Un pensiero sulle foto agli animali
Scrivo questo blog sull'onda di alcuni post e commenti di fotografia naturalistica.
E' solo il mio pensiero, che si può condividere oppure no, l'invito è pensiamoci sopra un attimo, poniamoci delle domande, se vogliamo, poi si fa quel che si vuole.
Questa foto l'ho fatta per una rivista scientifica in cui ho pubblicato i risultati di una mia ricerca:
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Queste foto le ho fatte per una mostra divulgativa sul patrimonio di un museo:
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Dove voglio arrivare? Sono foto fatte per scopi diversi rivolte a persone diverse a cui interessa vedere cose ...differenti.
La prima foto è per i miei colleghi studiosi, a cui interessa che la foto sia nitida, ben esposta, senza ombre ingannevoli, in modo che si possano vedere nel modo migliore i particolari del soggetto così da apprezzare i dettagli e discutere di quel che ci interessa.
Le altre due foto sono per un pubblico generico che assiste ad una mostra fotografica. Per fargli apprezzare il valore di quello che vede, ho pensato che fosse meglio presentarlo in un contesto più accattivante e che raccontasse una storia di vita e di morte, di animali e di pietre.
Ho portato la cosa un po' agli estremi, apposta.
Che cosa voglio dire? Qualcosa che ho già scritto e riscritto in blog e commenti, ad esempio qui in modo volutamente umoristico ed un tantino esagerato:
Una volta, premetto, non la pensavo così, ma invecchiando e confrontandomi ho capito, forse, qualcosina.
Ecco una foto di Cinciallegra
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E due foto di Cinciarella
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Un Pettirosso
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ed altri due
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A mio parere, le foto a pieno formato mostrano di più il soggetto , ma sono apprezzate soprattutto da chi è interessato al ...soggetto in sé. Piaceranno all'appassionato di uccelli, ma, forse, le foto più ambientate parlano lo stesso del soggetto ma con un minimo di contesto, di suggestione, di atmosfera, possono venire apprezzate anche da chi non è strettamente interessato e, anche se non sembra, pur non mostrando lo stesso livello di dettaglio, parlano forse di più della cincia o del pettirosso su come e dove vive. Più fotografia e meno documento.
Scoiattolo europeo ben illuminato
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Scoiattolo europeo nel gioco di luci ed ombre del bosco.
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Il rischio che si corre è di scambiare la bellezza del soggetto con quella della foto. A me piace di più la seconda. La trovo più originale e più viva. Poi potete dirmi che sono brutte tutte e due e che non so fare le foto, non importa. Il messaggio non è personale, è che per quanto mediocre fotografo (io) possa essere, se ci si impegna un po' si possono fare foto più originali, meno didattiche.
Marmotta, punto.
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Marmotta ambientata .
Sto dicendo che i soggetti devono per forza essere piccoli? No. Le foto possono però essere un pochino studiate, originali.
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Anzi foto a soggetti lontani se non meditate, possono essere le peggiori. Ho visto (ed ho ahimè fatto) foto pessime di soggetti colti al volo che dicono ancora meno dei ritratti a formato pieno.
Ho "preso" una nitticora. Sul serio, a qualcuno questa foto dice qualcosa? A me no. Non dovessi usarla per spiegare, non la pubblicherei mai.
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Magari non tanto più grande, ma con uno sfondo un po' più interessante.
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O meglio ancora, in azione e di dimensioni leggibili:
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Spero che il mio messaggio sia passato. Sto dettando delle regole? E chi sarei per farlo? Il mio è un solo un invito a valutare (e magari a fare) le foto di natura con un pensiero più ampio, non solo specialistico e tantomeno da "preso al volo come capita, basta che sia a fuoco" (che è anche peggio).
Non sono le dimensioni del soggetto, è tutto l'insieme. Grande, piccolo in mezzo, può essere più o meno valido a seconda del contesto. Valutate questi grifoni quali apprezzate di più o di meno.
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E' tutto, grazie a chi è arrivato fin qui.
Scrivo sempre le stesse cose? Forse, ma una ripassatina ogni tanto penso ci possa stare.
Se non siete d'accordo, va bene, l'ho già scritto, ognuno può restare della sua idea ![]()
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