Sony IMX929: il sensore che potrebbe rendere possibile una Nikon Z90 global shutter
Per ora è destinato alle applicazioni industriali. Ma dimensioni, risoluzione e velocità sembrano anticipare il cuore di una futura ammiraglia Nikon DX
Sony Semiconductor Solutions ha iniziato a distribuire i primi campioni dell’IMX929, un nuovo sensore CMOS global shutter da circa 50,8 megapixel capace di leggere l’intera superficie fino a 201 fotogrammi al secondo a 10 bit e 136 fps a 12 bit.
Numeri impressionanti, ma è bene chiarire subito di che cosa stiamo parlando. L’IMX929 non è stato progettato per una fotocamera Sony Alpha e, tanto meno, annunciato per una futura Nikon. Appartiene alla famiglia Pregius S ed è destinato principalmente alle telecamere industriali, ai sistemi di ispezione automatizzata e alla visione tridimensionale.
Ma la tecnologia esiste, il sensore è entrato nella fase di campionatura e ne è prevista anche una versione a colori con matrice Bayer. Non siamo quindi davanti a un semplice esperimento di laboratorio. Ed è qui che la notizia comincia a riguardare anche la fotografia.
I numeri del Sony IMX929
Caratteristica | Sony IMX929 |
|---|---|
Tecnologia | CMOS BSI stacked Pregius S |
Otturatore | Global shutter |
Dimensioni sensibili | circa 22,5 × 16,9 mm |
Diagonale | 28,1 mm |
Formato nativo | 4:3 |
Pixel effettivi | 8.224 × 6.176 |
Risoluzione | 50,79 MP |
Dimensione del pixel | 2,74 µm |
Velocità a 8 bit | 225 fps |
Velocità a 10 bit | 201 fps |
Velocità a 12 bit | 136 fps |
Versioni | Monocromatica e Bayer |
Interfaccia | SLVS-EC fino a circa 100 Gbps |
Destinazione attuale | Visione industriale e sistemi 3D |
Le specifiche sono confermate dalla documentazione ufficiale Sony Semiconductor, mentre la novità di questi giorni riguarda l’inizio della distribuzione dei campioni, per ora riferita alla versione monocromatica. La variante a colori IMX929-AQB è comunque già descritta nel relativo documento tecnico Sony.
È davvero un sensore APS-C?
La diagonale di 28,1 millimetri è praticamente quella del formato Nikon DX, che misura 23,5 × 15,7 mm. Ma l’IMX929 ha proporzioni native 4:3 e una larghezza di circa 22,5 millimetri.
Utilizzandolo in formato fotografico 3:2 si otterrebbe un’immagine di circa 8.200 × 5.470 pixel, quindi poco meno di 45 megapixel. Non sarebbero 50 megapixel DX nel senso tradizionale, ma avremmo comunque la stessa risoluzione lineare di una Z8 o di una Z9 concentrata su un sensore molto più piccolo.
La densità corrisponderebbe a quella di un ipotetico sensore full frame da oltre 110 megapixel.
Questo significa che un 600 mm montato davanti a una fotocamera del genere offrirebbe non soltanto l’angolo di campo di circa un 900-960 mm equivalente, ma anche più di 8.000 pixel sul lato lungo. Per fotografia naturalistica, avifauna, sport e riprese a grande distanza sarebbe una riserva di dettaglio enorme.
Global shutter: non soltanto raffiche da primato
Il dato dei 201 fotogrammi al secondo è spettacolare, ma probabilmente è quello meno importante per una futura fotocamera. Nessuno ha realmente bisogno di registrare continuativamente 50 megapixel a 200 fps: significherebbe trasferire circa 100 miliardi di bit ogni secondo, prima ancora di elaborare, memorizzare e raffreddare il sistema.
Una Nikon DX professionale potrebbe utilizzare un sensore derivato limitandolo a 30, 40 o 60 fps a piena risoluzione. Il vero vantaggio resterebbe il global shutter: tutti i pixel iniziano e terminano l’esposizione nello stesso istante.
Scomparirebbero quindi le deformazioni prodotte dal rolling shutter sulle ali degli uccelli, sulle mazze da golf, sulle ruote, sulle eliche e durante i panning più veloci. Sarebbe possibile eliminare definitivamente l’otturatore meccanico e sincronizzare il flash a tempi oggi impensabili, mantenendo una visione continua e senza oscuramento nel mirino.
A questo si potrebbero aggiungere Pre-Release Capture a piena risoluzione, video 8K ad alta frequenza, rallentamenti estremi e una lettura del sensore tanto rapida da fornire all’autofocus informazioni praticamente continue.
Il sensore di una Nikon Z70 o di una Z90?
Non crediamo che Nikon possa prendere l’IMX929 così com’è, inserirlo dietro alla baionetta Z e presentare una nuova fotocamera. Il componente attuale ha un enorme involucro ceramico da 45 × 52 mm, con doppi connettori da 160 contatti, ed è stato progettato per lavorare dentro apparecchiature industriali dotate di FPGA, alimentazione e raffreddamento adeguati.
Non sappiamo inoltre nulla di decisivo sulla sua resa fotografica: gamma dinamica reale, comportamento alle alte sensibilità, capacità del pixel, profondità colore, consumo, temperatura e integrazione dei punti AF a rilevazione di fase.
Ma Sony ha già risolto la parte più difficile: ha realizzato pixel BSI global shutter da appena 2,74 µm, li ha disposti su una superficie grande quasi quanto un sensore DX e riesce a leggerli a velocità che una fotocamera attuale non saprebbe nemmeno elaborare.
Da questo progetto potrebbe quindi nascere una variante fotografica:
in formato Nikon DX 3:2;
con circa 45-50 megapixel;
dotata di punti AF integrati;
ottimizzata per gamma dinamica e alte sensibilità;
limitata a una raffica più ragionevole;
montata in un package compatto;
gestita da una futura generazione di processori Expeed.
Una ipotetica Z70 potrebbe adottarne una versione meno esasperata, magari privilegiando prezzo, autonomia e video. Una vera Z90, erede spirituale della D500, sarebbe invece la destinazione naturale della tecnologia global shutter: corpo robusto, IBIS, grande batteria, buffer profondo, doppia scheda e prestazioni destinate principalmente a sport e natura.
Non una Z50 più veloce, dunque, ma una piccola ammiraglia progettata intorno al vantaggio del formato DX.
La Z90 non esiste. Il suo sensore, quasi
Non stiamo sostenendo che Nikon abbia già ordinato questo componente né che una Z90 sia dietro l’angolo. Tra un sensore industriale disponibile in campionatura e una fotocamera fotografica prodotta in serie rimangono anni di sviluppo, investimenti e scelte commerciali.
Ma da oggi non si può più dire che un sensore DX global shutter, molto risoluto e straordinariamente veloce, sia tecnicamente irrealizzabile.
Sony lo ha costruito. È a colori, ha circa 50 megapixel e la stessa diagonale del formato Nikon DX. Adesso occorre trasformare quella dimostrazione industriale in un sensore fotografico sostenibile per consumi, costi e qualità d’immagine.
Il limite, insomma, non sembra essere più la tecnologia. Bisogna vedere se Nikon crede ancora abbastanza nel formato DX da costruirgli intorno una vera ammiraglia.
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