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Giornata mondiale del Taijiquan Milano (con Gianni Ragno)

(0 reviews)

Ormai c'è una giornata mondiale di quasi tutto, dai pinguini alle banane, quindi perché non il Taijiquan?

Scherzi a parte, il Taijiquan (o Tai Chi Chuan) è stato iscritto nel patrimonio UNESCO dell'umanità fra i beni immateriali, cioè quelli che non puoi toccare, come i monumenti o andarci, come le aree naturalistiche o le città d'arte, ma rappresentano un' eredità culturale significativa, quindi una giornata dedicata ci sta.

Quest'anno è stata festeggiata da noi sabato 25 aprile con estensione delle manifestazioni alla domenica 26, giorno in cui sono andato con l'amico Gianni a dare un'occhiata alle dimostrazioni al parco Sempione a Milano.

_DSC3150lo.jpg

Purtroppo era il giorno o l'orario sbagliato, per cui siamo incappati nelle prove aperte a tutti, praticanti, principianti e curiosi. Io avrei voluto fare foto più incentrate sull' estetica dell'arte, ma non era il momento giusto, ho scattato pochissimo e le mie foto ve le risparmio. Gianni, che non è praticante, ha invece preso un piglio più da street, cercando note di colore e ironia, così ha fatto più foto di me. Le foto sono quindi di Gianni Ragno (nikon Z50 e obiettivi vari) io ho dato una mano nella selezione ed i commenti sono miei in quanto ho una certa esperienza (se io gestissi un forum come questo, come argomento collaterale al posto della musica ci sarebbero le arti marziali tradizionali orientali 😁 ).

Ma passiamo alle foto. Qui un maestro esegue un paio di posture di una varietà dello stile Yang (il più diffuso in assoluto):

_DSC2929-DeNlow.jpg

La postura sembra essere, anzi, è "prendere l'ago in fondo al mare" , può essere interpretata in vari modi, fra cui liberarsi da una presa al polso . La radiolina è fondamentale perchè crea il sottofondo musicale. La scultura ad anfiteatro ha il suo perchè.

_DSC2939lo.jpg

Questa postura detta "An" in cinese, va intesa come spingere o premere (schiacciare) di solito chiude la sequenza intera oppure si trova al termine della serie di movimenti chiamata "afferrare la coda del passero". Altri traducono pavone al posto di passero, forse perchè è più facile prendergli la coda?

Il Taijiquan comprende l'uso di molte armi: sciabola, bastone lungo, lancia e, come si vede, spada.

_DSC2954lo.jpg

Nel caos della foto ciò che a nostro avviso la rende interessante non è tanto la posizione (corretta) del maestro quanto i due eterogenei personaggi che assistono. Il bidone da una nota di quotidianità ... sto scherzando.
Le due dita tese della mano che non tiene la spada sono tipiche, ho letto e sentito interpretazioni contrastanti su cosa vogliano dire. La più plausibile (per me) è che simboleggino un piccolo coltello nascosto.

Questa è la posizione di chiusura della sequenza di movimenti concatenati (la forma):

_DSC2893lo.jpg

Lasciamo lo Stile Yang per una rinfrescante visita ad un gruppo di praticanti di stile Chen, che ha dalla sua una componente marziale ed energetica più sostanziosa.

_DSC3015lo.jpg

Nella pratica dello stile Chen sono mantenuti diversi movimenti esplosivi (rapidi e potenti) cancellati dallo stile Yang moderno ed un modo di muoversi più "denso" in generale:

_DSC2968lo.jpg

Non pratico lo stile Chen, quindi non conosco bene i nomi delle posture, ma quello sopra è uno dei movimenti esplosivi.

_DSC2975lo.jpg

Chi conosce poco la forma o non la conosce affatto segue a vista il maestro, così è sempre poco o tanto in ritardo. L'effetto è che si genera un certo livello di scoordinamento fra i praticanti.
Nelle foto sopra però, il vero punto forte è il tizio con la coppola.

Sulla pratica del Taijiquan a Milano avevo scritto un blog tempo fa:

In cui davo anche qualche piccola spiegazione sull'arte.

Mi permetto di riprendere molto brevemente qualcosa se ci fosse qualcuno interessato, chiedendo in anticipo scusa agli altri, abbiate pazienza ma la passione è passione, come per le auto, gli aerei.. insomma, mi avete compreso.

Il Taijiquan (Tai Chi Chuan) traducibile grossolanamente come boxe della "suprema polarità" (avete presente il diagramma Yin/Yang?), era (ed in qualche caso ancora è) un'arte marziale basata su fluidità, scioltezza ed uso dell'intero corpo come fonte del movimento e della potenza. In questo abbastanza simile allo JuJutsu giapponese (non a quello brasiliano), ma con una maggiore componente di percosse (calci e pugni).
Il Taijiquan è diviso in diversi stili, fra loro imparentati, e quello più diffuso è lo stile Yang (dal nome del fondatore, che però chiamava il suo stile Mien Chuan o Boxe di cotone, oppure Hua/Hao Chuan, ossia Boxe che neutralizza) . Dal 1920-30 in poi però, il caposcuola Yang Chen Fu, nipote del fondatore, iniziò un'opera di alleggerimento e di eliminazione delle tecniche più atletiche o esplosive, enfatizzando la parte lenta e la componente salutistica (comunque presente), per poter insegnare a più gente, pur mantenendo uno stile dignitoso.
Le cose andarono peggiorando veramente (dal punto di vista marziale), intorno al 1950, e soprattutto nell'epoca della new age, anni '80, quando Il Taijiquan divenne di moda, per motivi assai curiosi. La parte marziale fu abbandonata da moltissime scuole mentre vennero aggiunti significati mistici, esoterici, filosofici e quant'altro che i fondatori, grandi lottatori ma illetterati , non si sarebbero mai immaginati.
Le posture nella maggior parte delle scuole furono semplificate o modificate fino a diventare incomprensibili. Nacque così il Tajiquan moderno, lo "Yoga in movimento" e cose simili ... .
Alcune, ma poche, scuole invece continuarono la tradizione marziale che, al di là del combattere o meno, permette di capire il senso dei movimenti e di conseguenza qual'è il modo corretto di muoversi, che è anche l'unico per avere i benefici "per la salute". Altrimenti si fanno dei movimenti, ma il resto rischia di essere autosuggestione.

Per capirci, il Taijiquan è anche questo:

tigerlo.jpg

Taijiquan stile Yang "antico": subisco una disarticolazione della spalla con blocco alla gola da parte del mio amico Maurizio, istruttore. Foto con autoscatto e treppiedi.

Grazie a chi è arrivato fin qui.

14 Comments

Recommended Comments

Gianni

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Ottimo Post, Foto e Spiegazioni.

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Molto Bello, e per, purtroppo un ex praticante di Karate sono e resto sempre affascinato.

Hai fatto anche qualche video ?

Complimenti!

Silvio Renesto

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Grazie,
no non ho fatto video, non ci ho proprio pensato perchè d'istinto mi piace fermare il momento, ma forse avrei potuto, visto il tema.

egidio65

Nikonlander

  • Nikonlander

Grazie SilvIo

Testo esaustivo, hai reso in modo illuminante quel che è difficile da spiegare mantenendo la giusta leggerezza. il TaiChi è sempre bello da vedere. Io continuo a praticare in modo quotidiano il Baguazhang per la sua parte salutistica, ma se lo faccio all’aperto, mi prendono per matto😃

Andrea Zampieron

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Ciao Silvio, sfondi una porta aperta, essendo praticante di Karate dal 1979 e insegnante dal 1992, già in pensione ogni tanto mi faccio 2 domande su quanto tempo dedicherò ancora a questa Arte Marziale nonostante acciacchi vari, beh la risposta è semplice; finché la passione (come per la fotografia) muove qualcosa dentro di me e dall'altra parte indipendentemente dall' età qualcuno la condivide . Ma la passione va anche alimentata con la pratica, non basta insegnare altrimenti un po alla volta tende ad assopirsi.

Veniamo al tuo reportage, scatti interessanti e ben spiegati anche per un neofita, sicuramente per il mio praticare preferisco il metodo Yang, da sempre considero il TAI CHI come la madre di tutte le arti Marziali Orientali

Andrea

Silvio Renesto

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
16 ore fa, egidio65 ha scritto:

Grazie SilvIo

Testo esaustivo, hai reso in modo illuminante quel che è difficile da spiegare mantenendo la giusta leggerezza. il TaiChi è sempre bello da vedere. Io continuo a praticare in modo quotidiano il Baguazhang per la sua parte salutistica, ma se lo faccio all’aperto, mi prendono per matto😃

Sì, sulle prime può sembrare strano e suscitare curiosità tutto quel camminare in cerchio, ma per me il Baguazhang è la più bella (e forse la più efficace) del gruppo delle arti marziali interne. L'ho studiato (quello di Jiang Rong Jiao), purtroppo per pochissimo tempo, per cui non ne so abbastanza, ma se fossi arrivato ad un buon livello non mi farei problemi a esercitarmi in pubblico. Vedo gente praticare il Tang Lang (la mantide) e lo Xing Yi nei parchi a Milano senza problemi..

Silvio Renesto

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
7 ore fa, Andrea Zampieron ha scritto:

Ciao Silvio, sfondi una porta aperta, essendo praticante di Karate dal 1979 e insegnante dal 1992, già in pensione ogni tanto mi faccio 2 domande su quanto tempo dedicherò ancora a questa Arte Marziale nonostante acciacchi vari, beh la risposta è semplice; finché la passione (come per la fotografia) muove qualcosa dentro di me e dall'altra parte indipendentemente dall' età qualcuno la condivide . Ma la passione va anche alimentata con la pratica, non basta insegnare altrimenti un po alla volta tende ad assopirsi.

Veniamo al tuo reportage, scatti interessanti e ben spiegati anche per un neofita, sicuramente per il mio praticare preferisco il metodo Yang, da sempre considero il TAI CHI come la madre di tutte le arti Marziali Orientali

Andrea

Grazie,

Non insegno ma pratico perchè la passione è rimasta ed ho modo di studiare e confrontarmi con altri.
A proposito, ho grande ammirazione per gli stili di Karate di Okinawa (sei un maestro di Goju Ryu, giusto?) che considero più completi e arricchenti rispetto allo Shotokan (che ho praticato) e derivati. Hanno mantenuto molto dell'influenza degli stili di kung fu del sud della Cina.
Il Taijiquan è sicuramente affascinante, ma più che la madre lo vedo come una sintesi, specialmente lo Yang fatto bene, in cui si integrano diverse radici. Ho approfondito molto la cosa, ma diventerebbe lunga e non è questo il posto 😉.

  • Administrator

Affascinante (detto alla Spock). Ma scopro ogni volta che è tutto un mondo (quello orientale e le sue tradizioni, non parliamo della lame in generale) che proprio non mi attrae se non per curiosità.
Sono proprio avvinghiatamente un europeo "vecchia scuola" (con la passione per il nord).

Francesco Contu

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Su Youtube la pubblicità del Tai Chi mi perseguita da parecchio tempo. Secondo loro è una di quelle arti che ti fa diventare da lottatore di Sumo a Culturista in un paio di settimane, ovviamente saranno tutte castronerie (eufemismo).

Invece mi chiedo se in ogni caso si possono avere dei benefici a praticarla. Dalle foto mi pare di vedere degli sforzi sulle ginocchia che mi preoccupano perché ho il menisco mediale del ginocchio destro fessurato per l'80% della sua lunghezza. Per ora ho trovato stabilità con la ginnastica compensativa e il kino tape, posso muovermi senza problemi e posso anche sciare ma non posso fare cose banali come correre, inginocchiarmi o saltare. Non potrei più praticare la scherma in queste condizioni, ogni affondo potrebbe essere l'ultimo...

Silvio Renesto

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
7 minuti fa, Francesco Contu ha scritto:

Su Youtube la pubblicità del Tai Chi mi perseguita da parecchio tempo. Secondo loro è una di quelle arti che ti fa diventare da lottatore di Sumo a Culturista in un paio di settimane, ovviamente saranno tutte castronerie (eufemismo).

Invece mi chiedo se in ogni caso si possono avere dei benefici a praticarla. Dalle foto mi pare di vedere degli sforzi sulle ginocchia che mi preoccupano perché ho il menisco mediale del ginocchio destro fessurato per l'80% della sua lunghezza. Per ora ho trovato stabilità con la ginnastica compensativa e il kino tape, posso muovermi senza problemi e posso anche sciare ma non posso fare cose banali come correre, inginocchiarmi o saltare. Non potrei più praticare la scherma in queste condizioni, ogni affondo potrebbe essere l'ultimo...

Centrato in pieno in entrambi i casi.

Primo: Usano il nome Tai Chi per cose che non c'entrano per niente con il Tai Chi, è un esca per sprovveduti.

Secondo: ... se c'è un rischio fisico nella pratica del Tai Chi riguarda proprio il ginocchio. Diversi praticanti si infiammano le ginocchia perchè non fanno attenzione a ruotare piede e ginocchio come tutt'uno, mandando in torsione il ginocchio.

Per i benefici, limitandomi al Tai Chi "morbido", oltre ai benefici del muoversi in generale, c'è da una parte l'allenamento a compiere movimenti complessi, che stimola il cervello, la concentrazione e la memoria sia mentale che muscolare, inoltre migliora l'equilibrio e la capacità di connettere le varie parti del corpo, gestire lo spostamento del proprio peso nei movimenti che con l'avanzare dell'età è molto utile a prevenire le cadute. Per chi è anziano o non ha mai fatto movimento, è un buon modo di recuperare un po' di scioltezza e destrezza. In questo concettualmente non è diverso dalla danza, ma rispetto alla danza è più flessibile e "indulgente", non pretende movimenti rapidi o atletici (parlo sempre del Tai Chi "da giardino") nè di uguale esecuzione del gesto per tutti.

Provo a spiegare con un esempio: in una delle tecniche di calcio, eseguita lentamente e a vuoto nella versione terapeutica , dovresti arrivare a colpire sotto l'ascella dell'ipotetico avversario (che sta tirando un pugno quindi ha il braccio esteso). Però, se non ci arrivi per problemi di età o mobilità, puoi pensare di colpirlo alle costole più basse, oppure alla coscia (la dolorosa "vecchietta"), oppure al ginocchio, secondo le tue capacità di movimento. Va bene lo stesso, la tecnica è comunque efficace verso l'avversario, l'importante non è dove arrivi, ma se esegui bene il movimento, usando il corpo e non solo la gamba, in modo coordinato.

Il Tai Chi Chuan marziale è ovviamente più impegnativo, sia concettualmente che fisicamente, con movimenti scattanti, calci saltati ecc.

Silvio Renesto

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
1 ora fa, Mauro Maratta ha scritto:

Affascinante (detto alla Spock). Ma scopro ogni volta che è tutto un mondo (quello orientale e le sue tradizioni, non parliamo della lame in generale) che proprio non mi attrae se non per curiosità.
Sono proprio avvinghiatamente un europeo "vecchia scuola" (con la passione per il nord).

A me degli orientali attirano e approfondisco alcuni sistemi di pensiero (non tutti) e il fatto che hanno mantenuto un rapporto di continuità mente-corpo in ambiti molto vari che vanno dalla lotta alla preghiera, mentre in occidente spesso si riduce tutto allo sport o al "fitness" (vedi la trasformazione dello Yoga da pratica profondamente religioso meditativa a ... stretching), oppure il corpo diventa mero accessorio della mente come un vestito.
Un tempo anche in Occidente c'era un rapporto più stretto col corpo, anche nella meditazione cristiana ad esempio. Qualcosa credo sia rimasto nella Chiesa ortodossa, ma non ne so abbastanza.
Non riesco a farmi piacere invece la cucina orientale. In quello rimango profondamente non occidentale, ma italiano proprio.

Francesco Contu

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Grazie Silvio, molto interessante il discorso sulla coordinazione e l'equilibrio.
Quanto a colpire sotto le ascelle sono sicuro di riuscirci. Sempre che l'avversario sia uno dei nani di Biancaneve, meglio se Pisolo.😄

egidio65

Nikonlander

  • Nikonlander

L’importante è fare

Nel Qi gong salutistico pratico esercizi in piedi o comunque da persona in salute ma gli stessi esercizi possono essere eseguiti seduti o addirittura allettati, son fatti per curare chi soffre, non per questo perdono di efficacia, anzi facilitano certe azioni.

L’importante è fare

Trova un bravo maestro

TNTPaolo

Nikonlander

  • Nikonlander

Complimenti per gli scatti e per la passione dimostrata!

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