliendo meno punti, in funzione dei risultati altrui.

Nei pareggi restano da applicare i criteri FIA. Kimi ha otto vittorie, Russell tre e può ancora conquistarne sette: lo spareggio non è già garantito in ogni possibile finale. Preferisco continuare a fare i conti fino in fondo, anche se il cuore sarebbe disposto a sorvolare.

La possibile data della chiusura si avvicina. Il Messico torna a essere la singola gara più probabile per la certezza matematica, con il Brasile subito dietro. Le percentuali seguenti sono cumulative e comprendono anche gli scenari nei quali Antonelli perde il titolo.

Titolo già matematicamente assicurato entro…

Probabilità cumulativa dopo Sepang

Singapore

0%

Austin

2,9%

Messico

45,8%

San Paolo

76,8%

Las Vegas

90,9%

Qatar

96,4%

Abu Dhabi

98,6%

A Singapore la chiusura è ancora aritmeticamente impossibile. Austin rappresenta la prima occasione teorica; il Messico concentra il 42,9% delle chiusure simulate e il Brasile un ulteriore 31,0%. Considerando soltanto i campionati che Kimi vince nel modello, la quota già conclusa entro Las Vegas arriva al 92,2%.

Ho dunque aggiornato il foglio dei conti e lasciato intatte le mie abitudini. Vedo un pilota italiano con otto vittorie, 320 punti e una posizione sempre più difficile da rovesciare. Vedo anche una Mercedes ferma a pochi giri dalla fine, e questo basta a ricordarmi perché continuo a scrivere di probabilità.

Ascari rimane nel 1953. Io rimango con le mani in tasca. Se qualcuno sente il bisogno di pronunciare quella parola, abbia almeno la cortesia di farlo lontano da me.

Fonte

Dati utilizzati

Risultati ufficiali di Sepang

Piazzamenti e punti del 4 ottobre

Classifica ufficiale Formula 1

Totali aggiornati dei piloti

Resoconto ufficiale della gara

Confronto in pista e ritiro di Russell

Calendario ufficiale

Appuntamenti residui

Elaborazioni Nikonland

Simulazioni e verifiche aritmetiche delle tabelle

Aggiornamento al 5 ottobre 2026, dopo il Gran Premio del Bahrain in Malaysia del 4 ottobre. Le proiezioni presuppongono il calendario attualmente pubblicato e l’assegnazione dei punteggi pieni.

alberto58

Aspirante Nikonlander

  • Nikonlander

Grazie di nuovo Mauro per l'analisi. Ho fatto anch'io per divertimento qualcosa di simile usando il calcolo delle probabilità Bayesiane e facendomi aiutare da "Claude" per uno script Python. Il teorema di Bayes è un principio logico e matematico che permette di aggiornare le probabilità che un evento sia vero alla luce di nuove informazioni o prove del medesimo.

Si basa sull'impostare una probabilità iniziale (a priori) che, per esempio, ho impostate nelle prove che ho fatto con un punteggio con media 10 e standard deviation 6 per ogni pilota. A questa probabilità iniziale segue una nuova prova (o evidenza o dato osservato) che nel nostro caso sono gli esiti dei gran premi precedenti e, maggiore il loro numero, vieppiù la prova diventa affidabile (cioè media e deviazione standard dei punteggi fatti per ogni pilota). Infine, tramite il teorema di Bayes si aggiorna la probabilità (a posteriori). In tal modo si ottiene una stima per ogni pilota di quali sono i punti che realisticamente farà mediamente nel prossimo gran premio con la relativa incertezza .

In pratica, ho girato lo script assegnando un prior probability a tutti di 10 punti con una standard deviation di 6 per tutti i piloti. Viene quindi calcolata la post probability sulla base della prior e dei risultati ottenuti. In pratica, la prior diventa via via meno importante e con il numero di gare che aumenta la statistica della post diventa sempre più robusta e stabile.

Lo step susseguente e finale consiste nell'integrare i risultati ottenuti usando le probabilità post ottenute [anche considerando variabili come i ritiri (DNF, probabilità del 10% di ritiro per tutti; dnf=0.1, che comporta 0 punti) e, per la Mercedes in particolare, le noie meccaniche sempre possibili con una probabilità del 10% che almeno una delle due macchine si fermi(team-risk = 0.1) anche qui 0 punti]. In sintesi, ho usato i risultati ottenuti della post probability della media e della standard deviation per calcolare mediante simulazioni (200.000) quali sono le probabilità di vincere il titolo per i diversi piloti.

I risultati a questo punto del campionato sembrano essere schiaccianti a favore di Antonelli anche se bisogna tenere comunque e sempre le dita incrociate.

Questo è la linea di comando che ho usato.
$ python f1_title_bayes.py --prior-mean 10 --prior-sd 6 --dnf 0.1 --team-risk 0.1 --csv round_driver_points.csv 

Completed rounds: 16 | remaining: 7

Data and posterior (points per race weekend)

driver

rounds

current_pts

sample_mean 

sample_sd

post_mean

post_sd

ANT

16

320

20.00

8.57

18.87

2.02

RUS

16

236

14.75

9.69

14.08

2.25

HAM

16

214

13.38

6.60

13.14

1.59

LEC

16

191

11.94

7.89

11.75

1.87

NOR

16

188

11.75

9.38

11.53

2.18

VER

16

188

11.75

7.70

11.52

1.83

dove sample_mean e sample_sd sono la media e la deviazione standard delle gare fin qui svolte e sono appunto la nuova prova (o evidenza). post_mean e post_sd sono invece l probabilità a posteriori risultanti dal teorema suddetto .

Title probability (200,000 simulations)

driver

probability

ANT

99.86%

RUS

0.10%

HAM

0.04%

LEC

0.00%

NOR

0.00%

VER

0.00%

Final championship points (mean, median and percentile range)

driver

current pts

mean

p10

p25

median

p75

p90

ANT

320

439.00

399.64

418.17

439.10

459.98

478.45

RUS

236

324.73

289.21

305.12

323.82

343.33

361.30

HAM

214

306.04

274.84

289.06

305.61

322.48

337.86

LEC

191

273.20

241.83

255.88

272.34

289.68

305.60

VER

188

269.08

238.11

251.82

268.24

285.36

301.23

NOR

188

268.64

236.12

250.42

267.71

285.76

302.47

Molto sinceramente penso che, sebbene le probabilità siano altissime, non mi farei ingannare più di tanto e molto probabilmente l'analisi che ho fatto potrebbe essere un po' troppo semplicistica.

Quindi, stiamo a vedere e ...dita incrociate!

PS

lo script ha anche un'opzione in cui si può selezionare un numero ridotto di gran premi disputati così da vedere come le probabilità via via cambiano e con loro i punteggi finali. Nello specifico, Antonelli ha fatto il grande salto in avanti tra il GP del Belgio (78%) ed il GP d'Italia (97%).

PS2

Per girare lo script allegato (senza garanzia!) si devono installare alcune librerie

pip install numpy pandas requests lxml

lo script scarica dal sito formula1.com i risultati come tabella csv che è meglio salvare localmente per evitare di doverlo fare ogni volta che lo si gira.

f1_title_bayes.py round_driver_points.csv

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