Skip to content
View in the app

A better way to browse. Learn more.

Nikonland.it

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.

Una Roma meno nota? Prima puntata!

(0 reviews)

Chissà quante volte siete andati a Roma nella vostra vita (e certamente ci tornerete ancora) e magari, dopo le prime volte, vi siete posti la domanda su cosa andare a vedere …  a me capita sempre!

Ci sono posti che andresti a vedere sempre, ce ne sono altri che vedi anche solo perché passeggi in centro e poi ci sono quelli al di fuori delle rotte turistiche classiche ... basta cercarli.

All’interno del cinquecentesco Palazzo Capodiferro,

_Z8X5023.jpg

dopo aver superato il portone d'ingresso e l'arco in fondo al cortile

_Z8X4954.jpg

ecco la Galleria Spada che ospita l’importante collezione di pittura barocca creata nel corso del Seicento dai Cardinali Bernardino e Fabrizio Spada.

_Z8X4960.jpg

Alla prima Sala si accede tramite una bussola ottocentesca

_Z8X5003.jpg

ed è in tale anno che fu realizzata la decorazione del soffitto a rosette entro cassettoni e lo stemma centrale degli Spada-Veralli.

_Z8X4969.jpg

La raccolta d’arte, nelle quattro sale, si presenta su file sovrapposte come in una quadreria del XVII secolo. L'ambiente è dominato dallo splendido Ritratto del cardinale Bernardino Spada, realizzato da Guido Reni nel 1631. Bernardino era una personalità d'eccezione, amante delle arti e delle scienze, a Bologna, dove era stato legato pontificio dal 1627 al 1631, aveva stretto amicizia con diversi artisti, tra i quali il Guercino. A quest'ultimo si deve, infatti, l'ulteriore e finissimo ritratto del cardinale Bernardino Spada rappresentato a mezza figura e coevo al precedente.

_Z8X4963.jpg

Nella Sala campeggia anche il ritratto del Cardinal Fabrizio Spada (1643-1717), il raffinato pronipote di Bernardino e l'intelligente continuatore della sua collezione d'arte.

_Z8X4966.jpg

Fra gli arredi una Pendola da tavolo con scatola sonora di manifattura parigina, con il meccanismo di Raffaele Fiorelli.

_Z8X4965.jpg

Appartenente all'allestimento originario della seconda Sala, voluto dal Cardinal Bernardino Spada, è il fregio sottosoffitto con figure femminili alate, erme e mascheroni.

_Z8X4976.jpg

_Z8X4974.jpg

Eseguita su tela, la porzione del fregio sulla parete lunga opposta alle finestre è l'importante modello cinquecentesco, realizzato dal principale allievo di Raffaello - Perin del Vaga -, per un arazzo mai realizzato e che avrebbe dovuto essere collocato nella Cappella Sistina. Il cardinale e collezionista riuscì ad acquistarlo quasi un secolo più tardi.

_Z8X4977.jpg

Fra i dipinti spiccano le tre tele del grande pittore bolognese Bartolomeo Passerotti, realizzate intorno al 1570, raffiguranti i celeberrimi ritratti di botanico, di notabile e del Re David con l’arpa.
Si può ammirare anche il capolavoro giovanile di grande intensità del “musico” di Tiziano.

_Z8X4972.jpg

La Sala III fa parte dell'ampliamento seicentesco del palazzo voluto dal Cardinal Bernardino Spada nel 1636. Il lungo e armonioso ambiente fu concepito per dare più spazio e rilievo alla collezione d'arte che lo stesso andava progressivamente raccogliendo. Progettata dall'architetto Paolo Maruscelli, la Sala assunse subito la denominazione di "Galleria di Sua Eminenza" o "del Cardinale".

_Z8X4989.jpg

Una serie di splendide opere, frutto del gusto e della passione dei cardinali per la pittura, è esposta in questa Sala. Tra tutte, spicca La morte di Didone, magnifica opera del 1631 del Guercino appartenuta a Bernardino Spada.

_Z8X4987.jpg

Un unicum assoluto è il celebre dipinto di Nicolò Tornioli raffigurante Gli Astronomi (1645), ispirato dalle dispute scientifiche sui sistemi astronomici.

_Z8X4985.jpg

Fra le statue anche quella di un filosofo seduto, un’arte romana compresa fra il I secolo a. C. e il I secolo d. C. Per una iscrizione mutila sul lato sinistro della base, si è creduto di riconoscervi Aristotele ma, attualmente, prevale l'identificazione con Aristippo, il celebre filosofo edonista di Cirene.

_Z8X4995.jpg

la Sala IV assunse l'attuale assetto nel 1653 quando fu adibita a studiolo grande da Bernardino e, diversamente da quello piccolo, fu subito allestito con pitture.

_Z8X4999.jpg

_Z8X5000.jpg

Oltre una ragguardevole rassegna del caravaggismo italiano e internazionale, sono conservate in questa sala una bella selezione di opere francesi, fra queste la Sacra Famiglia con San Giovannino di Valentin De Boulogne

_Z8X4997.jpg

e una Natura morta con candela del raro pittore francese Lubin Baugin.

_Z8X4996.jpg

Alla conclusione del percorso museale del primo piano, la visita al Giardino Segreto riserva il più spettacolare artificio barocco di Roma,

_Z8X5010.jpg

la Colonnata illusionistica realizzata nel 1653 da Francesco Borromini per il Cardinale Bernardino Spada, diventata famosa con l’appellativo di “Prospettiva”. L’architetto fu coadiuvato nella sua realizzazione dai calcoli scientifici-matematici del padre agostiniano Giovanni Maria da Bitonto.

_Z8X5013.jpg

La Colonnata borrominiana conserva ancora oggi intatta la sua formidabile capacità di ingannare lo spettatore, poiché una breve galleria viene percepita, attraverso una serie di sapienti accorgimenti, come un lungo colonnato. L’ammonimento morale di quest’opera è che la grandezza delle cose del mondo è, in realtà, solo apparenza.

_Z8X5017.jpg

 

Le foto sono state realizzate con la Nikon Z8 e con lo zoom Nikkor 24-120 f/4. All'interno gli scatti sono stati effettuati a 1600ISO con picture control Kodachrome64.
All'esterno, invece, scatti a 500ISO e, relativamente ai picture color, la facciata del palazzo con Superia Premium 400, la corte interna e l'ingresso alla Galleria con Kodachrome64, la Colonnata borrominiana con Superia X-TRA 400.

17 Comments

Recommended Comments

  • Administrator

Grazie Giuseppe. bravo

Pensa a quante cose inedite di Roma, potrebbero mostrarci i romani di Nikonland, senza aspettare che lo facciano palermitani o ... vercellesi !

Gianni

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Un ottimo reportage, con ottime foto e tante informazioni, Grazie...

Roby C

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Un gran Bel lavoro.. non vi sono Dubbi.. e bravo senza se e senza ma.. oltretutto realmente ci HAI fatto vedere una splendida serie di scatti non comuni, se poi da quanto si evince ne seguiranno altri.. allora

10 e Lode

Cristian S.

Nikonlander

  • Nikonlander

Bell' articolo, istruttivo e con belle immagini.

Un saluto

Cristian

Pedrito

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Molto interessante, hai fatto bene a proporre questo straordinario sito museale.

Se posso dire, gli scatti col pc Kodachrome64 li vedo tutti tendenti al giallo, o almeno con toni troppo "caldi" così da risultare assai innaturali.

Aldilà del pc utilizzato, chiedo (a te o a chi può togliermi il dubbio) se sarebbe stato possibile utilizzare un wb appropriato per limitare questa dominante senza stravolgere ciò che è la caratteristica di questa specifica pellicola digitale.

Grazie.

Giuseppe Paglia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

L'unico bilanciamento del bianco per ridurre i toni gialli è quello delle luci a incandescenza, ovviamente avrebbe abbattuto la caratteristica della kodachrome64.
Relativamente alla naturalezza delle immagini posso assicurarti che la tonalità delle sale, data anche dalla tinta delle pareti e dagli arredi, dai parquet e dai soffitti a cassettoni, a finire con le cornici dorate, era decisamente calda. Avrei potuto stravolgerla in pp ma sarebbe sembra innaturale a me che la Galleria l'ho visitata.

Grazie a te

  • Administrator

A me piace, oltre all' idea importante di rendere il senso della grandezza dell' Urbe, attraverso luoghi meno conosciuti e spesso quasi nascosti, proprio:

  • Il rigore narrativo nella descrizione progressiva dei sito

  • La scelta dei profili colore MM con i quali rendere esattamente il senso di come quei dipinti cinque e secenteschi, siano stati osservati e goduti, in assenza delle deteriori illuminazioni moderne a lampade dicroiche da carnevale cinese, ma semplicemente illuminati a luce di candelieri, come previsto dal pittore.

Attendo il seguito ... 👏

Gianni

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
3 ore fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

Attendo il seguito ... 👏

Giusto condivido da Max aspettiamo il seguito di "questa" Roma...

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Giuseppe sei stato di una precisone geometrica. Ho i brividi da come sei stato preciso a garantirti il parallelismo nelle riprese dei quadri incorniciati, già solo questo è da ammirare!

Sul colore, e’ quello che portavo a casa quando fotografavo in interni con il kodachrome.

Avrei corretto un po’, oggi che possiamo. Ma non bilanciando al bianco preciso, no. La dominante calda la lascerei, ma non quella del kodachrome di 35 anni fa.

  • Administrator
12 ore fa, Valerio Brustia ha scritto:

Avrei corretto un po’, oggi che possiamo. Ma non bilanciando al bianco preciso, no. La dominante calda la lascerei, ma non quella del kodachrome di 35 anni fa.

E allora perché avrebbe dovuto caricare il Kodachrome in macchina per questi scatti ?
Poteva fare tutto con dei bei preset in Lairum, sul suo bel BigMac e sul suo trono nel suo studio, no ? Anziché interpretare la luce seicentesca in macchina.

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Bellissimo reportage di un palazzo totalmente sconosciuto per me.

Sinceramente non sono un conoscitore dell'arte pittorica ma sono e rimango incantato davanti a tutte queste opere.

Il colonnato è uno spettacolo

Grazie.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
Il 05/07/2026 at 06:46, Mauro Maratta ha scritto:

E allora perché avrebbe dovuto caricare il Kodachrome in macchina per questi scatti ?
Poteva fare tutto con dei bei preset in Lairum, sul suo bel BigMac e sul suo trono nel suo studio, no ? Anziché interpretare la luce seicentesca in macchina.

No guarda, nel 600 avevano i nostri stessi occhi e non quelli della kodak.

Che poi si voglia avere dentro tutto il giallo dell’incandescenza, che di questo si tratta e non di profilo pellicola, sono gusti. Io non dico mica di toglierlo regolando al bianco della parete, dico che al tempo del kodachrome si usavano li filtri compensazione colore, con grandi affari per chi li vendeva (kodak) , e come allora bilanciare uno zik senza però perdere il tono generale caldo.

Intendevo dire questo.

  • Administrator
Adesso, Valerio Brustia ha scritto:

No guarda, nel 600 avevano i nostri stessi occhi e non quelli della kodak.

126271.jpg

Caravaggio : "I bari". 1594.

20210308173548-the-calling-of-saint-matthew-caravaggo-1599-1600.webp

Caravaggio, "La vocazione di San Matteo", 1599.

All'epoca usavano le candele e non avevano Colorchecker.
A questo pensava Mr Eastman, quando ha fatto preparare il primo Kodachrome.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Ossi, e secondo te il tuo occhio vede lo stesso colore di un film tarato per i 5500?…

  • Administrator
2 minuti fa, Valerio Brustia ha scritto:

Ossi, e secondo te il tuo occhio vede lo stesso colore di un film tarato per i 5500?…

dipende se sei un fotografo o un perito dell'assicurazione.
Io vedo i colori barocchi, ascolto musica barocca, a volte credo persino di essere il Principe Eugenio.

  • Administrator
3 minuti fa, Valerio Brustia ha scritto:

No guarda, nel 600 avevano i nostri stessi occhi e non quelli della kodak.

Che poi si voglia avere dentro tutto il giallo dell’incandescenza, che di questo si tratta e non di profilo pellicola, sono gusti. Io non dico mica di toglierlo regolando al bianco della parete, dico che al tempo del kodachrome si usavano li filtri compensazione colore, con grandi affari per chi li vendeva (kodak) , e come allora bilanciare uno zik senza però perdere il tono generale caldo.

Intendevo dire questo.

si, ma non ti puoi capire con una persona che crea Profili Colore che servono a ridare il senso della luce e dell'illuminazione adatti (non riadattati) per quel soggetto, addirittura di quella determinata epoca.

Con la premisurazione del bianco tu cerchi di riportare ad unità la temperatura colore della luce in ogni ambiente in cui ti venga a trovare, con qualsiasi sorgente luminosa tu ti trovi a fotografare.

Mauro (e qui Giuseppe) provano a restituire un senso ai soggetti fotografati, usando la luce che ritengono loro connaturata: senza bilanciare proprio nulla.
Colorano la luce come desiderano. Molto cinematografico più che fotografico. Anche pittorico: dove nessuno si è mai sognato di usare filtri di conversione colore...

Il 04/07/2026 at 11:55, Max Aquila rfsp ha scritto:

A me piace, oltre all' idea importante ...

...

  • La scelta dei profili colore MM con i quali rendere esattamente il senso di come quei dipinti cinque e secenteschi, siano stati osservati e goduti, in assenza delle deteriori illuminazioni moderne a lampade dicroiche da carnevale cinese, ma semplicemente illuminati a luce di candelieri, come previsto dal pittore.

Attendo il seguito ... 👏

  • Administrator
3 minuti fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

si, ma non ti puoi capire con una persona che crea Profili Colore che servono a ridare il senso della luce e dell'illuminazione adatti (non riadattati) per quel soggetto, addirittura di quella determinata epoca.

ingegneri. spallucce

Guest
Add a comment...

Account

Navigation

Search

Search

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.