Visiting Rachmaninoff : Variazioni Chopin e Romances - Melnikov/Lezhneva, harmonia mundi

Visiting Rachmaninoff : Variazioni Chopin Op.22 e Romances Op. 21-26-34
Alexander Melnikov, pianoforte
Julia Lezhneva, soprano
harmonia mundi, 4 luglio 2025, 96/24 - via Qobuz
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Spieghiamo subito questo "Visiting", non è il solito titolo a programma, di moda oggi.
E' proprio una visita alla casa estiva di Rachmaninoff a Lucerna, per registrare con il suo proprio pianoforte - quello con cui è stata concepita la terza sinfonia e la Rapsodia Paganini - due brani che invece sono degli inizi del '900.
Il ritratto di Sergei in copertina con le sue lunghe dita rendono giustizia decisamente all'autore.
Melnikov specula sulla struttura delle variazioni che prendono inizio da un frammento funebre di Chopin, autore venerato al massimo livello dal russo ma che se ne discostano quasi subito, prendendo una verve realmente sinfonica.
Sono troppe le divagazioni arpeggiate che tentano di costruire un edificio polifonico della massima profondità con uno strumento che si presta allo scopo.
Nelle note, l'interprete, mette subito in luce la sua chiave di lettura, mantenuta coerentemente per tutta la durata delle variazioni.
Il parallelo - evidente sin da subito nonostante i circa 70 anni di distanza - con gli Studi Sinfonici di Schumann è presente in ogni passaggio.
Riprese baldanzose, "crescendi" fulminei, allegri esplosivi.
Avevo trascurato in un primo momento questo disco, sbagliandomi.
Perché mi ha convinto subito per la visione intelligente.
Più dell'introspettiva e un pò onirica lettura del "sudaticcio" Trifonov incisa per DG e disponibile in video (in cui veramente gronda sudore per lo sforzo su una partitura che è effettivamente di difficolta trascendente).
Che comunque resta il mio altro riferimento tra tutte le registrazioni moderne.
Le Romances sono "canzoni" veramente poco frequentate. Ma sono composte con gusto eccellente e raffinata eleganza.
Non sono un genere che mi attira particolarmente e mi sembra che il timbro chiarissimo della Lezhneva che ovviamente canta madrelingua, sia stato reso un pò troppo squillante per le mie orecchie.
Cionondimeno è musica di livello che completa un disco già più che consigliabile.
Bene ha fatto harmonia mundi a realizzarlo. Dal repertorio che registra ultimamente mi pare che Melnikov sia lasciato molto libero di decidere cosa proporre.
E anche quando non mi convince del tutto, suscita interesse e merita attenzione
segnalo infine che i due artisti sono in tour 2025 con un programma tutto incentrato su Rachmaninoff (più vario di quello di questo disco).
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