Il richiamo del Barone
Per i Milanesi sono le Grigne, per me che sto nell’ovest Ticino è il monte Barone La montagna di casa. E pensare che no l’ho mai considerato, fino a quando ho cominciato a frequentare la val Sessera, quel rilievo scuro ai piedi del monte Rosa che dalla città si vede tutto l’anno, non sapevo nemmeno che nome avesse. Non che non ne avessi mai sentito parlare, questo no, ma non sapevo dove si trovasse. Ecco è sempre stato lì, a nord nord ovest.
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Uno scatto di diversi anni fa, quando ancora nevicava. Il monte Rosa domina la pianura. Il monte Barone è quel rilievo triangolare a un terzo inquadratura da sinistra.
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In primavera, osservando il Rosa da una angolazione più settentrionale, ecco il Barone sulla sinistra, profilo inconfondibile
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A Maggio dalla cima del monte Fenera, uno sguardo vero il Barone con Borgosesia ai suoi piedi.
Del monte Barone, dicevo, ne avevo sentito ma non sapevo d’averlo sotto il naso. Nell’estate del 2022 ci siam decisi a percorrere il sentiero G8 CAI che dall’alpe le Piane di Coggiola (BI) porta in cima alla montagna. Fu una gita molto bella, e molto calda, che mi lasciò’ il senso di una vicinanza imbarazzante: una montagna (2044 m s.l.m non è l’Everest, ma sempre montagna) il cui attacco del sentiero sta ad un’ora dal mio garage. Ma perché avevo atteso cosi tanto…. Perché!!!!!
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Agosto 2022, salita afosa.
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Sulla via del ritorno, le nuvole si addensano sulla cima del Barone. Agosto 2022
Vabbè sono i casi della vita, quel che si ha vicino vicinissimo spesso non lo si considera, a prescindere. E’ una feroce vaccata, ammetto che le ragioni contingenti della vita mi stanno consentendo di recuperare ( le sto girando tutte queste montagne). Così il 13 dicembre scorso, un sabato soleggiato e liberato da impegni, ho approfittato della vicinanza per ripetere una bella passeggiata che, a fine autunno, mi ha raccontato una storia diversa da quella sudata feroce di agosto 2022.
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Alle 9.20 lascio l’auto parcheggiata a Le Piane, ci metto un’ora e mezza per superare il bosco della Ciota ed arrivare qui a vedere la conca del erbosa del Barone. Non sono troppo in forma.
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La valle sottostante direzione ovest è secca da far paura. Dietro al crinale di punta di Foggia spunta il monte Bo biellese.
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Non me lo ricordavo, ma da qui in poi fino al rifugio, il sentiero fa il verso al Passo di Caradras del signore degli anelli. No, tranquilli, non ci sono orchetti e nemmeno Urukai
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Ci sono invece questi qui che con i loro 10 anni per gamba mi hanno sverniciato arrivando in cima 40 minuti prima di me.
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Dal rifugio il sentiero sale di traverso lungo il pratone. Il festival della Paglia: vietato fumare.
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Raggiunto il crinale si apre la vista verso est. Un cartello con indicazioni ottimistiche segna i tempi di percorrenza.
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Fine ottimismo, la salita è lunga e ripida. C’ è un po’ di gente, tra tutti incontrerò una decina di persone, completamente fuori dai miei standard. Di norma incontro 0 relatives, ma è sabato per tutti.
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Più in alto, sono intorno ai 1900m, incontro un po’ di neve. Nei ripari in ombra, dove passa la traccia del sentiero, sono guai perché quella neve, disciolta, è diventata un incrostazione di ghiaccio nero. In discesa mi farà penare.
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Il crinale lo lascio in basso, ma si allontana troppo lentamente. Ad un certo punto la gamba sinistra si è piantata. Rigida come un baccalà dal ginocchio fino giù alla pianta del piede. <ossignore> penso < ho una paresi> Ma no era solo un bel crampo, chessara’ mai ! Ho finito il gatorade, ho solo acqua fresca. Ma zero sete.
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La vetta è lì a pochi metri, ma sembra si stia allontanando, deriva dei continenti? Scende un signore con diversi anni più di me <DAI FORSA CHE SEI QUASI RIVATTO> vacca boia, si deve proprio vedere che non ne ho più. <Grazie dell’incoraggiamento, ma sa in questo momento mi mancano fiato e gambe, giusto due cose appena> e quello < MA NO VALA’ NON TI SCORAGIARE CHE LA CIMA L’È LÌ > eh bravo, e’ li, e io son qui … ed è ben quello il problema.
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Spinto dall’orgoglio, con tanta forza di volontà, un colpo di reni, cistifellea fegato e frattaglie varie, sono arrivato anche io in cima. Ci ho messo una vita, ma è ancora chiaro e la luce bella deve ancora arrivare.
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Sulla vetta del Barone il CAI ha piazzato questo fungo di pietre con il cappuccio di bronzo. Il cappuccio è un disco che indica la direzione di tutte le cime visibili. Cribbio, c’è tutto l’arco alpino. Il Barone è in una posizione magnifica, ultimo 2000 prima della pianura. La vista sul gruppo del monte Rosa è totale. Comunque, fosse per il disco, non ne riconoscerei una.
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Questo è un dettaglio delle nervature rocciose della cima del Luvot, una montagna di soli 1600m che separa l Val Sesia dalla valle diPostua. Posti poco frequentati, quindi magnifici. La severa verticalità di quel versante spiega la scarsità di frequentatori.
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Ad ovest i pendii boscati del versante esterno della panoramica Zegna. In primo piano il parcheggio camper. Potenza di 800mm
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Qui c’è 3/4 del Piemonte. Il biellese chiuso dalla Serra e oltre il Canavese quindi il Monviso e lì siamo a Cuneo. I primo piano Bielmonte con le piste da sci in ombra dove la neve non si scioglie.
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Rimango da solo in vetta, scendo per ultimo ( cosa ha da fare tutta sta gente a casa … ranges ) Mangio il cioccolato, tavoletta Novi da 250g la divoro piuttosto rapidamente. Mentre mi strafogo, noto un insistente svolazzo di corvi imperiali che fanno la spola da un versante e l’altro della montagna. Croook croook, insistenti e numerosi, vabbè, metto via il cioccolato, imbraccio l’800 e provo d inquadrare qualcosa. Non è la giornata giusta per una focale così lunga, l’aria si riscalda ed è pessima.
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Però solo grazie all’ingrandimento di 800mm mi spiego il movimento dei corvi. Sul versante sud ovest , il più assolato, un’aquila reale ha il suo bel daffare a tener testa alla comitiva di corvi. Il rapace desiste e piega verso montagne meno frequentate, da corvi. Questa,cosa l’ho vista solo io, tutti gli altri salitori di quel giorno erano già al bar.
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La discesa nella luce calda del tramonto è una goduria, ma solo dopo aver superato i tratti ghiacciati che, malefici, si nascondono sotto i ciuffi d’erba secca. E i ramponi, li ho ritirati troppo bene e son partito senza.
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Il rientro nella notte era preventivato, quello che però non prevedevo è che sarebbe stato così lungo. Un’ora e mezza di frontale e’ un po’ una palla.
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Sulla cima del Barone ho portato entrambe le Z9 perché sono fotocamere eccezionali e non possono restare in casa. Il piccolo Leofoto LS-223CEX è servito per panoramare in multi scatto con il 300mm. Per il resto ho fatto tutto a mano libera. Il 14-24/2.8 ha fatto il grosso delle foto. E’ un obiettivo meraviglioso, peccato che abbia un tappo così infelice. Il 60 Micro mi ha dato una mano per altre riprese di paesaggio in stiching , la prospettiva di 60mm è insostituibile. L’800 ha documentato il passaggio dell’Aquila.
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Tutte le mie carabattole le ho trascinate su e giù dalla vetta dentro a pratico zaino da montagna con apertura su tutta la lunghezza.
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È stato bellissimo, il giorno dopo ero morto ho preso una Tachipirina.
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