Z50ii e Nikkor Z 180-600: come va?
Diciotto gennaio, Mondello, ai margini di un'emergenza meteo che sta falcidiando la Sicilia orientale: qui oggi pochissimo vento, poca onda e quindi sono tornati i ragazzini su tavole e sup, che nei giorni da ciclone dell'inizio settimana erano restati al calduccio.
Arrivata da poco, la mia Nikon Z50/2, dopo aver provato a lungo quella in visione il mese scorso, con il suo best buy, il Nikkor Z 28-400 ho voluto stavolta metterle davanti il 180-600: zoomone strutturato certamente più per una Z8 che per una Z6/3, figuriamoci sulla piccoletta di casa Z.
Impostazioni classiche per il mio ambiente preferito, con la macchina regolata in M mode con AutoISO a partire dal secondo step del dual gain della curva S/R, otturatore elettronico assistito dal VR Sport sull'obiettivo (le Z dx non hanno VR sul sensore) EyeAF ad area totale sull'inquadratura (nonostante gli spruzzi di acqua che potrebbero ingannarlo) e tempi veloci tra 1/2500 ed il limite alto di questa mirrorless, ossia 1/4000 variati manualmente per stare alti sugli ISO che mi interessano.
Velocità di raffica H* ed in una seconda fase con HighSpeed C30.
Cielo plumbeo e mare sporco di detriti: cromaticamente inverno...
L'assenza della basetta Smallrig (per ora non disponibile se non fuori UE) non si è fatta sentire più di tanto, perchè un complesso del genere si regge quasi unicamente dall'obiettivo, che ho utilizzato a mano libera per tutta la sessione di scatto e con la staffa treppiede che mi ha aiutato ad un brandeggio più veloce negli spostamenti necessari per seguire i soggetti, principianti, ma di certo sfuggenti tra onde, schizzi e pioggerellina che rallegrava l'ambiente. (Ma tanto io ero intabarrato nel mio burqa tecnico
)
La differenza tra una Z6/3 e questa 50/2 mi pare veramente minima, nonostante l'assenza del tanto desiderato VR al sensore, oltre a quella effettivamente più tangibile del sensore semistacked più reattivo dell'ultima delle 6.
Dal punto di vista della maneggiabilità, le piccole dimensioni del corpo, che per noi fotografi di sport sono un grave difetto, in questo caso vengono compensate dalla migliorata impugnatura della mano destra e della raggiungibilità davvero eccellente di tutti i pulsanti utili, abbastanza simile a quella dei ponti di comando di tutte le altre Nikon Z di seconda (e terza) generazione.
Dal punto di vista della precisione dell' AF in raffica, pur in condizioni di estrema variabilità come in questo sport, ho notato che in H* la macchina sia molto più precisa per EyeAF che in C30, con cui ho scattato le foto che seguono
ma c'è da aspettarselo in simili condizioni di ripresa e di illuminazione, che se da un canto non consentono la brillantezza e saturazione dei colori che normalmente riesco ad ottenere, costituiscono già per questo un bel test di affidabilità e prestazione di una mirrorless che costa meno di mille euro, come questa Nikon Z50II
Max Aquila photo (C) per Nikonland 2025
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