Viltrox 35mm 1.2 LAB, e se fosse... Feat. Bingo.
Appena arrivato il Viltrox 35mm 1.2 LAB, diamogli un'occhiata.
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Bella scatola, robusta, sicura, curata anche nell'estetica come le serie speciali richiedono.
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Presente nella scatolina nera anche una custodia in simil pelle, vedremo se più o meno funzionale delle solite in panno/microfibra.
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Bene, terminata la parte fetisch, passiamo a quella "tattile". La prima impressione è di grande solidità, vetro e metallo, poca plastica, pesante quasi 1Kg. Per me non è affatto un difetto, anzi mi da stabilità, ma per chi ama borse leggere forse non è l'ottica giusta.
Qui si vede la differenza con il 35mm 1.8. (set allestito alla buona, lampada da tavolo circa bianca e luce a soffitto decisamente gialla, abbiate pazienza...)
Si sente il ben noto click-clack interno dei motori, che come previsto cessa quando è in uso attaccato alla sua Z.
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In evidenza la guarnizione per evitare intrusione di polvere e la presa usb c per gli aggiornamenti FW.
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Dati tecnici:

11 lamelle, 34cm distanza minima di MaF.
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I grafici dichiarati da Viltrox, sopra il 90% anche il 30 linee/mm fino a metà sensore a 1.2, impressionante a f8, praticamente una linea sola a ridosso del 100%, direi una buona notizia per i paesaggisti.
Qualche scatto, mattina quasi presto. Non sono stati fatti passaggi in PP, jpeg piccolo così come uscito dalla z6iii. Nessun crop, così da lasciare le zone periferiche intatte. Tutto a f1.2, 100 iso. Non ho ridotto i 2/3 Mpx per consentire anche qui ingrandimenti maggiori nelle aree d'interesse.
L'impressione è di uno sfocato decisamente pastoso e gradevole, i cerchietti tondi, con pochi occhi di gatto, definizione ed incisione del soggetto a fuoco notevole.
Dove e come usare un 35mm lo sapete meglio di me, questo forse è un po' eccessivo per street-photo e reportage, ma in ambiti più meditati credo darà delle soddisfazioni.
Lo si trova ormai poco sopra gli 800€, nuovo, facendo i dovuti paragoni è un'ottica con un rapporto qualità/prezzo difficilmente eguagliabile.
E se fosse..., dicevamo, se fosse un vino? Beh, io ci vedo un buon Franciacorta metodo classico, magari un Ca' del Bosco pas dosè. Non ha bisogno di aggiunte per abbinarsi a tutto pasto, rotondo e con le bollicine piccole e tonde, ad un prezzo non esorbitante.
Dimenticavo, special guest della mattinata Bingo, in uno dei suoi momenti più frenetici.
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A 1.2, e così ravvicinato, devi scegliere se avere a fuoco l'occhio destro o il sinistro, quanto al tartufo manco a parlarne!
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