Una Roma meno nota? Prima puntata!
Chissà quante volte siete andati a Roma nella vostra vita (e certamente ci tornerete ancora) e magari, dopo le prime volte, vi siete posti la domanda su cosa andare a vedere … a me capita sempre!
Ci sono posti che andresti a vedere sempre, ce ne sono altri che vedi anche solo perché passeggi in centro e poi ci sono quelli al di fuori delle rotte turistiche classiche ... basta cercarli.
All’interno del cinquecentesco Palazzo Capodiferro,
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dopo aver superato il portone d'ingresso e l'arco in fondo al cortile
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ecco la Galleria Spada che ospita l’importante collezione di pittura barocca creata nel corso del Seicento dai Cardinali Bernardino e Fabrizio Spada.
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Alla prima Sala si accede tramite una bussola ottocentesca
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ed è in tale anno che fu realizzata la decorazione del soffitto a rosette entro cassettoni e lo stemma centrale degli Spada-Veralli.
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La raccolta d’arte, nelle quattro sale, si presenta su file sovrapposte come in una quadreria del XVII secolo. L'ambiente è dominato dallo splendido Ritratto del cardinale Bernardino Spada, realizzato da Guido Reni nel 1631. Bernardino era una personalità d'eccezione, amante delle arti e delle scienze, a Bologna, dove era stato legato pontificio dal 1627 al 1631, aveva stretto amicizia con diversi artisti, tra i quali il Guercino. A quest'ultimo si deve, infatti, l'ulteriore e finissimo ritratto del cardinale Bernardino Spada rappresentato a mezza figura e coevo al precedente.
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Nella Sala campeggia anche il ritratto del Cardinal Fabrizio Spada (1643-1717), il raffinato pronipote di Bernardino e l'intelligente continuatore della sua collezione d'arte.
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Fra gli arredi una Pendola da tavolo con scatola sonora di manifattura parigina, con il meccanismo di Raffaele Fiorelli.
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Appartenente all'allestimento originario della seconda Sala, voluto dal Cardinal Bernardino Spada, è il fregio sottosoffitto con figure femminili alate, erme e mascheroni.
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Eseguita su tela, la porzione del fregio sulla parete lunga opposta alle finestre è l'importante modello cinquecentesco, realizzato dal principale allievo di Raffaello - Perin del Vaga -, per un arazzo mai realizzato e che avrebbe dovuto essere collocato nella Cappella Sistina. Il cardinale e collezionista riuscì ad acquistarlo quasi un secolo più tardi.
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Fra i dipinti spiccano le tre tele del grande pittore bolognese Bartolomeo Passerotti, realizzate intorno al 1570, raffiguranti i celeberrimi ritratti di botanico, di notabile e del Re David con l’arpa.
Si può ammirare anche il capolavoro giovanile di grande intensità del “musico” di Tiziano.
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La Sala III fa parte dell'ampliamento seicentesco del palazzo voluto dal Cardinal Bernardino Spada nel 1636. Il lungo e armonioso ambiente fu concepito per dare più spazio e rilievo alla collezione d'arte che lo stesso andava progressivamente raccogliendo. Progettata dall'architetto Paolo Maruscelli, la Sala assunse subito la denominazione di "Galleria di Sua Eminenza" o "del Cardinale".
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Una serie di splendide opere, frutto del gusto e della passione dei cardinali per la pittura, è esposta in questa Sala. Tra tutte, spicca La morte di Didone, magnifica opera del 1631 del Guercino appartenuta a Bernardino Spada.
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Un unicum assoluto è il celebre dipinto di Nicolò Tornioli raffigurante Gli Astronomi (1645), ispirato dalle dispute scientifiche sui sistemi astronomici.
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Fra le statue anche quella di un filosofo seduto, un’arte romana compresa fra il I secolo a. C. e il I secolo d. C. Per una iscrizione mutila sul lato sinistro della base, si è creduto di riconoscervi Aristotele ma, attualmente, prevale l'identificazione con Aristippo, il celebre filosofo edonista di Cirene.
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la Sala IV assunse l'attuale assetto nel 1653 quando fu adibita a studiolo grande da Bernardino e, diversamente da quello piccolo, fu subito allestito con pitture.
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Oltre una ragguardevole rassegna del caravaggismo italiano e internazionale, sono conservate in questa sala una bella selezione di opere francesi, fra queste la Sacra Famiglia con San Giovannino di Valentin De Boulogne
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e una Natura morta con candela del raro pittore francese Lubin Baugin.
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Alla conclusione del percorso museale del primo piano, la visita al Giardino Segreto riserva il più spettacolare artificio barocco di Roma,
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la Colonnata illusionistica realizzata nel 1653 da Francesco Borromini per il Cardinale Bernardino Spada, diventata famosa con l’appellativo di “Prospettiva”. L’architetto fu coadiuvato nella sua realizzazione dai calcoli scientifici-matematici del padre agostiniano Giovanni Maria da Bitonto.
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La Colonnata borrominiana conserva ancora oggi intatta la sua formidabile capacità di ingannare lo spettatore, poiché una breve galleria viene percepita, attraverso una serie di sapienti accorgimenti, come un lungo colonnato. L’ammonimento morale di quest’opera è che la grandezza delle cose del mondo è, in realtà, solo apparenza.
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Le foto sono state realizzate con la Nikon Z8 e con lo zoom Nikkor 24-120 f/4. All'interno gli scatti sono stati effettuati a 1600ISO con picture control Kodachrome64.
All'esterno, invece, scatti a 500ISO e, relativamente ai picture color, la facciata del palazzo con Superia Premium 400, la corte interna e l'ingresso alla Galleria con Kodachrome64, la Colonnata borrominiana con Superia X-TRA 400.
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