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Megadap rende autofocus gli obiettivi manuali anche su Canon. Tornerà anche su Nikon Z?

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Il nuovo M2RF sembra molto più maturo del vecchio MTZ11. Noi, però, abbiamo memoria lunga e alcuni costosi pezzi di ferro ancora in casa

Il nuovo Megadap M2RF permette di utilizzare gli obiettivi Leica M a fuoco manuale sulle fotocamere Canon RF affidando la messa a fuoco al sistema autofocus della fotocamera. L’adattatore non interviene sui gruppi ottici interni, naturalmente: sposta avanti e indietro l’intero obiettivo mediante un’elicoide motorizzata con una corsa di 4,5 mm. La Canon continua a riconoscere il volto, l’occhio o il soggetto e stabilisce dove debba trovarsi il fuoco; il Megadap traduce quell’ordine in uno spostamento fisico dell’ottica.

Per gli utenti Canon è una novità importante, anche perché la baionetta RF è rimasta finora particolarmente protetta dall’ingresso di produttori indipendenti. Per noi nikonisti, invece, l’idea non è nuova. Anzi: l’abbiamo già comprata, provata e infine riposta in un cassetto.

La precedente esperienza con il Megadap MTZ11

Nel 2020 Megadap presentò l’MTZ11, adattatore motorizzato da Leica M a Nikon Z. Aveva lo stesso principio di funzionamento, ma una corsa più ampia, pari a 6,5 mm. Con un secondo anello passivo davanti al Megadap si potevano montare anche obiettivi Nikon F, Canon FD, Leica R, M42 e di molti altri sistemi.

Noi ne abbiamo avuti diversi. Nelle condizioni adatte l’effetto era davvero sorprendente: un vecchio obiettivo manuale poteva sfruttare AF-S, AF-C e riconoscimento dell’occhio delle Nikon Z. Non diventava un moderno Nikkor Z, ma poteva mettere a fuoco automaticamente un soggetto spostando tutto il barilotto.

Il problema arrivò dopo. Nikon aggiornò le fotocamere, introdusse nuovi corpi e fece evolvere profondamente il proprio autofocus. Lo sviluppo dell’MTZ11, invece, si arrestò. L’ultimo firmware ancora disponibile sul sito Megadap cita Z6 II, Z7 II, Z50 e Zfc; il prodotto non compare più nel catalogo corrente. Manuale e firmware sono rimasti online, ma noi siamo rimasti con alcuni costosi pezzi di ferro in casa.

Questa esperienza pesa inevitabilmente sul giudizio di oggi. Tuttavia non possiamo nemmeno fingere che Megadap sia rimasta quella del 2020.

L’ETZ21 Pro ha cambiato il nostro giudizio

Oggi utilizziamo il Megadap ETZ21 Pro per montare obiettivi Sony E sulle Nikon Z. È un prodotto diverso: non deve muovere fisicamente l’ottica, perché traduce i protocolli elettronici Sony e Nikon lasciando lavorare il motore incorporato nell’obiettivo. Ma funziona bene e ci ha restituito un’immagine molto diversa del binomio Gabale/Megadap.

Il progetto è stato sviluppato in più generazioni fino all’attuale ETZ21 Pro+, dotato di miglioramenti meccanici, contatti più robusti, protezione dagli agenti atmosferici e compatibilità estesa. L’esperienza accumulata sui protocolli Nikon Z è quindi concreta, così come quella maturata nella costruzione di adattatori elettronici sempre più complessi.

Per questo il nuovo M2RF non ci sembra soltanto una riedizione del vecchio MTZ11 con una baionetta differente. Appare come un progetto più moderno, accompagnato da un software di configurazione e da una gestione più accurata dei dati dell’obiettivo. E ci porta inevitabilmente a una domanda: potrebbe anticipare una nuova versione destinata alle Nikon Z?

Megadap M2RF e Techart TZM-02: confronto sulla carta

Chi desideri oggi rendere autofocus un obiettivo manuale su Nikon Z non deve aspettare Megadap. Il concorrente Techart propone già il TZM-02, seconda generazione del proprio adattatore Leica M–Nikon Z, dichiarato compatibile con le fotocamere più recenti, comprese Zf, Z8 e Z9.

Non abbiamo provato direttamente né il nuovo M2RF né il TZM-02; il confronto deve quindi limitarsi alle caratteristiche dichiarate dai due produttori.

Caratteristica

Megadap M2RF

Techart TZM-02

Innesto fotocamera

Canon RF

Nikon Z

Innesto obiettivo

Leica M

Leica M

Altri attacchi

Mediante anello supplementare

Mediante anello supplementare

Corsa della baionetta

4,5 mm

4,5 mm

Motorizzazione

Elicoide motorizzata

Quattro servomotori radiali

Sistema AF utilizzato

Canon Dual Pixel AF

AF a rilevazione di fase Nikon

AF-C e riconoscimento occhio

Autofocus video

Sì, con limiti pratici

Dichiarato disponibile

Peso consigliato

Massimo 500 grammi

Non quantificato

Memoria obiettivi

Quattro profili configurabili

Focali selezionate tramite valori convenzionali

Registrazione EXIF

Nome, focale e diaframma configurabili

Focale selezionabile; diaframma manuale

Prezzo dichiarato

399 dollari

399 dollari, ora proposto a 359

Il Techart appare più sofisticato nella motorizzazione. I quattro piccoli servomotori disposti radialmente dovrebbero distribuire meglio lo sforzo e limitare giochi e oscillazioni durante lo spostamento. Il produttore dichiara inoltre il supporto delle Nikon Z attuali e la possibilità di aggiornare il firmware attraverso un apposito dock USB. È un prodotto disponibile adesso, non una nostra ipotesi.

Il Megadap sembra più evoluto nella gestione dell’obiettivo. Può memorizzare quattro profili contenenti nome, focale e valori di diaframma; una levetta permette di far corrispondere il diaframma impostato manualmente sull’ottica al valore trasmesso alla fotocamera. Questo dovrebbe aiutare la stabilizzazione, la registrazione degli EXIF e lo stesso comportamento dell’autofocus.

In entrambi i casi resta necessario un secondo adattatore per utilizzare obiettivi Nikon F, Canon FD, Leica R, Pentax, Olympus o M42. La base comune rimane infatti la baionetta Leica M.

Autofocus, ma entro precisi limiti

Questi dispositivi non possono offrire la velocità e la fluidità di un vero obiettivo autofocus. Un moderno Nikkor Z muove piccoli gruppi ottici interni; qui il motore deve spostare tutto l’obiettivo, eventualmente insieme a un secondo adattatore.

I 4,5 mm di corsa sono inoltre sufficienti per coprire buona parte dell’escursione di un grandangolare o di un normale, lasciando la ghiera sull’infinito. Con i teleobiettivi bisogna invece eseguire una prima messa a fuoco manuale e affidare al motore soltanto la regolazione finale. Lo stesso manuale Megadap consiglia la pre-focheggiatura oltre i 50 mm.

Con un 105 mm lasciato sull’infinito, una corsa di 4,5 mm permette di arrivare approssimativamente a 2,5 metri; con un 180 mm ci si ferma intorno ai sette metri. La fotocamera può riconoscere perfettamente l’occhio, ma l’adattatore può raggiungerlo soltanto se la ghiera dell’obiettivo è già stata portata nella zona utile.

Sono quindi soluzioni particolarmente interessanti per piccoli 28, 35 e 50 mm manuali. Con focali più lunghe diventano sistemi di messa a fuoco assistita, non sostituti completi della mano del fotografo.

Un futuro successore del MTZ11?

Megadap non ha annunciato alcun nuovo adattatore motorizzato per Nikon Z. Oggi vende il M2RF per Canon, l’ETZ21 Pro+ per obiettivi Sony E su Nikon Z e l’EFTZ21 per obiettivi Canon EF su Nikon Z. Il vecchio MTZ11 è scomparso dal catalogo.

Ma il costruttore possiede già quasi tutto ciò che servirebbe: conosce il protocollo Nikon Z, ha sviluppato una nuova meccanica per muovere gli obiettivi manuali, dispone di un software per configurare profili ed EXIF e ha già realizzato una prima generazione Leica M–Nikon Z. Inoltre, il tiraggio di appena 16 mm della baionetta Nikon Z offre persino più spazio di quello Canon RF per interporre un adattatore motorizzato.

Un ipotetico MTZ21 Pro non sarebbe quindi tecnicamente sorprendente. Potrebbe riunire la nuova meccanica del M2RF, l’esperienza elettronica dell’ETZ21 Pro e la compatibilità con le Nikon Z attuali.

La principale incognita è commerciale. Su Canon RF Megadap ha trovato un terreno quasi libero; su Nikon dovrebbe confrontarsi con il Techart TZM-02, già disponibile e aggiornato alla seconda generazione. Potrebbe quindi non ritenere conveniente tornare su un segmento che aveva abbandonato.

Noi, però, osserveremmo con interesse un eventuale ritorno. La positiva esperienza con ETZ21 Pro ha parzialmente riabilitato Megadap dopo la delusione dell’MTZ11. Prima di acquistare un suo successore chiederemmo questa volta compatibilità esplicita con Zf, Z8 e Z9, aggiornamenti regolari e soprattutto un impegno credibile sulla continuità del prodotto.

L’ingegnosità non è mai mancata. Adesso vorremmo sapere per quanto tempo continuerà a funzionare.

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