Dopo tanti anni dall’ultima volta sono tornato a Mykonos: che emozione!
La Grecia e le sue isole hanno per me un fascino particolare da quando da ragazzo ne ho visitate alcune in viaggi spensierati con zaino e tenda. E adesso eccomi di nuovo qui, più adulto, a rivivere quelle emozioni in un contesto diverso ma altrettanto piacevole, sia pure solo per poche ore.
Mykonos viene spesso definita la Capri dell’Egeo, a significare la bellezza ma anche l’esclusività di quest’isola “scoperta” negli anni Sessanta dall’armatore Aristotele Onassis e da allora meta di un turismo d’élite ma anche di giovani alla ricerca di una coinvolgente vita notturna.
L’isola con i suoi edifici bianchissimi si presenta affascinante fin da quando si approda al suo porticciolo.
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Dominio un tempo della Serenissima, il vecchio lungomare è ancora oggi chiamato la Piccola Venezia.
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Attrazione turistica sono i vecchi mulini – ora abitazioni e suggestivi b&b – che per secoli hanno macinato il grano che veniva esportato in Grecia come nel resto del mondo, mossi dai forti venti di burrasca che percorrono l’isola.
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Anche le strette viuzze del centro – tali per difendersi dal vento - sono bianchissime, punteggiate quasi tutte dal caratteristico azzurro del legno delle imposte, dei cancelli e delle ringhiere dei balconi,
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e sembra proprio che quel colore sia imprescindibile in questo angolo di Mediterraneo.
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La cittadina è anche ricca di piante che il mite clima mediterraneo permette di coltivare e far crescere rigogliosamente,
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e nelle piccole piazzette è piacevole rilassarsi sotto gli alberi più frondosi,
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oppure oziando su una panchina per trascorrere il pomeriggio,
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perché qui il sole è forte e caldo, come attestano le ombre nette che si stagliano sulle pareti.
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Il centro è brulicante di vita nelle strade,
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e presso i negozi,
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ma c’è anche chi sconta forse una notte “troppo alcolica” passata nei molti locali dell’isola.
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Come in tutte le località di vacanza innumerevoli sono gli shop anche improvvisati che punteggiano il centro,
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e tante le occasioni di svago dove passare le sue allegre notti.
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Per la verità neanche i siti istituzionali sono tutti curati e attenti al folclore del luogo,
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ma i molti turisti in visita sembrano non farci caso,
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e continuano a muoversi sull’isola per scoprirne le tante attrattive,
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aggirandosi fra gli stretti vicoli della cittadina.
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Ma è venuto il momento di lasciare questo angolo di paradiso. Dopo uno scatto al colorato tetto di una delle tante chiese ortodosse dell’isola,
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ed un altro ad immortalare l’ennesimo scorcio suggestivo del borgo,
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ma non prima di aver assolto al consueto rito locale di saluto al sole che tramonta,
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eccoci pronti a risalire sul battello per lasciare l’isola.
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Ciao Mykonos, ti rivedrò ancora?
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(E grazie a chi ha avuto la pazienza di leggermi fino a qui).
Nota: tutte le immagini sono state riprese con Nikon Z50 II e Nikkor Z DX 16-50mm 3.5-6.3 VR
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