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Riempi, e svuota, il sacco

(0 reviews)

E' una questione piuttosto spigolosa e che interessa tutti i fotografi escursionisti, il tema: lo ZAINO.
Non esiste una soluzione ideale, o meglio sì esisterebbe e si chiama PORTATORE, ma non siamo inglesi dell'800 quindi direi che questa opzione è da scartare a prescindere. La borsa foto non è la scelta corretta per escursioni più o meno lunghe su terreno sconnesso, lo zaino diventa subito una condizione obbligata.

Ora, l'industria di settore ha un importante filone dedicato a noi e relativo ai BACKPACK, e siccome noi siamo disposti a pagare belle palanche per i nostri attrezzi, ecco che questa industria ci lusinga con borse super fichissime e super costosissime. Nulla di disonorevole a sacrificare un rene in cambio di uno strumento ideale, ma in questo caso le cose stanno veramente così? Siamo sicuri??

Qui vi porto la mia esperienza personale. Nelle foto che seguono c'è un po' della mia storia fotografica e poi una secca analisi di 4 zaini che utilizzo nelle mie uscite. Attraverso queste mie scelte più che altro vorrei condurre ad una ragionevole riflessione, non sono titolare di verità rivelate, sono solo uno che va per i boschi almeno 1 volta alla settimana.


Dall'inizio degli anni '90 ho dovuto risolvere il problema di come andare su per i monti portandomi appresso un tele grosso e magari un treppiede (in quegli anni il mio tele era il Tamron 400/4 SP-LD ed il treppiede un pratico Manfrotto 190 accorciato a mano). Per molti anni il mio zaino da montagna è stato un Berghaus 50L a gerla, scelta di necessità. Il caricamento dall'alto è odioso ed accedere all'attrezzatura fotografica e mantenere un ordine decente è una impresa demoralizzante.

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GIOVINEZZA.... quello li dietro è il Berghaus con dentro il Tamton 400/4 ed FM2+MD12 pronta all'uso. Cima del Teggiolo , Trasquera (VB) - Aprile 1996

Come tutti, appena ho potuto mi sono procurato uno zaino foto. Questi era il magnifico LowePro 350AW

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Stessa montagna, due anni dopo. Gennaio 1998.

Lo zaino era favoloso, difendeva bene obiettivi e fotocamere, il 400 ci stava per bene, con innestata la fotocamera armata di trascinatore , tutto bello. Peccato che la borraccia proprio non sapevo dove infilarla, così come la maglietta di ricambio, i guanti, la giacca a vento... il panino. Mi arrangiavo, in qualche modo. Quello che però non potevo "arrangiare" era il suo PESO. Le belle imbottiture erano spesse, molto spesse, così come l'involucro tutto. Vado a memoria e credo che VUOTO superasse i 3 kg. 3h di cammino con quel vagone sulle spalle erano un guasto inutile anche per un quasi 30enne abbastanza tonico. Lo vendetti, annuncio con foglietti da strappare e numero di telefono appeso in bacheca di un laboratorio di sviluppo invertibili di Milano (CHROME zona PoliMi, non un caso), ad un fotografo di sport acquatici (tutto contento, lui e io anche).

Ma la legge della fotografia non demorde. Cerco un altro zaino foto. Lo trovo nel 2001 da TENBA. Questo è leggero, ha una bella forma, non è enorme, il 400 ci stava.

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Ecco il nuovo, allora, TENBA; il Nikon AF 300/2.8 non era mio, val Vigezzo (VB) - Novembre 2001

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Qui percorro una spiaggia atlantica con in spalla il Tenba riarrangiato alla bisogna. Coto de Donana, gennaio 2002

Con questo zainetto ci ho girato un bel po', ha percorso con me gli ultimi anni della pellicola per approdare nella stagione digitale. Per garantirmi la gestione di un carico significativo, ho apportato delle modifiche. Con ago e filo ho adattato una fascia lombare di un altro modello Tenba a questo zaino e ho adattato una coppia di lacci per fermare, sotto allo zaino, quelle cose che là fuori servono (e nella foto atlantica si vedono bene).

Questo zaino ce l'ho ancora e talvolta lo uso per i trasferimenti in automobile, ma per quanto più leggero di qualunque Lowe questo TENBA mi lascia irrisolto il solito problema, ben illustrato nelle seguenti immagini (ora digitali).

22_VAR_0171.jpg22_VGR_0100.jpg

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30_VAR_0256.jpg

In queste immagini si vede come sia stato costretto ad arrangiare soluzioni di fortuna. La rete mimetica, minimale, stava dentro schiacciata come una sottiletta e la giacca a vento era fuori agganciata in qualche modo. La rain cover per il tele occupa lo spazio in testa al 200-400 e la rete mimetica fogliata, nel suo sacchetto, è agganciata sotto.

Tutte soluzioni di fortuna, a cui mi sono piegato pur d'avere lo ZAINO foto e obiettivi e fotocamere ben ordinate e pronte (più o meno) all'uso. Il colpo di grazia a questa soluzione me lo ha sganciato la GRANDE BERTA.

24_VAR_0218.jpg

Lo zibibbo qui sopra nel Tenba non ci stava nemmeno a piangere in aramico e io ce lo volevo portare in montagna (e ci son riuscito come dimostra la foto di cui sopra) . Al tempo cercai una soluzione CANONICA. Scartata l'opzione ZAINO PER TELEOBIETTIVO, perché non fotografo solo con il tele ma anche con altri obiettivi e, come già detto, serve spazio anche per generei di necessità, la proposta della già nota LowePro era il PhotoTrekker 600 AW. Su catalogo era molto bello, poi però, metro alla mano...

lowepro_protrekker650aw_inner.jpg

fstoppers-lowepro-trekker650-review2.jpg

Con tutto il rispetto, senza offesa per nessuno, MA TI SEMBRA??? Combinato così fai 200m e basta e se ti incontra qualcuno, ride (a ragione). Beh anche no, io passo.

Correva l'anno 2009 e il mio bel 600/4 VR da qualche parte dovevo metterlo. Nel vecchio Berghaus ci stava , ma avendo solo l'accesso da sopra, per mettere il tele nel sacco o per estrarlo, lo zaino andava rifatto tutto, completamente, ogni volta. Voleva dire foto perse. Per sfortuna (mia) io non lavoro vicino a casa ma vicino a Corsico (MI). In quegli anni Decathlon aveva in Corsico uno dei suoi punti vendita meglio riforniti. Un giretto in pausa pranzo e mi cade l'occhio sullo Zaino Foclaz 45L marrone e nero: 49 euro. Lo guardo, lo apro, lo provo, lo chiudo, ci penso, torno il giorno dopo e lo compro. Una scelta semplice, forse, non scritta da nessuna parte, non suggerita da nessuno, solo un po' di buon senso (una volta ogni tanto) e da quel giorno ho cambiato il mio modo di trasportare l'equipaggiamento fotografico in qualunque posto io vada.

22_VAR_0010.jpg22_VAR_0008.jpg

Eccolo qui in una foto del 2009, dentro c'è il Nikon 600/4 VR con la D3 innestata e un po' di altre cose

Tutto sto bel preambolo per dire che un buon zaino da montagna, pensato per avere una ergonomia adatta a lunghe camminate e a sforzi prolungati, è perfetto per accompagnarmi dove mi piace andare: su per i bricchi. Questo zaino in particolare mi ha seguito per due volte in Finlandia, sempre con il 600/4, poi in Quebec, ma qui con il 200-400/4 ed infine in Costa Rica dove, purtroppo è rimasto, quasi vuoto, nelle mani dei ladrones della Ventana, ma questa è un'altra storia.

Però uno zaino alpino deve avere delle caratteristiche specifiche che il vecchio Forclaz 45L aveva.


VANTAGGI DELLO ZAINO STILE ALPINO
Uno zaino alpino è leggero e questa cosa non ha prezzo, inoltre la struttura di carico, spallacci, fascia lombare e schienale, sono ergonomici e pensati per espellere il calore, ed il sudore, che in estate sono una zavorra in piu’. La fascia lombare di questi zaini è robusta e avvolgente perchè il grosso del peso va fatto scaricare sui fianchi e non sulle spalle. Nelle gambe si trovano i muscoli più forti del corpo, la colonna vertebrale sopporta già i 4 kg a sbalzo del nostro capoccione, là in alto sulla cima, bene che siano le gambe a fare lo sforzo del carico fotografico aggiuntivo.

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Come accennato non è che uno zaino da montagna qualunque vada bene per le imprese di fotografi accumulatori seriali di fotocamere e obiettivi. Quello della foto sovrastante, per esempio, pur avendo un'ergonomia eccellente non va affatto bene, in quanto si tratta di una struttura a "gerla" con una sola apertura inferiore , d’accesso al sacco a pelo. Caratteristica prima fra tutte che fa di uno zaino alpino uno strumento adatto alla fotografia e’ l'apertura che deve essere su tutta la lunghezza del sacco . Solo in questo modo è possibile accedere ai grossi calibri, a quelli piccoli, alla borraccia o quant'altro. Il bellissimo LoweAlpine di cui sopra, che mi aiutò a realizzare le fotografie subacquee ai tritoni di un lago a 2000m, ora appartiene al mio collega Max amante della montagna, ma non dei teleobiettivi da 3-4kg.

Prima di procedere nella descrizione è bene che chiarisca un aspetto: all'interno di uno zaino MONOVOLUME obiettivi e fotocamere devono essere intrinsecamente protette per ovviare collisioni/sfregamenti che provocherebbero danni. La cosa per me non è un problema perché le mie fotocamere, dal giorno dell'acquisto, vivono dentro ad una muta di neoprene LensCoat. Così tutti i miei tele e i grandangoli e i macro, hanno il loro vestito di neoprene monofoderato.

31_VAR_0004.jpg

Fatta questa doverosa premessa, vi racconto cosa cerco in uno Zaino, come lo gestisco, descrivendovi pregi e difetti dei 4 modelli che uso correntemente, ciascuno adatto ad applicazioni differenti.

Fondamentali per uno Zaino alpino per applicazioni fotografiche.
1 - apertura su tutta la lunghezza:
garantisce accesso immediato al contenuto senza necessità di dover disfare tutto lo zaino per trovare l'obiettivo che serve al momento. Inoltre permette di inserire/estrarre con un solo gesto rapido anche grossi teleobiettivi.

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2 - cinghie laterali di compressione.
Per la Piccozza basta un'asola sul fondo, ma per gli scialpinisti occorrono dei lacci laterali necessari per trasportare gli sci agganciati uno di qui e uno dillà. Noi dell'asola per piccozza ce ne facciamo poco mentre quelle cinghie, magari accompagnate da tasche a fondo sacco, sono perfette per legare il treppiede oltre che, naturalmente, modulare il volume del sacco per adattarlo a differenti situazioni di utilizzo.

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3 - presenza di tasche interne controschienale.
E' una cosa di cui non facevo caso, ma da quando c'è la uso metodicamente. Qui trovano spazio il telo antipioggia TARP (non il coprisacco rain cover, quello sta sempre sul fondo). Siccome l'acquazzone arriva quando meno te lo aspetti, accedere rapidamente al rain cover ed al tarp non ha prezzo. Qui ci metto anche la maglietta di ricambio, in estate ma anche in inverno sudo come un orco.

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Qui sopra si vede la tasca contro lo schienale e sulla destra, l'equipaggiamento BASE che non manca mai in nessuno dei miei zaini. Non manca mai perché voglio evitare di dimenticare a casa quanto segue:

  • i teli per lavarsi e asciugarsi

  • la carta ...

  • coltellino

  • torcia frontale

  • guanti da giardiniere e segaccio (vago per montagne di bassa quota, la vegetazione talvolta è un problema)

  • telo antipioggia e/o mantella

  • pompetta (maledetti pelucchi sul sensore !!!!!)

  • (non visibile) Moschettone grosso su asola centrale dello zaino

38_VAR_0016.jpg37_VAR_0325.jpg

Alcuni zaini dispongono di ganci elastici per trasporto bastoncini. Io li uso per agganciare il treppiede come il Leofoto LS-254C. Invece lo scopo del grosso moschettone BLU della foto di destra, è quello di agganciare la fotocamera o il teleobiettivo che tengo fuori durante la progressione. In questo modo scarico un po' di peso che graverebbe su una sola spalla. Gancio e sgancio è possibile senza scaricare lo zaino

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I miei 4 Zaini Alpini per fotografia
Uso questi 4 modelli per affrontare escursioni differenti. Si tratta di 3 modelli Decathlon ed uno zaino tattico Mardingtop.

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DECATHLON FORCLAZ Trek 100 (50L)
Zaino per trekking di due giorni, molto leggero e con ottima ergonomia. Ha l'apertura con unica cerniera su tutta la lunghezza e apertura inferiore per accesso sacco letto, con divisorio interno (che non uso) che è sganciabile. Questo lo rende adattissimo all'applicazione fotografica. E' lo zaino che uso per la montagna vera, quando trasporto molto peso e prevedo di camminare a lungo. E' il sostituto del Forclaz 45 che è rimasto in Costa Rica

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35_GRP_0041.jpg35_GRP_0103.jpg

PROS:
Leggerezza,
vestibilità confort,
volume elevato,
presenza agganci ad elastico per bastoncini ,
presenza di tasche laterali con zip,
presenza sacca per borraccia ad accesso rapido,
struttura portante schienale in barre di alluminio
regolazione altezza dell'aggancio spallacci

CONS:
cinghie chiusura cappuccio non ancorate alla base del sacco,
1 sola tasca sulla fascia lombare,
sistema regolazione un po' macchinoso,
mancanza di tasche laterali di fondo sacco

DECATHLON QUECHUA Mh500 (40L)
Per uscite di una giornata, leggere ma nemmeno troppo, questo è il mio zaino preferito. Legerissimo e soprattutto in estate in grado di smaltire bene il calore ed il sudore. Ovviamente Decathlon lo ha dismesso. Misteri.

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37_VAR_0334.jpg35_SAR_0103.jpg


PROS:
Leggerezza,
vestibilità confort,
espulsione del calore da schienale,
tasca dorsale con zip e tasca dorsale esterna,
tasche laterali ad accesso rapido,
presenza agganci ad elastico per bastoncini,
struttura portante schienale in tubi di alluminio

CONS:
cinghia chiusura cappuccio unica non ancorate alla base del sacco,
cinghie laterali a V non adatte all'aggancio treppiede (compensato da ganci elastici),
mancanza di tasche laterali di fondo sacco
cinghia di chiusura ventrale sottile
Cerniera apertura semicentrale asimmetrica.

DECATHLON SOLOGNAC BIGHUNTER (45-70L)
Dal 2017 è il mio cavallo di battaglia. Fortuna che Decathlon la serie per cacciatori la fa con materiali molto robusti, altrimenti lo avrei già squartato. Questo attrezzo mi segeu da 9 anni nelle mie uscite settimanali nel parco delle lame. Fango pioggia neve caldo impossibile tutte belle situazioni in cui questo sacco mi serve senza problemi. L’ho usato così tanto che gli spallacci si sono compressi e sono diventati decisamente sottili. Decathlon non fornisce il ricambio, anche se sarebbero perfettamente sostituibili. Decathlon è imperscrutabile.

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30_PLS_0102.jpg30_PLS_0442.jpg

PROS:
robustezza del materiale del sacco,
volume abbondante,
presenza di tasche laterali con zip,
presenza tasche laterali di fondo sacco,
lacci di compressione laterali molto robusti,
sacca porta calcio fucile,
struttura portante schienale in tubi di alluminio,
espandibilità del volume,
colore mimetico real tree
regolazione altezza dell'aggancio spallacci

CONS:
spallacci non ben imbottiti,
peso un po' elevato,

MARDINGTOP M6480 (70L)
In inverno, soprattutto, la quantità di vestiti da portarsi appresso sul fiume è veramente tanta. Per questa ragione ho acquistato il Mardingtop 70L. In effetti si è rivelato perfetto allo scopo, ma anche comodo, nonostante una struttura non proprio rigida. Tanto che per una due giorni in montagna (con tenda e sacco a pelo) ho scelto lui perchè solo il suo volume mi ha permesso di trasportare l'iradiddio di cui avevo bisogno. Un ottimo zaino, ha tutto quel che serve e qualcosa di più. Se fosse stato anche mimetico con bastino tubolare (come il Solognac di cui sopra) sarebbe lo zaino perfetto per ... i traslochi. In effetti è l'unico zaino che mi permette il trasporto di due teleobiettivi 300/2.8 + 600/4 oppure 800/6.3 + 400/2.8 TC

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PROS:
Materiale robusto fatto per durare
Volume elevato,
vestibilità confort,
regolazione altezza dell'aggancio spallacci
presenza tasche laterali di fondo sacco,
tasca dorsale con zip
Apertura zip a tutto sacco
Tasche interne a rete

CONS:
struttura portante dorso in lastra di materiale plastico


Infine per i più curiosi ecco come ho preparato il Decathlon Forclaz Trek 100, per la salita al monte Barone.

Valerio Brustia 2026

24 Comments

Recommended Comments

Riccardo Davoli

Nikonlander

  • Nikonlander

Molto interessanti le tue considerazioni sulla scelta che sostanzialmente condivido.

Grazie Valerio

Giannantonio

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Un esaustivo diario esperienziale!!

Grazie.

Gianni

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Grandioso...👏

cismax

Nikonlander

(edited)

  • Nikonlander

Sempre bello leggerti Valerio e prendere spunto da un'esperienza di decenni a viaggiare per pendii, ghiacci e rocce.

Io in montagna ci vado poco ormai (poi dopo la frattura alla caviglia dubito di poter tornare a fare quello che facevo...) e macchine e obiettivi li lascio scoperti, separati dai divisori, per questioni di rapidità di utilizzo (ho uno zaino Mindshift Backlight da 36L, che è fotografico, non da montagna. Se volessi dormire fuori dovrei ovviamente attrezzarmi diversamente). E' un'idea però quella di proteggere ogni singolo pezzo con una copertura in neoprene, perchè potrei utilizzare uno zaino da montagna senza rovinare l'attrezzatura, sacrificando un po' di comodità nello smontare, rimontare obiettivi ma potendovi aggiungere generi di necessità

Edited by cismax

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
19 minuti fa, cismax ha scritto:

Sempre bello leggerti Valerio e perdere spunto da un'esperienza di decenni a viaggiare per pendii, ghiacci e rocce.

Io in montagna ci vado poco ormai (poi dopo la frattura alla caviglia dubito di poter tornare a fare quello che facevo...) e macchine e obiettivi li lascio scoperti, separati dai divisori, per questioni di rapidità di utilizzo (ho uno zaino Mindshift Backlight da 36L, che è fotografico, non da montagna. Se volessi dormire fuori dovrei ovviamente attrezzarmi diversamente). E' un'idea però quella di proteggere ogni singolo pezzo con una copertura in neoprene, perchè potrei utilizzare uno zaino da montagna senza rovinare l'attrezzatura, sacrificando un po' di comodità nello smontare, rimontare obiettivi ma potendovi aggiungere generi di necessità

Okkio che la sacca in neoprene in cui chiudo il corpo macchina principalmente serve per tenere la fotocamera fuori a spalla senza distruggerla mentre sfrega contro la fascia lombare dello zaino. Se non facessi così produrrei 1/10 o meno delle foto che scatto.

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Avevo 12 anni di meno 😒. Ma oggi è uguale, l’assetto.

Va da sé che fotocamere e obiettivi così combinati stanno protetti anche in un sacco senza scomparti.

cismax

Nikonlander

  • Nikonlander

si si, per le macchine era chiaro

hai mai considerato qualcuno di quegli aggeggi che imperversano sul web per trasportare le macchine segando meno il collo e le spalle con le chinghiette?

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Si ma non fanno per me. Ho gli spallacci dell zaino, aggiungere una seconda imbracatura anche no, la mia soluzione è un classico di oltre 40anni: AN4n o AN4y, sono le cinghie nikon storiche, quelle delle FM2 per capirsi. Sono robustissime e con la soluzione moschettone BLE, scaricano sullo zaino e non sulla spalle. Uso quelle da sempre, le ho montate su tutte le fotocamere, non trovo di meglio.

Francesco Contu

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Io uso le cinghie in Neoprene da quasi 20 anni e mi hanno cambiato la vita. Sulla Z50 che è leggerissima e fa categoria a se invece ho la cinghia Nikon gialla che usavo sulla Reflex e che sono ben lieto di sfoggiare.
Però l'idea del moschettone mi intriga parecchio e voglio sperimentarla.
Per il resto Super articolo come sempre. Ho idee simili anche se con minori pretese.

Antonio Biggio

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
4 ore fa, Valerio Brustia ha scritto:

Si ma non fanno per me. Ho gli spallacci dell zaino, aggiungere una seconda imbracatura anche no, la mia soluzione è un classico di oltre 40anni: AN4n o AN4y, sono le cinghie nikon storiche, quelle delle FM2 per capirsi. Sono robustissime e con la soluzione moschettone BLE, scaricano sullo zaino e non sulla spalle. Uso quelle da sempre, le ho montate su tutte le fotocamere, non trovo di meglio.

Bell'articolo. Anch'io ho perso il conto degli zaini fotografici che ho cambiato, però mi sono reso conto nel tempo che per trasportare attrezzatura fotografica e non solo, la soluzione degli zaini da montagna adattabili ai fotografi siano le migliori.

Mi è chiara la tecnica di aggancio macchina e tele allo zaino, ma non capisco bene quando invece agganci la macchina con altri obiettivi come fai.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
8 minuti fa, Antonio Biggio ha scritto:

Bell'articolo. Anch'io ho perso il conto degli zaini fotografici che ho cambiato, però mi sono reso conto nel tempo che per trasportare attrezzatura fotografica e non solo, la soluzione degli zaini da montagna adattabili ai fotografi siano le migliori.

Mi è chiara la tecnica di aggancio macchina e tele allo zaino, ma non capisco bene quando invece agganci la macchina con altri obiettivi come fai

Butto una mano dietro il collo, cerco il moschettone ( e’ grosso apposta, così lo trovo), ci passo la tracolla della fotocamera e a questo punto posso scegliere di passare la tracolla su una spalla (il moschettone scarica un po’) oppure buttare dietro una spalla la tracolla . La fotocamera sarà a penzoloni tra l’anca e il fianco zaino. In questo caso uso un cordino elastico che evita le oscillazioni. Lo avvolgo al belt lombare a creare un asola elastica che trattiene la fotocamera. È un po’ da duri e uso il metodo solo quando ho fuori due corpi pesanti. Di norma no.

Roby C

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Hai fatto un trattato, ma quel che conta è che i quattro hanno piccole differenze ( a parte i litri ) tra loro ma dettate da una cosa, l'esperienza sul campo.. l'unico appunto che peò vorrei farti è questo: ma il video che hai prodotto, bello chiaro esaustivo... ma lo hai visto? mannaggia,, ma devi correre anche lì? un pochino più lenta la ripresa.. farebbe vedere meglio.. senza sentire l'effetto film muti anni 20. sbaglio?..

Poi in alcuni scatti, o meglio... autoscatti.. ho la presunzione di rivedere in una qual maniera.. un certo Walter che ormai non è più fisicamente tra noi..

Bravo Vale..

cismax

Nikonlander

  • Nikonlander

il mondo è bello perchè è vario

io Roby invece ho apprezzato l'accelerazione del filmato.

8 minuti per guardare la preparazione dello zaino forse non li avrei spesi, ma la metà si

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

MA ACCELERATO FA SCHIATTARE 😆

il pollice "OK" è una appropriazione impropria: dovrei pagare i diritti ai meccanici pakistani di youtube, inimitabili

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
2 minuti fa, brunorosa64 ha scritto:

Io ho uno zaino osprey e mi trovo molto bene; lo utilizzo per i vestiti e gli accessori durante le escursioni . Questo accessorio: https://www.osprey.com/it/osprey-camera-cube-s-f24?size=SM&colore=Charcoal+Grey consente di trasportare un corpo macchina e due obiettivi senza utilizzare borse accessorie. Un saluto e buone escursioni


perdonami ma quella cosa che hai postato e' esattamente l'opposto di tutto quello che ho scritto sopra. Osprey fa degli ottimi zaini trekking ed alcuni modelli hanno un colore dignitoso oltre che l'indispensabile apertura su tutta la lunghezza. Sono belli gli osprey, ma io non avendo un fornitore vicino... mi sono adattato. Questi cosi prima di metterli sulle spalle li devi smanazzere dal vivo.

brunorosa64

Iscritto+

ti saprò dire...dopo averlo provato :-)

Tanker

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

Bel raffronto Valerio,il Mardingtop interessa anche me,ho un negozio Decathlon vicino casa ci farò una scappata.Questi servizi basati sull'esperienza e uso pratico valgon più di tanti articoli promozionali che vedi sulle riviste.

happygiraffe

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

Bravo, Valerio! Questo articolo vale oro.
Interessante che le soluzioni che hai trovato siano quelle proposte da Decathlon, che devo dire che in alcuni segmenti ha delle proposte molto interessanti e realizzate con criterio.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
31 minuti fa, happygiraffe ha scritto:

Bravo, Valerio! Questo articolo vale oro.
Interessante che le soluzioni che hai trovato siano quelle proposte da Decathlon, che devo dire che in alcuni segmenti ha delle proposte molto interessanti e realizzate con criterio.

Gli zaini sono fatti bene però Decathlon ha un problemino: tutti gli zaini Decathlon che ho avuto/ regalato / possiedo, negli ultimi 5 anni, sono fuori produzione. Solo il Solognac è in produzione ma non è più mimetico…mah.

Il fatto è che non si limitano a rivedere il prodotto, lo dismettono e ne fanno uno completamente nuovo. Bisogna provarli in magazzino c’è poco da fare.

1 ora fa, Tanker ha scritto:

Bel raffronto Valerio,il Mardingtop interessa anche me,ho un negozio Decathlon vicino casa ci farò una scappata.Questi servizi basati sull'esperienza e uso pratico valgon più di tanti articoli promozionali che vedi sulle riviste.

Okkio il Mardingtop l’ho preso su amazzonia. Lo fanno anche verde e c’è un modello senza i tasconi laterali, è più filante ed il più venduto. Attento al fatto che non ha struttura tubolare di sostegno allo schienale. Vuol dire che lo zaino va fatto bene, se no lo senti flettere sulla schiena.

Tutti questi zaini hanno il fattor comune di essere economici. Il più caro è il Solognac che pagai 110 euro. Vuol dire che 4 zaini mi son cosati meno di un modello medio di F-stop senza aku. È anche questo un aspetto da considerare, ma in realtà il risparmio è molto maggiore perché i 4 di cui sopra sono declinabili per differenti situazioni, fare lo stesso con degli F-stop ci scappa un 70-200Z.

Al di là dell’aspetto meramente veniale, ci sono realizzazioni con le contropalle che però costano parecchio

Mystery Ranch, Eberlenstoch fanno cose spettacolari ma a costi che fanno apparire economici gli F-stop e i Mindshift, ma comunque io preferirei sempre i primi perché costruiti per applicazioni veramente rugged. Consiglio di guardare le produzioni tattico militari, ma se si scava queste hanno ricaduta nell’ outdoor normale. Il problema di questi bellissimi arnesi è che non possiamo provarli, ci tocca comprare via web e sperare bene.

Per altre cose mi sono approvvigionato su Varuste.net di Helsinki. Rapidi veloci efficienti, loro, le poste un po’ meno.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
18 ore fa, Francesco Contu ha scritto:

Io uso le cinghie in Neoprene da quasi 20 anni e mi hanno cambiato la vita. Sulla Z50 che è leggerissima e fa categoria a se invece ho la cinghia Nikon gialla che usavo sulla Reflex e che sono ben lieto di sfoggiare.
Però l'idea del moschettone mi intriga parecchio e voglio sperimentarla.
Per il resto Super articolo come sempre. Ho idee simili anche se con minori pretese.

Ciao Francesco.

Aneddoto sulle cinghie in neoprene.

1991, autunno o inizio inverno. Possiedo il verde Tamron 400/4 SP-LD da 6 mesi, lo tengo su comodino. Di notte mi sveglio e lo guardo fino a collassare nel sonno.

A dicembre sono in val Cairasca (VB), nello zaino Berghaus ho il 400/4 su cui ho montato la cinghia op/tech in neoprene, ma nello zaino il tele sta facendo muffa. Lo voglio pronto e poi ho la cinghia nuova morbida proprio per questo. Metto a terra il Manfrottone 055, scarico lo zaino e estraggo l’amico verde. Preparo tutto, rimetto lo zaino, ri-carico sulla spalla la cinghia in neoprene e afferro il treppiede. Non so come ma so il perché, forse il mio movimento, fatto sta che la cinghia elastica fa il suo mestiere, elastico, e si proietta fuori dalla mia spalla. L’amico verde si schianta al suolo, batte il bordo del paraluce gommato, e finisce nell’erba. Io divento verde come il Tamron.

Da allora quella cinghia di menta sta in un cassetto. Mai più, mai più. Sono passati 34 anni, una vita, ma il ricordo è ancora vivido e fresco. Chissà perché.

Francesco Contu

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
13 minuti fa, Valerio Brustia ha scritto:

Ciao Francesco.

Aneddoto sulle cinghie in neoprene.

1991, autunno o inizio inverno. Possiedo il verde Tamron 400/4 SP-LD da 6 mesi, lo tengo su comodino. Di notte mi sveglio e lo guardo fino a collassare nel sonno.

A dicembre sono in val Cairasca (VB), nello zaino Berghaus ho il 400/4 su cui ho montato la cinghia op/tech in neoprene, ma nello zaino il tele sta facendo muffa. Lo voglio pronto e poi ho la cinghia nuova morbida proprio per questo. Metto a terra il Manfrottone 055, scarico lo zaino e estraggo l’amico verde. Preparo tutto, rimetto lo zaino, ri-carico sulla spalla la cinghia in neoprene e afferro il treppiede. Non so come ma so il perché, forse il mio movimento, fatto sta che la cinghia elastica fa il suo mestiere, elastico, e si proietta fuori dalla mia spalla. L’amico verde si schianta al suolo, batte il bordo del paraluce gommato, e finisce nell’erba. Io divento verde come il Tamron.

Da allora quella cinghia di menta sta in un cassetto. Mai più, mai più. Sono passati 34 anni, una vita, ma il ricordo è ancora vivido e fresco. Chissà perché.

Hai avuto sfiga e ovviamente non esiste una soluzione perfetta.
Dopo averne provata una io non tornerei più indietro invece, tutta un'altra sensazione mentre si cammina, i movimenti della macchina sono ammortizzati.
Anche il grip sulla spalla è superiore.

Tanker

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

L'ho avuto anch'io prorio in quegli anni il 400 vere della Tamrom,un gran bell'obbiettivo.

Praticamente una "tesina" in Zainologia! Veramente ben fatta ed esposta e cè pure un video molto esplicativo,come del resto tutto l'articolo. Come sempre l'esperienza unita alla passione,specialmente se lunga come la tua,porta ad una conoscenza certosina e precisa dell'argomento trattato. Se poi,come immagino sia,hai la stessa conoscenza sul brand giallonero e i suoi prodotti,bè allora promosso con 10 e lode Sig. Proff. Valerio Brustia,Complimentia063

MaxBubu

Nikonlander

  • Nikonlander
Il 04/01/2026 at 20:55, Roby C ha scritto:

Poi in alcuni scatti, o meglio... autoscatti.. ho la presunzione di rivedere in una qual maniera.. un certo Walter che ormai non è più fisicamente tra noi..

Penso che tu ti riferisca al Walter grande alpinista e fotografo che mi ha fatto viaggiare con la mente leggendo i suoi libri ed i suoi reportage su Epoca?

5 ore fa, Luciano francesco Costa ha scritto:

Come sempre l'esperienza unita alla passione,specialmente se lunga come la tua,porta ad una conoscenza certosina e precisa dell'argomento trattato. Se poi,come immagino sia,hai la stessa conoscenza sul brand giallonero e i suoi prodotti,bè allora promosso con 10 e lode

Bravo Valerio leggo sempre con piacere i tuoi post, perché penso che dietro le tue convinzioni ed affermazioni ci sia l'esperienza diretta fatta sul campo.

bravo

Guest
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