SUL fiume e TRA gli alberi
Era l'anniversario della morte dell'Imperatore. E pioveva di brutto.
Eppure sono riuscito a passare dietro alla mia vecchia caserma, tuttora sede di un reggimento di artiglieria come 40 anni fa quando ho prestato servizio come sottotenente.
Ci dobbiamo trovare per andare a fotografare al fiume.
Ma non smette di piovere. Stamattina c'è stato un mezzo diluvio e se ne vedono i segni.
Ma ecco che arriva Giuseppe e comincia a spiovere.
Per l'ora che ci raggiunge Elena, non piove più.
Ma certo non è una giornata dalla temperatura più mite. Per essere maggio.
Il programma prevede tre ore di scatti nell'acqua con intermezzo nel vicino boschetto.
Lei ricorda una guaritrice celtica, con quegli occhi e quei lunghi capelli ricci con sfumature verdi.
Adattissima al ruolo. E al luogo che conosce bene.
L'acqua è bassa. Ma giusta per poterci camminare dentro senza inzupparsi le scarpe.
Io ho scarpe da lavoro non impermeabili. Ma giusto per lo scopo.
In borsa ho portato solo la Nikon Z8 e il nuovo Nikkor Z 70-200/2.8 VR S II alla sua prima uscita operativa.
a tratti ricomincia piovigginare ma nulla che possa realmente fermarci.
Stiamo solo attenti a non scivolare su sassi e cemento.
Ad un tratto una carpa gigante salta fuori dall'acqua per beccare un insetto che solo lei ha potuto vedere.
Sembra un salmone. E in effetti il posto sembra un salto per i salmoni.
Un timido airone. Niente d'altro di interessante.
questa è la situazione dell'acqua quando siamo arrivati.
Ma a metà shooting il livello si è improvvisamente innalzato di forse 5-10 volte, con effetti insperati anche se ciò ha reso impossibile il guado.
Cominciamo.
Ho usato la Z8 con il 70-200/2.8.
Nel bosco per molti scatti, il mio nuovo Godox V100 con testa libera.
Pellicole Kodachrome 64 e 25, Portra 400NC quando volevo un contrasto basso.
Sviluppo con Nikon NX Studio ed editing con Photoshop 2026
Ho scattato spesso in formato nativo 16:9 ma solo perché Nikon non ci offre qualche cosa di più cinematografico.
Ma in Photoshop moltissime foto sono poi diventate in formato 65:24
facciamo spesso delle pause per far coprire Elena in modo che non intirizzisca e non sia poi non più in grado di posare con naturalezza.
Lei comunque resiste bene.
finalmente viene il momento di fare due passi nel boschetto di robinie qui accanto. Anche con la scusa di far rivestire e scaldare la modella.
Ma la pausa dura poco ...
dove alterno a seconda dei casi (il cielo è completamente coperto e siamo in ombra dagli alberi) flash e luce naturale.
Kodachrome 64 e 25.
Levo le scarpe ? No, cara, non vogliamo che tu ti punga i piedi.
Sentiamo che il fiume è diventato più grosso e ritorniamo sui nostri passi.
Elena ha freddo. Le concediamo vestito e cappotto.
il ghiaione è stato tutto ricoperto dall'acqua e il salto, invero modesto sembra una cascata impetuosa.
E shooting memorabile (almeno per me). Che conto di rifare col sole ma prima che la zona diventi dominio delle zanzare.
[consiglio di ingrandire le fotografie panoramiche, sono larghe 4500 punti.
Sayionara Bubu !
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