A Ivrea c’è una squadra che la Battaglia delle Arance la vive a modo suo: gli Aranceri Mercenari. Per loro non conta solo vincere, ma divertirsi, stare insieme e celebrare lo spirito del Carnevale come si fa tra amici in una piola. E non è un caso: la squadra è nata quasi per scherzo, tra un bicchiere e una risata, in un’osteria dell’eporediese.
Un Carnevale diverso, fin dall’inizio Sin da subito, i Mercenari si sono fatti notare: casacche viola vinaccia, baschi, un asinello e una fisarmonica che li accompagnava in sfilata. Mentre per molti la Battaglia delle Arance è una guerra, loro l’hanno sempre vissuta come una festa. Dal 1974, anno di fondazione, hanno scelto di interpretare lo Storico Carnevale di Ivrea con leggerezza e ironia. Un approccio che, negli anni Settanta, li ha resi subito la “squadra di sinistra” del Carnevale, attrattiva per i giovani che volevano rompere le regole.
Tra goliardia e combattività Sì, i Mercenari sono goliardici, informali, “da piola”, ma non per questo meno competitivi. Hanno vinto tre volte, e nessuno si è stupito: restano a tirare arance al Rondolino anche quando le altre squadre vanno in corteo fino a Piazza di Città per la premiazione. Per loro, il Carnevale è prima di tutto divertimento, aggregazione, vin brulé. Il loro motto? “Che ce frega d’esser primi, noi c’abbiamo il vin brulé”.
“Genta da piola”: l’identità popolare Chi sono gli Aranceri Mercenari? Gente da piola, e ne vanno fieri. La piola, per chi non è piemontese, non è solo un’osteria: è un luogo senza fronzoli, dove si beve vino sfuso, si mangia come viene e si parla schietto. È il regno del popolo, dove cadono le maschere e si rivela la sostanza. La piola è fraternità e scontro, vino e bestemmia, risata e livido.
Chiamarsi “genta da piòla” è un modo per dire: noi non siamo élite, non siamo ufficiali, non siamo turisti del folklore. Siamo il popolo vero, quello che si sporca le mani, che canta stonato, che lancia l’arancia come se fosse l’ultima cosa da fare nella vita.
È una filosofia di vita. Anti-retorica, anti-eroica, ma dannatamente autentica.
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