Museo Nikon a Tokyo
Dopo alcuni anni (13) siamo tornati in Giappone, io per la 4° volta, i miei figli per la seconda mentre per mia moglie è stato un po’ come tornare a casa in quanto ci ha vissuto una ventina di mesi sul finire del secolo scorso per acquisire materiale per la tesi e in seguito per un master in commercio internazionale con annesso approfondimento della lingua. La “scusa” era andare a trovare amici giapponesi.
Prima tappa a Tokyo dove io non c’ero mai stato. Tra le tante mete non poteva mancare una visita alla nuova sede di Nikon e al vicino museo. L’edificio si trova ad un’oretta di mezzi pubblici, metro + treno, da dove alloggiavo, in direzione sud in una zona residenziale.
L’ingresso principale è ben curato e senza fronzoli dove fa bella figura la scritta Nikon.
![]()
A fianco dell'ingresso principale, sull'angolo a destra della foto, si trova l'ingresso del museo
![]()
![]()
Entrando, a sinistra, si trova un bar e poco più avanti si arriva all'ingresso vero e proprio del museo. Sobrio, quasi zen
![]()
Superata la porta, a destra, trovo due eleganti ragazze al banco informazioni che mi accolgono con un sorriso, un buon inglese e tanta gentilezza.
Nella prima bacheca trovo il processo di fabbricazione del vetro ottico, semplificato
![]()
Superata, entro in una stanza grande con pareti scure e illuminazione mirata sui vari pezzi del museo. Si inizia con gli stepper (spero di non aver sbagliato termine)
![]()
![]()
![]()
da notare le lenti all'interno
per poi passare ai microscopi
![]()
![]()
compreso il primo microscopio portatile
![]()
i telescopi
![]()
al centro della sala si trova un oggetto cilindrico della lunghezza di un metro e venti con un diametro di settanta/ottanta centimetri che da lontano sembrava vuoto all'interno. Mi avvicino e scopro che si tratta di un "blocco" di vetro sintetico fresato da un lato, grezzo su gli altri lati, e talmente trasparente da sembrare vuoto da cui ricavano le grandi lente presenti negli stepper
![]()
![]()
![]()
![]()
sono rimasto stupito dalla trasparenza del manufatto
seguiti da questi apparecchi di cui non ricordo l'uso ma neanche mi hanno incuriosito, chiedo venia
![]()
apparecchi di precisione per misurare gli spessori
dal primo
![]()
al più recente
![]()
e automatizzato in collaborazione con Kawasaki
![]()
![]()
nella stanza affianco sono apparsi gli oggetti che alimentano la nostra passione da anni
![]()
un incredibile colpo d'occhio, emozionante
tutta la storia fotografica di Nikon di fronte a me. Dal primo prototipo
![]()
a oggetti che non avevo mai visto
![]()
![]()
![]()
altri che conoscevo solo in fotografie viste sul web
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
compresi i primi tentativi digitali
![]()
eccola, la F3/T comprata usata ma praticamente nuova in Giappone nel 1993 nel mio primo viaggio e amata tantissimo per la soddisfazione che mi dava scattando. La custodisco ancora
![]()
una D4 sezionata
![]()
fino all'ultima uscita e tanto spazio vuoto per continuare la storia....![]()
sulla parete di fianco sono raggruppate le macchine con i relativi accessori della serie F
![]()
F2
![]()
F3
![]()
fotocamere professionali
![]()
prototipi
![]()
lenti industriali
![]()
al centro della stanza potevi provare il 1200mm f11 montato su F2 Photomic A
![]()
![]()
nella terza parete si trovano tutte le ottiche prodotte divise per "argomenti"
![]()
alcune ottiche mi hanno impressionato per dimensione
![]()
![]()
usarle, ma anche semplicemente trasportarle, non dev'essere stato facile
![]()
![]()
nella successiva stanza, ci sono gli albori di Nikon, quando realizzava telemetri cannocchiali alla marina imperiale
![]()
![]()
o le prime ottiche per fotocamere di altre marche
![]()
![]()
come Canon
![]()
infine, sulle pareti si trova una linea temporale con le tappe più significative della storia del marchio
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
fino ai giorni nostri
Che dire...emozionante. Per gli appassionati del marchio merita da solo la giustificazione per andare in Giappone. Si, certo, il paese offre anche molto altro ma per noi appassionati, amanti, di Nikon è una giustificazione per partire, per andarlo a vedere.
Valerio ha chiesto di postare molte, moltissime, foto e spero di averlo accontentato ma non sono riuscito, ne' mai si potrà, ricreare l'emozione nel trovarsi lì guardando solo le foto.
Purtroppo non ho una conoscenza così approfondita per poter raccontare tutti gli aneddoti, le storie e i successi di tutte le fotocamere e le ottiche presenti e chiedo scusa sin d'ora per tale mancanza. Sicuramente Max e Mauro ne sanno molto più di me.
Uscendo si passa per uno spazio attrezzato per presentazioni abbastanza grande
![]()
Per la realizzazione ho usato la Z9 con Z24-120
![]()
![]()
![]()
![]()
Edited by Riccardo Davoli
Recommended Comments