Oltre il Costume: Il Mondo Straordinario del Cosplay
Nella vita si possono avere molteplici interessi: musica, fotografia, informatica…
Per quanto mi riguarda ci sono, fra gli altri, la fotografia e l’animazione giapponese che, pur non avendo nulla in comune, hanno un punto d’incontro: il cosplay! In che senso? Nel senso che frequentando varie fiere del fumetto mi è capitato di fotografare diversi cosplayer. Ma quindi? Cos’è il cosplay?
Il termine ‘cosplay’ nasce dalla contrazione dei termini ‘costume’ e ‘play’ (gioco) e consiste in pratica nell’interpretare un personaggio che può essere tratto da un fumetto/manga, una serie animata/anime, un film, un videogioco, una serie televisiva o anche un libro, copiandone sia l’abbigliamento che l’atteggiamento. A questo punto se qualcuno pensa ai cosplayer come a degli psicopatici che si lanciano dalla finestra pensando di saper volare è meglio che chiuda questa pagina e vada a fare la calzetta come faceva la nonna! Per gli altri andiamo avanti!
Parliamo di un fenomeno che nasce in Giappone negli anni ’80 e che, col tempo, si è diffuso a livello mondiale tanto da evolversi da un semplice travestimento a quella che viene definita una vera e propria ‘arte’, con competizioni, eventi e una vasta comunità di appassionati.
Il temine è stato coniato da un giornalista giapponese, Nobuyuki Takahashi, dopo essere stato al World Science Fiction Convention (Worldcon). In quell’occasione i partecipanti indossavano costumi ispirati ai loro personaggi preferiti di fantascienza e fantasy. In giapponese "masquerade" si traduce nell'equivalente di "party nobiliare in maschera" che per Nobuyuki non era adatto a descrivere quanto aveva visto; ecco allora che ideò il nuovo termine.
Negli anni 90 e ancor più all’inizio del nuovo secolo, il cosplay si è diffuso in tutto il mondo anche grazie all’avvento di internet e, successivamente, dei social media dove i cosplayer potevano condividere le loro creazioni e dei tutorial, oltre a formare delle comunità online.
In Italia il gruppo ‘Kappa boys’ ha iniziato proprio in quegli anni a promuovere l’editoria nipponica sia relativamente all’animazione che ai fumetti.
Il fenomeno del cosplay è arrivato in Italia negli anni Novanta. Le prime apparizioni si sono verificate all'interno delle principali fiere del fumetto, come Lucca Comics & Games, Romics, Mantova Comics & Games e Torino Comics. Questi eventi hanno contribuito a promuovere il crescente mercato editoriale dedicato ai manga e all'animazione giapponese.
Il cosplay è legato principalmente al mondo dell’animazione giapponese in quanto, di solito, i personaggi rappresentati sono tratti da fumetti o serie animate provenienti dal paese del Sol Levante ma la scelta alle volte si allarga anche a film, videogiochi e persino pubblicità (tipo Mastro Lindo o cose del genere).
I soggetti più gettonati sono:
Anime e Manga: questo è uno dei tipi più popolari di cosplay, dove i cosplayer si vestono come personaggi tratti da anime e manga giapponesi. Esempi comuni includono serie come "Naruto", "One Piece" e "Attack on Titan".
Videogiochi: I cosplayer spesso scelgono personaggi dai loro videogiochi preferiti. Questo tipo di cosplay può includere giochi come "The Legend of Zelda", "Final Fantasy" e "Overwatch".
Film e Serie TV: I personaggi di film e serie TV sono un'altra fonte popolare di ispirazione per i cosplayer. Questo può includere figure tratte da film come "Star Wars", "Harry Potter" e serie TV come "Game of Thrones" e "Stranger Things". In alcuni casi vengono scelti anche personaggi di spot pubblicitari come ‘Mastro Lindo’.
Comics e Supereroi: I cosplayer spesso si vestono come supereroi e personaggi dei fumetti (intendendo in questo caso fumetti non giapponesi). Questo tipo di cosplay include personaggi della Marvel e della DC Comics, come Spider-Man, Batman e Wonder Woman.
Una delle dispute più accese nel tempo è stata quella tra i sostenitori del ‘costume ‘autoprodotto’ e chi invece pensa che non ci sia nulla di male ad acquistarlo già pronto. Questo ci porta ad identificare due figure di questo mondo che spesso si confondono tra loro: il cosplayer e il cosmaker.
Cosplayer si riferisce a chi interpreta un personaggio. Costei/costui può creare il proprio costume, acquistarlo, commissionarlo o modificarne uno esistente per adattarlo meglio al personaggio che desidera rappresentare. L'attenzione principale è sul personaggio, sulla performance e sull'accuratezza visiva. Dall’altra parte il "cosmaker" è chi si dedica principalmente alla creazione dei costumi. Potrebbe non essere sempre colui che poi lo indosserà, ma è l'artigiano o l'artista dietro il prodotto finale. I cosmaker spesso hanno competenze avanzate in sartoria, modellazione, pittura, scultura e altre tecniche artigianali necessarie per realizzare costumi e accessori complessi, quali armi e quant’altro. Spesso queste due figure coincidono in quanto chi crea il costume è anche la persona che poi lo indossa e lo porta alle varie manifestazioni del settore.
All’interno del cosplay possiamo trovare alcuni tipi particolari:
Crossplay (parola composta da crossdressing e cosplay) che consiste nel vestirsi ed interpretare un personaggio del sesso opposto al proprio. Quindi gli uomini interpreteranno personaggi femminili (come bishōjo, letteralmente "bella ragazza", o kawaii, "carino/a" o "grazioso/a") mentre le donne impersonificheranno soggetti maschili, di solito bishōnen ("bel ragazzo") oppure maschili ma con tratti femminili. Un tipo particolare di Crossplay è il Genderbend ovvero l’impersonificazione di un personaggio del sesso opposto rispetto al cosplayer che lo interpreta ma adattandolo al proprio. In pratica una donna vestirà i panni di un personaggio maschile facendolo diventare femminile e viceversa.
Per original si intende la creazione da parte del cosplayer di un personaggio completamente nuovo, ovvero non tratto da serie, giochi, manga o altro. Il personaggio viene pertanto creato da zero in tutte le sue caratteristiche: aspetto, storia, abilità, e personalità vengono pensati per intero da chi li realizza. Non essendoci un riferimento da seguire l'interpretazione del personaggio è completamente personale e originale dell'autore.
Spesso, attorno a questi personaggi, viene creato un intero universo narrativo, che può includere origini, alleati, nemici, e persino un mondo intero con le sue regole e culture.
Una categoria particolare è costituita dai ‘doller’ ovvero cosplayer che indossano una maschera stilizzata che imita i tratti distintivi di un personaggio e il costume (‘kigurumi’) spesso con un abito da zentai (una tuta aderente di colore della pelle) per imitare la semplicità e l'astrazione delle linee dei disegni animati. In giapponese sono chiamati "animegao" (アニメ顔, faccia da anime) ma spesso si parla semplicemente di "kigurumi" (着ぐるみ), che significa "indossare un costume". Si tratta di una nicchia particolare del mondo del cosplay che ha l’obiettivo di rappresentare fedelmente i personaggi di anime/manga e videogiochi.
Originariamente veniva utilizzato il termine ‘doller’, in particolare in contesti internazionali al di fuori del Giappone. Oggi, il termine "doller" è più specificamente associato a coloro che indossano maschere (spesso realizzate con materiali come la fibra di vetro (FRP) per la loro durabilità e leggerezza) di stile BJD (Ball-Jointed Doll), che sono maschere che imitano le caratteristiche delle bambole con articolazioni sferiche, ma il termine può ancora essere usato in modo più generico per riferirsi a chi pratica animegao kigurumi.
Questo genere, all'inizio, era principalmente associato a produzioni professionali ma, con il tempo, gli appassionati hanno iniziato ad adottare questa forma di cosplay per eventi, convention e performance personali. La prima registrazione di uno spettacolo di animegao kigurumi da parte di hobbyisti risale al 1993, segnando l'inizio di questa pratica tra i fan.
Nella metà degli anni 2000 ha iniziato a guadagnare attenzione oltre i confini del Giappone, specialmente in Nord America ed Europa. La diffusione di anime e manga in Occidente, insieme alle convention crescenti ad essi dedicate, ha alimentato l'interesse per questa forma di cosplay. Ha iniziato a essere visto come una forma d'arte performativa unica, capace di portare i personaggi 2D nel mondo 3D con un livello di fedeltà e dettaglio senza precedenti.
La maggior parte delle foto viene dal mio archivio degli anni passati. Prossimamente un articolo sulle fiere del fumetto mentre QUI trovate gli altri articoli del mio blog. Al prossimo articolo! ciao!
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