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Massimo Vignoli


Silvio Renesto

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Ci ha spesso fatto sognare con le sue immagini di natura lontana, ma  non disdegna esplorare altri temi fotografici, è lui: Massimo Vignoli.

 

Raccontaci qualcosa di te, 

Sono nato a Genova nel 1968 e li ho abitato quasi 30 anni, trasferendomi prima a Pavia e poi vicino Milano, dove tuttora vivo. La mia vita professionale è molto lontana dalla fotografia: ho sempre lavorato in ambito informatico, dedicandomi prevalentemente allo sviluppo software ed ora sono IT manager. Chiaramente questo è parte di me, al punto che mia moglie a volte mi definisce “numerale”. Per me la fotografia, quindi, è una passione, e contemporaneamente un modo per rilassarmi ed esprimermi in un modo del tutto altro rispetto al resto della mia vita.

Quando e come ti è nata la passione per la fotografia?

Sostanzialmente durante il mio primo viaggio in Scandinavia, nel 2000. Fu un incredibile esperienza on-the-road alla kerouac, partenza da Milano in auto e tutto d’un fiato fino alle Lofoten… 5 giorni di viaggio, per la sola andata!

Purtroppo, la mia macchina fotografica d’allora, una reflex Olimpus, un modello stranissimo con messa a fuoco manuale eseguita da un motorino elettrico che non so come un commesso mi convinse a comprare, si ruppe durante la traversata in traghetto da Bodo alle Lofoten, per effetto della tempesta in mare più epica ed incredibile che mai mi sia capitato di sperimentare in prima persona. Ma con me c’era, oltre alla mia allora fidanzata e ora moglie Anna, anche il mio amico Guido, nikonista convinto e già allora ottimo fotografo. Vederlo all’opera insieme al fatto che io non potevo nemmeno fare uno scatto, mi diede la scintilla per tempestarlo di domande ed iniziare a capire che oltre allo scatto ricordo c’era un altro modo molto intrigante di intendere la fotografia. Un vero e proprio universo da scoprire, basato non solo la tecnica base, l’artigianato di tempi e diaframmi, ma soprattutto sulla composizione, l’uso delle caratteristiche della pellicola e soprattutto della luce.

Qual'è il tuo genere preferito oggi?

Wildlife photography! Fotografare gli animali nel loro ambiente naturale, cercando di riprenderli durante l’azione.

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Un solo gradino sotto c’è la fotografia di paesaggio.

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Il tutto, possibilmente, quando e dove la natura fa vedere la sua forza che, negli ultimi anni, sono sempre più situazioni da “grande nord”, alla Jack London per intenderci. Ed ovviamente cercando di “esserci dentro”, di vivere l’esperienza e non solo seguirla dentro il mirino. Di fatto, fotografare è la cosa per me più importante ma mi capita sempre più spesso di fermarmi a guardare e pensare, ad occhi chiusi, a quello che sento. Così sono nate alcune delle mie immagini, se non le più belle quelle alle quali sono più affezionato.

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E poi è arrivata Nikonland, facendomi scoprire un altro mondo nella fotografia di ritratto. Tutto da esplorare e molto fuori dalla mia confort zone, ma estremamente intrigante. Questa cosa meriterebbe una discussione dedicata, considerato quanto era lontana da me, prima, l’eventualità di fotografare modelle in studio!

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 E quando hai iniziato?

Fotografo da molti anni, con la macchina fotografica che arriva tra le mie mani come mezzo per documentare le mie escursioni in montagna. Avevo meno di vent’anni e vedevo paesaggi incredibili sulle montagne di casa, l’Appenino Ligure e le Alpi Marittime. In realtà quella non era affatto la fotografia come la intendo oggi.

Poi c’è stato un lungo periodo dove ero totalmente immerso nell’alpinismo e nella arrampicata, la mia vita girava così completamente intorno a quella passione da farmi rinunciare a portare con me la macchina fotografica. Che avventure, adrenalina a fiumi!

L’adrenalina è come una droga, dà assuefazione, ma ad un certo punto mi sono reso conto, anche perdendo alcuni amici meno fortunati di me, che quel cammino avrebbe finito per portare ad una sola destinazione e così decisi di fermarmi, complice anche la presenza di Anna a fianco a me. E da 13 anni c’è anche Margherita!

Così, devo dire che ho iniziato a fotografare nel 2000, dopo quel viaggio in Norvegia.

Nikon perchè? Un caso o una scelta?

Guido era, e credo ancora sia – la vita ci ha allontanati, un nikonista appassionato. Le nostre conversazioni norvegesi, durante i lunghi periodi di pioggia così comuni a quelle latitudini in estate, furono tutte supportate dalle bellissime sensazioni tattili che la sua F3 con un bel set di obiettivi AIs produceva. Ma poi, ragionando se fosse meglio dotarsi di un corredo manual focus o autofocus e poiché già allora sognavo di fotografare paesaggi ed animali, finii per decidere di comprare una F80, con le prime 3 ottiche 20, 28-105 e 80-200 ed un pesantissimo treppiede Manfrotto. Da quel momento non mi sono più fermato, la F80 l’ho permutata dopo qualche tempo con una F100, mio grandissimo amore, che ho poi permutato con la mia prima digitale, una D200, poi D300, D700, altro grandissimo amore, D800, D4, D810, D5.

 Come ti trovi? Cosa ti manca?

Io mi trovo bene.
Nel passato ho più volte pensato molto seriamente di permutare tutto per passare a Canon, in particolare ai tempi della D200, quando il nostro autofocus era veramente una pena e pure la resa dei nostri sensori CCD lontana dai CMS di Canon.
La D5 per me è veramente molto buona, unico piccolo difetto la scarsa gamma dinamica a bassi iso.
La D810 la uso per i paesaggi e come secondo corpo per gli animalscapes. In quest’ambito, per me, continua a sfornare file, soprattutto a 64 ISO, che sono niente meno che spettacolari. Poiché dalle mie prove la fotografia d’azione sui lunghi tele non è nelle corde della D850, così come non è in quelle della D810, non ho motivo di cambiarla.
Le lenti? Nel tempo ho molto razionalizzato, ne uso poche “ma buone”. La mia personale triade è costituita da 16-35/4, 70-200/2.8 FL e 500/4G. Un passo dietro viene l’80-400, un’ottica molto versatile.
Cosa mi manca? Un 16-35 a livello degli attuali sensori. Lo so, il 14-24 va benissimo, ma montarci i filtri è una pena.
Il mio prossimo acquisto? Se Nikon non mi fa il 16-35 nuovo probabilmente sarà un 24 sigma. Sono anche molto tentato di rinnovare il 500, ma la differenza di prezzo è troppo elevata e preferisco spendere quei soldi viaggiando.

 Oltre alla fotografia hai altre passioni o interessi?

Mi piace molto andare in montagna, anche se non arrampico da decenni continuo ad averla nel sangue, e viaggiare alla scoperta di nuovi scenari e nuovi orizzonti. E poi mi piace ancora molto correre, anche se non posso più fare agonismo.

Fotografi i soggetti o gli oggetti di queste altre passioni? 

Si, certo! Anche se la fotografia in montagna, quando cerchi certi soggetti o certe luci, è una cosa molto faticosa. Ma la corsa mi aiuta molto e finora mi ha consentito di gestire questi sforzi.Nei viaggi, alla fine, è più semplice e nel tempo ho imparato ad organizzarmi.

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Qual'è la foto, o il portfolio, il progetto fotografico da te realizzato a cui sei più affezionato?

Sono moltissimi, e di alcuni ho parlato qui su Nikonland anni fa. Ma se devo scegliere uno solo già completato direi quello sui Musk ox, del febbraio 2016. Un vero viaggio in me stesso oltre che sulle montagne norvegesi in inverno.

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E in futuro?

Vorrei fotografare di più e meglio, anche se il tempo che riesco a dedicare è sempre meno, almeno di quello che vorrei. Sto portando avanti due progetti di lungo respiro, entrambi molto interessanti, nel mio genere. Non li svelo perché spero di farli vedere presto su queste pagine. E poi vorrei proseguire il discorso sulla fotografia di ritratto, dove sto cercando innanzitutto di capire cosa mi piace di più, come si fa a farlo…. ed inventare qualcosa di mio.

 

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16 Comments


Recommended Comments

  • Nikonlander Veterano

Che dire?...   il Silvio è un buon regista...  non vi sono dubbi ma,  per me..  a mio modesto parere questa intervista pecca...

pecca?... si pecca, e in che cosa di grazia?..    beh, per me è corta.. cioè  un personaggio come  Massimo, per quel poco che ho conversato con lui...  molto poco..   lo ascolterei e lo leggerei per tre ore di fila minimo..  ma non ci è permesso..  peccato..

 

Intendiamoci, non è l'unico..    a vedere e leggere la maggior parte di queste   " Interviste.. " mi lascia un pochino basito.. mi rendo conto che non valgo poi molto rispetto alla maggior parte... e credetemi, la mia è ammirazione.

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  • Redazione

Sono d'accordo con te, Roby :) 

29 minuti fa, Roby C dice:

 lo ascolterei e lo leggerei per tre ore di fila minimo.. 

Intendiamoci, non è l'unico..   

Anche su questo...

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  • Nikonlander Veterano

Si capisce bene Massimo che il tuo elemento naturale è la montagna. Non ti dico quanto sono belle le tue foto perchè ogni volta che le pubblichi mi commuovo.
Bella storia e bel personaggio. Grazie per la condivisione.:)

PS - So che non è il tuo genere primario ma quell'immagine "rubata" in studio è fantastica e non è solo merito della modella ;)

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  • Nikonlander

Chapeaux Massimo! Davvero bravissimo, bella l'intervista, ma le immagini sono davvero stupende.
Quelle che ci hai presentato non hanno nulla da invidiare a quelle che si vedono nei libri dei grandi autori di Wildlife, meravigliose e emozionanti, tanti complimenti!

ciao! 

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  • Nikonlander

Silvio complimenti per l’intervista.....

Riepiloga in poche parole chi è  Massimo.... anche io come Roby

17 ore fa, Roby C dice:

lo ascolterei e lo leggerei per tre ore di fila minimo.. 

Ogni volta che ho modo di ascoltarlo raccontare delle sue uscite fotografie e vedere le sue foto mi emoziono.

e come dice cris7, le tue foto Massimo

12 ore fa, cris7 dice:

non hanno nulla da invidiare a quelle che si vedono nei libri dei grandi autori di Wildlife

Ancora complimenti all’autore del l'intervista e anche all’intervistato

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  • Nikonlander

Complimenti Massimo, sempre un piacere vedere le tue ottime immagini. E grazie a Silvio, anche sapere un poco piu' della tua passione e del tuo percorso fotografico.  :bravo:

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  • Nikonlander

Ottima intervista ( come sempre ), concordo con chi mi ha preceduto anche senza aver avuto il piacere di conoscere Massimo ; non molto tempo fa quando gli e' stato chiesto un consiglio sull'abbigliamento ha dato prova della sua preparazione, strati, tipo di materiali, intemperie, variabili varie...nel giro di pochissimo ha "svolto" il compito con completezza e tanta, tanta pazienza, competenza e passione ( e si parlava "solo" di vestiti tecnici ).

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  • Nikonlander

Leggo competenza, passione e professionalita'. Nell'ordine che volete voi.
Massimo parte sempre dritto con un obiettivo ben preciso, si dedica a quello e raggiunge un risultato.
Sa che in natura puo' facilmente andare buca nel qual caso riprova con abnegazione incurante delle levatacce e del freddo.
Ammetto di non avere la stessa abnegazione.

 

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  • Nikonlander Veterano
6 ore fa, Francesco Contu dice:

Leggo competenza, passione e professionalita'. Nell'ordine che volete voi.
Massimo parte sempre dritto con un obiettivo ben preciso, si dedica a quello e raggiunge un risultato.
Sa che in natura puo' facilmente andare buca nel qual caso riprova con abnegazione incurante delle levatacce e del freddo.
Ammetto di non avere la stessa abnegazione.

 

Sono pochini.. quelli che sfoggiano tale perseveranza..

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  • Nikonlander

Complimenti per l'iniziativa! 
Ci fa conoscere meglio gli iscritti ed apprezzarne il lavoro. Qui si nota la passione, la tecnica e la perseveranza.
Belle immagini, non certo casuali, pensate, volute. Frutto dell'esperienza ma pure di una sensibilità non comune.

Complimenti!

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  • Redazione

Che bei commenti, mi fanno molto piacere. Grazie!

Effettivamente sono uno che, quando si mette in testa di voler fare una cosa, si impegna parecchio per il riuscirci.... ma è tutto frutto di una grande passione. Del sentirsi dentro qualcosa che spinge forte, non fa sentire troppo la fatica e sfuma scomodità e disagi. Quel “qualcosa” che ti spinge a fare quel passo in più o aspettare ancora un minuto per vedere se quello che hai immaginato succede, ma con il sorriso. 

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  • Nikonlander Veterano

Belle parole Massimo, belle parole che nascono da dentro... ti fa onore..

Edited by Roby C
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