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Un treppiede nuovo. Un altro???????!!!!

(0 reviews)

Del treppiede fotografico ho scritto delle romanze, adesso però è il caso di rifare il punto perchè oggi la questione è cambiata in modo essenziale.
Oggi quasi tutti gli utenti di Nikonland sono ML user, quelli che ancora non lo sono lo diventeranno giocoforza. Ebbene, perdere lo specchio vuol dire eliminare la prima fonte di micromosso che può affliggere qualunque ripresa con tempi otturazione brevi o lunghi. La conseguenza immediata è che è possibile usare treppiedi molto meno robusti di quelli che usavamo in passato. Una ottima notizia! Si, ma non fatevi perculare.

37_VAR_0216.jpg

- SQUDRA CHE VINCE NON SI CAMBIA, si AMPLIA -

La Cina è diventata il primo produttore di strumenti per sostenere apparecchi fotografici, con questa pressione il gruppo Manfrotto non so quanti anni ancora potrà resistere.
Nella spettacolare messe di strumenti made in Cina c'è da perdersi. Offerte su offerte, oggetti identici commercializzati con nomi diversi. E' una guerra, e un gran casino, i cinesi hanno copiato il mondo e adesso si copiano tra di loro.

Per mia esperienza ho provato un po' di cineserie e nella pratica ho ristretto il campo a 2 soli produttori: Leofoto e Sunwayfoto. Il primo per i treppiedi, il secondo per le teste serie XB.
Oggi vi racconto la mia su un oggetto che trovo decisamente particolare, vi racconto del Leofoto LS-324CEX che utilizzo dall'estate 2025.

37_VAR_0106.jpg

I treppiedi Leofoto serie RANGER sono molto compatti, anni fa ho scritto del minuto e potentissimo LS-254, non hanno la colonna centrale e non dispongono dello spazio per alloggiarla quindi la loro dimensione da chiuso è estremamente contenuta.
Qui un bel paragone tra il Leofoto LS-324CEX il mio cavallo da battaglia, il Gitzo GT3541LS dove balza all'occhio la differenza di ingombro.

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Il Leofoto LS-324CEX gioca nello stesso campionato del mio Gitzo Systematic serie 3 e per questo l'ho scelto, per avere una alternativa o un raddoppio equivalente, ma con il vantaggio di una maggiore compattezza. Scrivo quindi di un treppiede pensato per applicazioni generalistiche a tutto tondo. In dettaglio, confrontando i due treppiedi:

  • diametro della sezione più grossa delle gambe è 32mm (0,9mm meno del Gitzo)

  • 4 è il numero sezioni per gamba, ottimo compromesso ingombro - stabilità.

  • la lunghezza da chiuso è circa 56 cm per entrambi

  • l'ingombro (diametro da chiuso) è ovviamente a favore del Leofoto

  • il peso con testa siamo lì, 200g più o meno, a cavallo dei 2.2-2.5 kg (il Leofoto qui vince ma solo di un fattore 0,9)

  • l'altezza tutto aperto: il Leofoto è più alto 153 cm , il Gitzo si ferma a 144 cm.

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Sicuramente la ridotta dimensione diametrale è un parametro interessante che rende questa serie Leofoto Ranger intrigante, ma la cosa non è gratis. Prova alla mano la piattaforma della crociera così compatta mostra una maggiore propensione alle vibrazioni. Usando una reflex e montando un tele importante ci si accorge del cedimento.
Però questo Leofoto LS-324CEX , guardatelo bene, integra una funzionalità particolare, molto particolare: la serie CEX dei Ranger è dotata di culla integrata.

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37_VAR_0096.jpg

Questa culla l'avevo apprezzata tantissimo utilizzando il minuscolo LS-223CEX il più piccolo Ranger di casa Leofoto, che mi porto in montagna per reggere la Grande Berta tra le rocce delle alpi casalinghe.

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Soddisfatto dalla performance mi sono fatto il proposito di ampliare l'utilizzo della soluzione anche nell'ottica di utilizzare con profitto le teste video come la Leofoto BV-10 che ho acquistato (usata) per provare a emulare Dario Argento.
La testa video Leofoto BV-10 e' un classico a due movimenti; pur non essendo un capolavoro nelle riprese video, non si deve caricare sopra i 1.5kg, è ottima per le riprese foto con tele importanti ed in questo la culla di livellamento del Leofoto serie CEX diventa essenziale; infatti è pressoché impossibile regolare le gambe del treppiede sull'orizzontalità perfetta del piattello crociera, se non si è in bolla il panning orizzontale sarà una tristezza calante da un lato, impennante dall'altro. La culla consente di correggere ed utilizzare con profitto qualunque testa a due movimenti. Usando invece una normale testa a sfera non si incontra questo guaio, nel caso la culla è un "di più" che non fa male a nessuno.

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Costruttivamente il Leofoto LS-324CEX è un articolo nello standard Leofoto == elevato. In termini di stabilità è, nella pratica dell'uso ML, equivalente al mio storico e solidissimo Gitzo GT3541LS, tanto che lo sto utilizzando in assoluta intercambiabilità. Accoppiato con la BV-10 o con la Sunwayfoto xb-44 è molto solido e mi consente di gestire sia il 400 TC che il più leggero 800/6.3. Non è il caso di gravarlo con il 600/4 VR, per quello ci vuole ancora il Gitzo, ma nel complesso si è mostrato un compagno molto affidabile ed in grado di rimpiazzare il Gitzo o raddoppiarlo, alla bisogna.

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Qui sopra i miei Leofoto, dall'alto: Leofoto LS-324CEX con BV-10, il piccolo Leofoto LS-254 armato con XB-44 ed il minuto LS-223 CEX con testina LH-30

La caratteristica di compattezza della serie Ranger è fatta apposta per andare in giro. Caricare due treppiedi sullo zaino non è più una roba da fachiro e ho sperimentato la cosa con i due Leofoto LS-324CEX e LS-254 come mostra la foto seguente.

37_VAR_0115_FJ.jpg

Come accennato, dall'estate 2025 per le mie uscite fluviali, utilizzo il Leofoto LS-324CEX e ne sto apprezzando le qualità tipicamente negli appostamenti a doppio teleobiettivo. Va da sè che in queste occasioni mi trascino appresso molto materiale e la riduzione degli ingombri diventa essenziale (due Gitzo systematic è dura, ve lo assicuro).

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Devo segnalare un limite, non del treppiede, ma del contesto.
Al momento l'unica testa a sfera che ha un diametro adeguato ai 60mm del piattello della serie Ranger è l'XB-44 di Leofoto (o l'equivalente Marsace). Leofoto sembra non voler produrre teste con base sui 60mm che però abbiano sfera 44-46mm, il minimo per offrire il grip coerente con la struttura del treppiede sottostante.

Qui a seguire l'immagine di un Ranger Leofoto LS-365C privo di culla con testa Marsace (prestiti di Mauro qualche anno fa) identica alla Sunwayfoto XB-44

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Secondo me è un peccato perchè la XB-44 o equivalente è sottodimensionata per lo stativo Leofoto Ranger LS-32x (figuriamoci per un LS-36x come quello della foto sopra).
Esisterebbe la testa Coreana PhotoClam Pro-50NS, con sfera abbondante di 50mm, che è una versione ridotta della Arca Swiss B1 e come tale offre una maneggevolezza d'uso seconda a nessuno. Questa farebbe scopa, ma costa un po' troppo (350 euro) e non c'è un distributore.
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NB. La testa a sfera inventata da Arca Swiss prevede un solo pomolo a frizione modulabile per controllare la sfera e un piccolo pomolo per il panning orizzontale. In totale i pomelli sono solo 2. Le Sunwayfoto XB (e le Marsace copia) implementano la medesima soluzione. Le molto famose RRS (e le copie Leofoto) invece hanno pomello della frizione separato che nell'uso qutidiano richiede un pochino di accortezza in più.

Riassumendo

Se usate teleobiettivi importanti con Z8 o peggio Z9, il Leofoto LS-324CEX è un scelta ottima e grazie al CEX e alla sua culla si può utilizzare appieno con profitto con:

  • una buona testa video

  • l'ultraleggera a due movimenti Leofoto VH-30 ( o l'originale Acratech)

  • la classica culla per teleobiettivi.

  • una testa a sfera 44-46mm va bene comunque (sempre)

Per chi non ha esigenze così importanti, consiglio di guardare ai Leofoto più leggeri come il LS-284 anche lui CEX. Non risparmiate sulla culla centrale, non vi pentirete.


E per finire - WARNING -
ho provato una Artcise la NB-46, l'ho pagata poco, molto poco. Vale poco.

37_VAR_0154.jpg

Pur nell'opulenza Artcise della confezione (con 3 piattelli in dotazione e sacchetto imbottito molto ben fatto) l'oggetto risulta poco adatto alle mie esigenze. Il serraggio sfera non è affatto solido, come dovrebbe essere per 46mm di sfera, e lo "smottamento" post chiusura è demoralizzante. Va bene nell'uso con le Fuji Xpro2 e i loro mini obiettivi, ma con le gigantesse Z9 e i loro obiettivi "GRANATA a FRAMMENTAZIONE" no, proprio non ci siamo. Okkio quindi, i numeri alle volte possono ingannare.
Se qualcuno è interessato si faccia avanti, la NB-46 è qui da me prende polvere.

15 Comments

Recommended Comments

Antonio Biggio

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Bell'articolo.

Abbiamo praticamente i due treppiedi simili, io ho il leofoto LS_364 c (credo sia come il tuo ma senza livella) e poi ho il Gitzo 3542.

Per quanto mi senta tranquillo con il leofoto e usandoli entrambi, preferisco sempre il Gitzo, lo sento più stabile, quindi se posso porto sempre quello, anche perché le teste non le lascio mai attaccate in quest'ultimo, quindi il peso non è un problema.
OT: ultimamente anche marchi cinesi di alta qualità come leofoto continuano a non convincermi molto, continuo a preferire le classiche marche come appunto Gitzo, Markins, RRS, Arca Swiss e Kirk....compri una volta e non ci pensi più. Questo non vuol dire che ho completamente abbandonato l'oriente ma se posso ne faccio a meno.

Saluti

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Ciao Antonio

Sì il Gitzo è più solido ma solo per via della crociera più larga. I Ranger danno compattezza ma si paga con una struttura meno rigida a causa di una quasi unica super cerniera che si crea ravvicinando così tanto i giunti gamba sulla crociera. Altrimenti nelle dimensioni delle altre parti (gambe e sezioni) sono attrezzi del tutto equivalenti.

La serie Gitzo systematic 2 sarebbe la vera risposta a questi Ranger, ma Gitzo ha sempre imposto la colonna telescopica. Rammento che Markins proponeva un kit di conversione con cui eliminare l’inutile orpello della colonna e trasformare un serie 2 in un mini serie 3.

  • Administrator

Articolo promosso in prima pagina tra i redazionali :

è quello che si merita ogni prova approfondita ed appassionata come questa (vale per il contributo di OGNI Nikonlander vecchio e nuovo ma gli standard di riferimento devono essere questi)

vittoria

  • Administrator

Lo scrivo qui che siamo più conviviali.

Leofoto fa ottimi prodotti, io sono soddisfatto di quello che ho anche se Valerio per le sue specifiche ha criticato il mio modello.
Credo che in fondo sia come per i vestiti, ognuno deve provarli e vedere con quali si trova meglio, è inutile dare ricette universali o pensare che quello che va bene a uno, debba andare bene ad un altro.

Ma non è questo che volevo dire, piuttosto sottolineare come, secondo me, Leofoto adesso si sia montata la testa pretendendo livelli di prezzo "occidentali" anche se comunque concorrenziali con quelli occidentali, prodotti in Cina ma venduti a prezzo da estorsione.

Per questo io sono andato a cercare gli Artcise ed altri marchi simili che propongono gamme ristrette, minori sofisticazioni ma tanta sostanza a prezzi cinesi con consegna rapida su Amazon.

Forse perché in fondo le mie pretese sono inferiori o le mie esigenze, appunto, differenti.

Non sono nemmeno tanto d'accordo con l'affermazione che "un Gitzo è per sempre" etc. etc.

Il mio Manfrotto 23B è un capolavoro di ingegneria veneta con le sue gambe e i loro steli. Ma è invecchiato male sotto alla 400 a cremagliere.
Oggi trovo più efficace il Benro video a tre gambe unite con la testa video a controbilanciamento equivalente alla Nitro Manfrotto.
Ad un costo che è quasi imbarazzante da dire (meno di una testa base video Manfrotto per tutto).

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Va osservato un altro aspetto Mauro,

questi cinesi hanno superato il periodo di copia-incolla e ora introducono innovazione. La culla di Leofoto CEX integrata, così piccola e compatta, è una innovazione. La testa XB, profilo ribassato con dislocamento laterale del dispositivo di serraggio, è stata una innovazione o comunque una rilettura originale. Anche se Coreane e non cinesi (quindi per forza di cose + costose, il personale in corea percepisce uno stipendio) la realizzazione di scalature di dimensione inferiore a 52mm delle teste a sfera PhotoClam stile Arca B1, se pur in una copia brutale, è stata innovativa rispetto alla proposta corrente. Pagare per l'innovazione e l'originalità di una soluzione furba è giusto. Poi che dietro a quel prezzo ci sia manovalanza sottopagata e un costo ambientale di produzione non computato, è sempre cina, rende evidente che esiste una sperequazione sulla distribuzione della ricchezza. Meno male che sono Comunisti.

Castorino

Nikonlander

  • Nikonlander

C'è stato un tempo in cui i giapponesi producevano in Giappone e mentre alcuni producevano copie della Leica, Altri, (il maiuscolo è voluto) più evoluti, copiavano Zeiss! Ora i cinesi che, non dimentichiamolo, sfornano in un giorno più ingegneri di quelli che noi sforniamo in un anno, copiano se stessi e se è pur vero che Artcise produce buoni cavalletti Leofoto ne fa di migliori, lo si percepisce già guardandoli da vicino, se poi ci metti le mani sopra l differenza si fa più evidente, intendiamoci, il loro lavoro lo fanno bene entrambi ma è come leggere l'ora su un Omega piuttosto che su un Rolex, se poi volessimo parlare del Patek dei cavalletti, quel Gitzo Manfrotto, non trovo i miei vecchi affatto superiori ai nuovi Leofoto, e non parlo di teste, perché dotare ogni testa di un attacco rapido diverso significa non comprendere le esigenze dei fotografi! Ora diciamo che a parte poche eccezioni😁 quanti cavalletti compera un fotografo nella sua lunga carriera? Due o tre al massimo e quindi considerando che "un buon cavalletto è per sempre, si può investire qualche euro in più e poi diciamocelo, chi vi da un intreccio dei fili come questo?

Screenshot 2025-12-01 131003.png

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
12 ore fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

Del Leofoto 364 con culla da 60mm ho scritto cinque anni fa qui

E ti hanno ascoltato, sono usciti con il CEX che la integra senza dover mettere la sovrastruttura (o smontare il piattello per inserirvi una culla)

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
4 minuti fa, Castorino ha scritto:

.......... Ora diciamo che a parte poche eccezioni😁 quanti cavalletti compera un fotografo nella sua lunga carriera? Due o tre al massimo ..........

Lo vedi Mauro? Da uno bravo dobbiamo andare, dobbiamo trovare uno che se ne intende. Se ne è accorto anche Castorino che abbiamo delle turbe, gravi

Castorino

Nikonlander

  • Nikonlander
19 minuti fa, Valerio Brustia ha scritto:

Lo vedi Mauro? Da uno bravo dobbiamo andare, dobbiamo trovare uno che se ne intende. Se ne è accorto anche Castorino che abbiamo delle turbe, gravi

Conosco persone che hanno dozzine di cravatte che oggi magari non usano più perché la cravatta è troppo di "destra", altri che hanno diverse cuffie stereo perché ognuna è adatta ad un certo genere musicale, a mio fratello hanno affidato un cane che a corredo aveva 6 o 7 cappottini diversi e dunque, in questa società del benessere perché sorprendersi della regola? Semmai son quelli che hanno un solo cavalletto che dovrebbero cercare un bravo psicoterapeuta!

Giuseppe Paglia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
23 ore fa, Castorino ha scritto:

Semmai son quelli che hanno un solo cavalletto che dovrebbero cercare un bravo psicoterapeuta!

In barba a chi pensava di avere delle certezze, magari poche ma indissolubili e076

Claudio Garlaschi

Nikonlander

  • Nikonlander

Allora, io ho:

manfrotto XPROB e lo portavo anche in montagna ( Valerio che ne dici 😄?)

Monopiede manfrotto, lo uso solo per le partite di mio figliò

Treppiede benro

Leofoto ranger ls 223c

Un po' di teste a sfera e una tre vie.

Una moglie psichiatra.

Ci sarà una correlazione??

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
3 minuti fa, Claudio Garlaschi ha scritto:

Allora, io ho:

manfrotto XPROB e lo portavo anche in montagna ( Valerio che ne dici 😄?)

Monopiede manfrotto, lo uso solo per le partite di mio figliò

Treppiede benro

Leofoto ranger ls 223c

Un po' di teste a sfera e una tre vie.

Una moglie psichiatra.

Ci sarà una correlazione??

Si. Prenota che facciamo terapia di gruppo

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Grazie Valerio,

sempre affascinato da questo tools, ne ho due un DAIWA comprato il secolo scorso (aggeggio da 2,5 kg) e uno leggero della KF (tutto carbonio) , la mia schiena non permette neanche 500 gr.

Ma quanto vorrei averne uno cosi e portarmelo in giro con me, per fortuna che ora ci sono gli alti ISO e la AI per ridurre il rumore e alleviare la mia schiena.

Tanker

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

I treppiedi sono un mondo a se estremamente variegato,alla fine ognuno in base alle proprie esigenze trova di sicuro ciò che cerca. Mi pare poi che oggigiorno la corsa al prezzo ribassato abbia finito col favorire le produzioni cinesi che però non son poi sempre sinonimo di bassa qualità.

Guest
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