Juho Pohjonen : Rameau & Scriabin
Juho Pohjonen : Rameau & Scriabin
Juho Pohjonen, pianoforte
Orchid Classics, 21 giugno 2024, via Qobuz 96/24
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Alcuni critici trovano stimolante questo accostamento. Il libretto parla degli esperimenti tonali di Rameu (che scriveva al clavicembalo nei primi del '700) simili a quelli di Scriabin (che negli ultimi anni di vita, accecato da non si sa quale ossessione, si è inventato una ruota di colori che usava al posto della notazione musicale classica).
Io no, lo ammetto.
Il primo Scriabin io lo adoro. Non capisco e detesto con fermezza quello tornato dalla Francia.
Ma qui abbiamo un disco suonato con un garbo eccezionale e una eleganza veramente clavicembalistica, pur usando un normale pianoforte da concerto moderno.
I trilli, i ritornelli, le riprese di tutto il suo Rameau lo rendono prezioso.
E seppur - o per fortuna - Les Sauvages non ha la leziosità narcisistica di Sokolov, ci sono pochi momenti di noia in queste sue interpretazioni del francese.
Scriabin, con la premessa iniziale, mantiene lo stesso tono, elegante, senza eccessi. Senza un pizzico di follia.
Che poi è l'assurdità finale di questo accoppiamento.
Che, però, lo ripeto, ritengo di consigliare fortemente per la prima parte e non per le sonate 6 e 7 e Messe varie del russo.
Qualità di ripresa eccezionale.
pianista raffinato, lo si incontra in numerosi dischi di musica da camera.
Io non sono favorevole al Bach cameristico al pianoforte, ma le 6 sonate per violino e pianoforte incise con Nicolas Dautricourt nel 2018 sono sublimi.
Pohjonen ha una libertà e una indipendenza di dita che ricordano addirittura Gulda.
E un tocco leggero e ammaliante.
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