Fotografare l'invisibile
La fotografia all’infrarosso in bianco e nero è un genere che mi ha affascinato, cattura l’invisibile all’occhio umano. Mi ha agevolato il fatto di possedere le fotocamere Sigma con sensore Foveon, avendo la caratteristica di montare un filtro taglia IR facilmente rimovibile.
Le foto infrarosse in bianco e nero sono celebri per i contrasti drammatici tra aree chiare e scure. Il fogliame, ad esempio, riflette molto l’infrarosso e appare quasi bianco, mentre cieli e corpi d’acqua diventano scuri o neri. Questo crea un effetto surreale e suggestivo. Al contrario, le immagini a colori mi stancano subito.
L’infrarosso penetra meglio attraverso la foschia e l’umidità, quindi le immagini appaiono più nitide e con una maggiore profondità.
Materiali e superfici riflettono la luce infrarossa in modi particolari. La pelle umana, ad esempio, appare molto più liscia e uniforme, quasi eterea. Le nuvole possono sembrare più dense e drammatiche.
Concentrandosi solo su luce e ombra, il bianco e nero infrarosso enfatizza la composizione, le forme e le linee. È ideale per chi cerca un’espressione più astratta o grafica.
Poiché l’infrarosso rappresenta una realtà invisibile, restituisce immagini che sembrano provenire da un altro mondo. È perfetto per chi vuole esplorare una dimensione più emotiva o surreale della fotografia.
Naturalmente per intraprendere questa avventura serve un set up particolare.
1. Rimozione del filtro IR-cut:
- Questa modifica richiede precisione e competenze tecniche. Il filtro IR-cut si trova direttamente davanti al sensore e blocca la maggior parte della luce infrarossa.
- Una volta rimosso, il sensore sarà sensibile all’intero spettro IR (e anche un po’ di UV).
- Dopo la rimozione, la fotocamera diventa “full-spectrum”, quindi si dovrà sempre usare filtri davanti all’obiettivo per selezionare la gamma desiderata (IR, visibile, UV). Come accennato, alla Sigma SD1 ho tolto il filtro IR-cut autonomamente senza passare da un laboratorio.
2. Scelta del filtro IR da montare davanti all’obiettivo. I filtri IR si distinguono in base alla lunghezza d’onda che lasciano passare. Alcuni esempi:
- 720 nm (tipo Hoya R72): offre un buon mix tra effetti IR e dettagli visibili, ottimo per bianco e nero.
- 850 nm: taglia completamente il visibile, per un look infrarosso puro, con più contrasto e cieli nerissimi.
- 590 nm o 665 nm: lasciano passare anche parte dello spettro visibile, quindi sono più adatti per IR a colori, ma si possono convertire in bianco e nero con risultati interessanti. Al momento ho scattato con un filtro a lastra a 720 nm. Ne ho ordinato anche uno a 850 nm. Per bianco e nero drammatico e puro, il filtro 850 nm è spesso la scelta preferita.
3. Messa a fuoco e profondità di campo:
- L’infrarosso ha una lunghezza d’onda diversa, quindi la messa a fuoco visibile non corrisponde sempre a quella infrarossa.
- È consigliabile impostare diaframmi chiusi (f/8, f/11 o f/16) per aumentare la profondità di campo e compensare eventuali errori di fuoco.
4. Esposizione:
- I tempi di esposizione possono variare molto a seconda della lunghezza d’onda del filtro.
- Un filtro IR blocca gran parte della luce visibile, quindi meglio prevedere l’uso del treppiede per tempi lunghi o ISO più alti (non col Foveon), soprattutto senza luce diretta del sole.
- Usare il live view se possibile, oppure scattare in modalità manuale facendo brackeing.
5. Post-produzione:
I file Foveon hanno molto dettaglio e una resa particolare, ma il software Sigma Photo Pro a volte non gestisce bene i file IR modificati. Meglio convertire in TIFF e sviluppare poi in Camera RAW.
6. Evitare il contro luce:
- Il sensore senza il filtro può diventare più suscettibile a riflessi interni e al flare IR. Inoltre le ottiche non sono ottimizzate per IR.
- Usare un paraluce ed evitare le sorgenti luminose dirette nell’inquadratura.
Scegliere i soggetti giusti.
- Paesaggi con vegetazione: le foglie e l’erba riflettono molto IR e diventano bianchissime, creando un effetto “neve d’estate”.
- Cieli con nuvole drammatiche: il cielo diventa scurissimo, le nuvole spiccano con un contrasto epico.
- Architetture: le superfici artificiali reagiscono in modo particolare all’infrarosso, a volte scurendosi o riflettendo luce IR.
- Scene desolate o silenziose: perfette per un’estetica “aliena” o meditativa.
Composizione e approccio visivo.
- Minimalismo: sfrutta l’alto contrasto tra bianco e nero per creare composizioni semplici ma potenti.
- Simmetrie e riflessi: con l’acqua che appare nera e riflettente, puoi creare effetti specchio molto stranianti.
- Prospettive basse e grandangoli: esaltano la distorsione della realtà IR, soprattutto con cielo e vegetazione.
Io ho appena iniziato questo percorso che in futuro svilupperò anche in analogico e chissà, per rendere l’operatività più semplice, modificare una Nikon, applicando il filtro IR direttamente sul sensore, chissà…
PS: Oggi era nuvoloso ma posterò altre immagini con soggetti e situazioni atmosferiche diverse.
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