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Un nuovo inizio

(0 reviews)

 

UN  NUOVO  INIZIO

È esattamente così cari amici, un nuovo inizio.

Sono stato oltre 5 anni senza fotocamera ed ho avuto molto tempo per meditare su ciò che ho fatto e ciò che avrei potuto o voluto fare in campo fotografico. Non vi nascondo che sono stato tentato più volte di mettere una pietra sopra all’esperienza che avevo fatto in passato, complice un lento ed inesorabile declino della voglia di fotografare che mi stava da tempo accompagnando già prima della vendita di tutto il mio corredo reflex nel 2019.

Ci sono cose che si fanno nella vita che poi, così come sono iniziate, finiscono senza un preciso motivo, semplicemente finiscono.

Meditavo su cosa avevo fatto e non trovavo stimoli sufficienti per pensare di voler praticare nuovamente alcuni generi fotografici che mi erano piaciuti molto, come la macro per esempio. La verità è che guardavo tutte le mie foto e non trovavo molti scatti che mi comunicassero qualcosa o che mi emozionassero particolarmente. Ho fatto tante fotografie piacevoli, anche belle, corrette dal punto di vista compositivo, soggetti magari classici ma sempre piacevoli, ma mi manca una raccolta di foto che mi piaccia veramente guardare e riguardare più volte perché sono immagini che mi comunicano qualcosa o che semplicemente trovo veramente belle. Ho logicamente alcune fotografie che mi piacciono molto, non dico di no, ma non ne ho certo un numero minimamente congruo con il tempo che ho passato con una fotocamera in mano.

Una delle possibili cause ho pensato sia stato l’aver praticato fotografia senza approfondire molto, per non dire niente, la cultura fotografica. Ho scattato imparando da solo, sul campo, ma limitandomi a ripetere le nozioni imparate senza cercare di ampliare lo sguardo e capirne davvero di più, e non parlo di tecnica in questo caso. Così qualche tempo fa ho iniziato ad approfondire alcune tematiche ed a cercare di capire meglio cosa significhi fotografare e cosa serva per cercare di trasformare i miei scatti in fotografie. Questo processo, che è solo all’inizio e che sarà lungo ed impegnativo, mi ha stimolato ed ho capito che era la strada giusta perché piano piano mi stava tornando interesse per la fotografia ed iniziavo a provare di nuovo il desiderio di avere una fotocamera per tentare di mettere in pratica quello che stavo studiando.

Ho cercato di focalizzarmi su cosa mi piace e cosa non mi piace di ciò che vedo in giro in ambito fotografico ed ho capito che quello che non trovo quasi più è l’essenzialità nella/della fotografia. Si potrebbe parlare per ore su ciò che sta accadendo alla fotografia, su come le persone oggi fruiscano di immagini e su cosa sia importante per la maggior parte delle persone in una fotografia. Trovo sempre più facile reperire immagini accattivanti, immagini estremamente elaborate in fase di sviluppo, immagini che catturano l’attenzione ma che alla fine non sono altro che déjà vù, una fila interminabile di scatti creati per andare incontro al gusto attuale dell’utente finale piuttosto che essere rappresentazioni di un pensiero o di un gusto personale ed unico del fotografo che le ha prodotte.

Quindi, piuttosto che concentrarmi nel cercare di ottenere immagini perfette e perfettamente calate nel contesto del gusto o delle mode attuali, ho deciso di prendere la strada opposta, provare a trovare un mio percorso, fatto di sensazioni e fatto di meditazione legata allo scatto. Ho deciso di iniziare dal posto in cui vivo, dalla zona che posso frequentare quotidianamente, proprio per evitare di farmi trascinare nella forma mentis del cercare lo scatto perfetto nella località perfetta con il soggetto perfetto…oppure aspettare l’occasione da programmare perfettamente per riprovarci. Credo di non aver mai usato prima così tanto la parola “perfetto” in un discorso così breve ma penso sia proprio il recinto mentale nel quale ero rinchiuso.

Ho così pensato, tra le varie cose che vorrò fare, anche ad un progetto che potrò portare avanti indefinitamente fino a che mi darà soddisfazione. Proverò a costruire un portfolio di fotografie della zona in cui vivo, nelle varie stagioni, in situazioni urbane o extraurbane, con o senza elementi umani o tracce di antropizzazione. Una serie di immagini che abbiano un filo comune, quello di restituire all’osservatore la sensazione esatta di ciò che troverebbe se passeggiasse in questi luoghi con me. Immagini reali del quotidiano, senza la ricerca ossessiva di eseguire uno scatto che esalti al meglio un luogo e che lo renda addirittura più bello di ciò che è, ma fotografie che catturino la bellezza che già c’è, senza aggiungerne altra visto che il mondo che ci circonda è già bello di suo, a volte basta solo guardarlo con occhi diversi o aprirsi alle sensazioni ed ai pensieri che quel posto può suscitare se si ha la pazienza e la sensibilità di coglierli.

Tutto questo non mi renderà capace nel breve periodo di produrre fotografie davvero interessanti o che io possa definire veramente belle e/o comunicative, (perché alla fine lo scopo è fotografare per me e non per gli altri) questo spero avverrà col tempo, sono sicuro invece che mi renderà immediatamente un fotografo migliore dal punto di vista dello sguardo sul mondo, il mio mondo.

 

P.S. Non so bene come suddividerò le immagini che non ho ancora scattato, lo capirò via via che vedrò i risultati, per adesso metto solo una delle prime foto che ho fatto quest’anno perché da qualche parte dovevo iniziare dopo così tanto tempo.

Un click sulle anteprime è gradito.

 

L'albero
(Pomeriggio di inizio gennaio nei pressi di S.Agata nel Mugello)

Non so quante volte sono passato di qui, innumerevoli. Dalla strada si gode di questo panorama ma non avevo mai notato quella pianta solitaria sul declivio, forse la foschia retrostante che ne accentua la silhouette l’ha resa più evidente ma mi piace pensare che sia stato il mio “nuovo sguardo sulla solita campagna” che mi ha fatto fermare e vedere la fotografia che ancora non avevo scattato. Era tutto già lì, le quinte naturali che danno profondità all’immagine, il timido sole basso sull’orizzonte che disegnava i tronchi ed i rami in primo piano, la nebbia che nascondeva ma non troppo le colline retrostanti, i colori di un gennaio freddo ed umido. L’alternarsi dei campi coltivati, la recinzione, le case sullo sfondo, sono segni della presenza dell’uomo nel territorio, ma è un uomo che si prende cura della natura in modo discreto. Così come discreto sono stato nello sviluppo dell’immagine, non c’era bisogno di fare nient’altro che comporla ed esporla correttamente, nient’altro, bastava vederla.

L'Albero.jpg

 

Il sole che disegna
(Campagna nei pressi di Borgo San Lorenzo, Mugello)

In una gelida mattina di fine anno mi godo il momento. Il gelo della notte viene mitigato appena dai raggi di un sole appena spuntato all'orizzonte e l'arrivo della luce cambia completamente volto a questo scorcio di campagna. Osservo la scena e faccio qualche passo per capire come valorizzare ciò che vedo, un stradina sterrata che porta ad un casolare che ha visto giorni migliori, un albero, una serie di pali e cavi della luce, poco altro ma c'è comunque l'ingrediente principale per ogni ricetta ben riuscita, la luce. Mi assicuro che i pali ed i cavi non disturbino il casolare ma anzi, con la loro presenza e quella bella luce che li definisce, contribuiscano a dare dinamicità e profondità ad una fotografia altrimenti forse troppo statica. 

Il casolare.jpg

 

La panchina
Galliano, Mugello

La fotografia non è un linguaggio univoco, c'è il fotografo e c'è l'osservatore della foto, ognuno con il suo pensiero, sensibilità, stato d'animo.

Ho scattato questa fotografia pochi giorni fa, inizio gennaio, ho lasciato l'auto a mi sono addentrato nel campo lì a fianco della strada, una pioggerellina fitta, fredda ed insistente mi bagnava il viso. Vedevo una panchina solitaria accanto ad una cappella abbandonata, alberi spogli e la nebbia che ammantava il paesaggio nascondendolo allo sguardo. Ho composto e scattato una fotografia che sa di malinconia. Poi ho meditato sulla scena ed ho pensato che magari un'altra persona avrebbe visto una panchina non abbandonata accanto ad una cappella solitaria, una panchina che attende solo che un raggio di sole squarci la nebbia e faccia venir voglia di sedersi sotto quegli alberi che stanno solo riposando in attesa di una rinascita tra pochi mesi. Una fotografia che sa di attesa e speranza.

La fotografia non è un linguaggio univoco, c'è il fotografo e c'è l'osservatore della foto, ognuno con il suo pensiero, sensibilità, stato d'animo.

La panchina.jpg

 

Silenzio
Pressi Borgo San Lorenzo

Probabilmente è proprio questo il titolo che darò all'album nel quale riunirò le fotografie che farò e che avranno come comune denominatore la nebbia.
La campagna nella nebbia mi restituisce sempre due distinte sensazioni, il silenzio appunto e questo mostrare e nascondere che lascia spazio all'immaginazione. Sagome indistinte o appena tracciate che senza la nebbia passerebbero inosservate, soggetti che anche se attenuati risaltano nel grigiore che li circonda. É sicuramente una situazione che mi è congeniale.

P1041530 (2).jpg

 

Silenzio (Quadro 2)
Pressi Borgo San Lorenzo

La nebbia avvolge tutto, sei costretto ad acuire i tuoi sensi, vedi e senti in modo diverso, più intimo. 

Coppie.jpg

 

Luce ed ombra
Mattina di metà gennaio, vista di S.Maria a Fagna, Scarperia

Luce ed ombra.
C'è un richiamo religioso in questa immagine nella quale la chiesetta si staglia nella foschia, nella quale dei raggi di luce scendono fino ad avvolgerla mentre intorno ci sono sagome indistinte, ombre e nebbia.
Pochi attimi per godere di questa atmosfera, un breve istante da fissare in un'immagine .
Provo un senso di gratitudine per la possibilità di godere di questo.


Luce ed ombra.jpg

 

Quotidiano (quadro 1)
Fine febbraio Borgo San Lorenzo

Non sappiamo cosa si cela dietro a porte chiuse, ma d'altronde spesso non possiamo vedere neppure troppo oltre a quelle aperte e non sappiamo dove ci porterà il cammino se scegliamo di andare.

P2281845 (1) Ridim. MDC.jpg

 

Lei (quadro 1)
(Pomeriggio di maggio nei pressi di Borgo San Lorenzo)

Il pensiero di questo posto è una costante negli anni.
Non posso dire di venirci spesso ma ogni tanto penso a questa pianta solitaria e mi fa star bene.
Lei avrebbe certamente bisogno di maggior considerazione da parte mia e le ho promesso di dedicargli un album tutto suo, altrimenti potrebbe perdersi tra le tante altre piante e paesaggi che popoleranno questo, e non se lo merita.
Oggi ho voluto ritrarla nel pieno delle forze, ricoperta di una chioma verde intenso come solo le giovani foglie sanno essere.

P5122129 quadrata ridim.jpg

 

Quotidiano (quadro 2)
(Mattina di maggio nei pressi di Borgo San Lorenzo)

A volte non è necessario trovare chissà quale motivazione per scattare una fotografia, oppure cercare un messaggio da trasporre in immagine.
A volte un raggio di sole che penetra il grigiore di una mattinata qualunque è tutto ciò che serve per fermarsi e godersi l'attimo. 

Olmi_Rid_19052025_P5192261.jpg

 

φῶς-γραφή (foto-grafia)
Mattina di fine gennaio, vista di Scarperia

Disegnare con la luce.

Tutti noi conosciamo l'etimologia di questa parola, di ciò che pratichiamo, ma a volte capita di perdere di vista il suo significato più semplice.
In una mattina di gennaio il sole me lo ha prepotentemente ricordato. 

Scarperia_20012025_BN_Rid_P1201654.jpg

 

Quotidiano (quadro 3)
(Mattina di maggio a Vicchio di Mugello)

Mi sento sempre a mio agio quando sono vicino ad uno specchio d'acqua tranquillo.
All'alba siamo solo io, l'acqua e qualche germano, tutti in attesa del tiepido sole.

Scatto e penso che sarà una piacevole fotografia, questo mi basta per essere contento.

Montelleri_Vicchio_31052025_HiRes_Rid_P5312612.jpg

 

Lei (quadro 2)
(Alba di giugno, pressi di Borgo San Lorenzo)

Attimi di quotidianità che sono alimento per l'anima.

Albero_Piazzano_Alba_Rid_14062025_P6142801.jpg

Quotidiano (quadro 4)
(Alba di settembre a Scarperia)

Le prime nebbie iniziano a nascondere il paesaggio settembrino, così come gli alti cedri anche torri e campanili sono i primi a salutare il caldo sole che le disperde.

Scarperia_Alba_01092025_Web_9014505.jpg

Quotidiano (quadro 5)
(Mattina di novembre nei pressi del Castello del Trebbio, Barberino di Mugello)

La luce radente e calda di un'alba novembrina disegna i profili del bosco autunnale, il Castello assiste da posizione privilegiata e non ci stupisce che il luogo fosse tanto amato dal Magnifico.

Castello del Trebbio Web 04112025_B054958.jpg

Edited by Viandante

42 Comments

Recommended Comments

  • Administrator

Bene, sono contento per te. Ricordo bene quando è arrivata la tua D700 da NOC, ero là anche io.

Purtroppo però, mi hai perso appena hai scritto tracce di antropizzazione.
Temo, definitivamente. :(

marcovitrotto

Nikonlander

  • Nikonlander

L'anno comincia con una buona notizia!

Tutto vero  Andrea, lo scopo di un'immagine, e quindi di un fotografo, è raccontare qualcosa, magari dopo averlo pensato e progettato come hai fatto tu.

Forse hai scattato molte foto di quello scorcio, ma ne hai scelta una e l'hai brevemente spiegata, concentrando così l'attenzione dello spettatore, particolare importante a mio avviso.

 

 

Viandante

Nikonlander

(edited)

  • Nikonlander
2 ore fa, Rudolf ha scritto:

Purtroppo però, mi hai perso appena hai scritto tracce di antropizzazione.
Temo, definitivamente. :(

Ciao Mauro,
la differenza tra quello che ho fatto e quello che farò sta nel NON cercare di eliminare ogni traccia umana dalle mie foto, specificatamente di paesaggio in questo caso, come ho quasi sempre fatto in passato se ne ho avuta la possibilità. Non intendo dire con interventi di post produzione ma con una diversa inquadratura e, quando impossibile, evitare di scattare la foto per non includere "elementi umani di disturbo del paesaggio".

Fotografare in quel modo può andar bene ma in questo momento non voglio produrre fotografie che rappresentino solo una piccola parte dell'insieme, che lascino intendere qualcosa che non è, un mondo incontaminato a pochi passi da Firenze. Figuriamoci. Quindi ho deciso di cercare di includere appunto l'uomo come parte del paesaggio reale e non immaginario.

Posto un esempio di una foto che in passato non avrei scattato a causa dei pali della luce.

P.S. Attualmente devo aggiornare il pc dopo anni di inutilizzo in ambito sviluppo foto, non ho software di sviluppo per cui apro e converto solo in jpeg ma comunque sia uno dei miei obbiettivi è scattare al meglio per sviluppare successivamente nel modo meno invasivo possibile.

 

Il sole che disegna
(Campagna nei pressi di Borgo San Lorenzo, Mugello)

In una gelida mattina di fine anno mi godo il momento. Il gelo della notte viene mitigato appena dai raggi di un sole appena spuntato all'orizzonte e l'arrivo della luce cambia completamente volto a questo scorcio di campagna. Osservo la scena e faccio qualche passo per capire come valorizzare ciò che vedo, un stradina sterrata che porta ad un casolare che ha visto giorni migliori, un albero, una serie di pali e cavi della luce, poco altro ma c'è comunque l'ingrediente principale per ogni ricetta ben riuscita, la luce. Mi assicuro che i pali ed i cavi non disturbino il casolare ma anzi, con la loro presenza e quella bella luce che li definisce, contribuiscano a dare dinamicità e profondità ad una fotografia altrimenti forse troppo statica. 

Il casolare.jpg

Edited by Viandante

Viandante

Nikonlander

  • Nikonlander
1 ora fa, marcovitrotto ha scritto:

l'hai brevemente spiegata, concentrando così l'attenzione dello spettatore, particolare importante a mio avviso.

 

 

Ciao Marco,
ho scelto di inserire una breve descrizione del momento e delle scelte compositive perché ritengo che sia un ottimo modo per imparare a fotografare meglio. Quando osservo una foto di qualcun altro, cerco di leggerla ma gradisco particolarmente se trovo una breve descrizione dei perché di quell'immagine. Così comprendo meglio cosa c'è dietro, che scelte sono state fatte dall'autore e posso farne tesoro. Dal momento che non sono un fotografo fatto e finito ci sta anche che possa ricevere critiche e consigli da qualcuno più esperto e bravo di me che legge una didascalia e magari trova errori o aspetti che avrei potuto migliorare o curare in fase di scatto.

egidio65

Nikonlander

  • Nikonlander

Ciao Viandante e buon anno nuovo.
Che bello rivederti e che bello leggere il tuo ritorno alla fotografia.
da quel che vedo, sei nella natura,
ti posso chiedere un regalo?
a me manca la galaverna che assieme alla nebbia accompagnava i miei inverni da bambino in cortile, dove i vetri del lavatoio avevano i ricami fatti dal gelo, ricami fatti fuori, ma anche dentro
e la galaverna che trasformava l'orto in una scultura di ghiaccio e le ragnatele in collane di perle bianche sui rami.
Non l'ho più vista.
Ti va di farmi qualche scatto?

Buon lavoro :)

Viandante

Nikonlander

  • Nikonlander
3 minuti fa, egidio65 ha scritto:

a me manca la galaverna che assieme alla nebbia accompagnava i miei inverni da bambino in cortile, dove i vetri del lavatoio avevano i ricami fatti dal gelo, ricami fatti fuori, ma anche dentro
e la galaverna che trasformava l'orto in una scultura di ghiaccio e le ragnatele in collane di perle bianche sui rami.
Non l'ho più vista.
Ti va di farmi qualche scatto?

Ciao Egidio, grazie del passaggio.

Non è banale trovarne ma sicuramente la galaverna è nella lista d'attesa trai soggetti che desidero fotografare. Quando avrò qualcosa che la riguarda non mancherò di farti questo piccolo dono.

Ciao

  • Administrator
1 ora fa, Viandante ha scritto:

Ciao Mauro,
la differenza tra quello che ho fatto e quello che farò [...]

Non mi permetto di discutere né obiettare alcunché su quello che hai intenzione di fare, che farai e come lo farai.
Almeno ci fossero altri che sono interessati a condividere sul loro blog i loro propositi, progetti, intendimenti e a mettersi in relazione con gli altri su queste pagine, dando spunti di interesse in fotografia.

E' proprio che, quando incontro termini come antropico o disantropizzato, io cambio strada.

PS : con questa flemma, il computer nuovo lo adotterai nel 2030 ? xD

  • Administrator

io, pur affascinato dal proposito, supportato da una motivazione talmente eloquente da aver impiegato più di un migliaio di parole e ben cinque anni di meditazione in proposito, mi auguro di vederti progredire in questo intento.

Perchè a tutt'oggi non comprendo il motivo della dismissione del corredo reflex ed ora dell'acquisto di un nuovo sistema, per realizzare la stessa tipologia di immagini che auspichi di realizzare...

Non mi pare che prima del 2019 la tua produzione fotografica fosse incentrata sulla gente, quindi il cambiamento di cui dibatti, in che ambito?

  • Administrator

Comprando libri da regalare per il Natale appena trascorso, mi sono imbattuto nell'ennesimo libro di fotografie e fotografi palermitani, supportato dalle prefazioni di persone talmente prossime da esser parenti, in molti casi.

A proposito di Enzo Sellerio fotografo, nella prefazione scritta dai figli Antonio ed Olivia che adesso dirigono l'omonima casa editrice (che conoscerete sopratutto per le pubblicazioni di Andrea Camilleri...purtroppo), mi suscita la necessità di citare un passo relativo alla sua decisione prematura di smettere di fotografare:

zsell.jpg.f0c9b7ee3c4874bdab2298b3e76a7a33.jpg
"Palermo mon-amour" 2023 op. cit.

Nel senso che: ma perchè forzarsi a privare il mondo di qualcosa che gli appartiene?   Le persone, per l' appunto...

Viandante

Nikonlander

  • Nikonlander
17 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

Perchè a tutt'oggi non comprendo il motivo della dismissione del corredo reflex ed ora dell'acquisto di un nuovo sistema, per realizzare la stessa tipologia di immagini che auspichi di realizzare...

Ciao Max, grazie del passaggio.

Detta come l'hai detta potrei anche concordare con te ma la cosa non sta proprio nei termini descritti. 

Quando decisi di vendere tutto il mio corredo lo feci perché avevo pensato che il futuro per me sarebbe stato il mirrorless, quindi vendetti tutto prima che perdesse ulteriormente valore pur sapendo che avrei comunque fatto una pausa di circa 2 anni nella quale non avrei fotografato. La scelta del mirrorless rispetto al sistema reflex fu dettata da alcuni fattori, per esempio non avevo più intenzione di portarmi dietro la D700+24-70 2,8 e lasciare a casa il 70-200 2,8 a meno che non sapessi che mi sarebbe servito assolutamente, a causa dei pesi e degli ingombri. Onestamente anche i 2 chili della sola fotocamera e 24-70 iniziavano a darmi un po' fastidio. Poi per esempio, avendo praticato macro per un po' di tempo, anche solo la rimozione dello specchio pensavo che mi avrebbe facilitato la vita in quel genere di foto (il fatto che poi col tempo ho appurato che probabilmente quel genere è un capitolo chiuso non cambia la cosa, al tempo della decisione la macro rientrava nei piani futuri). Certo è che non potevo prevedere che dopo 4 mesi dalla vendita ci trovassimo in una pandemia oppure, pur sperandoci, non potevo prevedere di poter acquistare finalmente una casa con tutti i sacrifici necessari a corredo.
Considerando la premessa nella quale ho appunto anche accennato alla sempre minor voglia di fotografare che mi stava accompagnando, per colpe mie certo ma tant'è, ed alla nuova situazione in cui mi trovavo, alla fine di anni ne son passati 5 invece che due. In questo lasso di tempo non ho pensato alla fotografia, nemmeno mi sono interessato a cosa il mercato proponeva, non avrebbe avuto senso infatti, per cui diciamo che non ho meditato per 5 anni per giungere alle conclusioni di cui sopra. Ho ripreso a pensare alla fotografia solamente a metà dello scorso anno ed infatti non ho fatto passare altri anni prima di riprendere a fotografare.

Coerentemente con quello che cercavo dal sistema mirrorless rispetto a ciò che conoscevo in quello reflex, ho deciso di dotarmi di un corredo estremamente leggero, versatile e performante (anche troppo prestante per ciò che devo farci onestamente) che mi facesse venir voglia di portarmi dietro la fotocamera piuttosto che pianificare quando portarla. Pesi e ingombri sono di una categoria ben diversa da quanto ho usato in passato.

36 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

Non mi pare che prima del 2019 la tua produzione fotografica fosse incentrata sulla gente, quindi il cambiamento di cui dibatti, in che ambito?

Probabilmente mi sono espresso male e vorrei precisare, cosa che mi è mancata nel discorso iniziale, che in questo caso sto parlando delle foto di paesaggio che ho fatto e che farò.

In passato ho accuratamente evitato di inserire elementi che consideravo "di disturbo", fotograficamente parlando, nelle mie immagini. Oggi sto costruendomi una visione diversa della fotografia e quegli stessi elementi li percepisco in modo più naturale, come dovrebbe essere, per cui la differenza tra ciò che ho fatto e ciò che intendo fare è riprendere il mondo che mi circonda senza un filtro personale così invasivo come in passato. La seconda foto che ho postato esemplifica il concetto. Non sto dicendo che adesso veda i pali della luce nella foto come un elemento imprescindibile ma certamente se ci sono cercherò di fare in modo che siano parte del tutto nel modo più armonioso possibile per le mie capacità tecniche ma, soprattutto, per la mia sensibilità personale.

Infine, se l'intento fosse quello di trovare esclusivamente apprezzamenti, consensi ed elogi, pubblicherei le mie foto in altri luoghi non certo su Nikonland. Pubblico su questo blog perché è uno strumento ben fatto ed utile collocato in un luogo dove si mastica fotografia e nel quale trovo persone che dicono ciò che pensano, che mi trovi d'accordo o meno, con il solo intento di costruire qualcosa. Per questo ho scelto, come ho scritto a Marco, di inserire anche qualche spiegazione dei perché abbia scelto di scattare una determinata fotografia, nella speranza che possa servire a qualcuno come spunto di interesse o per potermi migliorare leggendo pareri su quanto ho fatto e scritto.

Viandante

Nikonlander

(edited)

  • Nikonlander
1 ora fa, Rudolf ha scritto:

PS : con questa flemma, il computer nuovo lo adotterai nel 2030 ? xD

Mauro questo tuo essere pungente quanto basta mi è sempre piaciuto lo confesso xD

Comunque non è per fretta o mancanza di rispetto verso chi guarda una mia fotografia se mi sono permesso di pubblicare quelle foto senza interventi di sviluppo. Se avessi a disposizione un software adeguato non avrei apportato comunque modifiche a quelle due immagini, se ho altri scatti invece che richiedono uno sviluppo allora attenderò prima di postarli, com'è logico che sia ;) 

Edited by Viandante

  • Administrator
46 minuti fa, Viandante ha scritto:

Mauro questo tuo essere pungente quanto basta mi è sempre piaciuto lo confesso xD

Ma no, nessuna considerazione contestuale. Solo un calcolo temporale, se hai impiegato 6 anni per scegliere il nuovo sistema fotografico, per il computer ... :P

Viandante

Nikonlander

(edited)

  • Nikonlander

La panchina
Galliano, Mugello

La fotografia non è un linguaggio univoco, c'è il fotografo e c'è l'osservatore della foto, ognuno con il suo pensiero, sensibilità, stato d'animo.


Ho scattato questa fotografia pochi giorni fa, inizio gennaio, ho lasciato l'auto a mi sono addentrato nel campo lì a fianco della strada, una pioggerellina fitta, fredda ed insistente mi bagnava il viso. Vedevo una panchina solitaria accanto ad una cappella abbandonata, alberi spogli e la nebbia che ammantava il paesaggio nascondendolo allo sguardo. Ho composto e scattato una fotografia che sa di malinconia. Poi ho meditato sulla scena ed ho pensato che magari un'altra persona avrebbe visto una panchina non abbandonata accanto ad una cappella solitaria, una panchina che attende solo che un raggio di sole squarci la nebbia e faccia venir voglia di sedersi sotto quegli alberi che stanno solo riposando in attesa di una rinascita tra pochi mesi. Una fotografia che sa di attesa e speranza.

La fotografia non è un linguaggio univoco, c'è il fotografo e c'è l'osservatore della foto, ognuno con il suo pensiero, sensibilità, stato d'animo.

La panchina.jpg

Edited by Viandante

(edited)

  • Administrator
3 minuti fa, Viandante ha scritto:

La panchina
Galliano, Mugello

La fotografia non è un linguaggio univoco, c'è il fotografo e c'è l'osservatore della foto, ognuno con il suo pensiero, sensibilità, stato d'animo.


Ho scattato questa fotografia pochi giorni fa, inizio gennaio, ho lasciato l'auto a mi sono addentrato nel campo lì a fianco della strada, una pioggerellina fitta, fredda ed insistente mi bagnava il viso. Vedevo una panchina solitaria accanto ad una cappella abbandonata, alberi spogli e la nebbia che ammantava il paesaggio nascondendolo allo sguardo. Ho composto e scattato una fotografia che sa di malinconia. Poi ho meditato sulla scena ed ho pensato che magari un'altra persona avrebbe visto una panchina non abbandonata accanto ad una cappella solitaria, una panchina che attende solo che un raggio di sole squarci la nebbia e faccia venir voglia di sedersi sotto quegli alberi che stanno solo riposando in attesa di una rinascita tra pochi mesi. Una fotografia che sa di attesa e speranza.

La fotografia non è un linguaggio univoco, c'è il fotografo e c'è l'osservatore della foto, ognuno con il suo pensiero, sensibilità, stato d'animo.

La panchina.jpg

Ritieni davvero che il soggetto di questa foto sia la panchina del tuo racconto?

 

Edited by Viandante

Viandante

Nikonlander

  • Nikonlander
1 minuto fa, Max Aquila ha scritto:

Ritieni davvero che il soggetto di questa foto sia la panchina del tuo racconto?

 

Non necessariamente, ma su quella panchina mi ci sono seduto tempo fa e quindi per me ha un peso maggiore. 

Se guardi la foto che ho nella copertina del blog vedi il "retone" a bocca d'Arno (Pisa), io l'ho intitolata "Il gabbiano", c'è chi lo vede e chi no, c'è chi lo condivide e chi no (pur vedendolo), ci mancherebbe, a me piace così.
Non devo giustificare le mie scelte, solo condividerle, sono ben disposto verso i commenti che possano farmi migliorare e dai quali possa trarre insegnamento.

Enrico Floris

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Mi sembra una riflessione sensata, magari troppo lunga ma sicuramente sensata. Credo che il paesaggio (che poi è il tuo genere), contrariamente ad altri generi, abbia due facce: antropizzato (come lo definisci) o apparentemente spopolato, distante anche dalla nostra immaginazione. Entrambi possono essere affascinanti se raccontati nella giusta maniera, tutto dipenderà da come la luce deciderà di mostrarceli.  Ma sono contento che alla fine tu non abbia abbandonato perché rimodulare il nostro modo di fotografare e anche cercare variazioni impegnative come nel tuo caso potrebbe portare a soddisfazioni importanti. Decidere per un nuovo inizio già dovrebbe essere gratificante. Buona nuova luce :)

  • Administrator
51 minuti fa, Viandante ha scritto:

...
Non devo giustificare le mie scelte, solo condividerle, sono ben disposto verso i commenti che possano farmi migliorare e dai quali possa trarre insegnamento.

Quindi sarai contento della mia osservazione: quando esporrai le tue opere in una sala, probabilmente qualcuno ti porrà la mia stessa domanda.

A me pare che fotografare ti dia più lo spunto per raccontare che per mostrare: una forma di autocompiacimento, insomma.

E l'augurio è che prima o poi le due componenti arrivino a congiunzione.

Viandante

Nikonlander

(edited)

  • Nikonlander
5 ore fa, Max Aquila ha scritto:

Quindi sarai contento della mia osservazione: quando esporrai le tue opere in una sala, probabilmente qualcuno ti porrà la mia stessa domanda.

A me pare che fotografare ti dia più lo spunto per raccontare che per mostrare: una forma di autocompiacimento, insomma.

E l'augurio è che prima o poi le due componenti arrivino a congiunzione.

Certo che sono contento se qualcuno commenta ciò che pubblico. 

Non penso però di esporre in nessuna sala, non vedo come queste foto possano essere motivo di un'esposizione. Sono l'unico destinatario delle mie fotografie e pensieri. 

Parlando di fotografia certamente io e te siamo su due livelli molto diversi, magari a te piace osservare una fotografia e leggerla senza interferenze, certamente hai più strumenti di me per farlo. A me piace leggere i pensieri di chi scatta e prendo spunto dalle immagini per condividere i miei. Se la foto non funziona non funzionerà neppure con una didascalia, se invece la foto è valida la didascalia sarà un'aggiunta che potrà piacere o meno ma non sarà determinante. Detto questo, le fotografie che posterò in questo specifico contenuto saranno immagini "semplici", penso infatti anche di intitolare questa raccolta "Ai bordi della strada", visto che saranno foto prevalentemente fatte appunto girellando in auto e fermandomi a scattare quando noterò la situazione adatta, e non penso che proporrò immagini di chissà che spessore. Questo non significa che metto le mani avanti dichiarando che proporrò robetta lasciando intendere che potrei far di più, "semplice" non è per forza sinonimo di banale. Il mio intento in questo caso è quello di condividere il fatto che sto cercando di scattare meno ma di prestare molta più attenzione a ciò che vedo e che voglio ritrarre. Quindi mi piace unire l'immagine ad un breve pensiero. 

Una forma di autocompiacimento dici? Se lo intendi come sentimento di soddisfazione personale nel riuscire nell'intento prefissato (o almeno provarci) sì, perché no? Sarei ipocrita se dicessi che non cerco soddisfazione personale ed autocompiacimento. Se invece lo intendi come soddisfazione vanitosa che trova il suo essere nell'apprezzamento da parte degli altri, quindi una ricerca del modo migliore per piacere agli altri, allora diciamo che avrei dei seri problemi di autostima. 

La condivisione è alla base della comunità che avete creato e che ruota intorno alla fotografia, non devo certo specificarlo ci mancherebbe, condividere o meno queste immagini e pensieri è il mio modo per contribuire. Preferisco farlo così, nel blog che ho a disposizione e nella forma che ho scelto piuttosto che utilizzare le gallerie postando le fotografie con un titolo e nient'altro. Se a qualcuno interessa quello che faccio e come lo propongo saprà dove trovarmi. 

L'augurio che mi fai penso sia sincero e come tale lo apprezzo. 

P.S. Il tuo commento mi ha fatto pensare, è questo quello che conta di più. 

 

Edited by Viandante

Viandante

Nikonlander

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Silenzio
Pressi Borgo San Lorenzo

Probabilmente è proprio questo il titolo che darò all'album nel quale riunirò le fotografie che farò e che avranno come comune denominatore la nebbia.
La campagna nella nebbia mi restituisce sempre due distinte sensazioni, il silenzio appunto e questo mostrare e nascondere che lascia spazio all'immaginazione. Sagome indistinte o appena tracciate che senza la nebbia passerebbero inosservate, soggetti che anche se attenuati risaltano nel grigiore che li circonda. É sicuramente una situazione che mi è congeniale.

 

P1041530 (2).jpg

Viandante

Nikonlander

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  • Nikonlander

Luce ed ombra
Mattina di metà gennaio, vista di S.Maria a Fagna, Scarperia

Luce ed ombra.
C'è un richiamo religioso in questa immagine nella quale la chiesetta si staglia nella foschia, nella quale dei raggi di luce scendono fino ad avvolgerla mentre intorno ci sono sagome indistinte, ombre e nebbia.
Pochi attimi per godere di questa atmosfera, un breve istante da fissare in un'immagine .
Provo un senso di gratitudine per la possibilità di godere di questo.

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Edited by Viandante

Leone Ferraresi

Nikonlander

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Vedo un accenno di Hand of God sulla destra dallo squarcio di luce tra le nubi.
Forse si poteva valorizzare con uno sviluppo differenziato.
Trovo invece inquietante tutto quello scuro in primo piano che incombe sulla povera chiesetta in ombra.

In ogni caso, complimenti per il tuo tanto a lungo rimandato "Nuovo Inizio" : goditelo !

Viandante

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  • Nikonlander
2 ore fa, Leone Ferraresi ha scritto:

Vedo un accenno di Hand of God sulla destra dallo squarcio di luce tra le nubi.
Forse si poteva valorizzare con uno sviluppo differenziato.
Trovo invece inquietante tutto quello scuro in primo piano che incombe sulla povera chiesetta in ombra.

In ogni caso, complimenti per il tuo tanto a lungo rimandato "Nuovo Inizio" : goditelo !

Grazie del passaggio, del commento e degli auguri. 

Sul mio monitor vedo un primo piano molto scuro ma leggibile, sul tablet o smartphone vedo una pappa nera indistinta. La mia idea in principio era quella di fare una silhouette del primo piano e della chiesa sfruttando la luminosità della foschia retrostante. Poi ho cambiato idea ed ho preferito scurire molto ma lasciarlo leggibile, almeno a monitor. Ho legato un primo piano scuro all'idea espressa nel commento, tenebra e foschia intorno alla chiesa. Sullo sviluppo probabilmente hai ragione nel dire che si potevano valorizzare maggiormente i raggi di luce ma uno dei miei obbiettivi è mantenere la scena piu naturale ed aderente a ciò che ho visto, a meno che non voglia una foto creativa e non era questo il caso. Quindi ho preferito lasciare che fossero solo accennati, come li vedevo in fase di scatto. Grazie comunque perché i commenti sono sempre motivo di interesse ed a volte possono far vedere le cose in modo diverso o dare spunti di riflessione. Ciao

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Viandante

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Silenzio (Quadro N°2)
Pressi Borgo San Lorenzo

La nebbia avvolge tutto, sei costretto ad acuire i tuoi sensi, vedi e senti in modo diverso, più intimo. 

Coppie.jpg

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Viandante

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Quotidiano N°3
Fine febbraio Borgo San Lorenzo

Non sappiamo cosa si cela dietro a porte chiuse, ma d'altronde spesso non possiamo vedere neppure troppo oltre a quelle aperte e non sappiamo dove ci porterà il cammino se scegliamo di andare.

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Edited by Viandante

Viandante

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  • Nikonlander

Lei
(Pomeriggio di maggio nei pressi di Borgo San Lorenzo)

Il pensiero di questo posto è una costante negli anni.
Non posso dire di venirci spesso ma ogni tanto penso a questa pianta solitaria e mi fa star bene.
Lei avrebbe certamente bisogno di maggior considerazione da parte mia e le ho promesso di dedicargli un album tutto suo, altrimenti potrebbe perdersi tra le tante altre piante e paesaggi che popoleranno questo, e non se lo merita.
Oggi ho voluto ritrarla nel pieno delle forze, ricoperta di una chioma verde intenso come solo le giovani foglie sanno essere.

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Edited by Viandante

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