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Riso a luglio

(0 reviews)

Abito in mezzo alle risaie quindi sono parte integrante del mio orizzonte quotidiano. Quando però, tanti anni fa, decisi di indagare questi ambienti, non immaginavo che il momento più spettacolare di questa coltivazione (esotica) si compisse nel mese di luglio.

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Il riso a luglio sembra erba, erba alta di un verde intenso “approved by Fuji”. A luglio il clima è sempre torrido e in risaia la calura è aggravata dalla potente umidità che rende l’aria spessa ed appiccicosa, densa e pesante. Avvicinarmi a questo soggetto era un atto di fede, di curiosità estrema. Scoprii un mondo interessantissimo, ricco di vita e assolutamente non banale. Mi resi subito conto che verso sera la luce era migliore, le zanzare milioni, e il riso al calar del giorno si trasformava non solo nei colori. La sera ogni piantina, al termine apicale della foglia, raccoglie una gocciolina d’acqua. Lo fa solo a luglio e l’aria si riempie di un tipico odore dolciastro , un odore ( no profumo, odore) che per me e’ da tanti anni la firma della risaia nel cuore dell’estate.

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Le ultime tre foto coprono 32 anni di punture di zanzara.


Il mio è un invito alla visita, come si usava dire. Il soggetto si presta a riprese tele, grandangolo e macro. Bisogna sopportare il sudore ed avere sempre il repellente zanzare in borsa. Assicuro che NESSUNO verrà a disturbarvi durante l’attività fotografica, nessuno.

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18 Comments

Recommended Comments

Nocram

Nikonlander

(edited)

  • Nikonlander

Sicuramente un’ambiente molto fotografico, che invita all’interpretazione personale forse più per la colorimetria ed i contrasti che per le inquadrature. Mi viene in mente che anche aurora ed alba, in questo senso, avrebbero da dire la loro, succhiasangue permettendo 😂.

Edited by Nocram

stenopeic

Nikonlander

  • Nikonlander

Bei ricordi... quando ero adolescente passavo il sabato a pescare nei fossi delle risaie della bassa veronese

quando andava bene prendevo una o due carpe, di solito pesci gatto e pesci sole, una volta ha abboccato un grosso pesce rosso (un incrocio con una carpa) che ho lasciato andare.

Silvio Renesto

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Inquadrature suggestive, forme e paesaggio, con piccoli accenni alla vita che ci si nasconde. La risaia novarese l'ho frequentata tantissimo fino a poco tempo fa, ma con intenti fotografici differenti. Tra le risaie ho fatto foto a cui sono molto affezionato.

Claudio Garlaschi

Nikonlander

  • Nikonlander

Belle riprese, una visuale diversa da quello che si vede di solito in macchina,

Ci va tempo e voglia di fermarsi, Bravo!

Poi ci va anche una bella resistenza alle zanzare, a luglio!

Un altro momento che ricordo, particolarmente affascinante era quando davano foto alle stoppie la sera, con le prime nebbie, lo fanno ancora?

happygiraffe

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

La bellezza delicata di questi paesaggi e delle tue foto è superata solo dal tuo enorme coraggio nell'affrontare la caldazza afosa di luglio e i nugoli di zanzare assetate di sangue!

Cristian S.

Nikonlander

  • Nikonlander

Bella serie di immagini,

mi piace la 1° ; quelle con l'erba e le goccioline d'acqua con le forme di vita ed il leggero bokeh ed anche l'ultima.

Complimenti per le immagini, il tempo dedicato e la pazienza.

marcovitrotto

Nikonlander

  • Nikonlander

Belle Valerio! Delicate e suggestive, gran lavoro di scelta del momento e dell'inquadratura.

La risaia è suggestiva, e tu ne hai colto un aspetto nel periodo più ostico per la frequentazione...

A mio avviso offre spunti in tutte le stagioni, gli arancioni prima del taglio, i chiaro scuri delle stoppe dopo, il gelo in inverno, il taglio stesso con le mietitrebbie che sembrano bisonti nella pianura, quello strano velo che si forma in inverno, ma solo in alcune zone. Dovrei riprendere a frequentarla.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Per conoscenza ed in ordine sparso

  • Le stoppie non si possono più bruciare

  • Oggi il riso si coltiva con pochissima acqua e con due asciutte micidiali, quindi zero pesci e poche rane

  • Altre stagioni raccontano altro, questo verde e la nebbiolina di umidità della sera che sono degne di Apocalypse Now , manca l’odore del napalm , ci sono solo da metà luglio fino all’apetura della spiga.

  • Nessuno ha riconosciuto la Z di Berengo Gardin? E’ proprio lei.

Dai forza, questo we credo sia l’ultimo utile, chi ha risaie vicine provi a fare un giro. Di zanzare non ce ne sono moltissime, ho visto di peggio, molto peggio. 😜

marcovitrotto

Nikonlander

  • Nikonlander
7 ore fa, Valerio Brustia ha scritto:

Oggi il riso si coltiva con pochissima acqua

volendo anche in asciutto, che poi è un umido abbondante, ma la tecnica non trova ancora grandi consensi, si preferisce l'immersione che protegge meglio la pianta.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
2 ore fa, marcovitrotto ha scritto:

volendo anche in asciutto, che poi è un umido abbondante, ma la tecnica non trova ancora grandi consensi, si preferisce l'immersione che protegge meglio la pianta.

Mah mi risulta diverso. Intanto sono trent’anni che si spiana al laser, quindi la quantità di acqua, che quando ero ragazzo era 20 cm abbondanti ( lo so per misura, ci son finito dentro in motorino) e’ stata ridotta al minimo sindacale. Aggiungi che l’acqua costa, Est Sesia è un ente florido, e negli ultimi 10 anni è diventata un bene scarso.

Inoltre inondano per un tempo minore, questo ha un impatto importante su tutte le speci che in passato trovavano un habitat consono in risaia ( vertebrati e non).

Quindi di tinche in risaia non se ne trovano più. E le rane sono crollate in numero. Questo accade dalle mie parti, forse nel vercellese, zona Trino, tengono botta, non so. Peraltro, come segnalato in altro post, appare chiaro che sta diventando conveniente vendere la terra a chi la occupa per insediamenti pseudo industriali.

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marcovitrotto

Nikonlander

  • Nikonlander
3 ore fa, Valerio Brustia ha scritto:

Mah mi risulta diverso. Intanto sono trent’anni che si spiana al laser, quindi la quantità di acqua, che quando ero ragazzo era 20 cm abbondanti ( lo so per misura, ci son finito dentro in motorino) e’ stata ridotta al minimo sindacale. Aggiungi che l’acqua costa, Est Sesia è un ente florido, e negli ultimi 10 anni è diventata un bene scarso.

pure l'Ovest Sesia...

è proprio un sistema di coltivazione diversa, il terreno rimane solo umido, meno costi, ma piantine più vulnerabili perchè non protette dall'acqua. (20 o 15cm che siano). La risicoltura è ancora gestita dalle vecchie generazioni, non si è evoluta come il settore enologico. E per questo è a rischio, quando in oriente o in sud America (2/3 raccolti l'anno) cominceranno con il Carnaroli o l'Arborio su larga scala, qui si chiude. Detto questo è un bel mondo, ho diretto la filiale di Vercelli per quasi 3 anni, ed è quella che ricordo con più nostalgia. Frequentazioni in Borsa risi comprese. Fotograficamente parlando, è altrettanto suggestivo. Quanto a trasformare in un'immagine quelle sensazioni, beh, li si vede la maestria. E le tue foto ampiamente lo dimostrano.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
4 ore fa, marcovitrotto ha scritto:

pure l'Ovest Sesia...

è proprio un sistema di coltivazione diversa, il terreno rimane solo umido, meno costi, ma piantine più vulnerabili perchè non protette dall'acqua. (20 o 15cm che siano). La risicoltura è ancora gestita dalle vecchie generazioni, non si è evoluta come il settore enologico. E per questo è a rischio, quando in oriente o in sud America (2/3 raccolti l'anno) cominceranno con il Carnaroli o l'Arborio su larga scala, qui si chiude. Detto questo è un bel mondo, ho diretto la filiale di Vercelli per quasi 3 anni, ed è quella che ricordo con più nostalgia. Frequentazioni in Borsa risi comprese. Fotograficamente parlando, è altrettanto suggestivo. Quanto a trasformare in un'immagine quelle sensazioni, beh, li si vede la maestria. E le tue foto ampiamente lo dimostrano.

Uhhh Marco e’ uno dei miei più grossi rimpianti. Avrei voluto raccontare più che la coltivazione la gente, ci ho provato, ho assaggiato, meritava….ma chiedeva un tempo e una risorsa che non avevo.. Prossimamente su questi canali, sventrerò l’archivio

cris7

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Una più bella dell'altra!!! Complimentoni!

RikyM

Nikonlander

  • Nikonlander

Complimenti per il lavoro. Tutte molto interessanti, specialmente, a mio gusto, quelle senza cielo.

23 ore fa, Valerio Brustia ha scritto:
  • Nessuno ha riconosciuto la Z di Berengo Gardin? E’ proprio lei.

🤔So di un lavoro di Berengo Gardin sulle risaie ma non ho presente a quale Z ti riferisci

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
Il 31/07/2026 at 21:53, RikyM ha scritto:

Complimenti per il lavoro. Tutte molto interessanti, specialmente, a mio gusto, quelle senza cielo.

🤔So di un lavoro di Berengo Gardin sulle risaie ma non ho presente a quale Z ti riferisci

Ahhhhhhh quella del vespino che si inoltra sulla strada in terra battuta!!! La strada è quella. L’ho scoperto dopo, guardando le foto di Berengo Gardin sulle risaie e ho notato quello scatto. Mi son detto, ma io l’ho già vista quella strada. Cerco in archivio e trovo la foto di apertura. Strada provinciale 104, sul ponte della ferrovia, Orfengo.

  • Administrator
58 minuti fa, Valerio Brustia ha scritto:

Ahhhhhhh quella del vespino che si inoltra sulla strada in terra battuta!!! La strada è quella. L’ho scoperto dopo, guardando le foto di Berengo Gardin sulle risaie e ho notato quello scatto. Mi son detto, ma io l’ho già vista quella strada. Cerco in archivio e trovo la foto di apertura. Strada provinciale 104, sul ponte della ferrovia, Orfengo.

Il racconto del riso-An italian story of rice

questa...

In buona sostanza, l'unica Z di Berengo Gardin, che alle F si fermò senza neppure provarea passare alle D

Giuseppe Paglia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Prima ancora della carenza idrica, la coltivazione del riso in asciutta è stata spinta dalle zone di rispetto, che impedivano ai risicoltori vercellesi di allagre le cantine dei condomini (parlo di quelli costruiti negli anni 80, dove un tempo c'era la periferia di Vercelli) a ridosso dei loro terreni. La querelle se ci sia o no meno consumo d'acqua questo è ancora tutto da chiarire, di certo la piantina del riso in asciutta non ha più la stessa protezione della risaia allagata.

Detto ciò, confermo amaramente che nelle risaie ancora sommerse non ci sono più carpe o altri pesci e le rane sono praticamente una razza estinta e la storica Sagra della Rana che ha sempre animato il Rione Cappuccini è stata eliminata dal calendario estivo 2026 della città (e - ndr - gli ultimi anni le rane utilizzate erano tutte d'importazione croata!).

Valerio, dalle tue parti saranno molto più scialli ma dalle mie mai e poi mai mi è capitato di fotografare senza che qualche casciné si avvicinasse per chiedere cosa ci fosse di interessante da fotografare!

Raccontare la gente?
Dal 90 al 98 avevo preso in affitto un box vicino casa la cui proprietaria (vedova) insieme al figlio e la nuora gestivano tantissime giornate di terreno. Sono rimasti solo i proprietari e qualche lavorante capaci di gestire mezzi da centinaia di milioni con il collegamento satellitare!
Sai di quale gente si potrebbe raccontare? Dei pochi rimasti (sono pochi anche loro, come quelli di prima) che cercano di coltivare un riso biologico senza diserbanti. La loro passione deve ancora essere tanta a fronte di una resa certamente più bassa della coltivazione standard.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Giuseppe, io dovevo andare a stanarli, rarissimo incontrare qualcuno, un po’ di movimento solo durante la trebbia. Ed è da parecchio che non frequento. Tipo 30 anni ( a parte i rari scatti scatti qui sopra)

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