«Siete troppo competenti per me» : Ho paura di scrivere, di dire una sciocchezza e di essere cazziato
«Siete troppo competenti per me»
Ho paura di scrivere, di dire una sciocchezza e di essere cazziato
È una frase che ogni tanto ci sentiamo rivolgere:
Vi leggo da tempo, ma ho timore di scrivere. Siete tutti troppo competenti per me. Ho paura di dire una sciocchezza e di essere cazziato.
Comprendiamo il timore. Ma contiene un curioso paradosso.
Se in un luogo ci sono persone competenti, quello dovrebbe essere il posto migliore nel quale fare una domanda. Non il peggiore.
Sarebbe strano evitare il medico perché conosce la medicina, il meccanico perché capisce i motori o l’insegnante di pianoforte perché sa suonare meglio di noi. Eppure, quando si parla di fotografia, la competenza degli altri viene talvolta percepita come una commissione d’esame già pronta a registrare ogni esitazione.
Nikonland non è un concorso pubblico.
Non si viene convocati alla lavagna e nessuno tiene un registro segreto degli errori commessi dagli iscritti.
La competenza non è una malattia congenita
Le persone che oggi sanno utilizzare bene una fotocamera, scegliere un obiettivo, leggere una fotografia o gestire un programma di sviluppo non sono nate con queste conoscenze già installate nel firmware.
Hanno imparato.
Hanno fatto domande, letto manuali, ascoltato altre persone, speso soldi male, sbagliato esposizioni, perso fotografie, comprato obiettivi inadatti e sostenuto con grande sicurezza idee che qualche anno dopo avrebbero preferito non aver mai espresso in pubblico.
In altre parole, hanno detto sciocchezze.
La competenza non è l’assenza di errori. È il risultato di molti errori osservati, compresi e possibilmente non ripetuti all’infinito.
Chiunque su Nikonland sembri sapere molto di un argomento è stato, in precedenza, qualcuno che ne sapeva meno. Talvolta molto meno.
Posso davvero dire una sciocchezza?
Certamente.
Capita a tutti.
Si può confondere la profondità di campo con lo sfocato, attribuire al sensore una caratteristica che dipende dal Picture Control, credere che un obiettivo più lungo ingrandisca la prospettiva oppure sostenere che una fotografia sarebbe stata migliore con un’attrezzatura completamente diversa.
Non è un reato.
Una sciocchezza detta come domanda è spesso il punto di partenza di una spiegazione utile:
Ho sempre pensato che aumentando i megapixel aumentasse anche la gamma dinamica. È corretto?
Qualcuno risponderà, spiegherà perché la relazione non è così semplice e forse aggiungerà esempi. Alla fine della discussione ne sapremo tutti qualcosa di più, compreso qualche lettore silenzioso che aveva lo stesso dubbio ma non lo aveva mai formulato.
Il problema non è non sapere.
Il problema nasce semmai quando non si sa ma si proclama, quando un’impressione personale viene presentata come una legge fisica oppure quando si continua a ripetere la stessa affermazione dopo che dati ed esempi ne hanno mostrato i limiti.
C’è una grande differenza tra:
Non conosco bene questo argomento: ho capito correttamente?
e:
Le cose stanno così perché l’ho letto una volta su Facebook.
Nel primo caso si apre una conversazione. Nel secondo si richiede probabilmente un intervento un poco più energico.
Essere corretti non significa essere cazziati
Su Nikonland può capitare che qualcuno corregga un’informazione sbagliata.
Anzi, è auspicabile.
Se scrivete che il Nikkor Z 50mm f/1.2 pesa trecento grammi, probabilmente qualcuno vi farà notare che ne pesa più del triplo. Non per umiliarvi, ma per evitare che il lettore successivo parta per le vacanze con una bilancia tarata male.
Una risposta diretta non è necessariamente una cazziata.
Può essere asciutta, precisa e priva di quelle imbottiture verbali con cui oggi si cerca di trasformare ogni correzione in un massaggio motivazionale. Ma dovrebbe sempre riguardare ciò che è stato scritto, non il valore della persona che lo ha scritto.
C’è differenza tra:
Questo dato non è corretto: la fotocamera funziona in un altro modo.
e:
Non capisci niente di fotografia.
La prima è una correzione. La seconda è un’aggressione e non diventa accettabile soltanto perché chi la pronuncia possiede una Z9 e fotografa dal 1974.
Su Nikonland si possono discutere opinioni, contestare informazioni e criticare fotografie. Non si dovrebbe mai utilizzare la competenza come strumento per umiliare chi ne possiede meno.
Nessuno è competente in tutto
Anche le persone molto esperte hanno territori nei quali procedono con cautela.
Chi conosce perfettamente l’autofocus per la fotografia sportiva potrebbe non sapere nulla di fotografia astronomica. Chi realizza ritratti da trent’anni potrebbe non avere mai fotografato un martin pescatore. Chi sa spiegare ogni funzione della Nikon Z8 potrebbe essere completamente disarmato davanti a una fotografia che non comunica nulla.
La fotografia è troppo vasta perché qualcuno possa possederla interamente.
Esistono inoltre competenze che non dipendono dalla conoscenza tecnica. Una persona può non sapere spiegare il funzionamento di un otturatore elettronico, ma avere una sensibilità straordinaria nel riconoscere un’espressione autentica. Può usare una fotocamera da pochi mesi e conoscere molto bene il teatro, la montagna, gli animali o le automobili che fotografa.
Portare la propria esperienza non significa competere con quella degli altri.
Significa aggiungere un punto di vista.
Non cominciate chiedendo scusa
Quando decidete di intervenire, non è necessario aprire il messaggio con:
Premetto che non sono nessuno…
oppure:
Sicuramente sto per dire una stupidaggine…
oppure ancora:
Le mie foto fanno schifo, ma provo lo stesso…
Queste formule non proteggono dalla possibilità di sbagliare. Servono soltanto a svalutare in anticipo ciò che state per dire.
Molto meglio essere semplici e precisi:
Non ho esperienza con il flash. Vorrei capire perché lo sfondo diventa così scuro.
Ho provato questa fotografia in bianco e nero, ma non sono convinto della separazione tra il soggetto e lo sfondo. Che cosa ne pensate?
Utilizzo una Nikon Z50 II e il 16-50mm. Per il genere che pratico avrebbe senso aggiungere un teleobiettivo?
Dentro queste domande ci sono già le informazioni necessarie per ricevere una risposta utile. Nessuna richiede un certificato di competenza preventiva.
Da dove posso cominciare?
Non occorre inaugurare la propria presenza con un trattato sulla storia della fotografia.
Si può cominciare con una domanda concreta nel forum, con una fotografia, con il commento a un’immagine altrui oppure raccontando una piccola esperienza personale.
Anche scrivere:
Questa fotografia mi interessa perché la luce mi porta subito sul volto, ma non so spiegare meglio il motivo.
è un ottimo commento.
Non bisogna conoscere il nome tecnico di ogni effetto per riconoscere ciò che una fotografia produce nel nostro sguardo. Talvolta una reazione sincera è più utile di una dimostrazione accademica costruita per mostrare quanto siamo preparati.
La competenza cresce anche provando a dare forma a ciò che vediamo.
Si può continuare a restare in silenzio
Naturalmente nessuno è obbligato a intervenire.
Si può frequentare Nikonland per leggere, informarsi e guardare le fotografie. La porta resta aperta anche per chi non desidera prendere la parola.
Ma se l’unica ragione del silenzio è la paura di non essere abbastanza competenti, allora vale la pena ricordare una cosa: non si diventa più competenti aspettando in silenzio di esserlo.
Si impara formulando domande, confrontando esperienze, accettando una correzione e qualche volta cambiando idea.
Il diritto di non sapere
Nikonland raccoglie persone con conoscenze ed esperienze differenti. Questa differenza non è un inconveniente da nascondere: è la ragione per cui una comunità può essere utile.
Se tutti sapessero già le stesse cose, non ci sarebbe nulla da domandare e ben poco da discutere. Il sito potrebbe essere sostituito da una raccolta di manuali approvati all’unanimità.
Chi entra ha quindi il diritto di non sapere.
Ha il diritto di fare una domanda semplice, di pubblicare una fotografia ancora incerta e perfino di esprimere un’opinione che verrà messa in discussione.
In cambio dovrebbe essere disposto ad ascoltare le risposte, distinguere una correzione da un’offesa e non considerare ogni dissenso una dichiarazione di guerra.
La competenza degli altri non è il muro che impedisce di entrare.
È una delle ragioni per cui può valere la pena farlo.
E se vi scappa una sciocchezza, state tranquilli: non sarete i primi.
Sicuramente non sarete gli ultimi.
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