HIFIMAN Mini Shangri-La : le nuove elettrostatiche "abbordabili"
Shangri-la è un luogo "mitico" descritto nel romanzo Orizzonte Perduto di James Hilton del 1933 e reso celebre dall'omonimo film di Frank Capra del 1936.
Dovrebbe essere situato sull'Himalaya ed assolutamente introvabile, nonostante ogni sforzo, da chi non è puro di cuore.
In esso sono naturalmente bandite tutte le debolezze umane e si vive in armonia con purezza di sentimenti.
Mitico per una intera generazione, tanto che i piloti del raid di Doolittle del 1942, catturati dai giapponesi, dissero di essere partiti dalla base di Shangri-la.
L'US NAVY mise in mare una portaerei d'attacco classe Essex con questo nome, CV 38, entrata in servizio nel 1944.
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Sul web ho letto recensioni e impressioni contrastanti su queste nuove elettrostatiche.
Che si rifanno nel concetto alle mie "vecchie" Jade II ma che riprendono nel nome le blasonate (e inarrivabili) Shangri-La.
qui la scatola di fianco alle Arya Unveiled, presentate nell'ultima tornata di annunci 2024 di HIFIMAN.
la scatola è più alta perché le cuffie elettrostatiche hanno il cavo fisso che va avvolto dentro alla confezione
qui sono di fianco alle Jade II. Notare la scelta di usare il nuovo archetto "eco", stile HIFIMAN Edition XS.
Sono già collegate al mio vecchio Stax SRM-006t, valvolare di 20-25 anni (che ha quotazioni Ebay inconcepibili ... ed a ragione secondo me), infatti le ho comprate "nude" senza il loro amplificatore dedicato.
Bello ma per il momento per me superfluo.
Il segnale arriva via cavi XLR dal Audio-gd R8HE Mk 3 che a sua volta pesca via I2S dalla DI24HE collegata via USB al mio mini PC.
E andiamo subito alle dolenti note.
HIFIMAN qui è andata al risparmio.
Le Mini Shangri-la sono state concepite al risparmio.
Tutto quanto. Non ho visto l'amplificatore perché ho comprato solo le cuffie fidandomi delle capacità del mio Stax ma le cuffie sembrano cuffie da 350 euro.
L'archetto è quello eco, il materiale sembra latta, il cavo una fettuccia rigida.
Sono meno comode di Arya ma anche di Jade, perché i padiglioni non si muovono e sto meditando di vedere se sia possibile sostituirlo con quello delle Arya.
il marchietto è stampato sull'attacco dell'archetto
i cinque terminali dorati di contatto in "standard" Stax. State tranquilli le HIFIMAN elettrostatiche nascono nel solco della tradizione Stax e sono elettricamente compatibili.
l'aspetto è dimesso con quell'argento che le fa sembrare di latta.
Il cavo è fisso, non si può cambiare se non in fabbrica in caso di taglio o usura.
E' rigido e si impiglia ovunque.
in trasparenza mostrano una colorazione verde
particolari delle regolazioni dell'archetto
il verdolino della copertura del driver elettrostatico
il cuscinetto è abbastanza simile a quello delle Edition XS. Anzi mi sembra che sia tutto molto simile a quel modello (da 387 euro)
Smarcata la costruzione, andiamo al suono.
Sulle prime mi sembravano aspre. Ho preferito subito loro le Arya Unveiled.
Ma dopo un paio di mesi ho cambiato completamente idea.
Intanto, come da mia abitudine, le misure :
HIFIMAN Mini Shangri-La su miniDSP Ears
a confronto le precedenti Jade II (dopo la cura con i nuovi cuscinetti che hanno incrementato il basso)
confronto con varie misure alle Shangri-la stringendo oppure lasciando laschi i padiglioni sulle orecchie.
Sono sensibili al trafilaggio d'aria laterale e la risposta sui bassi varia a seconda del grado di pressione.
Passando da una all'altra con un brano identico, sfruttando il fatto che gli amplificatori delle elettrostatiche hanno sempre più di un attacco per cuffie, la differenza di risposta è evidente.
Più piena e gonfia nel basso per le Jade II, più profonda ma meno potente nelle Shangri-la.
Il medio - la voce - è più rifinita nelle Shangri-la, più elegante, più piacevole.
Insomma, cuffie differenti abbastanza da qualificarle e definirle perfettamente.
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Dopo un rodaggio importante, non concedetevi mai un giudizio sommario su cuffie serie come queste, posso dare un giudizio complessivo.
Sono cuffie di categoria superiore a quella che il loro prezzo suggerisce.
Non ho mai ascoltato le HIFIMAN Susvara ma probabilmente le collocherei in quella fascia (~8000 euro) se si potesse fare una pesatura economica.
Sono eccezionalmente chiare, di un nitore inaudito.
Ogni strumento è ben definito e c'è intorno aria e spazio.
Gli strumenti ad arco, le arpe, le voci, sono semplicemente eccezionali.
Mai ascoltate prima così, tanto che viene difficile staccarsene.
La fatica di ascolto è inesistente, salvo che non vi facciate prendere dall'entusiasmo e non alziate troppo il volume.
La sensibilità comunque è elevata e non serve tanta potenza.
Se la cavano bene con tutto e no si direbbe che il basso sia da elettrostatica.
Giudizio complessivo
Anche con l'heavy metal o l'hard rock si sente tutto a meraviglia.
Il massimo lo danno con la musica acustica registrata in modo eccezionale.
Sono di quelle cuffie che vi danno l'impressione di poter distinguere tra un file a 192Khz e uno a 96 o a 48.
Ma senza le "fanfaronate" eccessivi - mi perdoneranno i loro proprietari - delle HE1000 di tutte le versioni.
Chiare, chiarissime ma velocissime in tutta la gamma di frequenza. Così la musica vi arriva naturale così da sembrarvi senza intermediari.
Anche in basso, si, certo, con cuffie dinamiche siamo da un'altra parte. Ma perdendo quella velocità e coerenza che qui invece sembra naturale.
Tanto da riuscire a percepire il diverso livello solo con un confronto diretto ma senza mai che, ascoltando la musica, vi possa mancare qualche cosa.
L'unico appunto lo faccio alla costruzione. Costano comunque 1250 euro, che diventano più del doppio se non avete l'amplificatore in casa.
Non si può lesinare su dettagli che industrialmente non possono costare più di qualche decine di euro.
Ma all'ascolto generano dipendenza. Io non ho mai ascoltato le Susvara. Chi le conosce, dice che queste suonano in quella categoria (e a questo punto, mi chiedo come possano essere le Shangri-la, quelle senior !)
- simili alle Jade II nella realtà sono cuffie di una categoria superiore. Fanno sembrare quelle, ordinarie e grossolane
- sensibili non serve alzare il volume, anzi, in genere si abbassa
- indispensabile avere una catena al di sopra di ogni sospetto per farle rendere. Costano una cifra ragionevole ma in tutto ci vogliono qualche migliaio di euri per farle galoppare
- suono naturale all'inverosimile, staccano le Arya Unveiled che, per me, sono le migliori planari che ho mai ascoltato
- il basso c'è, ka**o, non credetemi quando vi dico che le elettrostatiche non hanno basso. Queste hanno tutto quello che serve !
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abbastanza comode ma più che altro, sono prive di fatica d'ascolto.
- sembrano di latta; costruttivamente non sono all'altezza del prezzo che costano
- necessitano di un front-end adeguato; non sono cuffie da telefonino o da DAP in single end e anche in questo caso direi che sarebbe sciocco spendere queste cifre per poi pilotarle con l'iPhone o l'iPad come mi pare che qualcuno cerchi di fare
- il cavo non intercambiabile potrebbe essere nel tempo un handicap
- tenuta del materiale da verificare nel tempo (non è mai stato un fiore all'occhiello di HIFIMAN)
Impianto usato per la prova :
- Audio-gd DI24HE, alimentata via USB da un mini pc su cui gira Audirvana come player
- DAC Audio-gd R8HE Mk III collegato via cavo I2S Audioquest
- Amplificatore a valvole in classe A Stax SRM-006t
- cavo in dotazione
- confronto HIFIMAN Arya Unveiled con cavo artigianale inglese
dischi ascoltati :
dischi in grado di valorizzarne le capacità di dettaglio, nitore, definizione, timbrica, dinamica.
Musica ben registrata, chiara, seria.





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