Giuseppe Casella mi ha ricordato, con il suo post sulla Baraggia di Candelo, che anche a me l’autunno in baraggia piace un casino. E’ da parecchio che non ci vado, ma in archivio ho il risultato di un paio di passeggiate autunnali di pochi anni fa.
La “mia” baraggia e’ quella di Fontaneto d’Agogna ( parco delle Baragge - Piano Rosa). Un territorio particolare, argilloso, su cui da secoli viene coltivato il nebbiolo. Una parte consistente e’ però rimasta a bosco e prato, questo adatto al foraggio degli ovini che qui, come nel biellese, sono stati elemento importante dell’economia di sussistenza pre industriale. All’inizio degli anni ‘’90 venne realizzato il tronco finale della A26 ( tratto Vercelli est - Gravellona) che tracciò una profonda ferita in questo territorio unico portando anche effetti collaterali non prevedibili. In fondo spiegò perché non la frequento più come invece vorrei.
La fine dell’estate
Un mese dopo, siamo dentro: autunno, tempo di funghi e castagne.
Perché si chiama Piano Rosa? Forse si spiga bene con la foto che segue
Perché non ci vado più?
E’ una ragione piuttosto particolare. Come dimostrano le foto di cui sopra, non mi limito alle ore centrali della giornata, tiro notte. Ebbene, l’autostrada A26 lambisce la parte meridionale di questo parco. Lungo il tracciato autostradale, sappiamo, si costruiscono slarghi di sosta di emergenza. Un paio di questi sono paralleli al tracciato sterrato che corre all’interno del parco. Questi sono diventati punti di distribuzione di un tipo di prodotto non commercializzato su canali ufficiali. Il corriere da Genova o da Milano si ferma in autostrada, dal lato del parco arriva un altro corriere che prende la merce per distribuirla sulla piazza locale. Orbene, passi che venga fermato dai carabinieri che strabuzzano gli occhi quando apro il bagagliaio, ma passare da “S P A C C I A T O R E” anche no grazie.
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