La mattina trovo il lago completamente avvolto dalla nebbia, una bruma leggera che avviluppa tutto e nasconde barche, pontili, animali, sottraendoli al mio sguardo.
La superficie dell’acqua è immobile e sembra stendersi fino all’infinito dove è invisibile il confine tra essa e il cielo.
Questa umida caligine sembra anche soffocare ogni rumore, da quello dei barchini che navigano pagaiando fino allo starnazzare delle anatre che con il loro curioso silenzio paiono quasi voler rispettare questa quiete magica ed innaturale.
Ovunque è pace e solo l’incedere dei miei passi sulla ghiaia della riva risuona sommesso in questa atmosfera ovattata.
Ma a tratti la luce del sole riesce a penetrare la nebbia e a rischiarare qualche angolo di lago accendendolo d’argento, come uno specchio luminoso che con i suoi riflessi cerca di abbagliare l’incauto osservatore.
Così fra le sagome sbiadite che affiorano in questa bruma provo a ritrarre ciò che ora appare e ora scompare, cercando di non fare rumore, lasciando andare i miei pensieri e facendomi cullare dal dolce silenzio di questa atmosfera incantata.
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Immagini riprese con Nikon Z50 II e Nikkor Z DX 16-50mm 3.5-6.3 VR
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