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A mio figlio non gliene frega niente

(0 reviews)

ChatGPT Image 7 set 2026, 08_34_00.png

La vignetta fa ridere perché dice una cosa che molti della nostra generazione non vogliono ancora ammettere. Il padre mostra al figlio una parete di fotocamere e obiettivi Nikon e gli annuncia con orgoglio che un giorno tutto quello sarà suo. Il figlio non gli domanda quale sia stata la sua prima macchina, quale obiettivo abbia usato per le fotografie più importanti o quale corpo gli ricordi il periodo più bello della sua vita. Gli chiede quanto potrebbe ricavare vendendo tutto.

Diciamolo nella maniera meno elegante possibile: a mio figlio non gliene frega un cazzo di niente di tutto quello che io ho amato.

Non gli interessano le mie Nikon, i miei obiettivi, gli amplificatori in classe A, i diffusori grandi come armadi, i dischi, le automobili e le motociclette che hanno popolato i miei sogni prima ancora che potessi permettermele. Non gli interessa sapere perché un motore, una voce, un attacco orchestrale o il rumore dell’otturatore di una reflex abbiano avuto tanta importanza nella mia vita. Vede oggetti vecchi, ingombranti, complicati e, in certi casi, ancora abbastanza costosi da poter essere trasformati in qualcosa di più utile.

Noi nati negli anni Sessanta siamo cresciuti desiderando. Prima ancora di possedere qualcosa, la studiavamo sulle riviste, la guardavamo nelle vetrine e facevamo calcoli che quasi sempre non tornavano. Una Nikon, un amplificatore, una motocicletta o un’automobile sportiva non erano soltanto cose da comprare: rappresentavano la persona che speravamo di diventare. Quando finalmente riuscivamo ad averle, ce le ricordavamo per tutta la vita.

La musica non usciva da un telefonino. Per ascoltarla bisognava comprare un disco, portarlo a casa, metterlo sul piatto e dedicargli del tempo. Poteva anche non piacerci subito, ma ormai lo avevamo pagato e quindi lo ascoltavamo ancora. A volte, dopo il terzo o il quarto tentativo, scoprivamo qualcosa che ci avrebbe accompagnato per quarant’anni. Oggi tutta la musica registrata è immediatamente disponibile, ma proprio per questo ogni brano può essere eliminato dopo dieci secondi. Non serve più un impianto e non serve nemmeno scegliere davvero: basta lasciare che una piattaforma decida che cosa verrà dopo.

La patente, per noi, significava poter finalmente andare da qualche parte senza chiedere il permesso a nessuno. L’automobile e la motocicletta erano libertà, pericolo, conquista e anche una parte importante del rituale necessario per incontrare le ragazze. Oggi sono soprattutto assicurazione, carburante, parcheggio, multe e manutenzione. Probabilmente i giovani hanno ragione loro, almeno dal punto di vista economico, ma spiegare razionalmente perché non desiderino ciò che noi desideravamo non cambia il risultato.

Quanto alle donne e al sesso, inutile fingere che fossero questioni marginali. Noi pensavamo continuamente alle ragazze, spesso senza capire niente di loro e comportandoci da perfetti imbecilli. Però dovevamo uscire, farci coraggio, rischiare una figuraccia e qualche volta prendere un rifiuto senza poterlo trasformare in una discussione pubblica. Il desiderio ci costringeva a muoverci.

Adesso ci sono applicazioni per incontrarsi, pornografia illimitata, messaggi continui e fotografie di chiunque, ma pare che incontrarsi davvero sia diventato più difficile. Si studiano i profili, si mandano segnali prudentissimi e si teme che una frase sbagliata venga conservata in uno screenshot per l’eternità. Gli uomini aspettano che siano le donne a fare la prima mossa, le donne aspettano di capire se gli uomini siano interessati e nel frattempo entrambi continuano a guardare il telefono. Non è detto che sia maggiore civiltà; potrebbe essere soltanto una forma più educata di paralisi.

Anche la fotografia è stata divorata dallo stesso apparecchio. Per noi una macchina fotografica era lo strumento necessario per produrre immagini. Per loro è un oggetto separato, pesante e sostanzialmente inutile, perché il telefonino che possiedono già fotografa, filma, monta, pubblica e riceve immediatamente l’approvazione degli altri. Spiegare che una Nikon F2, una F3 o una D3 non sono la stessa cosa ha più o meno lo stesso effetto che avrebbe avuto su di noi una lezione sulle differenze tra due modelli di aratro.

Non sto dicendo che noi fossimo migliori. Abbiamo speso cifre assurde, riempito case e garage, confuso qualche volta il possesso con la competenza e accumulato molte più cose di quante potessimo realmente usare. Abbiamo anche creduto che i nostri figli, vedendoci così appassionati, avrebbero automaticamente ereditato le nostre passioni. Non è successo.

Forse non poteva succedere, perché sono cresciuti in un mondo nel quale quasi tutto si noleggia, si scarica, si guarda per qualche minuto e si sostituisce. Noi conservavamo anche le scatole; loro considerano già eccessivo dover conservare l’oggetto. Noi pensavamo di lasciare un patrimonio affettivo, mentre loro vedono un problema logistico del quale dovranno occuparsi quando non ci saremo più.

Non possiamo obbligarli ad amare Brahms, una motocicletta italiana, un amplificatore senza display o un vecchio Nikkor. Possiamo tuttavia evitare di raccontarci che un giorno custodiranno tutto con la stessa attenzione che abbiamo avuto noi. Se vogliamo che certi oggetti continuino a essere usati e apprezzati, forse è meglio affidarli mentre siamo ancora vivi a qualcuno che li desideri davvero, vendendo il resto senza aspettare che debbano farlo gli eredi.

Quando il padre della vignetta dice «un giorno tutto questo sarà tuo», pensa di offrire al figlio una parte della propria vita. Il figlio sente invece che un giorno dovrà liberare la stanza, fotografare ogni pezzo, mettere gli annunci e discutere con cinquanta sconosciuti sul prezzo.

La sua domanda non è affettuosa, ma è onesta. Ed è proprio questo che ci fa incazzare.

[come tutti sanno, io non ho figli, nutro solo cani, gatti e chiunque passi dal mio terreno anche volando]

29 Comments

Recommended Comments

Gianni

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Tutto vero, a mio figlio più grande, molto grande ormai, non è mai fregato niente. Ho speranza con la più "piccola" 20 anni che comunque si interessa, ha preso una mia Z50 ed un paio di ottiche e comunque si diverte. Ma lei è diversa si interessa anche di natura e Birdwacthing e penso che quello che ha imparato, negli anni, al momento giusto tornerà a Galla...

Franco Manuti

Aspirante Nikonlander

Tutto quello che hai detto sono parole sacrosante. Purtroppo i nostri figli hanno molto più di quanto avevamo noi ,ma non apprezzano quasi nulla . La D7100 che ho comprato a mio figlio la usa solo nell ambito professionale, per il resto è lì, in ufficio. Meglio l iphone

Gianni54

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Dura verità, però avendo un figlio già grande ricordo quando nel lontano 1987 gli feci provare la mia Nikon FE2 col 50/1,8 e da allora prese passione ed oggi ha un corredo "Z" equivalente o già superiore al mio, specie lato ottiche (Tutte Nikon naturalmente).

  • Administrator
45 minuti fa, Gianni54 ha scritto:

Dura verità, però avendo un figlio già grande ricordo quando nel lontano 1987 gli feci provare la mia Nikon FE2 col 50/1,8 e da allora prese passione ed oggi ha un corredo "Z" equivalente o già superiore al mio, specie lato ottiche (Tutte Nikon naturalmente).

nel 1987 ... non nel 2016 o 2026.
Gianni, hai nipoti ?

Roby C

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
4 ore fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

E tu non hai figli...😜

Pensa al mio rovello !!!

Max... dai non ci si mettere pure tu... con questa, sigh... sigh... amara verità che ci dà un fastidio boia dover ammettere...

Gianni54

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
1 ora fa, Mauro Maratta ha scritto:

nel 1987 ... non nel 2016 o 2026.
Gianni, hai nipoti ?

Diretti sfortunatamente no, quella bella bambina che ogni spesso fotografo é la figlia di mia nipote (figlia del fratello di mia moglie) e quando mi chiama zio mi struggo come un gelato al sole.

  • Administrator
2 minuti fa, Gianni54 ha scritto:

Diretti sfortunatamente no, quella bella bambina che ogni spesso fotografo é la figlia di mia nipote (figlia del fratello di mia moglie) e quando mi chiama zio mi struggo come un gelato al sole.

non era per farmi gli affari tuoi, ovviamente, ma solo per traslare il ragionamento alla generazione successiva a quella del tuo Grande figlio (diverso da figlio grande).

Franco Manuti

Aspirante Nikonlander

8 minuti fa, Gianni54 ha scritto:

Diretti sfortunatamente no, quella bella bambina che ogni spesso fotografo é la figlia di mia nipote (figlia del fratello di mia moglie) e quando mi chiama zio mi struggo come un gelato al sole.

Siamo in tanti, anch'io mi consolo con i figli di mia nipote ,figlia di mio fratello. I miei ( 45 il maschio e 37 la femmina ) per ora nulla . Però che gioia sarebbero se fossero i miei da viziare,solo un pochino

Francesco Contu

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Mia figlia ha 25 anni. Conosce benissimo la differenza fra una macchina fotografica e uno smartphone ma al momento non si vuole impegnare. Però fotografa con lo smartphone cercando di fare inquadrature sensate e corrette.

L'anno scorso in Namibia ha voluto usare Z50II e 70-180. Ma ha sofferto il dover imparare le regolazioni, o meglio le ho dovute fare io per lei. Tornata a casa ha parcheggiato le foto sul PC e credo che non le abbia mai guardate, presa da altre attività e priorità.

Potenzialmente è una fotografa, chissà se si vorrà impegnare.

cismax

Nikonlander

  • Nikonlander

In effetti facendo vedere l'immagine alle 3 donne della mia famiglia si sono squartate dal ridere...

difficile non coglierne l'amarissima verità...mancava ridesse anche la gatta, che ormai è diventata, suo malgrado, la mia modella preferita, perchè quando cerco di fotografarla, invece di grugnire come le altre umane, si limita a strizzare gli occhi come sempre fanno i felini per dirti: non rompermi le @@!

Però, c'è un però....

la piccola di casa, con mio malcelato orgoglio, quando siamo a spasso con ferraglia al seguito, gradisce prendere in mano le macchine quasi più grandi di lei per avventurarsi in qualche scatto. E fa anche domande, cerca di capire...potrete immaginare che lacrimone mi spunti...

Vedremo, se son rose fioriranno...sta entrando in adolescenza, periodo nel quale probabilmente catalogherà tutto nel reparto "antiquariato di papà " e lo metterà sulla baia a tempo debito

Ma io ancora ci credo al: "Piccole Nikoniste crescono"

Immagine1.jpg

Viandante

Nikonlander

  • Nikonlander

Ottimo articolo e grande spunto di meditazione sull'inevitabile (?) realtà delle cose.

La cosa che mi viene in mente è sempre la stessa, quelli che sono nati diciamo pre anni '80 sono quella generazione che sta a cavallo di due mondi diversi, quello pre tecnologia e quello tecnologico. In un certo senso siamo molto fortunati ed abbiamo una notevole responsabilità dal momento che siamo nati quando ancora non esisteva niente di tecnologico, la tv era in bianco e nero e non esistevano nemmeno i videogiochi, il nonno ascoltava il GR1 alla radio a valvole ed attendevamo un anno perchè alla festa del paese arrivasse un furgoncino con i dolcetti, andavamo a vedere la "maschera" affissa nel bar per sapere che film ci fosse in città e telefonavamo con i gettoni. Siamo cresciuti in un modo completamente diverso in ogni aspetto, dagli oggetti alle relazioni umane ed al lavoro, abbiamo conosciuto quel mondo e ce lo ricordiamo bene. Migliore di oggi? Diverso (ognuno poi la pensi come crede in merito).

Poi abbiamo vissuto la transizione in questo mondo ed eravamo ancora giovani a sufficienza per poterla vivere attivamente, apprendere lo sviluppo tecnologico, imparare ad usare ciò che il mondo produceva e produce, non siamo così vecchi da salire su un'auto elettrica e non sapere cosa fare o prendere un qualunque oggetto tecnologico attuale e non saperlo maneggiare. Quindi siamo proprio una generazione di mezzo, che ha apprezzato e vissuto un epoca scomparsa e può capire e vivere quest'epoca attuale.

Questo mix incredibile di conoscenza ed esperienze ci offre una visione del mondo peculiare e dovremmo davvero sforzarci di fare del nostro meglio per trasmettere alle nuove generazioni un sapere che loro non possono avere poiché nate digitali.

  • Administrator

Mi spiace aver toccato un "nervo scoperto" ma il malessere, vi assicuro, è anche il mio.
Dopo aver visto che il grosso dei "giovani" presenti al Gran Premio di Monza ci è andato per partecipare alle "cretinate" della Fanzone, raccogliere autografi e selfie, comprare minchiate a caro prezzo e poi fare l'invasione di campo di rito, chi ha vinto ha vinto.

Sembrerebbe O/T ma è la stessa cosa. Io in autodromo ci vado perché ci sono le macchine da corsa che corrono !

Stesso discorso per musica, strumenti musicali, apparecchi audio, fotografia, automobili ... donne !

Franco Manuti

Aspirante Nikonlander

Una pubblicità di allora su tutte:

Ve la ricordate sicuro

"C è Gigi?."......... Ora siamo controllati anche quando dormiamo

Cristian S.

Nikonlander

  • Nikonlander

Un articolo che fa riflettere parecchio. Ha toccato un tasto dolente, Mauro.

È innegabile che il mondo sia cambiato e che il legame emotivo con le cose – desiderate, conquistate e custodite – si sia in gran parte dissolto nei ragazzi di oggi.

Da padre di tre bambini mi sono guardato bene dal "promuovere" a tutti i costi la fotografia in casa.

Non cerco di proporre loro questo hobby e nemmeno di chiedergli di venire con me quando vado a fotografare.

Fotografo e basta (sperando che prima o poi.......😎).

Vedo però che quando guardano le foto che faccio sono contenti, si incuriosiscono del risultato e colgono l'importanza di aver conservato un ricordo.

E la stessa cosa accade anche con la musica: quando elaboro gli scatti mi piace farlo ascoltando musica.

Nel mio spazio dedicato (di 2 metri quadri) accendo il mio stereo di trent'anni fa – a cui ho collegato un ricevitore Bluetooth ad alta definizione – e la musica viene trasmessa dal computer allo stereo e alle casse (altro che smartphone..).

Spero che, respirando questa atmosfera, assorbano almeno l'idea del tempo dedicato a fare una cosa con cura, il valore del rispetto per ciò che si possiede, per la loro storia, il sacrificio fatto per acquistarli e la bellezza di un'immagine che non svanisce in tre secondi su un display.

Chi vivrà vedrà... e speriamo per il meglio.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Mauro, applauso.

Eh ma non c’è mica rimedio. Sono ragazzi iperstimolati, senza spazi, che non possono mai restare da soli in sana solitaria attesa , non hanno tempi vuoti, quelli in cui far crescere il cervello. Non sognano più, accendono lo smartphone e cercano lì dentro qualcosa che possa sostituire i sogni. Non lo trovano ma non se ne accorgono e il tempo passa lo stesso.

Io ho pena per questi ragazzi, vi rendete conto che non hanno mai vissuto fenomeni di condivisione universali, ma vi ricordate cosa fu La Febbre del Sabato sera, lo Squalo, Guerre Stellari ….. oh, e quando uscì Thriller di Jackson??? Uhhhhhh, usciva anche dai tombini.

I ragazzi dei paesi “emergenti” ci somigliano di più. In ditta ne passano un po’. E quelli sperano, desiderano, combattono e sognano.

A noi è andata bene, siamo stati fortunati. Conosciamo la Passione, abbiamo imparato a sognare e ne godiamo quotidianamente.

Checculo, fidatevi, checculo!

Riccardo Davoli

Nikonlander

  • Nikonlander
1 ora fa, Cristian S. ha scritto:

Spero che, respirando questa atmosfera, assorbano almeno l'idea del tempo dedicato a fare una cosa con cura, il valore del rispetto per ciò che si possiede, per la loro storia, il sacrificio fatto per acquistarli e la bellezza di un'immagine che non svanisce in tre secondi su un display.

Anche se non lo danno a vedere, caro Cristian, e non ti daranno mai soddisfazione apertamente, loro assorbono tutto. Ho due figli di 25 e 23 anni ed io non ho mai cercato di coinvolgerli direttamente nelle mie passioni ma le ostentavo apertamente. Il grande mi ha rubato una decina di anni fa la D80 e successivamente la Z50 con due fissi senza le nostre paturnie relative alla iper definizione, aberrazioni cromatiche o altre cagate (come dicono loro) producendo foto notevoli. Per quanto riguarda la musica, quando mi sono regalato uno "stereo" di qualità ho inserito un ricevitore bluetooth e Spotify family proprio per loro. E lo usano quando noi genitori non ci siamo. Loro sono spugne e assorbono ciò che vedono in casa anche se non ci diranno mai "grazie papi". Ma non disperate, non è impossibile perchè poco settimane fa mio figlio grande ci ha detto che siamo i migliori genitori che conosce. Non nego che sono rimaso sorpreso e commosso.

Adesso mi viene da chiedere a voi, adulti o boomer, quante e quali passioni avete "preso" dai vostri genitori? onestamente.

Io credo che i nostri genitori possano dire la stessa cosa che ha scritto Mauro lassù, in alto, in apertura....

E' una ruota che gira e loro non sono noi, hanno diverse passioni e diversi sogni. Cerchiamo di non stroncarglieli. Cerchiamo di spronarli, di incoraggiarli, di non aver paura di sbagliare, di osare.....

  • Administrator
16 minuti fa, Riccardo Davoli ha scritto:

Anche se non lo danno a vedere, caro Cristian, e non ti daranno mai soddisfazione apertamente, loro assorbono tutto. Ho due figli di 25 e 23 anni ed io non ho mai cercato di coinvolgerli direttamente nelle mie passioni ma le ostentavo apertamente. Il grande mi ha rubato una decina di anni fa la D80 e successivamente la Z50 con due fissi senza le nostre paturnie relative alla iper definizione, aberrazioni cromatiche o altre cagate (come dicono loro) producendo foto notevoli. Per quanto riguarda la musica, quando mi sono regalato uno "stereo" di qualità ho inserito un ricevitore bluetooth e Spotify family proprio per loro. E lo usano quando noi genitori non ci siamo. Loro sono spugne e assorbono ciò che vedono in casa anche se non ci diranno mai "grazie papi". Ma non disperate, non è impossibile perchè poco settimane fa mio figlio grande ci ha detto che siamo i migliori genitori che conosce. Non nego che sono rimaso sorpreso e commosso.

Adesso mi viene da chiedere a voi, adulti o boomer, quante e quali passioni avete "preso" dai vostri genitori? onestamente.

Io credo che i nostri genitori possano dire la stessa cosa che ha scritto Mauro lassù, in alto, in apertura....

E' una ruota che gira e loro non sono noi, hanno diverse passioni e diversi sogni. Cerchiamo di non stroncarglieli. Cerchiamo di spronarli, di incoraggiarli, di non aver paura di sbagliare, di osare.....

e no...!

Ho anch'io due figli della stessa fascia di età dei tuoi, quindi ancora ragazzi.

Bevono tutto, come dici, ma rimandano fuori le cose in altro modo: diverso da quello che usiamo noi (questo è il mantra... il LORO mantra, non il nostro viceversa, come state lamentando qui)

Per loro ed i loro amici le scoperte sono le cose che abbiamo abbandonato venti e trenta anni fa, dalle pellicole e le macchinette usa e getta (che erano appunto da gettare) ai vinili, agli altoparlanti MONO da dove ascoltano musica distorta e senza futuro, masticata e sputata via come tabacco (se avessi usato la metafora del cibo la destinazione sarebbe stata differente) fino agli oggetti e vestiti vintage, comprati usati (ce schifo!) sul web

Li usano perchè non hanno neppure idea che noi le abbiamo dimenticate o abbandonati da tempo: li usano giusto perchè NOI NON Li USIAMO PIU' !!! LI IDOLATRANO PER QUESTO...

(Come i social: loro usano quelli che noi non frequentiamo, per ovvi motivi)

16 minuti fa, Riccardo Davoli ha scritto:

Adesso mi viene da chiedere a voi, adulti o boomer, quante e quali passioni avete "preso" dai vostri genitori? onestamente.

Io di mio padre ho bevuto tutte le sue passioni e non me ne libero ancora:

di lui e di loro ho scritto perfino su Nikonland, rigorosamente senza ausilio di IA 😆:

dalle auto e le gare di auto, principalmente rallies, agli orologi, particolarmente cronometri e cronografi, fino alle macchine fotografiche: la Rolleiflex del 1965 che comprò per fotografare me, fu la mia seconda fotocamera quando avevo appena 12 anni, dopo la classica Kodak instamatic da prima Comunione. Alla cartografia e alla mania di catalogazione di un percorso, fino alla cura della campagna, che non era la sua passione, come neppure lo è per me: a noi due piaceva il mare.

Non sempre tutto è così drammaticamente ineluttabile e ripetitivo come temete...

cismax

Nikonlander

(edited)

  • Nikonlander

state scrivendo tutti cose giustissime...

verissimo quanto dice Valerio sull'iperstimolazione e soprattutto l'assenza di "silenzi", sul consumo ossessivo del tempo e il rumore di fondo incessante, a cui si deve porre qualche limitazione, ma ho avuto anch'io la stessa esperienza di Riccardo con le mie figlie, che sono più giovani, ma abbastanza grandi da (di)mostrarmi che "sono spugne" - come detto, ripetendo mesi dopo qualcosa che avevo detto o fatto e pensavo fosse caduta nel dimenticatoio, o (come da foto sopra) provando a scattare foto "come papà".

Per rispondere alla tua domanda Riccardo ("quante e quali passioni avete "preso" dai vostri genitori?"): mio padre, V elementare, ascoltava musica, in maniera amatoriale e "disordinata", ma anche musica colta e mi ha tramesso quella curiosità. Mi ha incuriosito da giovane adolescente con la sua Comet, e mi ha poi regalato la prima macchina fotografica (una Yashica FX3 😮) e mi ha trasmesso la curiosità di sapere tante cose del mondo. Non credo di essergli stato mai abbastanza grato

Quindi, alla provocazione del titolo rispondo: forse qualche cosa gliene fregherà. Non necessariamente della nostra passione specifica. Ma del fatto di aver voglia di interessarsi davvero a qualcosa, secondo le proprie inclinazioni e i propri limiti.

Troveranno la loro strada, che sarà necessariamente diversa dalla nostra, ma qualche seme l'avremo gettato. Se mi guardo indietro, qualche seme l'hanno gettato anche in me...

Edited by cismax

Riccardo Davoli

Nikonlander

  • Nikonlander
1 minuto fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

diverso da quello che usiamo noi (questo è il mantra... il LORO mantra, non il nostro viceversa, come state lamentando qui)

Eccerto, loro non sono noi e viceversa. Meno male.

3 minuti fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

Io di mio padre ho bevuto tutte le sue passioni e non me ne libero ancora:

Tu, bene. Sei l'eccezione che conferma la regola? o tutti, qui su NL, hanno seguito le passioni dei genitori?
Io, invece, delle passioni di mio padre ne ho seguita una, la bicicletta, anche se declinata in modo diverso, lui strada io MTB. La sua grande passione era il calcio praticato e guardato mentre io non lo capisco. La musica? non ne parliamo....I viaggi? ancora peggio. Però anche se non approvava non mi ha mai messo i bastoni tra le ruote e per questo devo ringraziarlo. E per la macchina fotografica che comprò negli anni sessanta e che usò poco ma mi permise di cominciare il mio percorso creativo quando ero adolescente.

Magari sono io l'eccezione.

In ogni caso continuerò a credere e sostenere i giovani d'oggi. E ad imparare da loro

  • Administrator
28 minuti fa, Riccardo Davoli ha scritto:

...

In ogni caso continuerò a credere e sostenere i giovani d'oggi. E ad imparare da loro

spero anch'io di imparare qualcosa.
Che non sia quella di lasciarli liberi di esprimersi come vogliano: io non gli ho imposto mai nulla.
Proposto e messo a disposizione si: il grande ha la mia Z30, ormai sua e ci fa video.
Non mi ha mai chiesto nulla riguardo le sue funzioni o le potenzialità. Nemmeno obiettivi in prestito oltre i due zoom con cui gliel'ho data anni fa.

Io con la vignetta di questa discussione non c'entro nulla...😄

https://fb.watch/JuV3gigdkB/

e nemmeno con questa...

Giuseppe Paglia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Non voglio andare O/T perché sarebbe fin troppo facile farlo, cogliendo tanti spunti a partire da quelli di Valerio.

Mia figlia capisce bene la differenza fra fotografare con un cellulare e una macchina vera, con una lente vera. Però capisco anche che se il suo bambino inizia a ridere o fa una faccia strana la prima cosa che prende è il suo telefono e gli scatta qualche foto, non perde l'attimo per alzarsi, allontanarsi da lui, e tornare con la Z50II che le ho regalato.

Però in questi giorni trascorsi a Parigi, quando era tranquilla del fatto che il suo bimbo fosse in mani sicure (la nonna), prendeva la Z30 (che l'ha accompagnata nel suo viaggio di nozze in Giappone) e scattava da POI diversi dai miei.

Sono speranzoso, almeno, che la mia attrezzatura non sarà brutalmente venduta ... Non credete anche voi? marameo

  • Administrator
28 minuti fa, Giuseppe Paglia ha scritto:

Non voglio andare O/T perché sarebbe fin troppo facile farlo, cogliendo tanti spunti a partire da quelli di Valerio.

Mia figlia capisce bene la differenza fra fotografare con un cellulare e una macchina vera, con una lente vera. Però capisco anche che se il suo bambino inizia a ridere o fa una faccia strana la prima cosa che prende è il suo telefono e gli scatta qualche foto, non perde l'attimo per alzarsi, allontanarsi da lui, e tornare con la Z50II che le ho regalato.

Però in questi giorni trascorsi a Parigi, quando era tranquilla del fatto che il suo bimbo fosse in mani sicure (la nonna), prendeva la Z30 (che l'ha accompagnata nel suo viaggio di nozze in Giappone) e scattava da POI diversi dai miei.

Sono speranzoso, almeno, che la mia attrezzatura non sarà brutalmente venduta ... Non credete anche voi? marameo

Giuseppe...è ben chiaro: fin quando regaliamo apparecchi...induciamo.

Devono essere loro a desiderare e procurarsi ciò che vogliono veramente...

Ma per restare in tema e non proseguire l' OT: bisognerebbe sapere quali siano e se ve ne siano di passioni espresse o inespresse.

Sembra quasi che il pathos da cui dovrebbe originarsi qualunque opportunità, sia venuto a mancare in loro.

E che non sia passione quella che deriva da semplice emulazione di ciò che posseggano altri.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

A me papà non trasferì la passione della fotografia, in casa di apparecchi non ce ne erano, salvo una ignobile kodak istamatic. Non mi passo’ il gusto per camminare in montagna, zaino in spalla. Non mi insegno’ ad ascoltare musica colta o musica in generale.

Ma mi lascio’ LIBERO e mi spinse ad uscire. A non aver paura delle cose e delle altre creature che ci sono oltre noi esseri umani.

Ma ripeto, era un contesto differente. La conoscenza dovevi conquistarla, alimentare la propria curiosità richiedeva lavoro, ricerca, il risultato, in qualsiasi campo, non era gratis. Un libro, un manuale, una rivista, una mappa, una musicassetta… non uscivano da un baule magico, te li dovevi procurare. Ed il valore di una informazione era nell’informazione stessa ma anche nello sforzo con cui ce la procuravamo. E quel che è gratis==non vale niente.

Credo che sia qui il frutto avvelenato della comunicazione del nuovo millennio. Da una parte abbiamo lo scibile umano a portata di dito, con delle implicazioni favolose, dall’altro la svalutazione, l’ovvietà, la banalità, della Conoscenza e ‘ un guasto immenso.

Le conseguenze sono molteplici, in tutti i campi nonché nei comportamenti. Credo sia naturale che non vi sia più appeal per la fotografia come l’abbiamo vissuta ed intesa noi. Che senso avrebbe? Che scopo? Partiamo dalla geometria ottica, se guardiamo a riprese generiche (24-70 per capirci) uno smartphone dignitoso copre ogni esigenza oltre che asservire all’unico scopo superstite, la condivisione via social.

Tombola, “lo scopo superstite”.

Per noi lo scopo era fare foto che eguagliassero come interesse, nostro, quelle che a loro volta ci avevano rapito leggendo fotografia dai periodici, magari a doppia pagina. Qui tutti ricordano la ragazza afgana di Mc Curry, ma la ricordiamo stampata a tutta pagina, o vista in mostra. Se fosse scattata oggi, quella foto, finirebbe nel flusso delle infinite foto web e nessuno ne avrebbe memoria salvo 3 secondi di ditata.

Quindi, aiutino? Questa china fa male a tutti, ai ragazzi ma anche a noi, non ci nascondiamo.

Riconquistare il piacere della scoperta credo sia il primo passo. Per scoprire non ti devi far spoilerare dallo smartphone quali sono le meglio cose che puoi vedere in un posto o suggerire che maglie mettere in valigia e dove mettere i tuoi passi lungo un sentiero. Provale cribbio!!!!!! Sbaglia strada torna indietro e riparti.

C’è qui un signore, che incidentalmente è il capo della bicocca, che sta facendo cose assolutamente fuori da ogni buon senso fotografico. Cose che non sono scritte in nessun prompt della AI. A chi caz è mai venuto in mente di recuperare l’ultima reflex ammiraglia, end of life da quanto? 4 anni? Montarci su gli obiettivi di 35 anni fa e vedere cosa succede. Questo è pionieristico, questa è ricerca e questo modo dovete passare ai vs figli, voi che ne avete. Lasciateli liberi di fare, sbagliare, ma liberi vuol dire liberi anche dai suggerimenti della piastrella. Questa libertà noi l’abbiamo avuta, loro no.

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