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Concerti per violoncello - Hanna Salzenstein - Orchestre Le Consort/Mirare

(0 reviews)

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Concerti per violoncello
Hanna Salzenstein, violoncello, Orchestre Le Consort
Mirare, 23 gennaio 2025, 96/24, via Qobuz

***

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Tra i concerti da camera con violoncello obbligato (usuale forma per indicare la forma solistica non ancora affrancata dalla sonata da camera ad inizio '700) di questo bellissimo disco Mirare, ce n'è uno di cui si è trovato il manoscritto in una biblioteca di Parigi.
Non c'è traccia dell'autore, l'unica firma presente è la carta su cui è stato copiato, tipicamente veneziana.
La scrittura è tipicamente veneziana, tre movimenti allegro-largo-allegro, l'articolazione minimalista, formazione minima.

Nella formazione, oltra alla solista, ci sono tre strumenti originali che risalgono al periodo 1662-1711, tra cui un Guarneri, un Amati, un Bergonzi. Più svariati strumenti appena successivi, oppure copie contemporanei di strumenti dei primi del '700.
Ciò contribuisce a mantenere equilibri e contrasti tipici con quel tono di chiaroscuro tutto derivato dalla tradizione artistica italiana.

Specie quando la viola suona all'unisono col violino e il suo suono si fonde a formare una voce di più ampia estensione.

Il programma, tutto esclusivamente italiano, rappresenta le nostre scuole.

Lasciata l'affermata tradizione romana - di Corelli e del concerto grosso a più strumenti con il solo violino in evidenza - a Venezia, a Bologna, a Milano, Torelli e Albinoni si disfano del peso creando il concerto solistico.

E mentre il resto d'Europa (Francia e Germania) mantengono la forma più arcaica, forgiano il concerto solistico per gli altri strumenti disponibili, violoncello, viola, oboe, flauto o per combinazioni di più strumenti.
Ci sono fior di solisti a disposizione nelle corti italiane, ed altri arrivano dalla Boemia, per poi trasporre lo stile negli altri paesi.

Naturalmente Vivaldi, col suo violino, sappiamo che ha una straordinaria influenza. Le sue trovate "stereofoniche" ante-litteram e l'uso di effetti speciali, sordine, suoni naturali, incantano le platee veneziane nelle chiese e nelle sale da concerto.
Ma Vivaldi ha scritto concerti per violoncello per tutta la vita ed aveva a disposizione più di un virtuoso.
Tanto da aver scritto l'unico concerto per due violoncelli, disposti tra le due metà del complesso da camera, la cui sonorità è unica.

Ma è straordinariamente ricco tutto questo disco che nei suoi 68 minuti e 25 tracce descrive il più possibile l'arco musicale di quegli anni formidabili.

La solita è eccezionalmente dotata di una sensibilità per questa musica ed è sua la scelta del repertorio. Che oltre a Vivaldi, aggiunge Giorgio Antoniotto, Gian Benedetto Piatti, Giuseppe Maria Jacchini.

In mezzo due brani solistici sciolti, un capriccio di Giuseppe Maria Dall'Abaco e un Ricercare di Niccolò Sanguinazzo.

Sono nomi che oggi sono desueti ma all'epoca erano superstar copiate, studiate, eseguite in tutta Europa.
Bach ed Handel si sono cibati di questi spartiti, A Vienna, a Berlino, a Londra e anche a San Pietroburgo i nostri solisti e la nostra musica erano la hit quotidiana.

Musica per lo più brillante ma che non manca di profondità negli adagi e di virtuosismo sconfinato nelle composizioni solistiche che meriterebbero una più diffusa frequentazione.

E' un disco che in un certo verso rappresenta anche una testimonianza di interpretazione filologica ma non "giurata". Filologica per la prassi e il rispetto della scrittura e della pratica esecutiva.
Ma anche libera, come era richiesto ai singoli strumentisti di fare, usando la notazione come idea di fondo per la loro arte.
Era lo stile del periodo, dove il plagio non era nemmeno contemplato nel vocabolario e la sfida era meravigliare il pubblico.
E anche i colleghi.

I complimenti a tutta la formazione (la signorina non ha ancora 30 anni) e a Mirare che l'ha assecondata così.
Registrazione straordinariamente ricca e rispettosa di proporzioni, volumi, disposizioni (molto importanti in questa musica fatta con pochi strumenti).

 

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1 Comment

Recommended Comments

  • Administrator

Per esplorare il repertorio di questa epoca ricchissima di arte e di inventiva, suggerisco un disco cameristico della stessa solista, uscito nel gennaio del 2024

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Il titolo in italiano non da adito a dubbi.

Così come il programma che fa il paio con quello concertistico uscito in questi giorni :

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