Nikonland: la porta resta aperta
Nikonland: la porta resta aperta
Nikonland entra in una stagione nuova. Non per rinnegare ciò che è stato, né per attenuare la propria identità, ma per liberarla da tutto ciò che, anche involontariamente, può essere stato percepito come una pressione, una pretesa o un giudizio.
Abbiamo spesso invitato i Nikonlander a fotografare, scrivere, proporre, discutere, partecipare. Lo abbiamo fatto perché crediamo che una comunità viva attraverso ciò che i suoi membri decidono di mettervi in comune. Talvolta, però, il tono dell’invito può essere sembrato troppo forte; l’attesa, eccessiva; la sollecitazione, quasi una richiesta di rendere conto della propria presenza.
Da oggi non sarà più così.
Non ci saranno più richiami urlati, pretese di partecipazione o giudizi rivolti a chi non interviene. Nessuno dovrà sentirsi chiamato a giustificare il proprio silenzio, la mancanza di tempo, una competenza ancora incerta o semplicemente il desiderio di leggere e osservare senza esporsi.
Essere iscritti a Nikonland non comporta obblighi. Non richiede una frequenza minima, un numero di fotografie, una quantità di commenti o una dichiarazione periodica di appartenenza. La partecipazione non sarà misurata e il silenzio non verrà interpretato come disinteresse, ingratitudine o estraneità.
Ognuno vive la fotografia secondo il proprio tempo. C’è chi fotografa ogni giorno e chi attraversa lunghi periodi nei quali la macchina rimane nello zaino. Chi ama raccontare il proprio lavoro e chi preferisce custodirlo. Chi possiede conoscenze profonde e chi è appena entrato in questo mondo. Chi trova naturale intervenire in una discussione e chi ha bisogno di molto tempo prima di sentirsi pronto a scrivere una sola riga.
Tutte queste persone hanno cittadinanza su Nikonland.
La porta resterà aperta a chi desidera entrare e a chi, essendo già entrato, preferisce sostare in silenzio. Nessun account verrà più cancellato a causa dell’inattività o della partecipazione sporadica. Chi vorrà iscriversi sarà accolto, oggi come domani, senza dover dimostrare preventivamente nulla.
Nikonland continuerà a offrire tutte le possibilità che le appartengono. Chiunque, qui, porta idealmente nello zaino il bastone di maresciallo. Se lo desidera, può accedere ai forum, aprire un blog, partecipare ai Club, proporre un articolo, collaborare con la redazione, promuovere un’iniziativa, condividere un’esperienza o mettere le proprie capacità al servizio degli altri. Può persino scrivere software destinato ai Nikonlander, se ne possiede la competenza e ne ha il desiderio.
Non esistono incarichi riservati per diritto divino né spazi concessi soltanto a una cerchia predeterminata. Chi ha un’idea e vuole darle forma troverà ascolto. Chi possiede esperienza potrà condividerla. Chi ha entusiasmo ma non ancora gli strumenti potrà imparare. Chi ritiene di poter fare meglio di quanto già facciamo avrà la possibilità di provarci.
Ma una possibilità non è un dovere.
Avere accesso a tutto non significa essere obbligati a fare tutto. Nikonland non domanderà a nessuno più tempo di quello che può concedere, più competenza di quella che possiede o più esposizione personale di quella che desidera affrontare. Non tutti devono scrivere articoli. Non tutti devono aprire un blog. Non tutti devono partecipare ai contest, intervenire nei forum o produrre progetti complessi.
Anche una sola fotografia condivisa in un anno sarà accolta con gratitudine. Un commento scritto quando se ne sente davvero il bisogno avrà più valore di cento interventi dettati dal senso del dovere. Una partecipazione occasionale non sarà considerata minore: sarà semplicemente una partecipazione compatibile con la vita, gli impegni e l’indole di quella persona.
E chi sceglierà soltanto di leggere potrà continuare a farlo serenamente. Leggere non è una forma imperfetta di presenza. Anche il lettore silenzioso appartiene alla vita di una rivista, così come chi ascolta appartiene alla musica senza essere tenuto a salire sul palcoscenico.
Naturalmente Nikonland continuerà a pubblicare, sperimentare, proporre e produrre contenuti. Continueranno gli articoli, le prove, gli editoriali, le recensioni, i progetti fotografici, le iniziative e le occasioni di confronto. La redazione non rinuncerà alla propria energia e io non rinuncerò alla mia curiosità, alla voglia di conoscere, costruire e condividere.
Finché ci sarò, Nikonland manterrà questa impostazione e questa continuità editoriale. Non chiederò alla comunità di sostenere il passo della mia attività, né trasformerò il mio entusiasmo in una misura con cui valutare quello degli altri. Continuerò a scrivere, fotografare, provare strumenti, ascoltare musica, sviluppare idee e aprire strade. Chi vorrà percorrerle con me sarà il benvenuto. Chi preferirà limitarsi a guardare il paesaggio non riceverà alcun rimprovero.
Non rinunciamo alla qualità. Rinunciamo alla pressione.
Non rinunciamo al confronto. Rinunciamo al giudizio sulla persona.
Non rinunciamo alla partecipazione. Rinunciamo alla pretesa che essa debba assumere per tutti la stessa forma, la stessa intensità e la stessa frequenza.
Nikonland vuole rimanere una rivista capace di trasformarsi in laboratorio, un laboratorio destinato a diventare archivio e una comunità nella quale ciascuno possa trovare il proprio posto senza doverlo continuamente meritare. La tecnica potrà generare occasioni, i temi suggerire progetti, la redazione offrire strumenti e i Nikonlander diventare interlocutori, autori o protagonisti. Ma ognuno sarà libero di decidere quando, come e quanto partecipare.
Non stabiliremo chi sia abbastanza fotografo, abbastanza competente o abbastanza presente. Non terremo registri delle assenze. Non distribuiremo patenti di appartenenza.
Offriremo possibilità.
Quando vorrete coglierne una, ci troverete qui. Se sarà domani, ne saremo felici. Se sarà fra un anno, avrete comunque la nostra gratitudine. Se preferirete continuare a seguirci in silenzio, sarete ugualmente parte di questa casa.
La porta rimarrà aperta. Il salotto conserverà la propria identità, ma nessun ospite discreto dovrà più temere di essere soltanto tollerato.
Questo è il nuovo corso di Nikonland: continuare a fare molto, senza pretendere nulla. Invitare senza incalzare. Accogliere senza interrogare. Offrire senza esigere una restituzione.
A ciascuno la libertà di esserci nel modo che gli è possibile.
A noi il dovere, e il privilegio, di farlo sentire sempre il benvenuto.
La porta aperta e il salotto
Tenere la porta aperta non significa trasformare il salotto in una stazione ferroviaria. Accogliere tutti non impone di rinunciare all’identità della casa, alla qualità della conversazione o alla cura di ciò che vi viene condiviso.
Nikonland resterà Nikonland: un luogo riconoscibile, con la propria storia, il proprio carattere e le proprie passioni. Semplicemente, nessuno dovrà più bussare chiedendosi se abbia fatto abbastanza per meritare di entrare.
![]()
Recommended Comments