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Letture, spunti, scatti.

(0 reviews)

Vacanza, ne approfitto per leggere un paio di libri scritti da un fotografo di street napoletano, Francesco Verolino, il tema del primo è appunto la street photography, nel secondo affronta una visione più ampia, ma sempre abbastanza finalizzata al genere.

Come sempre si tratta di spiluccare qua e là ciò che sembra più utile, per alcuni di voi certamente saranno cose scontate e conosciute, e magari nocive, ma un paio di spunti li ho raccolti, oltre alla voglia di dedicare i pochi "momenti fotografici" della vacanza a questo tema.

-"aspetta che accada qualcosa", se nulla succede, nulla avrai da raccontare. Non fa una piega!

Ed eccomi in questo crocicchio, scatto perchè trovavo ironico il monito del cartello bianco in un contesto di deserto "cosmico":

DSC_6376.jpg

In realtà è bastato attendere pochi istanti per udire dalla mia destra grida e schiamazzi, il tempo di qualche scatto e soprattutto di togliermi di mezzo per non essere travolto:

DSC_6375.jpg

Così ho provato ad insistere:

DSC_6260.jpg

DSC_6242.jpg

-Il vuoto ed il pieno. Il primo valorizza il secondo. (da non confondere con soggetto/sfondo).

DSC_6293.jpg

DSC_6221.jpg

-isolare il/i soggetto/i

DSC_6424.jpg

Non so se sono stato un buon allievo, ma almeno mi sono divertito.

z7, 24-200z, 14-30z.

14 Comments

Recommended Comments

Alberto

Iscritto+

ciao,

premetto che sono un principiante, anche nell'analisi delle immagini, ma provo a dirti la mia.

trovo efficaci (molto) le foto de "il vuoto e il pieno", a seguire l'ultima dell'"aspetta che accada qualcosa" (la vetrina e i riflessi, per capirci) e l'"isolare il soggetto"; mentre dal mio modo di vedere sono un po' deboli le prime tre foto. delle prime due foto è forse l'eccessiva "semplicità" del messaggio che le mette un po' in secondo piano. La foto delle strisce pedonali è molto neutra, non saprei darle un senso, se non un po' di vertigine data dalla distorsione, cercata, e dal punto di ripresa.

il dettaglio ripreso nella prima foto de "il vuoto e il pieno" invece mi ha molto sorpreso, e secondo me, rende perfettamente il concetto. della seconda foto della serie mi è piaciuto, oltre alla coerenza con il titolo, il "messaggio" tra il graffito e la vetrina: il muro (pieno) che dice "bruciamo (svuotiamo) tutto" e la vetrina (trasparente/vuota) che in realtà è piena (manichini, vestiti...). Questa è la serie, se posso chiamarla così, che trovo più riuscita e più vicina, nella composizione e nei contenuti, al "compito" che ti sei assegnato.

grazie del post e grazie anche per aver condiviso un tuo approccio al fotografare. Da principiante quale sono, fotografo quel che capita. Darsi dei compiti e (s)forzarsi a metterli in pratica è un qualcosa che devo imparare a fare, visti i risultati.

(edited)

Mi piace l'ultima. La street è un genere molto difficile,il già visto è in agguato e il cliché è dietro l'angolo. Come dici tu,bisogna aspettare,ma anche cercarsi occasioni ghiotte,ma sempre più rare. Come dicevo,un genere difficile dove la tecnica è indispensabile ma non basta. Comunque bravo,continua così

Edited by Luciano francesco Costa

marcovitrotto

Nikonlander

  • Nikonlander

Grazie per i vostri commenti, anche ben articolati.

Colgo un assist:

Il 15/09/2025 at 14:32, Luciano francesco Costa ha scritto:

un genere difficile dove la tecnica è indispensabile ma non basta.

se escludi la fotografia scientifica, nelle sue varie declinazioni, la tua affermazione vale un po' per tutti i generi, l'attrezzatura giusta aiuta molto, la tecnica ancora di più, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Sempre che lo scopo non sia fare "belle" foto, ma raccontare qualcosa.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Marco,

Alza l’asticella e prova a fare le stesse cose a colori.

È solo un elemento in più da tenere sotto controllo, rimane però vero sempre l’assunto di raccontare qualche cosa, cioè quello deve essere l’aspetto essenziale, tecnica e forma per assecondarlo.

marcovitrotto

Nikonlander

  • Nikonlander

Grazie Valerio,

si per il colore, ma con una premessa: che sia parte fondamentale dell'immagine, ne completi la composizione, aiuti il colpo d'occhio, veicoli l'attenzione di chi guarda, che mi aiuti a raccontare qualcosa. In altre parole non mi interessa che la foto sia "reale" o che documenti un luogo per farlo vedere proprio così com'è, per questo ci sono la cartoline, i depliant o le guide turistiche, fatte sicuramente meglio.

Lo so è una filosofia un po' datata...

A scanso di equivoci, mi riferisco sempre alla street photography. E' ovvio che il rarissimo chiurlo di Pastrocchiate di Sotto ce lo proporrai nello splendore del suo variopinto piumaggio....

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Nooooo no no nono, anche sul rarissimo chiurlo dal ginocchio corto, se mi capita di fotografarlo ma faccio uno scatto “gne” colore o b/w c’entra una mazza, rimane una foto di hacca, anche se di ginocchi corti ne rimane uno solo. Quel chiurlo deve trasmettermi una emozione, deve catturare una atmosfera, quella del momento che ho vissuto, spero di riuscirci, la speranza al primo posto, accade rarissimamente.

Io fotografo nei boschi per una ragione strettamente opportunistica anzi di opportunità perché oggi a fotografare eventi, oltre ad aver perso la voglia di sbattermi, non ho più, da oltre 25 anni, un committente che me le richieda, cosa che ritengo essenziale data la bella legge protogrillina sulla privacy. L’autocommittenza, la ricerca personale, richiedono un tempo e una energia che non ho più.

Il colore va usato esattamente come dici, non per fare cartoline documentative che vorrebbero catturare la “realtà “, ma quale elemento aggiuntivo utile a trasferire, portare al lettore, una componente in più. Per i soggetti che fotografo oggi vivo nella costante e perfida condizione mantenere un equilibrio, cioè sto ben attento a non scivolare negli estremismi cromatici che imperversano sul web. Che però talvolta esistono sul serio … e che, li buttiamo?

La fotografia del quotidiano mi manca tantissimo (la strada è una sottoparte), ogni anno mi faccio delle promesse che immancabilmente non mantengo. Bello sarebbe poter raccontare la via dove vivo, ma sai che mazzo? Peccato. Gnafaccio

Silvio Renesto

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Alcune foto sono riuscite bene secondo me, mi piace molto la "mano" che hai usato anche come banner, i due ragazzini con l'aeroplano che sembra quasi una foto d'altri tempi, e anche i riflessi in vetrina.

La discussione poi ha preso una piega interessante (almeno per me) sia per quello che ha scritto l'autore del blog che per l'intervento di Valerio.

marcovitrotto

Nikonlander

  • Nikonlander
26 minuti fa, Valerio Brustia ha scritto:

Bello sarebbe poter raccontare la via dove vivo

ecco, l'hai detto!

Sono nato in S.Salvario, a Torino, dove ho ancora un alloggetto (che forse allestirò con flash e fondali), ed ogni volta che ci vado penso che dovrei dedicarmi proprio a raccontare questo strano borgo nel centro di Torino che ha cambiato pelle negli ultimi trent'anni almeno un paio di volte. Per ora impegno NON onorato.

Nota di servizio: Domenica ci troveremo a mangiare qui nel vercellese (con Firefox e G.Paglia), non sei molto distante, se il tuo appostamento alla ricerca del pennuto dal ginocchio ti consente ti aggiungiamo volentieri. A seguire shooting ad arti tutt'altro che corti....

Grazie Silvio, in realtà sono 3 nella foto dell'aeroplanino, e quello che più mi piace è proprio il piccolo in alto che avrebbe una gran voglia di fare un lancio anche lui.

29 minuti fa, Silvio Renesto ha scritto:

La discussione poi ha preso una piega interessante (almeno per me) sia per quello che ha scritto l'autore del blog che per l'intervento di Valerio

devo farlo leggere a mia figlia, mi son capito da solo!

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
9 ore fa, marcovitrotto ha scritto:

ecco, l'hai detto!

Sono nato in S.Salvario, a Torino, dove ho ancora un alloggetto (che forse allestirò con flash e fondali), ed ogni volta che ci vado penso che dovrei dedicarmi proprio a raccontare questo strano borgo nel centro di Torino che ha cambiato pelle negli ultimi trent'anni almeno un paio di volte. Per ora impegno NON onorato.

Nota di servizio: Domenica ci troveremo a mangiare qui nel vercellese (con Firefox e G.Paglia), non sei molto distante, se il tuo appostamento alla ricerca del pennuto dal ginocchio ti consente ti aggiungiamo volentieri. A seguire shooting ad arti tutt'altro che corti....

Grazie Silvio, in realtà sono 3 nella foto dell'aeroplanino, e quello che più mi piace è proprio il piccolo in alto che avrebbe una gran voglia di fare un lancio anche lui.

devo farlo leggere a mia figlia, mi son capito da solo!

Vercellese dove? Da Trino ad Alagna è vasto 😵‍💫

marcovitrotto

Nikonlander

  • Nikonlander

Castell'Apertole, zona Lucedio

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Inquietante:

Con Maps sono andato a vedere dove si trova: non ci son mai stato, lì lì proprio, vicino si. Comunque, guardo i dettagli che mi propone Maps e vedo un bel castello con ristorante e una sequela di agriturismi dove fermarsi a dormire ( ci sta). Mi inquieta invece che mi proponga i prezzi in FRANCHI SVIZZERI. Mi son perso qualcosa? Mi son distratto un attimo e gli elvetici hanno annesso la bassa vercellese ? E perché Novara NO? Qui bisogna indagare.

Silvio Renesto

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
6 ore fa, marcovitrotto ha scritto:

Grazie Silvio, in realtà sono 3 nella foto dell'aeroplanino, e quello che più mi piace è proprio il piccolo in alto che avrebbe una gran voglia di fare un lancio anche lui.

Sì tre, due che giocano più quello che guarda... :)

marcovitrotto

Nikonlander

  • Nikonlander
16 ore fa, Valerio Brustia ha scritto:

Inquietante:

Con Maps sono andato a vedere dove si trova: non ci son mai stato, lì lì proprio, vicino si. Comunque, guardo i dettagli che mi propone Maps e vedo un bel castello con ristorante e una sequela di agriturismi dove fermarsi a dormire ( ci sta). Mi inquieta invece che mi proponga i prezzi in FRANCHI SVIZZERI. Mi son perso qualcosa? Mi son distratto un attimo e gli elvetici hanno annesso la bassa vercellese ? E perché Novara NO? Qui bisogna indagare.

Generalmente usiamo il baratto, la moneta ufficiale è la barauda (biscia di risaia n.d.a.), ancorata in parte al franco svizzero ed in parte, sempre maggiore, al dollaro calabrese.

Saremo alla Colombara, e scatti lì vicino.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
18 ore fa, marcovitrotto ha scritto:

Generalmente usiamo il baratto, la moneta ufficiale è la barauda (biscia di risaia n.d.a.), ancorata in parte al franco svizzero ed in parte, sempre maggiore, al dollaro calabrese.

Saremo alla Colombara, e scatti lì vicino.

Vedo come evolve il fatto è che domenica vorrei albeggiare nel bosco, quindi sostanzialmente dormirei nel mio capannino da asporto

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