Live in Chicago 2017 – King Crimson : la Collector's Club Special Edition che ha fatto storia
Il 28 giugno 2017, al Chicago Theatre, i King Crimson hanno regalato una delle serate più memorabili della loro lunga e leggendaria carriera.
Pochi mesi dopo, il 14 ottobre 2017, Discipline Global Mobile ha pubblicato il documento ufficiale di quel concerto: Live in Chicago, June 28th, 2017, nella preziosa veste di King Crimson Collectors’ Club Special Edition.
Si tratta di un doppio CD confezionato in un elegante media-book hardcover con libretto di 24 pagine, ricco di fotografie scattate da Tony Levin, note introduttive firmate da Robert Fripp e dettagli di produzione curati da David Singleton.
Non è un semplice bootleg: è un oggetto da collezione pensato per chi considera i King Crimson molto più di una band.
La formazione sul palco era quella a otto elementi, la cosiddetta “double quartet” con tre batteristi, che aveva già stupito il mondo dal 2014 in poi. Sul palco c’erano Robert Fripp (chitarra, mellotron e soundscapes), Jakko Jakszyk (voce e chitarra), Mel Collins (sassofoni e flauto), Tony Levin (basso, Chapman Stick e funk fingers), Bill Rieflin (tastiere e mellotron) e la sezione ritmica d’acciaio composta da Pat Mastelotto, Gavin Harrison e Jeremy Stacey.
Otto musicisti che suonavano come un solo organismo, capace di passare da delicatezze cameristiche a esplosioni di potenza senza soluzione di continuità.
Il setlist di quella sera è un vero e proprio sogno per ogni fan: un perfetto equilibrio tra classici intramontabili e pezzi che la line-up attuale non aveva mai affrontato dal vivo (o che addirittura non erano mai stati suonati in concerto prima).
Il concerto si apre con la breve e suggestiva Bellscape & Orchestral Werning, una sorta di introduzione ambient firmata Fripp, per poi tuffarsi immediatamente nel turbine di Larks’ Tongues in Aspic Part One.
Da lì in poi è un susseguirsi di emozioni: la nervosa Neurotica, la novità assoluta The Errors (firmata Jakszyk-Fripp-Harrison), il ritorno sorprendente di Cirkus, l’intera Lizard Suite (Dawn Song / Last Skirmish / Prince Rupert’s Lament) mai eseguita prima in questa veste, Fallen Angel, Larks’ Tongues in Aspic Part Two, la delicatissima Islands (un altro debutto assoluto per questa formazione) e la conclusiva Pictures of a City che chiude il primo CD con un’intensità quasi cinematografica.
Il secondo disco mantiene la tensione altissima: parte con l’energica Indiscipline, passa per la complessa The ConstruKction of Light, la classica Easy Money, The Letters, un breve Interlude, la potente Meltdown, Radical Action II, Level Five (definita da molti come la versione definitiva), la monumentale Starless, la cover di Heroes di David Bowie reinterpretata in chiave crimsoniana e, per chiudere in bellezza, l’immortale 21st Century Schizoid Man.
Oltre due ore e trentacinque minuti di musica che non conoscono cali di tensione.
Ciò che rende questo album speciale non è solo il repertorio, ma il modo in cui viene eseguito. Fripp stesso ha commentato che, se si cercava uno show King Crimson davvero eccezionale, Chicago era quello giusto. Levin, dal canto suo, ha confermato che si trattava di una delle migliori serate del tour.
La band suona con una coesione e una freschezza che fanno sembrare molti pezzi “nuovi”, anche quelli scritti quarant’anni prima.
Le tre batterie creano un tappeto ritmico ipnotico e poliritmico, il sassofono di Collins aggiunge calore e colore, la voce di Jakko Jakszyk porta un timbro moderno eppure rispettoso della tradizione, mentre Fripp e Levin restano i pilastri inconfondibili.L’edizione Collector's Club è particolarmente curata proprio per chi ama immergersi nei dettagli : il libretto contiene immagini inedite del concerto, appunti di Fripp che rivelano il suo stato d’animo dopo lo show e le note di produzione che spiegano le scelte tecniche.
È un oggetto che racconta non solo la musica, ma anche il dietro le quinte di una band che, a distanza di oltre cinquant’anni dalla sua nascita, continua a reinventarsi senza mai tradire la propria identità.
Live in Chicago 2017 non è soltanto un live album: è la dimostrazione che i King Crimson del nuovo millennio sono in grado di rivaleggiare (e in certi momenti superare) le formazioni storiche.
Per chi vuole capire perché, ancora oggi, questa band resta una delle più influenti e vive della storia del rock progressivo, questo doppio CD è un punto di partenza perfetto.
Un concerto che resta impresso nella memoria, un oggetto da collezione che ogni crimsoniano dovrebbe conoscere. Se amate i King Crimson, questo è uno di quei dischi che amate di più.
Non è archeologia, è musica di oggi.
PS : molte foto del concerto sono di Tony Levin, nikonista d'annata


![]()
![]()
![]()


![]()

![]()








![]()
![]()







Recommended Comments