SALERNO è una città della Campania affacciata sul Mar Tirreno, sviluppata lungo il Golfo omonimo tra il mare e le colline che ne delimitano immediatamente il tessuto urbano. La città si estende per circa 8 chilometri di costa e si trova tra la Piana del Sele e la Costiera Amalfitana, che inizia poco più a nord. Il mare ha rappresentato per Salerno un elemento determinante ben prima dello sviluppo turistico contemporaneo. La posizione strategica del golfo ha favorito nei secoli attività commerciali, traffici marittimi e collegamenti con il Mediterraneo, contribuendo alla crescita economica e culturale della città già in epoca longobarda e normanna. Tra il IX e il XIII secolo, durante il periodo del Principato di Salerno, il porto cittadino divenne un importante punto di scambio per il Mezzogiorno, favorendo la circolazione di merci, persone e conoscenze provenienti dall’area araba, bizantina e dal resto del Mediterraneo. In questo contesto si sviluppò anche la Scuola Medica Salernitana, considerata la più antica istituzione medica dell’Europa occidentale, favorita anche dalla posizione marittima della città e dai continui contatti culturali con il Mediterraneo.
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vista verso sud - piana del sele, visibili circa 6km di costa
Ancora oggi il porto mantiene un ruolo centrale nell’economia cittadina. Oltre al traffico commerciale e passeggeri, negli ultimi anni il settore crocieristico ha assunto un peso crescente, contribuendo allo sviluppo delle attività legate al turismo, alla ristorazione e ai servizi. La particolare conformazione urbana di Salerno, sviluppata tra il mare e le colline lungo un tratto costiero relativamente compatto, fa sì che il porto e le grandi navi restino costantemente presenti nel paesaggio cittadino, visibili sia dal lungomare che dalle zone più alte della città.
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vista verso nord - piana del sele / panoramica tamron 28-75 6 scatti [clic per ingrandire]
Sul lato nord della città domina il Castello di Arechi, fortificazione medievale situata a circa 300 metri d’altitudine sul Monte Bonadies. La struttura, legata al principe longobardo Arechi II, controlla dall’alto il Golfo di Salerno da oltre mille anni e ancora oggi rappresenta uno dei punti panoramici più riconoscibili della città. Più in basso, lungo il waterfront cittadino, si sviluppa il Crescent, edificio semicircolare progettato dall’architetto Ricardo Bofill come parte dell’intervento di riqualificazione urbanistica dell’area di Santa Teresa. La struttura si affaccia su Piazza della Libertà ed è composta da edifici destinati prevalentemente a residenze, uffici e attività commerciali. In basso a sinistra si distingue invece la Stazione Marittima progettata dall'archistar Zaha Hadid e inaugurata nel 2016. Le sue forme morbide e asimmetriche contrastano visivamente con le linee più rigide del porto commerciale e con il profilo storico della città alle sue spalle.
Negli ultimi anni la presenza delle navi da crociera nel porto di Salerno è diventata sempre più frequente. Consultando il calendario degli scali si nota come, soprattutto tra primavera ed estate, le grandi navi siano ormai una presenza quasi continua nel golfo, spesso con arrivi contemporanei.
La nave presente in queste immagini, con una capacità di circa 2.800 passeggeri + equipaggio, rappresenta inoltre una delle unità “intermedie” oggi presenti. Nel calendario del porto compaiono infatti navi ancora più grandi, come la Norwegian Epic (già il nome...) o la Enchanted Princess, entrambe oltre i 4.000 passeggeri.
Queste tre immagini sono da circa 1,2km di distanza in linea d'aria. Sembra quasi un’estensione temporanea della città stessa.
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Sullo sfondo, esattamente sopra la nave, si distingue la cupola della Chiesa di San Giovanni Battista di Vietri sul Mare, celebre per le sue maioliche policrome.
Vietri rappresenta la porta d’ingresso della Costiera Amalfitana, inserita dal 1997 tra i patrimoni UNESCO.
Avvicinandosi alla zona d’attracco, la presenza della nave cambia completamente percezione.
Prima ancora di raggiungerla visivamente da vicino, si inizia a sentire il rumore cupo e continuo dei generatori di bordo, una vibrazione costante che accompagna tutta l’area portuale e le vicine costruzioni.
Poi, a seconda del vento e della direzione dell’aria nel golfo, arriva anche l’odore dei fumi e dei carburanti, percepibile soprattutto nelle zone più vicine al terminal.
Durante la sosta restano attivi gran parte dei sistemi necessari alla vita di bordo. Di fatto, una piccola città galleggiante che continua a funzionare anche da ferma. Ed è qui che nasce inevitabilmente la domanda: quanto pesa tutto questo sull’aria e sul paesaggio delle città portuali? E soprattutto, il ritorno economico e turistico riesce davvero a compensarne l’impatto?
La componente più bianca dei fumi è probabilmente dovuta anche agli "scrubber", sistemi utilizzati da molte grandi navi per abbattere parte delle emissioni “lavando” i gas di scarico con acqua di mare (e che poi in mare ritorna...) prima della loro espulsione in atmosfera.
Il turismo crocieristico porta movimento, lavoro ed economia. Sarebbe ingenuo negarlo. Bar, ristoranti, taxi, servizi turistici e attività commerciali vivono anche grazie a questo flusso continuo di visitatori. Allo stesso tempo, però, è difficile non notare come l’aumento del traffico marittimo stia cambiando il rapporto tra le città portuali e il proprio mare.
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Lasciando il lungomare e le aree più vicine al porto, mi sposto progressivamente verso le zone alte della città.
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doppia esposizione
Salendo tra le strade che collegano il centro storico, cambia ancora una volta anche il modo di osservare il porto: il rumore del porto si attenua, il traffico si allontana e la nave torna lentamente a inserirsi nel panorama urbano. Da qui, però, la sua scala appare ancora più evidente.
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vista dall'alto, 100 metri più su - ~950 metri in linea d'aria
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panoramica 6 scatti [clic per ingrandire]
Con l’avvicinarsi dell’orario di partenza, anche l’atmosfera attorno al porto cambia gradualmente. Il rumore dei generatori aumenta di intensità e, sopra la nave, il movimento dei fumi diventa più evidente, complice il vento forte sembra di sentire ancora la puzza degli scarichi.
Nel vento del tardo pomeriggio iniziano a comparire scie diverse tra loro: alcune più chiare e leggere, altre decisamente più dense e scure, con tonalità che arrivano quasi al nero petrolio nei momenti di maggiore attività dei motori di trazione. Il golfo, la Costiera sullo sfondo e il traffico marittimo convivono nello stesso panorama, mentre la nave si prepara lentamente a lasciare il porto dopo 12 ore trascorsa affiancata alla città.
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a dx - panoramica 2 scatti
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Vista della zona del porto commerciale e della Costiera Amalfitana.
Lo stesso traghetto lo ritroverò più tardi, dopo circa 3 km di cammino in discesa. Anche da fermo, durante la sosta, continua a emettere fumo: un dettaglio meno spettacolare rispetto alla grande nave da crociera, ma forse ancora più utile per raccontare come il tema non riguardi un singolo attracco, bensì una presenza continua davanti alla città.
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sx rieccolo con l'allegro fumaiolo / dx un'altra nave Scarlet Lady di Virgin Voyager circa stessa capienza ma sembra più grande
Osservando il porto dall’alto, la sensazione finale è quasi paradossale: tutto appare normale. Le navi entrano, sostano per l’intera giornata, ripartono. Il traffico marittimo continua a scorrere davanti alla città come parte integrante del paesaggio quotidiano. E Salerno, in questo, non rappresenta certo un caso isolato. Situazioni simili interessano ormai gran parte delle città portuali italiane affacciate sul Mediterraneo: Napoli, Genova, La Spezia, Civitavecchia, Venezia, Palermo. Anche a Salerno sono previsti interventi di elettrificazione delle banchine attraverso i sistemi di shore power, che in futuro permetteranno alle navi attraccate di collegarsi direttamente alla rete elettrica terrestre riducendo almeno parte delle emissioni durante la sosta. Probabilmente sarà un passaggio necessario, perché il tema non riguarda soltanto una singola nave o un singolo porto, ma il modello stesso di sviluppo che sempre più città costiere stanno scegliendo di adottare.
La domanda, osservando il golfo dal lungomare o dalle zone alte della città, resta inevitabilmente aperta: stiamo andando davvero nella direzione giusta?
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murales nel centro storico
E domani? Si ricomincia, magari anche con una più grande che avrà bisogno di ancora più energia.
Grazie a chi è arrivato fino a qui.
Ho utilizzato queste fotografie, realizzate in momenti diversi, per provare a osservare e raccontare una realtà che ormai fa parte della quotidianità di molte città portuali mediterranee. È un tema complesso, dove turismo, lavoro, sviluppo, ambiente e trasformazione urbana si intrecciano continuamente, senza risposte davvero semplici.
Probabilmente qualsiasi scelta finirà per scontentare qualcuno: già si iniziano a sentire discussioni e polemiche persino sulle future cabine e infrastrutture necessarie ad alimentare i sistemi di shore power del porto. Queste immagini non vogliono dare soluzioni, ma semplicemente fermare per un momento una situazione che, proprio perché abituale, finisce spesso per non essere più osservata davvero.
Attrezzatura utilizzata
La maggior parte delle immagini è stata realizzata nella stessa giornata utilizzando la Z5II e il 70-180mm f/2.8, per la quasi totalità di queste è stato usato il polarizzatore; l'idea era di avere un forte contrasto con i colori del mare e dei fumi. Altre invece sono d'archivio e ho utilizzato il 28-75 e sempre il 70-180.
La combinazione Z5II + 70-180 si è rivelata tutto sommato molto gestibile anche per diverse ore di cammino, permettendomi di muovermi facilmente senza dover ricorrere a uno zaino particolarmente pesante ed ingombrante.
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Principali punti delle foto.
Edited by effenove
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