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Ricoh GR IV: prime impressioni su una compatta molto seria

(0 reviews)

Uso la Ricoh GR IV da poche settimane, quindi queste sono prime impressioni, non una recensione definitiva. Però mi sono già fatto un’idea abbastanza precisa: è una fotocamera piccola, essenziale, molto pensata e con una personalità chiarissima.

Non vuole sostituire una mirrorless. Non vuole fare tutto. Non vuole impressionare con una scheda tecnica infinita.
Vuole stare in tasca ed essere pronta quando serve.

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Qui si vede l'accessorio smallrig che si applica alla slitta del flash e che permette un'impugnatura più comoda.

Piccola davvero

La prima qualità della GR IV è la compattezza. E' grande quanto un pacchetto di sigarette. Sta veramente in tasca.

Questo cambia il rapporto con la fotografia. Non devi decidere di uscire a fotografare, non devi preparare una borsa, non devi scegliere quale obiettivo montare. La prendi, la metti in tasca, esci.

Per street photography, contesti urbani e viaggio, questo è un vantaggio enorme. 

Il confronto con la Fuji X100 mi viene naturale, perché ne ho avute diverse. Secondo me le X100 sono macchine superiori: mirino, esperienza d’uso, obiettivo più luminoso, fascino generale. Sono oggetti fotografici più completi. Però costano di più e soprattutto non sono davvero tascabili. Sono compatte rispetto a una mirrorless, certo, ma in tasca non ci stanno. 

La GR IV è meno romantica, meno “bella da possedere”, ma più radicale: è una macchina che puoi avere sempre con te.

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Piccola vuol dire anche leggera e maneggevole. Questa foto l'ho presa mentre andavo in bicicletta.

Non è una Z8, e va bene così

Volendo potrei confrontarla con la Nikon Z8, ma avrebbe poco senso. Anche montando sulla Z8 un 28mm f/2.8, avrei comunque un sistema completamente diverso. La Z8 è una macchina da lavoro, da progetto, da prestazioni elevate. La GR IV è una macchina da presenza continua, da appunto visivo, da gesto rapido.

Non competono davvero. E meno male.

Sensore buono, corpo minimo

La GR IV ha un sensore APS-C da circa 26 megapixel. I file sono buoni, dettagliati, lavorabili. Per street e fotografia urbana la qualità è più che sufficiente, anzi direi convincente.

Il bello è proprio il contrasto tra la semplicità dell’oggetto e la qualità del risultato. Sembra quasi troppo piccola per essere presa sul serio, poi apri i file e ti ricordi che dentro c’è un sensore vero.

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Foto in metro. Ad alti ISO il sensore soffre. Qui siamo a 1250 ISO e si vede.

28mm: focale da racconto

L’obiettivo è un 18,3mm f/2.8, equivalente a circa 28mm su pieno formato. È la focale classica della GR, quella più coerente con l’idea di macchina da strada, viaggio e fotografia quotidiana.

Per chi preferisce un angolo di campo più stretto esiste anche la GR IIIx, che monta un 26,1mm f/2.8, equivalente a circa 40mm su pieno formato. È una scelta interessante per chi vuole una focale più “normale”, meno grandangolare e forse più facile per certi ritratti ambientati o dettagli urbani. Però, almeno per me, il 28mm resta più naturale su una macchina di questo tipo.

Va anche detto che sulla GR IV si può impostare un crop direttamente in macchina, simulando di fatto un 35mm o un 50mm equivalente. Ovviamente non è una magia ottica: è un ritaglio del file, quindi si perde risoluzione. Però è comodo, perché permette di visualizzare subito l’inquadratura più stretta e di ragionare già in fase di scatto con un campo diverso dal 28mm nativo. Insomma, non sostituisce una focale vera, ma come strumento pratico ha il suo perché.

Il 28mm include il contesto, obbliga ad avvicinarsi, racconta il rapporto tra soggetto e ambiente. Non è una focale pigra. Se resti lontano, la foto si svuota. Se componi male, entra di tutto. Però quando funziona, funziona molto bene.

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Snap Focus: il vero punto forte

La funzione che sto usando di più è lo Snap Focus.

Il funzionamento è semplice: invece di lasciare che sia l’autofocus a decidere ogni volta dove mettere a fuoco, si imposta prima una distanza fissa. La macchina mette a disposizione alcune distanze predefinite: 1m, 1,5m, 2m, 2,5m, 3,5m, 5m e infinito. A quel punto, scegliendo un diaframma adeguato, ti costruisci una zona di fuoco utile: quando il soggetto entra in quella zona, scatti. Sul display, inoltre, una scala mostra in modo molto chiaro la zona effettivamente a fuoco: per esempio da circa 1m a 3m. È una piccola cosa, ma aiuta moltissimo a capire cosa stai davvero facendo, invece di affidarti alla fede e alla benevolenza degli dei dell’iperfocale.

È un modo molto semplice per lavorare a zona, bypassando l’autofocus. È l’iperfocale resa facile, senza tabelle, app o calcoli da geometra della profondità di campo.

Naturalmente bisogna prenderci un po’ la mano. Le distanze proposte dalla macchina vanno interiorizzate: 1,5m, 2,5m o 3,5m non sono numeri astratti, devono diventare distanze che impari a riconoscere a occhio. All’inizio si sbaglia qualcosa, poi ci si abitua ed è anche parte del divertimento.

La cosa intelligente è che non sei obbligato a scegliere tra AF e Snap Focus una volta per tutte. Puoi usare il pulsante di scatto in modo tradizionale, mettendo a fuoco con l’autofocus quando la situazione lo consente, oppure scattare direttamente con lo Snap Focus quando vuoi essere più rapido. Nel mio uso ho trovato molto comoda anche la possibilità di scattare con lo Snap semplicemente toccando il display posteriore: appoggi il dito, la macchina scatta alla distanza impostata, senza passare dall’AF.

Per la street è una liberazione. Vedi la scena, porti la macchina davanti a te, scatti.

Milano010626 sel NL-2.jpg

Potevo lasciarmi scappare questa foto? Solo una frazione di secondo tra pensiero e azione.

Autofocus: così così

L’autofocus non è il suo punto forte. Va bene in situazioni tranquille, con soggetti abbastanza statici, ma non è al livello dei sistemi moderni più evoluti. Se si pretende un AF da mirrorless sportiva, meglio cambiare scaffale.

Detto questo, sulla GR IV il limite pesa meno, perché il modo più interessante di usarla è proprio con lo Snap Focus. Non è una scusa, ma è un contesto.

Profili colore

I profili colore Ricoh mi piacciono. Li uso soprattutto come preview in macchina, per avere già un’idea della resa finale, sia in bianco e nero sia a colori.

Poi eventualmente lavoro il file RAW in Lightroom. 

Como sel NL-26.jpg

Profilo colore "positive film".

Menu e impostazioni personalizzate

Il menu non è particolarmente complesso, ma richiede un po’ di attenzione. Non è una macchina che si configura in due minuti al primo giro: bisogna passarci un po’ di tempo, capire dove sono le funzioni importanti e, soprattutto, decidere come cucirsela addosso.

Molto comode le posizioni personalizzate U1, U2 e U3 sul selettore. Permettono di salvare configurazioni diverse e richiamarle al volo: per esempio una impostazione per la street con Snap Focus, una più tranquilla per l’uso generico, una per il bianco e nero. Su una macchina così piccola ed essenziale, questa flessibilità è davvero utile.

C’è però una cosa che trovo abbastanza fastidiosa. Se sto scattando, per esempio, in U1 e cambio tempo, diaframma o altri parametri per adattarmi a una situazione specifica, quelle modifiche restano valide finché la macchina è accesa. Ma se la spengo e la riaccendo, la GR IV torna alla configurazione salvata originariamente in U1. In pratica non conserva automaticamente le ultime regolazioni fatte al volo.

Da un certo punto di vista è logico: U1, U2 e U3 sono preset, quindi la macchina li richiama ogni volta come li hai memorizzati. Però nell’uso pratico può essere una seccatura. Se vuoi che le modifiche diventino la nuova base di partenza, devi entrare nel menu e risalvare quella configurazione utente. Funziona, ma è una solenne menata, soprattutto su una macchina che per il resto invita alla rapidità.

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I limiti

La GR IV ha diversi limiti, quasi tutti figli delle sue scelte progettuali.

La batteria non dura moltissimo. Corpo piccolo, batteria piccola. Se la fotocamera è grande come un pacchetto di sigarette, la batteria ricorda una scatola di cerini. Fondamentale avere una seconda batteria. Ho constatato che una batteria carica dura circa 300 scatti.

L’obiettivo f/2.8 è buono e coerente con il progetto, ma non è luminosissimo. In esterni va benissimo, in interni o la sera il limite si sente di più. E se si cerca grande separazione dei piani, non è questa la macchina giusta.

L’AF è discreto, ma non entusiasmante.

La mancanza del mirino può pesare. Su una macchina così piccola capisco la scelta, ma fotografare solo da schermo non è sempre ideale, soprattutto in pieno sole.

Un altro punto a cui stare attenti è la polvere. In rete sono riportati casi di polvere entrata dal gruppo obiettivo e finita sul sensore. Su una compatta a ottica fissa, se succede, non è esattamente una passeggiata. Conviene quindi trattarla da macchina tascabile, sì, ma non da oggetto da buttare in tasca insieme a chiavi, briciole e residui archeologici vari.

Infine, la microSD. Capisco l’esigenza di risparmiare spazio, ma resta scomoda. È piccola, antipatica da maneggiare, facile da perdere e non mi trasmette grande simpatia. Va detto però che la macchina ha una buona memoria interna, circa 53 GB, quindi per molte uscite si può anche fare a meno della scheda.

Per chi ha senso

La GR IV ha senso per chi vuole una macchina sempre con sé e sia in grdo di cavarne fuori il meglio.

È ideale per street, viaggio, fotografia urbana, appunti visivi, vita quotidiana. È per chi accetta una focale fissa e una filosofia essenziale.

Non è per chi vuole una macchina tuttofare, per chi cambia focale continuamente, per chi pretende autofocus da ammiraglia, mirino integrato e autonomia infinita.

È una macchina di compromessi, ma molti sono compromessi intelligenti.

Como sel NL-38.jpg

Conclusione

Dopo queste prime settimane di utilizzo, la Ricoh GR IV mi sembra una macchina riuscita.

Non è perfetta, non è economica, non è superiore a una Fuji X100 in senso assoluto e non sostituisce una mirrorless seria. Però fa una cosa molto bene: è sempre disponibile e non dà nell'occhio.

Ha un vero grande difetto, però: non è Nikon! 🤣

7 Comments

Recommended Comments

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Io detesto questo genere di trappole, ma funzionano bene. Poi ti ho visto in azione e solo con quel microscopico attrezzo puoi muoverti così, non c’è storia.

Se è vero quanto si dice, Nikon dovrebbe arrivare con una specie di scatola di sardine. Da accoppiare con il 26 pancake di viltrox sarebbe lo strumento che usi tu ma con il file che conosci bene

happygiraffe

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander
8 minuti fa, Valerio Brustia ha scritto:

Io detesto questo genere di trappole, ma funzionano bene. Poi ti ho visto in azione e solo con quel microscopico attrezzo puoi muoverti così, non c’è storia.

Se è vero quanto si dice, Nikon dovrebbe arrivare con una specie di scatola di sardine. Da accoppiare con il 26 pancake di viltrox sarebbe lo strumento che usi tu ma con il file che conosci bene

Ne sarei solo contento, anche se dubito che l’eventuale scatola di sardine Nikon possa essere così compatta. Me la immagino più simile per dimensioni a una X-E5. La compattezza delle GR è frutto di troppi compromessi.

stenopeic

Nikonlander

  • Nikonlander

Per sfizio io comprerei la versione Monochrom (con filtro rosso incorporato) LINK

o per esagerare la Fujifilm X-H2 IR

  • Administrator
17 ore fa, happygiraffe ha scritto:

Ne sarei solo contento, anche se dubito che l’eventuale scatola di sardine Nikon possa essere così compatta. Me la immagino più simile per dimensioni a una X-E5. La compattezza delle GR è frutto di troppi compromessi.

La Nikon fashion-camera sarà full frame e con l'attacco Z. Quindi impossibile ridurla oltre un certo limite (anche per motivi estetici) se non in spessore.

happygiraffe

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander
4 ore fa, stenopeic ha scritto:

Per sfizio io comprerei la versione Monochrom (con filtro rosso incorporato) LINK

o per esagerare la Fujifilm X-H2 IR

Se è per sfizio, e solo con soldi altrui, allora mi prenderei la Leica Q3 Monochrom. Per vedere l'effetto che fa 😂

  • Administrator
Adesso, happygiraffe ha scritto:

Se è per sfizio, e solo con soldi altrui, allora mi prenderei la Leica Q3 Monochrom. Per vedere l'effetto che fa 😂

Io una Feis Uan Achromatic (forse però preferirei una Giulia Quadrifoglio per quei soldi).

stenopeic

Nikonlander

(edited)

  • Nikonlander
3 ore fa, Mauro Maratta ha scritto:

Io una Feis Uan Achromatic (forse però preferirei una Giulia Quadrifoglio per quei soldi).

la Phase One 100 Monochrome senza filtro hot pass l'ha provata un amico... l'ha restituita, si tiene la D850 modificata monochrom per fare microfotografia UV-B (la risoluzione a 300 nm è doppia del visibile)

Edited by stenopeic

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