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Giallo

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Slow photo

Giallo

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Non so voi, ma io sono nato fotograficamente assai prima del digitale e - udite, udite! - anche prima dell'autofocus.
"E' un problema tuo" direte, e probabilmente avete ragione.

Ma se c'è qualcuno che in passato ha provato la croce e la delizia di fotografare su pellicola, invertibile, negativa bianconero od anche negativo colore, forse può capire come adesso, pur non rinnegando niente della transizione al digitale, io sento sovente la mancanza di un approccio più meditato.

Voglio dire, ma non per fare il vecchio che "ai miei tempi era meglio..." che il rullino era molto educativo sotto questo profilo.
Non rimpiango certo di non dover più spendere 0,5€ circa ogni volta che faccio click (tra costo della Velvia e sviluppo) o di dover aspettare giorni per vedere i risultati,  nè di dovermi fermare per un po' ogni 36 scatti: però questi fatti erano un antidoto alle mitragliate di raffiche "qualcosa verrà" od all'eccessivo uso del bracketing "qualcosa verrà bene". Imparavo a leggere la scena, a puntare l'esposimetro, a tener conto del colore che rifletteva la luce, alla messa a fuoco attenta, alla stima della profondità di campo, a ragionare sui tempi di scatto, a studiare con più cura l'inquadratura (la diapositiva sotto questo aspetto non perdonava niente) eccetera.

A fotografare, insomma.

Sembra una fesseria, ma un certo, lungo intervallo fra il click ed il momento in cui le diapositive finivano sul visore a luce calibrata, pronte per essere osservate col lentino da 10 ingrandimenti, costituiva un serio deterrente a "tirar via" alla bell'è meglio, tanto poi c'è fotoscioppe. 

Beninteso: tutte queste cose si possono (e si devono) fare anche adesso scattando in digitale.

E dalle foto che vedo qui è lecito pensare che tutti voi operiate in modo accorto, attento, diligente, appassionato e senz'altro meglio di me. Ma mi riferisco alle moltitudini che scattano col telefono e poi - senza nemmeno guardare loro stessi - vi fanno vedere, ancora stupiti del miracolo - un'immagine da tre pollici in cui si vede un puntino in mezzo al mare - e vi raccontano che quello è il loro nipotino Gennaro, che lì non si vede bene, ma è bellissimo. Diamine, anche con una vecchia compatta Bencini 126 caricata a negativo colore avrebbero ottenuto di meglio: e non perchè la Bencini sia meglio dell'Iphone X, ma perchè il loro processo di condivisione delle immagini sarebbe stato mediato dal costo e dall'attesa. Il problema non è scattare con il telefono o con l'Hasselblad, ma avere un minimo di senso critico verso i propri risultati.

E' un paradosso che oggi, che fotografare non costa nulla e consente di rivedere subito le immagini, l'educazione tecnico/estetica documentata dalla stragrande maggioranza delle foto che vengono condivise sia calata in modo abissale.

Ripeto, non voglio sostenere che la pellicola sia meglio, sono vecchi discorsi e discussioni morti e sepolti da almeno un decennio: ma che il metodo imposto (volenti o nolenti) dal fotografare sul rullino era molto educativo, e per certi versi farebbe bene ancora, anche se non so come. 

Buona luce

 

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Recommended Comments



1 ora fa, Mauro Maratta dice:

Purtroppo devo ammettere che l'unica cosa che condivido con te è ... l'età (more or less).
:)

 

 

Va be', ma che ho fatto?

Sono una new entry, cerco di partecipare attivamente al forum, scrivo un pensiero sforzandomi di motivarlo in modo adeguato o perlomeno comprensibile, e vengo stroncato in modo beffardo senza nemmeno che vengano esposte le ragioni del disaccordo.

Scusa, ma allora a che serve un dialogo? Posso anche aver scritto (peraltro sul mio Blog) una marea di scemenze, ma se uno non è d'accordo può fare due cose: non rispondere oppure motivare le ragioni del proprio sacrosanto dissenso. Altrimenti, ripeto, cui prodest?

Magari non mi ero spiegato bene, e nel dialogo possono chiarirsi tante cose. Nella stroncatura si chiarisce invece una cosa sola, almeno per me.

Grazie lo stesso dell'ospitalità e dell'accoglienza

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Credo che ne tuo ragionamento si confondano due aspetti della questione.

Uno è il problema della sovrapproduzione di immagini, sopratutto con apparecchi come gli smartophone, e la frenesia nel condividere ad ogni costo con il modo anche momenti di bassa o nulla rilevanza per il prossimo.
L'altro è la mancanza di cultura visiva che rende un buon 90% di queste immagini completamente sbagliato o, per usare il linguaggio udito durante una lettura portfolio in una fiera fotografica, "inutile".

Sulla slow photography si è discusso più volte, purtroppo non ci sono altre ricette che non la disciplina per noi stessi, al limite si può evitare di omaggiare le produzioni meno significative, tipo mettere like sui social tanto per, così da scoraggiare un po certe abitudini. In fin dei conti è anche positivo che la fotografia si sia democraticizzata ed aperta a tutti.

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Sono d'accordo sulla mancanza di cultura fotografica generale, meno sul fatto che la pellicola portava a ragionare di più.

Nel senso che c'erano milioni di fotografie prodotte ogni anno senza nessuna attenzione esattamente come oggi, ma semplicemente non venivano mostrate al mondo perché non c'erano i mezzi. C'era poi una minoranza di appassionati che si riuniva in circoli fotografici, che oggi esistono ancora, ma credo siano molto ridotti nei numeri. Esiste oggi invece tutta una nuova possibilità di workshop e viaggi fotografici che una volta non c'era, o era limitatissima.

 

 

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Premesso che non mi sento di rientrare nella casistica dell'accorto e del diligente pur essendo qui tra voi, mi sento abbastanza inadeguato... Sono abbastanza d'accordo con te ma non del tutto... Io direi che il senso critico, secondo me, deriva solo e soltanto dalla voglia di migliorarsi: non da quanto costa un rullino o una SD. Con la pellicola credo che io facessi più croste di adesso! semplicemente chi mostra la foto di Gennarino non gli interessa di fare una bella foto ma solo di far vedere che non stava affogando :) buona luce

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A me il rullino metteva ansia...  magari anche bei scatti persi per non sprecare i colpi, ora è un pò più facile si va in scioltezza, ovviamente bisogna imparare a scegliere gli scatti migliori... cestinare, cestinare...

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2 ore fa, Giallo dice:

Va be', ma che ho fatto?

Sono una new entry, cerco di partecipare attivamente al forum, scrivo un pensiero sforzandomi di motivarlo in modo adeguato o perlomeno comprensibile, e vengo stroncato in modo beffardo senza nemmeno che vengano esposte le ragioni del disaccordo.

Scusa, ma allora a che serve un dialogo? Posso anche aver scritto (peraltro sul mio Blog) una marea di scemenze, ma se uno non è d'accordo può fare due cose: non rispondere oppure motivare le ragioni del proprio sacrosanto dissenso. Altrimenti, ripeto, cui prodest?

Magari non mi ero spiegato bene, e nel dialogo possono chiarirsi tante cose. Nella stroncatura si chiarisce invece una cosa sola, almeno per me.

Grazie lo stesso dell'ospitalità e dell'accoglienza

What ? Quale stroncatura ? Pomeriggio pesante ?

Io sono solo stato sintetico, mica critico. Avresti preferito che ti avessi dato ragione senza pensarlo o che ti avessi ignorato ?

Io sono sempre stato digitale già negli anni '60 e l'idea di caricare e poi riavvolgere un rullino la trovavo pittoresca allora, raccapricciante adesso.

Non trovo nulla di sbagliato o di reprimevole in ciò che hai scritto. Solo non ne condivido nemneno una parola, tranne le comuni radici. Io sono uno da hyperfast photography, cui il numero di scatti annuì é solo funzione del numero di soggetti a disposizione.

Non amo attendere e non credo sia (ancora) il momento di riflettere ma (ancora) di fotografare prima di non poter più fare certe cose. Parlo per me ovviamente, non desidero essere asseverante.

Se ti ho offeso esprimendo la mia opinione me ne dispiaccio. Ma tant'é, parola per parola.

Anzi, scrivendo purtroppo, quasi mi rammaricavo  di non poter essere d'accordo. Figurati te !

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A me tutte le discussioni sul tipo di "si stava meglio quando si stava peggio" non piacciono ed io credo che tutti gli esseri umani siano in grado, se e quando vogliono, di fare delle scelte. Per andare nello specifico, io ho iniziato a pellicola ed ho consumato migliaia di rullini di Velvia 50. Gli alti ISO erano la Provia 400.

Bene, non ho nemmeno un pizzico di nostalgia e le mie fotografie ora sono molto meglio di allora! E non ricordo di avere usato il bracketing sul digitale mentre sulla Velvia mi capitava eccome..... e non Photoshoppo le foto e non mostro le fotografie dei miei nipotini (questa è facile, non sono ancora nonno e spero di avere parecchi anni davanti prima di diventarlo :)

Quello che non capisco è perché dobbiamo pensare che i limiti tecnologici ci facciano lavorare meglio. Perché dobbiamo porre fuori da noi stessi la soluzione dei nostri limiti interiori?

Discutiamo, Giallo?

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Io invece voglio spezzare una lancia a favore di Giallo. Ho iniziato nel 1968 a sviluppare e stampare  e sono perfettamente d'accordo: la pellicola portava a ragionare di più. Ancora oggi dopo essere passato nel 2001 definitivamente al digitale (per la qualità che portava rispetto alla pellicola) non sono uso scattare se non un fotogramma per volta e se mi capita di essere chiamato dall'amico di turno per fare un servizio di battesimo o di matrimonio, non vado oltre i 120, 150 scatti. La pellicola è stata una severa maestra dove i concetti di esposimetro velocità di scatto diaframma e valori luce dovevano essere conosciuti a menadito, pena il  fatto di trovarsi ad avere scattato delle foto inservibili. Oggi si scatta a raffica, si controlla come sono venuti gli scatti e si continua a scattare a raffica sapendo che qualcuna delle foto sarà venuta sicuramente perfetta. A me nel digitale manca l'aspetto tecnico della foto che invece era presente nella foto analogica . Per questo ora sono un perfezionista  della qualità dell'immagine, al di la del messaggio che la foto trasmette, in quanto per me il messaggio viene in secondo piano. Prediligo quindi il paesaggio e la foto doocumentaristica oltre evidentemente lo still life, che però non pratico perchè sono essenzialmente pigro:$

Modificato da bergat

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Credo che tutti, o quasi, siamo passati per l'analogico. Forse, ma solo per alcuni generi (foto sportiva o naturalistica), c'era più attenzione, ma solo perchè con l'uso del motore i 36 scatti finivano in fretta quindi la difficoltà stava nel capire se quella poteva essere una buona sequenza o se era meglio tenere a freno il dito. Ma onestamente non rimpiango quel periodo perchè ogni qualsivoglia sperimentazione, ogni prova richiedeva ore in camera oscura, magari solo per scoprire che avevamo sbagliato tutto. Per fortuna oggi non è più così: le fotocamere hanno un display che ci mostra subito se abbiamo capito o no quella luce; abbiamo memorie che contengono centinaia di foto e non dobbiamo preoccuparci per quanto tempo il dito pigia sul pulsante di scatto. Va bene così, mi divertivo molto anche allora ma per fortuna quel tempo è passato.

La slow-photo la lascio volentieri ai possessori di Alpa :)

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Mah, io sono aperto a discutere. Anzi discutere, in particolare di fotografia, mi piace proprio. Quello che non capisco è perché assegnare alla pellicola, ed al modo di fotografare che la pellicola IMPONEVA, il merito di far pensare il fotografo invece che al cervello del fotografo stesso.

Per la cronaca io scatto a singolo fotogramma ed a raffica, molto contento di poter disporre di 10 fotogrammi al secondo nelle mie raffiche di 2-5 fotogrammi e per nulla nostalgico di quando fotografando l'azione non avrei portato a casa niente fotografando a scatto singolo. 

Domanda provocatoria: la vostra automobile ha ABS, AIRBAG, pneumatici con mescole di ultima generazione, sensori vari? perché una volta si pensava molto di più prima di accelerare..... ma credo che si finisse per ammazzarsi anche di più! oppure ci dobbiamo dire che una volta l'automobile priva di questi ausili portava a guidare meglio?

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Benvenuto Giallo!

Ti chiamerò Beppe, come la Talpa con lupo alberto, perché di chiamarti "giallo" proprio non mi va,  c'è la questione dei colori della pelle che ... no no si rischia di essere confuso con certa gente che fa tanti bei distinguo e viene premiata nelle urne. No no io no, io ho perso e son sereno. Sereno più di Letta junior.

Allora Beppe, ti chiamo alla riflessione per punti, anzi per "capi" come direbbe l'amico Roby

CAPO PRIMO: sei sicuro sicuro che il livello qualitativo delle foto scattate dalle "moltitudini" sia peggiore di 15-20 anni fa? Io sono sicuro del contrario, lo sono perché ho avuto il picere di vedere cosa veniva fagocitato e prodotto da un minilab qualunque di una città di provincia qualunque nei mese di SETTEMBRE di meddle '90. Sconfesso la tua affermazione. Oggi un samsuapple qualunque rende "tecnologicamente" ottime le immagini delle moltitudini.

CAPO SECONDO: trentasei scatti costosi e la mf aiutano a riflettere e a fare foto più significative. Anche qui, le mie sarate al circolo di quasi 30anni fa mi rammentano vicende diverse. Quante robe brutte e prive di alcunché. Come oggi Beppe, uguale. Recentemente ho avuto il piacere di essere coinvolto come giurato (parola grossa) nel concorso intercircoli fiaf. Mamma mia, un salto nel passato! 99% scatti senza contenuto. Tutte foto digitali qualitativamente impeccabili ma senza niente dentro, niente, spesso cliché ripetuti in modo ossesivo (uhh quante colline piemontesi nella nebbia e crete senesi  in tutte le stagioni) ma vigliacco trovare un cesso di foto spontanea che racconta qualcosa.

basta ho finito i "capi" cioè non voglio tormentare me e te con altri punti verbosi. Solo questo Beppe: chi faceva foto inutili con le dia ha continuato a farle in digitale. Delle masse con gli smarphone non mi cruccio, non fotografano mica quelli, ti sembra fotografare ad usufruire della fotografia leggendola su un palmarino 3x6cm?

unico rammarico: la morte del film ha seccato un sacco di posti di lavoro che il digitale non ha compensato. Segno dei tempi, quanti lavori si sono persi nell'evoluzione della società umana. Il rullino teneva lontano i parvenue dell'ultimo momento, ok adesso con una digitale in mano dopo due ore son tutti  son tutti Olivieri Toscani, si a parole.

nei fatti le immagini buone prescindono dal supporto che le contiene ed anche dalla tecnologia che riesce a catturarle. Dietro ci deve essere sempre solo il pensiero dell'uomo. Eh, ma si diavolo!

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Io ritengo che Giallo/beppe faccia un riassunto sensato dei concetti che negli anni Ottanta erano il buonsensocomune del lettore di Editrice Progresso.

Io che leggevo quelle riviste e che dalla metà di quegli anni scattavo foto con ogni apparato possibile.... nonsoloNikon (toh...proprio come adesso xD) dalle polaroid alle Kiev passando da Rollei a Zenza di pellicola ne toccavo tanta. Ma tanta, da riconoscerla olfattivamente anche in CO e da farmi redarguire anche dal laboratorio (ma che...te la regalano?) perché sinceramente l approccio meditato da dieci foto ad uscita e poi da 3 su 36 nella selezione...no proprio mi stava sulla panza.

Sperimentavo...sperimento, sperimenteró...e se così non fosse io e Mauro non ci saremmo conosciuti sul web (di persona almeno due o tre anni più tardi) ed oggi, semplicemente Nikonland non esisterebbe.

Beh...il bello è che Mauro ha cambiato radicalmente modo e qualità fotografica.

Io invece vado ancora in giro per surfers, onde anomale e paesaggi...cose da ragazzini ...a poco distanza dalle 54 vendemmie. E mi diverto ad alzare ancora il volume.

Dell'otturatore 

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6 ore fa, Mauro Maratta dice:

Purtroppo devo ammettere che l'unica cosa che condivido con te è ... l'età (more or less).
:)

 

 

f2a.thumb.jpg.30b5e3e6b853dcfa0c77d08ed8216d55.jpg

io invece, oltre all'età,  anche la mia Nikon F2A (la sua è la bellissima AS) la vera bridge-camera Nikon tra nonAi ed Ai-mount

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Credo che il problema non risieda nella tecnologia ma in chi la usa.

Nel senso che anche molti anni fa si producevano migliaia di scatti inutili, forse oggi se ne producono di piu' perche si scatta di piu' grazie al digitale, ma non per questo son scatti migliori o peggiori.

Anche io vengo dalla pellicola, e di scatti orrendi ne ho visti e vedo anche oggi.

Per generalizzare, quanti in analogico si rivolgevano a laboratori da 1hr o scattavano con compatte plasticose formato aps......insomma anche in analogico vi erano foto si oggetti microscopici del "piccolo Gennaro" (povero GennaroxD ) nel mezzo dell'oceano, o di lune  microscopiche in un paesaggio immenso....

Sempre per generalizzare quanti di quelli che ci circondano sanno fare divisioni a due cifre o anche addizioni semplici senza utilizzare una calcolatrice? O quanti di noi non si sentono persi se lasciamo il cellulare a casa. Non per questo si fanno o facevano cose migliori prima il mondo evolve e come diceva Darwin la specie che non si adatta e' la specie destinata a scomparire..

Si potrebbe portare il discorso molto piu' in la della fotografia, come alla medicina, al trasporto, all'informazione etc etc, ma non servirebbe a nulla, perche se la pensiamo cosi saremmo rimasti al mondo dei cavernicoli e dell'arte rupestre. 

Come dire in qualche modo bisogna adattarsi ai tempi che ci piaccia o no e se fotografassi in analogico oggi non avrei lavoro, il giornale mi caccerebbe ancor prima di darmi lavoro. Lo so la tecnologia ha tolto quel romantico che resideva in noi, ma se si mette sulla bilancia quello che abbiamo lasciato e quello che abbiamo guadagnato, non credo che sia poi cosi male, no!.

La risposta sta dentro di noi e non nella tecnologia che usiamo.

 

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La penso come la maggior parte di chi ha scritto. A mio parere  differenza sta nella testa di chi fotografa e nello scopo che si pone nel fotografare. E pure io fotografo cento volte meglio adesso col digitale di quando fotografavo con la gloriosa FE2. Che un po'  mi manca, ma solo dal punto di vista della nostalgia per l'oggetto bello in sè.

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Che sia chiaro non sono contro al "analagico" perche ancora lo uso con piacere in tutte le sue forme

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ma non mi limito, i limiti li poniamo noi. 

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Il progresso tecnologico aiuta a fotografare meglio, ma non senza una crescita personale, nella tecnica ma soprattutto nella conoscenza, nel gusto...

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La mia opinione è che l'analogico, per chi voleva avvicinarsi alla fotografia, sia stato una bella palestra . E non solo perchè per chi voleva imparare  c'erano dei limiti .
Mi riferisco alla mf manuale (a me i microprismi piacevano ma oggi non saprei cosa farmene), ma soprattutto alla composizione dell'immagine perchè  a quel tempo la maggioranza delle ottiche era fisse e quindi se volevi l'inquadratura come la pensavi dovevi muovere i piedini... e tutto torna al pensare, scattare a ragion veduta.
Una bella palestra perchè chi voleva migliorarsi doveva leggere riviste o libri (e con questo non voglio dire che adesso non si può, anzi , volendo si trova di tutto). Ma mi domando quanti di quelli nati nel digitale che vedo in giro con dsrl di qualunque fascia e marchio si sono letti tutto il corposo manuale o scattano in modalità Auto.
Questo per dire che la palestra che noi abbiamo vissuto ci è tornata utile quando siamo passati al digitale.  Perchè i vantaggi tecnologici sono enormi ma i fondamentali li avevamo già bene in testa.


Secondo voi quanti di quelli nati con l'utilissimo cambio sincronizzato sarebbero capaci di tornare a casa senza frizione non avendo acquisito la tecnica della doppietta?

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Se fosse rimasta la pellicola, io avrei smesso di fotografare 18 anni fa :marameo:
E' solo grazie alla Nikon Coolpix 990 che ho deciso, allora, di portare pazienza ed aspettare le prime reflex digitali ...

 

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9 minuti fa, Mauro Maratta dice:

Se fosse rimasta la pellicola, io avrei smesso di fotografare 18 anni fa :marameo:
 

Difatti tu pur essendo nato con il digitale ti sei fatto un percorso tosto sia dal punto di vista tecnico che personale.
Per me la pellicola, bella esperienza, ma non la rimpiango.

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Io tutta questa nostalgia verso l'analogico non ce l'ho, il digitale mi ha messo a disposizione autofocus, scatto continuo ed esposimetri integrati nella camera migliori + tanti altri vantaggi che conosciamo bene.
La questione del riflettere prima dello scatto, non si può definire diversa, forse più spensierata; quando una foto non viene come la volevamo dobbiamo prendercela solo con noi stessi.
Questo secondo me è valido sia che si fotografi per comunicare qualcosa (e qui la differenza la fa la sensibilità raggiunta insieme ad un occhio/mente molto navigato, o per fortuna di alcuni naturale) o per fare una bella foto corretta, che deve piacere a chi la vogliamo far vedere.
La fotografia è bella perché, attraverso le foto che fai, si può notare il tuo cambiamento nel tempo come interessi, gusti e sensibilità.
la tecnologia migliore non può far altro che mettere a disposizione del fotografo più leve/strumenti per aiutarlo in meglio in quello che vuol fare. 

Perché altrimenti cercheremmo sempre uno strumento migliore?

     
 

 

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2 minuti fa, Zeb dice:

Difatti tu pur essendo nato con il digitale ti sei fatto un percorso tosto sia dal punto di vista tecnico che personale.
Per me la pellicola, bella esperienza, ma non la rimpiango.

Si, infatti Polaroid da ragazzino negli anni 'anta e poi FA (x2) e relativi Nikkor Ais portati anche nello zaino durante il militare, e poi F70 ed F5, li usava il mio gemello :marameo:
Ho scritto che avrei SMESSO di fotografare senza la Coolpix, non che ho cominciato con la Coolpix :)

 

 

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1 minuto fa, Mauro Maratta dice:

Si, infatti Polaroid da ragazzino negli anni 'anta e poi FA (x2) e relativi Nikkor Ais portati anche nello zaino durante il militare, e poi F70 ed F5, li usava il mio gemello :marameo:
Ho scritto che avrei SMESSO di fotografare senza la Coolpix, non che ho cominciato con la Coolpix :)

 

 

oooops! sorry Boss...

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